Carla chiede: Dieta e Sindrome di Meniere - Blog - Il dr. Senette risponde.

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Carla chiede: Dieta e Sindrome di Meniere

Pubblicato da in Forum ·
Tags: SindromediMeniere
GENTILE DR. SENETTE LE SCRIVO IN MERITO ALLA PATOLOGIA CRONICA DI CUI SOFFRO ORMAI DA ANNI: LA SINDROME DI MENIERE.
Dopo molti anni, credo di aver raggiunto uno stadio molto avanzato: oltre acufeni, sordità e forti vertigini e nausea, ultimamente le crisi di vertigini sono peggiorate, causandomi perdite quasi complete dell'equilibrio. Dopo ennesima sconfortante visita da un prof otorino (considerato un luminare in materia), mi è stato detto che la medicina tradizionale non ha cure, ma solo le terapie per bloccare la degenerazione della malattia che a quanto pare alla lunga non funzionano né su di me né su tante altre persone con le quali abbiamo reciprocamente condiviso le nostre esperienze.
Pensa che una dieta mirata potrebbe aiutarmi?
La ringrazio anticipatamente pregandola di prendere in considerazione la mia e-mail perché credo interessi parecchie persone.

Dr. Senette risponde:

Gentile Carla, la Sindrome di Meniere  caratterizzata da vertigini, acufeni ed ipoacusia, è stato stabilito con chiarezza essere determinata da una alterazione dei liquidi labirintici: endolinfa, e forse anche perilinfa, rispettivamente i liquidi che riempiono il canale osseo ed il labirinto( ossia quel complesso di formazioni che fanno parte dell’orecchio interno e che comprendono fondamentalmente i recettori dell’udito e della sensibilità spaziale).
Dato che questo ha delle pareti ossee e non estensibili, un aumento del contenuto provoca un incremento della pressione. Le cellule ciliate dei sensori uditivi e dell’equilibrio, che vivono immerse nell’endolinfa, ne risultano schiacciate determinando una compromissione della loro funzione determinando  vertigine, l’instabilità, l’ipoacusia e acufene.
Qualsiasi intervento mirato a ridurre questa pressione è sicuramente indicato nella sua patologia, la differenza sta nella durata e gli effetti avversi dei trattamenti applicati:
da un lato i trattamenti farmacologici a base di diuretici, corticosteroidi e antistaminici vanno ad agire sul sintomo principale ma non sulla causa e hanno una durata strettamente legata alle caratteristiche del farmaco e comunque sempre del tipo on/off non permettendo un ripristino neppur graduale di condizioni fisiologiche.
dall’altra una dieta ben precisa e impostata sulle caratteristiche specifiche di una persona attraverso l’ assunzione di bevande ed alimenti che non inducano ritenzione idrica, riesce ad agire sulla osmolarità, cioè sulla composizione idro-salina dell’organismo, inibendo la sintesi dell’ormone antidiuretico ADH. Questo provoca una maggiore permeabilità delle acquaporine (canali sulla superficie delle cellule) e quindi un riequilibrio idrico  nell’ intero organismo favorendo l’ espulsione naturale dei liquidi che determinano quest’aumento di pressione nel labirinto.
Spero di averle fornito sufficienti spunti per una corretta interpretazione della sua patologia.


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