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		<title><![CDATA[Blog - Il dr. Senette risponde.]]></title>
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		<description><![CDATA[In questa pagina troverai le risposte del dr. Senette alle domande postate dagli utenti.]]></description>
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		<lastBuildDate>Sun, 23 Aug 2026 19:38:00 +0200</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[Come dimagrire dopo i 40 anni?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E9"><div>Superati i 40 anni, in molti si convincono che il metabolismo sia ormai “spento” e che dimagrire sia una battaglia persa. In realtà, il problema non è l’età, ma il progressivo accumulo di abitudini che allontanano l’organismo dal suo equilibrio naturale. Anni di alimentazione eccessiva, pasti troppo frequenti, stress cronico, sonno insufficiente, sedentarietà e ritmi di vita frenetici possono compromettere l’efficienza metabolica e favorire l’accumulo di grasso. Il dimagrimento non nasce dalla rinuncia, ma dal recupero della fisiologia.</div><div><br></div><div>Un’alimentazione semplice, associata a un sonno di qualità, movimento quotidiano, esposizione alla luce naturale e una corretta idratazione, permette al corpo di ritrovare la sua naturale capacità di autoregolazione. Dopo i 40 anni servono strategie capaci di ridurre il carico infiammatorio e rispettare i ritmi biologici. Quando l’organismo riprende a funzionare, il metabolismo diventa più efficiente e dimagrire smette di essere una continua lotta per trasformarsi nella naturale conseguenza di uno stato di salute ritrovato.</div><div><br></div><div>Pietro Senette – Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 17:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Riccardo chiede: come invertire il pre-diabete]]></title>
			<author><![CDATA[Riccardo]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000010B"><div>Dottore, le ultime analisi mostrano una glicemia a digiuno a 112 mg/dL. Il mio medico parla di pre-diabete. Come devo comportarmi per non farlo diventare diabete conclamato?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Caro Riccardo, sei nella finestra temporale ideale per agire e ribaltare la situazione. Il pre-diabete (Alterata Glicemia a Digiuno) indica che il tuo corpo fatica a gestire gli zuccheri, ma il danno non è definitivo. L'obiettivo primario è ridurre l'apporto di carboidrati raffinati a favore di quelli integrali, eliminare gli zuccheri semplici e associare ogni pasto glucidico a una generosa porzione di fibre per rallentare l'assorbimento. Anche una modesta perdita di peso (5-7%) combinata all'attività fisica fa miracoli. Per la gestione clinica completa, leggi la sezione <a href="https://www.senettedietologo.it/diabete-tipo-1-e-2.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/diabete-tipo-1-e-2.html', null, false)">diabete</a>. A presto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 20:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Mal di testa, stanchezza e fame? La risposta potrebbe essere nella disidratazione]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E7"><div><br></div><div><div>Hai mal di testa, sei stanco e hai sempre fame? Forse ti manca acqua. Come spiega Pietro Senette, nutrizionista e ricercatore:</div><div><br></div><div>«C’è chi attribuisce tutto alle alte temperature: stanchezza, mal di testa, difficoltà di concentrazione, calo delle energie. Eppure, in molti casi, il vero responsabile è un altro e passa quasi inosservato: una lieve disidratazione. Non serve arrivare ad avere una sete intensa perché il nostro organismo inizi a soffrire. Anzi, quando compare la sete, il corpo ha già iniziato a compensare una carenza di liquidi. È per questo che molti continuano le proprie attività senza accorgersi che stanno lavorando, guidando o facendo sport con una ridotta efficienza fisica e mentale. I segnali sono spesso sfumati: urine più scure del normale, bocca secca, pelle meno elastica, stipsi, crampi muscolari, capogiri quando ci si alza in piedi e, sorprendentemente, anche un aumento dell’appetito. Non è raro, infatti, che il cervello interpreti la carenza di acqua come uno stimolo alla fame, inducendoci a mangiare quando, in realtà, avremmo semplicemente bisogno di bere. Durante l’estate il rischio aumenta perché con il sudore perdiamo acqua e sali minerali. Per questo non bisogna aspettare lo stimolo della sete, ma distribuire l’assunzione di liquidi nell’arco della giornata, privilegiando acqua e alimenti naturalmente ricchi di acqua, come frutta e verdura.</div><div><br></div><div>Un gesto tanto semplice quanto sottovalutato può fare la differenza: mantenere una corretta idratazione significa sostenere il lavoro del cuore, del cervello, dei muscoli e dei reni, migliorando energia, lucidità e benessere. A volte, la migliore “cura” dell’estate è proprio quella che abbiamo già nel bicchiere».</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 17:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Paola chiede: alimentazione e artrite reumatoide]]></title>
			<author><![CDATA[Paola]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000010A"><div>Gentile Dr. Senette, mia madre soffre di una severa forma di artrite reumatoide. Le terapie farmacologiche sono pesanti. Ci sono alimenti che possono alleviare i dolori articolari?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Cara Paola, l'artrite reumatoide è una patologia autoimmune in cui la dieta ha dimostrato di poter fungere da potente terapia coadiuvante. Un regime alimentare antinfiammatorio, ricco di acidi grassi Omega-3 (salmone, sgombro, noci) che inibiscono le prostaglandine pro-infiammatorie, è essenziale. È inoltre indicato limitare l'acido arachidonico (presente nelle carni rosse) e valutare la sensibilità alle solanacee (pomodori, melanzane) che in alcuni pazienti peggiorano la sintomatologia. Per qualsiasi chiarimento non esitare a contattarmi. Un saluto affettuoso.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 20:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Federico chiede: test intolleranze alimentari in farmacia]]></title>
			<author><![CDATA[Federico]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000109"><div>Buongiorno Dottore, ho fatto un test del capello e un prelievo per le intolleranze alimentari (IgG4) ed è uscito che sono intollerante a quasi tutto! Devo smettere di mangiare questi cibi?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Caro Federico, ti rassicuro subito: le società scientifiche internazionali di allergologia e nutrizione sconsigliano fortemente l'uso dei test IgG4 o del capello, in quanto privi di validità diagnostica. Spesso la positività IgG indica semplicemente che hai consumato recentemente quel cibo, indicando tolleranza, non malattia. Escludere decine di alimenti in base a questi test porta a pericolose carenze nutrizionali. Le vere intolleranze riconosciute sono poche (es. lattosio e glutine). A presto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 20:24:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cosa fare in caso di gastroenterite?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000EA"><div>C’è un momento in cui il corpo sembra smettere di seguire le sue mappe abituali. L’intestino, che normalmente lavora in silenzio come un equipaggio esperto, improvvisamente cambia rotta. È la gastroenterite: una tempesta interna che scombina ritmi, energie e certezze. In questa piccola storia del corpo, la pancia diventa una nave in mare aperto. Le onde sono i crampi, il vento è la nausea, le correnti imprevedibili sono la diarrea. E il capitano - noi - si ritrova a dover capire come non perdere completamente la direzione.</div><div><br></div><div>La gastroenterite, nella maggior parte dei casi, è un viaggio breve ma intenso. Può essere causata da virus, batteri o alimenti non idonei, e si presenta come una burrasca improvvisa. L’intestino si infiamma, accelera i suoi movimenti e perde la capacità di assorbire acqua e nutrienti in modo ordinato. È come se la nave iniziasse a muoversi troppo velocemente, senza più distinguere ciò che deve trattenere da ciò che deve lasciare andare.</div><div><br></div><div>La prima regola come a bordo: non perdere l’acqua dolce! In mezzo alla tempesta, la priorità non è il cibo, ma l’idratazione. L’organismo perde liquidi come una nave che imbarca acqua. E se l’acqua manca, la rotta diventa ancora più instabile. Bisogna bere a piccoli sorsi, come chi misura le risorse in mezzo al mare: acqua naturale; tisane leggere; brodo vegetale filtrato. Meglio evitare bevande troppo zuccherate o gassate: in mare agitato, ogni eccesso può peggiorare la navigazione. Quando la tempesta inizia a placarsi, la pancia ha bisogno di una cambusa essenziale, fatta di alimenti semplici e facilmente digeribili.</div><div><br></div><div>Non è il momento dei banchetti, ma delle razioni di sopravvivenza eleganti e leggere. Tra i compagni più affidabili del viaggio troviamo: riso bianco, come una vela neutra che non oppone resistenza; patate lesse, solide e gentili; carote cotte, morbide come terra addomesticata; banana matura e mela grattugiata, frutti che non disturbano il mare interno; pollo e pesce magro, introduzione graduale e modesta. Sono cibi che non chiedono troppo impegno al nostro apparato digerente, ma l’aiutano a ritrovare equilibrio.</div><div><br></div><div>Ogni buon navigatore sa che ci sono zone da evitare durante la tempesta e anche l’intestino ha i suoi scogli: fritti e grassi, che appesantiscono la nave; latticini (in fase acuta), che possono diventare mare mosso; dolci industriali, correnti zuccherine difficili da gestire; legumi e verdure crude, come venti troppo forti; spezie piccanti, che agitano ulteriormente le acque. Sono elementi che, in un mare già instabile, rischiano di far perdere del tutto la rotta.</div><div><br></div><div>Per fortuna ogni tempesta, per quanto intensa, è destinata a finire. Quando l’intestino inizia a calmarsi, è il momento di riprendere lentamente il viaggio normale. Ma come ogni buon marinaio sa, la bonaccia va rispettata: non si accelera subito, si ascolta il mare. In questa fase, la flora intestinale – il piccolo equipaggio invisibile che abita la nave – può aver bisogno di essere rinforzata. In alcuni casi, fermenti lattici o probiotici possono aiutare a ristabilire l’equilibrio, ma sempre con criterio e personalizzazione.</div><div><br></div><div>È utile anche ricordare che non tutte le tempeste si risolvono da sole. Se la navigazione diventa troppo difficile – febbre alta, sangue nelle feci, disidratazione importante o sintomi prolungati – è necessario “entrare in porto” e affidarsi al medico. Perché anche il miglior capitano, a volte, ha bisogno di una guida esterna per ritrovare la rotta. La gastroenterite è una tempesta improvvisa, ma raramente definitiva. Il corpo ha una straordinaria capacità di tornare alla calma, come il mare dopo il vento forte. Il segreto è dunque non opporsi alla tempesta, ma accompagnarla con scelte semplici: idratazione, leggerezza, ascolto. E alla fine la pancia ritrova la sua bussola… e riprende a navigare serena.</div><div><br></div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 17:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Fame continua? Ecco cosa sta succedendo al tuo corpo]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000EB"></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 17:39:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?fame-continua--ecco-cosa-sta-succedendo-al-tuo-corpo</link>
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			<title><![CDATA[Alessia chiede: benefici della vera Dieta Mediterranea]]></title>
			<author><![CDATA[Alessia]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000108"><div>Salve Dr. Senette, tutti dicono di seguire la dieta mediterranea mangiando pasta tutti i giorni. Ma è davvero questo il segreto della longevità o si è frainteso il modello originale?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Cara Alessia, hai toccato un punto cruciale. La vera Dieta Mediterranea del dopoguerra, che garantiva estrema longevità, non era basata su montagne di farina raffinata. Era fondata su abbondanza di verdure stagionali, legumi usati come fonte proteica principale, cereali antichi integrali, pesce azzurro e olio extravergine d'oliva a crudo. La pasta di grano tenero iper-raffinata moderna c'entra ben poco con il modello originale. &nbsp;Un caro saluto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 20:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le sette cause nascoste che bloccano il dimagrimento]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000EC"><div>Molte persone vivono la stessa frustrazione: dieta, attenzione al cibo, allenamento costante… ma la bilancia non si muove. Il punto è che il problema raramente è la forza di volontà: spesso è il corpo che sta cercando di comunicare qualcosa.</div><div><br></div><div>Immagina il metabolismo come un motore sofisticato: se carburante e filtri non sono ottimali, non può funzionare al massimo.</div><div><br></div><div>Prima causa: stress cronico, che aumenta il cortisolo e spinge l’organismo a “mettere da parte” energia. Seconda: sonno insufficiente, che scompensa fame e sazietà. Terza: sedentarietà, che spegne il segnale di consumo energetico. Quarta: infiammazione cronica silenziosa, che rallenta i processi metabolici. Quinta: alimentazione ultra-processata, che altera appetito e accumulo di grasso. Sesta: squilibri ormonali come la resistenza insulinica, che ostacolano l’uso delle riserve. Settima: restrizioni troppo rigide, che possono portare il corpo in modalità risparmio.</div><div><br></div><div>Il dimagrimento non è una semplice equazione di calorie: è il risultato dell’equilibrio tra ormoni, stile di vita e sicurezza biologica del corpo. Quando questo equilibrio si rompe, il corpo non “fallisce”: si adatta.</div><div><br></div><div>Pietro Senette – Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 17:39:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Esposoma: il nuovo volto del metabolismo]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000ED"><div>Il modo in cui viviamo influenza significativamente il nostro metabolismo</div><div><br></div><div>Per anni ci hanno insegnato che per dimagrire bastasse mangiare meno e muoversi di più. Oggi sappiamo che il metabolismo umano è molto più complesso. Stress cronico, sonno alterato, sedentarietà, inquinamento, farmaci, luce artificiale e cibo ultra-processato influenzano profondamente il modo in cui il nostro organismo produce energia, regola la fame e accumula grasso. Qui entra in gioco il concetto di esposoma: l’insieme delle esposizioni ambientali e biologiche che accompagnano la nostra vita e dialogano continuamente con il metabolismo. Non conta solo ciò che mangiamo, ma anche il modo in cui viviamo: qualità del sonno, stress, microbiota intestinale e ritmi circadiani possono modificare la risposta metabolica.</div><div><br></div><div>Per questo due persone possono seguire la stessa dieta ottenendo risultati molto diversi. Il corpo non è una semplice calcolatrice di calorie, ma un sistema adattivo che reagisce agli stimoli esterni cercando equilibrio e sopravvivenza. La nuova era del metabolismo richiede quindi un approccio più ampio e personalizzato, in cui nutrizione, ambiente ed equilibrio biologico parlano la stessa lingua.</div><div><br></div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 May 2026 17:39:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Giovanni chiede: capillari fragili e insufficienza venosa]]></title>
			<author><![CDATA[Giovanni]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000107"><div>Buongiorno Dottore, a causa del mio lavoro sto in piedi molte ore e a fine giornata ho caviglie gonfie e capillari in evidenza. C'è una dieta per migliorare la circolazione?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Caro Giovanni, certo. L'insufficienza venosa trae enorme beneficio da sostanze vaso-protettrici naturali, in particolare i bioflavonoidi e la vitamina C. Devi arricchire la tua dieta con frutti di bosco (specialmente mirtilli), agrumi, kiwi e verdure a foglia verde, che rafforzano l'endotelio dei vasi sanguigni. Contemporaneamente, è vitale ridurre il sale nascosto per limitare l'edema serale alle caviglie. Per un approfondimento, contattami pure. A presto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 May 2026 20:22:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il DNA è uno spartito (ma la musica la scegliamo noi)]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E5"><div>Il nostro DNA è come lo spartito di una musica: le note sono già scritte e non possiamo cambiarle. Ma il modo in cui quella musica viene suonata può essere completamente diverso. Ed è qui che entra in gioco la nutrizione. I geni non sono interruttori sempre accesi: sono più simili a tasti di un pianoforte.</div><div><br></div><div>Alcuni vengono premuti, altri restano in silenzio. A decidere quali “suonano” davvero è, in gran parte, il nostro stile di vita e, soprattutto, ciò che mettiamo nel piatto ogni giorno. L’alimentazione agisce come un direttore d’orchestra: può armonizzare il sistema oppure creare disordine. Cibi semplici e naturali favoriscono un’espressione più equilibrata, mentre eccessi e abitudini disordinate possono “stornare” il ritmo del corpo.</div><div><br></div><div>Questo significa che non siamo prigionieri del nostro DNA. Abbiamo tra le mani una leva potente: le scelte quotidiane. Ogni pasto è come un segnale che inviamo al nostro organismo. La nutrizione personalizzata, quindi, non è seguire una dieta perfetta, ma imparare a suonare al meglio la propria musica. Perché il copione è scritto, sì. Ma il modo in cui lo interpretiamo fa tutta la differenza.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 May 2026 17:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Laura chiede: carne rossa, infiammazione e tumori]]></title>
			<author><![CDATA[Laura]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000106"><div>Caro Dr. Senette, ci sono così tante notizie contrastanti. La carne rossa fa davvero venire il cancro o infiamma l'organismo? Dovrei diventare vegetariana?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Cara Laura, il dibattito è acceso, ma la scienza è chiara. Le carni lavorate e processate (insaccati, wurstel) sono classificate come cancerogene certe, mentre la carne rossa fresca è 'probabile cancerogeno'. Il problema risiede nell'eccesso, nel metodo di cottura (bruciature da barbecue creano amine eterocicliche) e nella qualità dell'allevamento. Un consumo moderato (1-2 volte a settimana) di carne magra allevata al pascolo non è nocivo per un soggetto sano. Ne parlo nel dettaglio nell'articolo carne rossa e rischio patologie può trovarlo tra gli articoli che scrivo periodicamente per l'unione sarda online a <a href="https://www.senettedietologo.it/articoli-unione-sarda.php" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/articoli-unione-sarda.php', null, false)">questo indirizzo</a>. Un caro saluto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 20:21:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?laura-chiede--carne-rossa,-infiammazione-e-tumori</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Perché non dimagrisci? Gli scambi metabolici potrebbero essere la chiave]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E4"><div>Quando il peso non scende, si tende a puntare il dito su calorie, errori alimentari o mancanza di costanza. Ma la realtà può essere più profonda: il nodo spesso sta negli scambi metabolici, cioè nei processi con cui il corpo assimila ciò che serve ed elimina ciò che è in eccesso.</div><div><br></div><div>Se questi scambi sono rallentati o poco efficienti, l’organismo fatica a utilizzare l’energia e tende ad accumulare. Non è solo una questione di “metabolismo lento”, ma di un sistema che lavora in condizioni di sovraccarico, tra alimentazione disordinata, stress e scarso recupero.</div><div><br></div><div>In questo stato, il corpo attiva una modalità di risparmio: consuma meno, trattiene di più e rende il dimagrimento difficile, anche quando si mangia meno. Non è un errore, ma una risposta intelligente di adattamento.</div><div><br></div><div>La soluzione non è spingere ancora di più con restrizioni o diete drastiche, ma fare il contrario: alleggerire. Semplificare l’alimentazione, regolarizzare i pasti, dormire meglio e ridurre lo stress aiuta a ristabilire scambi metabolici più efficienti. Quando il corpo torna a funzionare in equilibrio, non ha più bisogno di trattenere. E il peso, spesso, si regola da sé.</div><div><br></div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 17:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cambiare vita per migliorare la salute. Quando è il momento giusto per iniziare?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E3"><div>Cambiare vita per migliorare la salute. Quando è il momento giusto per iniziare? I consigli del nutrizionista e ricercatore Pietro Senette:</div><div><br></div><div>«Non esiste un momento giusto, ma la scelta consapevole di ogni giorno Te lo dico subito: non arriva mai! Non esiste il lunedì perfetto, il mese ideale o la fase della vita senza stress. Aspettare “il momento giusto” è spesso solo un modo elegante per rimandare . Perché la verità è questa: la vita non si mette in pausa mentre tu decidi di prenderti cura di te. Ci saranno sempre impegni, stanchezza, giornate no, cene improvvise. Non è il momento giusto che crea il cambiamento. È il cambiamento che crea il momento giusto. E allora sai qual è il momento ideale? Quando smetti di cercare condizioni perfette e inizi da dove sei. Non serve rivoluzionare tutto in un giorno. Serve fare il primo passo possibile: bere più acqua, mangiare con più attenzione, dormire un po’ meglio, muoversi di più. Il cambiamento reale non nasce da un “inizio perfetto”, ma da una scelta ripetuta ogni giorno, anche quando non ne hai voglia. Rimandare ti tiene fermo. Iniziare, anche in modo imperfetto, ti mette già in movimento. Il momento giusto non si aspetta. Si crea».</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 17:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Mangiare dolci senza sensi di colpa: è possibile?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E2"><div>Il nutrizionista ci spiega come mangiare ciò che ci piace senza subirne gli effetti negativi</div><div><br></div><div>Ti hanno fatto credere che esistano… ma non nel modo in cui pensi. Il problema non è il dolce. È quanto è lontano da ciò che il tuo corpo riconosce davvero. Un dolce davvero leggero non è “fit”, “proteico” o “senza zucchero”. È semplice. Il tuo corpo ama il dolce naturale: frutta matura, succosa, viva: banane, datteri, fichi, mango solo per fare qualche esempio. Perché? Si digerisce facilmente, nutre davvero e non crea dipendenza. Il problema dei dolci moderni? Zuccheri + grassi + trasformazioni = caos interno. Piacere subito…pesantezza dopo. Se vuoi qualcosa di più goloso, semplifica: banana + cacao, datteri + frutta secca; pochi ingredienti, veri. Il senso di colpa non viene dal dolce. Viene da come ti fa sentire dopo. Quando mangi naturale, il corpo è leggero. La mente smette di combattere. Non cercare il dolce perfetto. Torna a quello reale. Più è naturale, meno ti pesa. Più è semplice, più ti fa stare bene.</div><div><br></div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 17:13:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Stefano chiede: nutrizione durante lunghi percorsi in bicicletta]]></title>
			<author><![CDATA[Stefano]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000105"><div>Salve Dottore, sono un ciclista amatoriale e nei fine settimana faccio uscite di 4-5 ore. Spesso ho crampi e cali di zuccheri verso la fine. Come devo nutrirmi durante l'uscita?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Caro Stefano, per sforzi superiori all'ora e mezza non basta il pasto precedente, occorre integrare 'on the go'. Durante la pedalata, l'organismo necessita di 30-60 grammi di carboidrati all'ora per risparmiare il glicogeno, da assumere in forma liquida o solida di facile digestione (maltodestrine, barrette energetiche, frutta disidratata). Inoltre, l'idratazione continua con elettroliti (sodio, magnesio) è vitale per prevenire i crampi. Per un piano dettagliato, consulta l'area <a href="https://www.senettedietologo.it/dieta-e-sport.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/dieta-e-sport.html', null, false)">dieta e sport</a>. Buone pedalate.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 20:20:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?stefano-chiede--nutrizione-durante-lunghi-percorsi-in-bicicletta</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Gli errori invisibili a tavola che danneggiano il nostro benessere]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E1"><div>Il nutrizionista ci spiega quali errori danneggiano il nostro benessere</div><div><br></div><div>Non sempre è ciò che metti nel piatto a fare la differenza, ma ciò che accade intorno nel momento in cui mangi. Ci sono errori sottili, quasi impercettibili, che non si vedono ma influenzano profondamente il modo in cui il corpo reagisce al cibo.</div><div><br></div><div>Uno di questi è perdere il senso del limite. Non quello imposto dalle regole, ma quello naturale del corpo: quel punto in cui si è già soddisfatti, ma si continua a mangiare senza accorgersene. È un gesto automatico, spesso scollegato dalle reali necessità.</div><div><br></div><div>Un altro errore è non dare continuità al corpo. Si passa da momenti di eccesso a fasi di restrizione, senza un ritmo stabile. Questo crea confusione nei segnali interni e rende difficile per l’organismo trovare un equilibrio.</div><div><br></div><div>C’è poi una forma più sottile di errore: mangiare senza percepire le conseguenze. Si ignora come ci si sente dopo un pasto: energia, leggerezza, gonfiore, perdendo informazioni fondamentali per regolarsi.</div><div><br></div><div>Infine, si sottovaluta l’importanza del contesto. Mangiare in fretta, in piedi o in ambienti caotici porta il corpo a vivere il pasto come un’interferenza. Gli errori invisibili non fanno rumore, ma nel tempo si accumulano.</div><div><br></div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 18:12:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?gli-errori-invisibili-a-tavola-che-danneggiano-il-nostro-benessere</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Mangiare distratti? Un vero sabotaggio silenzioso]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000E0"><div>Il nutrizionista ci ricorda l'importanza di mangiare senza distrazioni.</div><div><br></div><div>Ogni boccone che ingoi senza prestare attenzione è un piccolo tradimento verso il tuo corpo. Mangiare davanti allo schermo, correndo tra impegni o distratto dai pensieri significa interrompere il dialogo naturale tra stomaco, intestino e cervello, compromettendo la digestione e l’assimilazione dei nutrienti.</div><div><br></div><div>Spesso il risultato non si vede subito, ma si sente: gonfiore, pesantezza, energia che cala e quella sensazione di “pieno… ma vuoto” che rovina la giornata. Sedersi, respirare, masticare lentamente e assaporare il cibo, percependo davvero ciò che serve al corpo, senza forzare i suoi tempi naturali. Solo così la digestione diventa efficiente, l’energia si rinnova e il corpo torna leggero e vitale.</div><div><br></div><div>Mangiare consapevole non è una regola rigida: è rispetto, cura. È un gesto consapevole che ogni giorno trasforma il semplice pasto in un vero dono di benessere personale. Mangiare distratto, invece, è un sabotaggio silenzioso che ahimè paga il corpo e sconta in salute!</div><div><br></div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 18:12:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?mangiare-distratti--un-vero-sabotaggio-silenzioso</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Giorgia chiede: dieta in fase acuta di rettocolite ulcerosa]]></title>
			<author><![CDATA[Giorgia]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000104"><div>Buongiorno Dr. Senette, soffro di rettocolite ulcerosa e attualmente sono in fase acuta con molte scariche giornaliere. Posso mangiare frutta e verdura o devo eliminarle del tutto?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Cara Giorgia, durante la fase di riacutizzazione (fase attiva) delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, l'intestino è ulcerato e altamente reattivo. È essenziale adottare temporaneamente una dieta a bassissimo residuo, eliminando fibre insolubili, verdure crude, legumi interi e cereali integrali per far riposare la mucosa e ridurre l'infiammazione e le scariche. Potrai reintrodurle gradualmente solo in fase di remissione. Puoi trovare dettagli specifici sulla gestione dietetica nella sezione <a href="https://www.senettedietologo.it/colite-rettocolite-ulcerosa.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/colite-rettocolite-ulcerosa.html', null, false)">rettocolite ulcerosa</a>. A presto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 21:19:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?giorgia-chiede--dieta-in-fase-acuta-di-rettocolite-ulcerosa</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'acqua può essere una medicina naturale?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000DE"><div>https://www.unionesarda.it/salute/l-acqua-puo-essere-una-medicina-naturale-jneouzsf</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 16:46:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?l-acqua-puo-essere-una-medicina-naturale-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[I cinque errori più comuni a tavola]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000DD"><div>Il nutrizionista ci spiega gli errori commessi a tavola che influenzano il nostro benessere</div><div><br></div><div>Mangiare male è un sabotaggio quotidiano! Eppure, a tavola commettiamo errori quotidiani che, nel tempo, appesantiscono il nostro corpo e disperdono energia. Il primo errore è mangiare seguendo l’orologio o l’abitudine. Il corpo dovrebbe infatti ricevere cibo solo quando la digestione precedente è conclusa. Anticipare i pasti significa sovraccaricare l’organismo. Il secondo errore comune è mescolare troppi alimenti nello stesso pasto: combinazioni complesse rallentano il lavoro gastrico, favorendo fermentazioni e gonfiore. Si sbaglia anche mangiando troppo velocemente e senza masticare a sufficienza: la digestione inizia in bocca. E bere acqua a tavola? Diluisce i succhi gastrici e rallenta la digestione: il corpo non ama distrazioni mentre lavora! Infine, mangiare in stato di stress o distrazione altera i processi digestivi. Il sistema nervoso deve essere in equilibrio perché il corpo possa assimilare correttamente. “Salute = tempi giusti + semplicità + fame vera.</div><div><br></div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 16:45:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?i-cinque-errori-piu-comuni-a-tavola</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lorenzo chiede: cos'è la sindrome metabolica]]></title>
			<author><![CDATA[Lorenzo]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000103"><div>Dottore, dagli ultimi esami del sangue il mio medico mi ha detto che soffro di sindrome metabolica (pressione alta, trigliceridi alti e girovita largo). Quanto è pericolosa?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Caro Lorenzo, la sindrome metabolica non è una singola malattia, ma un insieme di fattori di rischio che, combinati, aumentano esponenzialmente il pericolo di infarti, ictus e diabete. Tuttavia, la buona notizia è che è una condizione pienamente reversibile attraverso la dieta e l'attività fisica. Ridurre la circonferenza addominale attraverso il taglio di zuccheri e alcol migliorerà simultaneamente pressione e trigliceridi. Per qualsiasi ulteriore info non esiti a contattarmi. Un caro saluto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 21:18:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il cibo può essere uno psicofarmaco naturale?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000DC"><div>Il nutrizionista Pietro Senette spiega come ciò che mangiamo influenzi il nostro benessere mentale.</div><div><br></div><div>«Per secoli abbiamo cercato la serenità fuori da noi, dimenticando che il primo “psicofarmaco” entra ogni giorno dalla bocca. Non è una metafora romantica, ma un dato fisiologico; l’intestino non è solo un organo digestivo: è una centrale biochimica che dialoga costantemente con il cervello. Qui si produce gran parte della serotonina e sempre qui il microbiota modula infiammazione, ansia, tono dell’umore. Il punto nodale della questione è togliere ciò che disturba: eccessi, cibi ultra-processati, zuccheri raffinati e pasti continui affaticano l’organismo ed incrinano l’armonia dei pensieri. Un’alimentazione semplice, naturale, prevalentemente vegetale, ricca di fibre vitali, acqua biologica, grassi buoni e ritmi regolari permette al corpo di autoregolarsi. Quando l’intestino si disinfiamma e il carico tossinico si riduce, migliora anche la chiarezza mentale. Non è magia, è fisiologia: meno picchi glicemici, meno cortisolo, più stabilità neurochimica. Il cibo non sostituisce una terapia quando necessaria, ma può diventare il terreno su cui far rifiorire equilibrio, energia e lucidità. La vera rivoluzione? Curare l’ambiente interno prima ancora dei sintomi».</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 16:45:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Fame o appetito? Come distinguerli]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000DB"><div>Fame o appetito? Come distinguerli? I consigli di Pietro Senette, nutrizionista e ricercatore, per vivere meglio il nostro rapporto con il cibo.</div><div><br></div><div>«La fame non è un problema da gestire né un nemico da controllare: è uno dei segnali più intelligenti e affidabili del corpo. Eppure, molto spesso, quando diciamo “ho fame” …non è fame. È abitudine, stimolo continuo, risposta automatica a orari, emozioni e condizionamenti. La fame vera compare solo quando la digestione è conclusa e il corpo ha realmente bisogno di nutrimento. È silenziosa, calma, non urgente. Non chiede cibi specifici né combinazioni elaborate: quando è autentica, anche il semplice basta. Oggi questa fame è rara, perché il corpo passa gran parte del tempo a digerire, eliminare e cercare equilibrio. L’appetito, invece, nasce nella mente. È improvviso, selettivo, insistente. Si accende con stress, noia, stanchezza o routine. Mangiamo perché “è ora”, perché vediamo cibo, perché cerchiamo sollievo. Ma il corpo, in quei momenti, non chiede nutrimento: chiede pausa, riposo, ascolto. Distinguere fame e appetito non è controllo, è libertà. Quando si smette di forzarsi e si torna ad ascoltare, il corpo si autoregola, la digestione migliora e il rapporto con il cibo si semplifica. Mangiare meno non è un obiettivo: è una conseguenza naturale dell’ascolto».</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 Feb 2026 16:45:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?fame-o-appetito--come-distinguerli</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Francesca chiede: alimentazione e malattie neurodegenerative]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000102"><div>Salve Dr. Senette, avendo familiarità per malattie neurodegenerative come l'Alzheimer, mi chiedo se l'alimentazione possa giocare un ruolo preventivo per proteggere il cervello nel tempo.</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Cara Francesca, assolutamente sì. Oggigiorno il morbo di Alzheimer viene spesso definito in ambito di ricerca 'Diabete di Tipo 3' a causa dello stretto legame tra insulino-resistenza cerebrale, neuroinfiammazione e accumulo di beta-amiloide. Una dieta a basso carico glicemico, ricca di acidi grassi Omega-3, polifenoli e vitamine del gruppo B (in particolare la dieta MIND o approcci simil-chetogenici), ha un potente effetto neuroprotettivo. Approfondisci l'argomento nella pagina <a href="https://www.senettedietologo.it/malattie-neurodegenerative.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/malattie-neurodegenerative.html', null, false)">malattie neurodegenerative</a>. A presto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 21:18:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Metabolismo: come funziona davvero?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000DA"><div>Il metabolismo non è un “motore da accelerare”, ma l’insieme dei processi vitali con cui l’organismo mantiene il proprio equilibrio. L’attività metabolica riflette lo stato generale di salute e la capacità del corpo di assimilare ciò che serve ed eliminare ciò che è superfluo. Quando l’organismo è sovraccarico da eccessi alimentari, stress o stili di vita innaturali, il metabolismo può rallentare.</div><div><br></div><div>Questo rallentamento non è un difetto, ma una risposta di protezione: il corpo riduce le funzioni non essenziali per concentrare l’energia sulla sopravvivenza e sulla disintossicazione. L’energia non dipende solo dalle calorie introdotte, ma dalla qualità dell’assimilazione. Un’alimentazione semplice, naturale e poco elaborata riduce il carico digestivo e permette al metabolismo di funzionare in modo più efficiente.</div><div><br></div><div>Anche il riposo, il sonno, la respirazione e il movimento naturale giocano un ruolo fondamentale. Il metabolismo non si “stimola”, si creano le condizioni perché possa autoregolarsi. Alleggerire, semplificare e rispettare i segnali del corpo è spesso la vera chiave per ritrovare energia e vitalità.</div><div><br></div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 16:44:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Grassi buoni e grassi cattivi: come renderli nostri alleati?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D9"><div>I grassi non sono nemici da combattere, ma alleati silenziosi del nostro corpo, come il vento che spinge una vela: se lo scegli bene, ti porta lontano, se è irregolare o violento, ti fa naufragare.</div><div><br></div><div>I grassi buoni , come quelli contenuti nell’olio extravergine di oliva o nelle noci, sono carburante prezioso, protettori delle cellule e dei tessuti, messaggeri silenziosi che aiutano vitamine e nutrienti a fare il loro lavoro.</div><div><br></div><div>I grassi cattivi , quelli trans e industriali, sono invece tempeste improvvise: il corpo li accumula, fatica a smaltirli e finiscono per generare infiammazione e stanchezza.</div><div><br></div><div>È fondamentale imparare a leggere la natura dei cibi come un libro aperto: preferire ciò che è integrale, non raffinato, non stravolto dai processi industriali. Una manciata di noci, un bel cucchiaio di olio crudo, sono gesti piccoli che proteggono cuore e cervello come guardiani silenziosi.</div><div><br></div><div>In fondo, nutrirsi è come scegliere le vele giuste: con i grassi buoni la vita scorre leggera, con quelli cattivi il viaggio si appesantisce. La scelta è nelle tue mani: coltiva qualità e semplicità, e il corpo ti ringrazierà.</div><div><br></div><div>Pietro Senette – Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 16:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Davide chiede: gestione del diabete gestazionale]]></title>
			<author><![CDATA[Davide]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000101"><div>Gentile Dottore, a mia moglie, alla 25esima settimana, è stato riscontrato il diabete gestazionale dopo la curva da carico. Ha molta paura. Basta la dieta o serve subito l'insulina?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Caro Davide, rassicura tua moglie: nella grande maggioranza dei casi, il diabete gestazionale si controlla perfettamente e unicamente con la dietoterapia medica. È necessario un piano alimentare che distribuisca i carboidrati complessi su 5 o 6 pasti giornalieri, associandoli sempre a proteine o fibre per rallentare l'assorbimento degli zuccheri e prevenire picchi glicemici. L'insulina si prescrive solo se la dieta non basta dopo alcune settimane. Ne parliamo in dettaglio nella sezione dedicata al <a href="https://www.senettedietologo.it/diabete-gestazionale.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/diabete-gestazionale.html', null, false)">diabete</a>. Un saluto affettuoso.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 21:17:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Dimagrire non è soffrire: è prendersi cura di sé]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D8"><div>Dimagrire non dovrebbe mai essere vissuto come una punizione, ma come un percorso di cura verso se stessi. Se lo stai vivendo così, c’è qualcosa che non sta funzionando. Dimagrire non significa soffrire la fame, eliminare tutto ciò che ti piace o vivere aspettando “quando la dieta finisce”. Questo approccio non educa il corpo: lo stressa. E uno stressato… non dimagrisce. Il cibo non è un nemico da controllare, ma uno strumento da imparare a usare.</div><div><br></div><div>Quando mangi meglio non stai “rinunciando”, stai scegliendo. Scegli più energia, più leggerezza, più benessere mentale. Se ogni percorso ti sembra fatto di sacrifici infiniti, sensi di colpa e regole impossibili, il problema non sei tu. È la dieta.</div><div><br></div><div>Dimagrire dovrebbe essere un atto di cura, non di castigo. Un percorso sostenibile, adattato alla tua vita reale, non a un modello irraggiungibile. Se dimagrire ti fa stare peggio, non è dimagrire. È il momento di cambiare approccio. La vera sfida non è “resistere”, ma stare bene.</div><div><br></div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 16:43:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Colazioni leggere tra Natale e Capodanno: idee sane per ripartire bene]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D7"><div>Durante le festività natalizie l’alimentazione tende spesso a diventare più ricca, abbondante e complessa.</div><div><br></div><div>Tra Natale e Capodanno, la colazione rappresenta un momento chiave per aiutare l’organismo a ritrovare equilibrio, senza ricorrere a restrizioni drastiche. Il primo pasto della giornata dovrebbe favorire semplicità, digeribilità e rispetto dei naturali ritmi fisiologici.</div><div><br></div><div>Dopo notti più corte e cene impegnative, l’apparato digerente necessita di riposo. Una colazione a base di frutta fresca di stagione costituisce quindi una scelta coerente. Mele, pere, agrumi o kiwi aiutano l’idratazione e favoriscono la regolarità intestinale, spesso messa alla prova durante le feste.</div><div><br></div><div>Evitare al risveglio combinazioni pesanti, zuccheri raffinati e alimenti industriali, eviterà inoltre gonfiore e stanchezza permettendo al corpo invece di ripartire con maggiore lucidità ed energia. Nei giorni tra Natale e Capodanno, una colazione leggera non è una rinuncia, ma un gesto di cura che prepara il corpo a un nuovo inizio, con gradualità e consapevolezza.</div><div><br></div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 28 Dec 2025 16:43:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Martina chiede: dimagrimento localizzato addome]]></title>
			<author><![CDATA[Martina]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000100"><div>Buongiorno Dr. Senette, sono una donna di 45 anni normopeso, ma negli ultimi due anni ho accumulato molto grasso sull'addome. Esiste una dieta per il dimagrimento localizzato?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Cara Martina, sebbene il dimagrimento puramente localizzato non esista a livello fisiologico, la distribuzione del grasso corporeo è fortemente influenzata dagli ormoni, in particolare l'insulina e il cortisolo (l'ormone dello stress). L'accumulo addominale, specialmente attorno ai 45-50 anni (pre-menopausa), è legato a sbalzi glicemici e stress cronico. Una dieta che mantenga costante la glicemia è la chiave per colpire il grasso viscerale. Puoi trovare le strategie ottimali nella sezione <a href="https://www.senettedietologo.it/obesita--e-sovrappeso.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/obesita--e-sovrappeso.html', null, false)">obesità e sovrappeso</a>. Un caro saluto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 27 Dec 2025 21:16:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[«Più proteine uguale più dimagrimento»: è davvero così?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D6"><div>Il nutrizionista smentisce una convinzione molto diffusa e altrettanto sbagliata.</div><div><br></div><div>Questa è una delle convinzioni più diffuse – e più fuorvianti – quando si parla di controllo del peso. Nella realtà delle cose, il dimagrimento non nasce dall’eccesso di un singolo nutriente, ma dal ripristino dell’equilibrio fisiologico dell’organismo. Le proteine hanno certamente un ruolo, ma solo se inserite in un contesto alimentare semplice, naturale e non stimolante. Le proteine contribuiscono al mantenimento della massa muscolare e favoriscono il senso di sazietà, aiutando a ridurre gli eccessi alimentari. Tuttavia, l’errore comune è pensare che “più sia meglio”. Un apporto proteico eccessivo, soprattutto se proveniente da fonti concentrate e raffinate, sovraccarica gli organi emuntori e aumenta la produzione di scorie metaboliche, ostacolando i naturali processi di autoregolazione del peso. In sintesi, è corretto affermare che la qualità supera la quantità. Quando il corpo non è impegnato a gestire eccessi e tossine, la fame si normalizza, la glicemia si stabilizza e il peso forma emerge spontaneamente come espressione di salute, non di privazione.</div><div><br></div><div>dr. Pietro Senette</div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 22 Dec 2025 16:42:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Che ruolo hanno le fibre nei pasti natalizi?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D5"><div>Il nutrizionista ci spiega come le fibre possono essere nostre alleate durante le festività.</div><div><br></div><div>Le feste natalizie portano in tavola piatti ricchi e gustosi, spesso più calorici e grassi del solito. In questo contesto, le fibre diventano alleate preziose per favorire equilibrio e benessere. Inserirle nei pasti permette infatti di aumentare il senso di sazietà, riducendo il rischio di esagerare con porzioni troppo abbondanti. Le fibre rallentano l’assorbimento degli zuccheri, aiutando a mantenere più stabile la glicemia nonostante la presenza di dolci e carboidrati tipici del periodo. Inoltre, supportano la digestione, contrastano il gonfiore e favoriscono la regolarità intestinale, spesso messa a dura prova dai pasti più impegnativi. Integrarle è semplice: scegliere come contorno un bel pinzimonio di verdure, aggiungere legumi agli antipasti, preferire cereali integrali quando possibile e concludere con un assaggio di frutta secca. Le fibre non tolgono gusto alla festa: lo esaltano, aiutandoci a viverla con leggerezza e consapevolezza.</div><div><br></div><div>dr. Pietro Senette</div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 16:42:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?che-ruolo-hanno-le-fibre-nei-pasti-natalizi-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Alessandro chiede: ernia iatale ed eruttazioni]]></title>
			<author><![CDATA[Alessandro]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000FF"><div>Caro Dottore, mi è stata diagnosticata un'ernia iatale da scivolamento. Soffro molto di senso di pienezza e frequenti eruttazioni dopo i pasti. Posso risolverlo mangiando diversamente?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Caro Alessandro, assolutamente sì. L'ernia iatale altera la meccanica tra stomaco ed esofago. La regola d'oro è evitare la distensione gastrica: fai 5 piccoli pasti al giorno anziché 2 o 3 molto abbondanti. Evita le bevande gassate e mastica lentamente, per non ingerire aria (aerofagia). Devi prestare attenzione anche alla temperatura dei cibi, evitando quelli troppo caldi o ghiacciati. Per un quadro completo, ti invito a leggere l'approfondimento sull<a href="https://www.senettedietologo.it/gastrite---ernia-iatale--reflusso-gastroesofageo.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/gastrite---ernia-iatale--reflusso-gastroesofageo.html', null, false)">'ernia iatale</a>. A presto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Dec 2025 21:15:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?alessandro-chiede--ernia-iatale-ed-eruttazioni</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Cibi pronti o meglio cucinare in casa?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D4"></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Dec 2025 16:41:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?cibi-pronti-o-meglio-cucinare-in-casa-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Quanto è importante la dieta nella sindrome dell'ovaio policistico (PCOS)?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000D2"></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 16:39:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?quanto-e-importante-la-dieta-nella-sindrome-dell-ovaio-policistico--pcos--</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Silvia chiede: come distinguere lipedema da semplice grasso]]></title>
			<author><![CDATA[Silvia]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000FE"><div>Salve Dr. Senette, ho la parte inferiore del corpo (gambe e caviglie) sproporzionatamente grande rispetto al busto, e a volte mi fa male al tatto. Potrebbe essere lipedema? La dieta aiuta?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Cara Silvia, la sproporzione evidente tra parte superiore e inferiore del corpo, unita al dolore alla palpazione e alla facilità nella formazione di ematomi, sono i sintomi cardine del lipedema. È una patologia del tessuto adiposo, non semplice 'grasso in eccesso'. Le diete ipocaloriche classiche spesso falliscono perché il grasso lipedemico è resistente, ma un protocollo dietetico antinfiammatorio (spesso chetogenico) può dare grande sollievo riducendo dolore ed edema. Ne parlo ampiamente nella sezione dedicata a <a href="https://www.senettedietologo.it/linfedema-e-lipedema-.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/linfedema-e-lipedema-.html', null, false)">lipedema e linfedema</a>. Un saluto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 21:15:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?silvia-chiede--come-distinguere-lipedema-da-semplice-grasso</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Dieta e salute del fegato: il segreto è nella leggerezza]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CF"></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 16:37:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?dieta-e-salute-del-fegato--il-segreto-e-nella-leggerezza</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Francesco chiede: dieta per calcoli alla cistifellea]]></title>
			<author><![CDATA[Francesco]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000FD"><div>Buongiorno Dottore, in seguito a un'ecografia mi sono stati trovati dei piccoli calcoli alla colecisti. Come devo modificare l'alimentazione per evitare le coliche biliari?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Caro Francesco, per prevenire la contrazione violenta della cistifellea che causa la colica, è fondamentale limitare i grassi (soprattutto quelli saturi e cotti ad alte temperature). Evita formaggi stagionati, insaccati, fritture e salse ricche. I pasti dovranno essere frequenti e leggeri, privilegiando carboidrati complessi, verdura (con alcune eccezioni) e olio extravergine a crudo in modiche quantità. Per ulteriori chiarimenti non esiti a contattarmi. A presto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 21:14:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Quali sono le intolleranze alimentari più comuni?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CE"></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 16:36:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Non solo allenamento: la prima gara si vince a tavola]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CD"><div>Chi fa sport lo sa: la differenza tra allenarsi bene e rendere al massimo spesso si gioca lontano dal campo, dalla pista o dalla piscina. Si gioca… a tavola. La nutrizione è il “carburante” che alimenta la performance: senza una corretta alimentazione, anche il miglior allenamento rischia di perdere valore.</div><div><br></div><div>Allenarsi significa anche nutrire correttamente il corpo. Un atleta non si prepara solo con ore di fatica e sudore, ma anche con scelte alimentari mirate, calibrate su obiettivi, intensità e tempi di gara. Mangiare nel modo giusto non è una questione di estetica, ma di prestazione, energia e recupero. Ogni movimento, ogni scatto, ogni gesto tecnico nasce da una fonte: l’energia che introduciamo con il cibo.</div><div><br></div><div>I carboidrati (riso, cereali, frutta) sono la benzina che permette di sostenere gli sforzi. I grassi buoni (olio d’oliva, frutta secca, semi) sono fondamentali per la salute ormonale e articolare. E non dimentichiamo l’acqua, il “nutriente invisibile” che mantiene attiva ogni funzione del nostro corpo. Un corpo ben nutrito è un corpo che risponde, resiste, recupera, vince.</div><div><br></div><div>dr. Pietro Senette</div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 15:36:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?non-solo-allenamento--la-prima-gara-si-vince-a-tavola</link>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Che relazione c'è tra sonno e alimentazione?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CC"><div>«Il sonno e l’alimentazione sono due pilastri inscindibili del benessere umano. Sempre più evidenze confermano che ciò che mangiamo influisce direttamente sulla qualità del nostro sonno e che a sua volta il sonno influisce sui meccanismi della fame, del metabolismo e della rigenerazione cellulare».</div><div><br></div><div>Ma qual è il legame tra cibo e riposo? «Sinteticamente, quando uno dei due viene alterato (digiuni troppo prolungati, alimentazione eccessivamente proteica, cibi devitalizzati, abuso di stimolanti), anche l’altro ne risente e viceversa. La digestione è un processo che richiede molta energia. Se la sera consumiamo cibi complessi (carne, latticini, alimenti fritti, combinazioni sbagliate), l’organismo sarà costretto a lavorare per ore durante la notte. D’altro canto, numerosi studi confermano che la privazione di sonno aumenta la fame nervosa, soprattutto per gli zuccheri. In condizioni di stanchezza o stress, il corpo cerca fonti rapide di energia. Tuttavia, questo meccanismo innesca un circolo vizioso: l’energia è breve e la stanchezza ritorna più intensa!»</div><div><br></div><div>Pietro Senette, nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 15:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Chiara chiede: Tiroidite di Hashimoto e glutine]]></title>
			<author><![CDATA[Chiara]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000FC"><div>Caro Dr. Senette, ho scoperto da poco di avere la Tiroidite di Hashimoto. Molti consigliano di togliere il glutine e i latticini. È una scelta corretta o è solo una moda?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Cara Chiara, nel caso di patologie autoimmuni come l'Hashimoto, l'alimentazione mirata a spegnere l'infiammazione di base è fondamentale. Spesso si valuta l'esclusione o la rotazione del glutine e delle caseine perché le loro molecole, attraverso un meccanismo chiamato 'mimetismo molecolare', possono stimolare ulteriormente il sistema immunitario in soggetti predisposti o con alterata permeabilità intestinale (leaky gut). &nbsp;Un caro saluto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 20:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Comfort Food: quando il cibo coccola (e come renderlo un alleato per la salute)]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CB"></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 15:35:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Nutrizione in menopausa: come mangiare per stare bene]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000CA"><div>Il nutrizionista spiega come affrontare questa fase della vita della donna.</div><div><br></div><div>La menopausa è una fase naturale della vita della donna, generalmente tra i 45 e i 55 anni, caratterizzata da cambiamenti ormonali che possono influenzare metabolismo, peso corporeo, salute delle ossa e benessere generale. L’alimentazione rappresenta anche in questo periodo uno strumento fondamentale per affrontare e prevenire problematiche a lungo termine.</div><div><br></div><div>Il cibo va infatti visto non solo come nutrimento, ma come energia vitale che può favorire l’autoregolazione dell’organismo e attenuare i disagi tipici di questo periodo. In menopausa il corpo rallenta alcuni processi, cambia l’equilibrio ormonale e tende ad accumulare più facilmente tessuto adiposo, perde elasticità ossea e muscolare, manifesta vampate, insonnia o sbalzi d’umore. C’è quindi la necessità di sostenere il corpo con un ambiente interno pulito e vitale rendendolo performante al 100%. Frutta fresca di stagione, verdure crude e cotte al vapore, semi oleosi e frutta secca al naturale, legumi e cereali integrali poco lavorati sono le colonne portanti delle donne in climaterio.</div><div><br></div><div>dr. Pietro Senette</div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 15:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Andrea chiede: nutrizione e prestazioni nel nuoto]]></title>
			<author><![CDATA[Andrea]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000FB"><div>Buongiorno Dottore, pratico nuoto agonistico con allenamenti quotidiani di due ore. Fatico ad avere energia nella seconda metà dell'allenamento. Cosa sbaglio nel pre-workout?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Caro Andrea, il calo di energia (il cosiddetto 'muro') nel nuoto di resistenza è il classico segnale di deplezione del glicogeno muscolare. Probabilmente il tuo pasto pre-allenamento manca di carboidrati complessi o non ne consumi a sufficienza nel recupero del giorno precedente. È essenziale strutturare un pasto ricco di amidi e moderato in proteine e grassi circa 2,5-3 ore prima dell'ingresso in vasca. Ho dettagliato l'approccio nutrizionale per gli atleti nella sezione <a href="https://www.senettedietologo.it/dieta-e-sport.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/dieta-e-sport.html', null, false)">dieta e sport</a>. A presto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 20:11:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?andrea-chiede--nutrizione-e-prestazioni-nel-nuoto</link>
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			<title><![CDATA[Nutrigenomica: il cibo che dialoga con i geni]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C8"></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 15:31:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Si può prevenire la steatosi epatica con l’alimentazione?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C7"><div>La steatosi epatica, comunemente conosciuta come “fegato grasso”, è una condizione caratterizzata dall’accumulo eccessivo di lipidi all’interno delle cellule epatiche.</div><div><br></div><div>È oggi considerata una delle principali malattie croniche legate allo stile di vita e, se non affrontata, può evolvere verso infiammazione (steatoepatite), fibrosi e cirrosi epatica. La steatosi non deve essere vista come una “malattia” in senso stretto, ma come un segnale di sovraccarico: il fegato diventa il luogo dove si riflette uno squilibrio globale dovuto a eccessi alimentari e vita sedentaria.</div><div><br></div><div>La strategia preventiva e curativa passa dunque attraverso la rimozione delle cause e il ripristino di un terreno vitale sano. Le ricerche confermano infatti come i principali responsabili di quest’alterazione siano gli zuccheri semplici e il fruttosio industriale presenti nei prodotti raffinati.</div><div><br></div><div>In sintesi, essi creano un insulto epatico, privando l’organo delle proprie competenze. La cura per il fegato grasso non può quindi che partire da una profonda detossificazione del corpo secondo principi naturali di semplicità, frugalità e freschezza.</div><div><br></div><div>dr. Pietro Senette</div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 14 Sep 2025 15:31:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?si-puo-prevenire-la-steatosi-epatica-con-l-alimentazione-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Valentina chiede: alimentazione e cellulite]]></title>
			<author><![CDATA[Valentina]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000FA"><div>Salve Dr. Senette, nonostante faccia sport e beva molta acqua, non riesco a liberarmi della cellulite su cosce e glutei. Ci sono cibi specifici che causano questo problema?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Cara Valentina, la cellulite (Pannicolopatia Edemato Fibro Sclerotica) è un'infiammazione del tessuto connettivo causata da fattori ormonali e vascolari. Dal punto di vista alimentare, i peggiori nemici sono l'eccesso di sodio, gli zuccheri raffinati (che causano glicazione e danneggiano il collagene) e cibi pro-infiammatori. Una dieta ricca di antiossidanti, potassio e vitamina C aiuta a sfiammare i tessuti e supportare il microcircolo. Puoi leggere l'approfondimento nella pagina dedicata alla <a href="https://www.senettedietologo.it/cellulite-lipedema-linfedema.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/cellulite-lipedema-linfedema.html', null, false)">cellulite e ritenzione idrica</a>. Un saluto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 20:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Quanto è importante la dieta nel morbo di Crohn?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C6"><div>Quanto è importante la dieta nel morbo di Crohn?</div><div><br></div><div>Il nutrizionista Pietro Senette spiega come la nostra dieta possa influire in modo decisivo su questa patologia:</div><div><br></div><div>«La malattia di Crohn è una patologia cronica dell’intestino che provoca infiammazione , con fasi di riacutizzazione alternate a periodi di remissione. Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che la dieta occidentale, ricca di grassi, zuccheri e alimenti industriali, può alterare il sistema immunitario e favorire l’insorgenza della malattia . Al contrario, nei Paesi a vocazione rurale, dove si consumano ancora cibi freschi e poco lavorati , il Crohn risulta molto meno diffuso. In questo contesto, l a dieta non deve essere considerata una “terapia alternativa”, bensì un pilastro fondamentale e integrato nella gestione complessiva del paziente . Il sistema digerente, già compromesso dall’infiammazione cronica, è infatti strettamente influenzato da ciò che introduciamo con l’alimentazione. Un regime nutrizionale mirato può contribuire a ridurre l’infiammazione, alleviare i sintomi intestinali, prevenire le carenze nutrizionali e rafforzare il microbiota, elemento chiave per la salute globale . Per questo la dieta, da corretta abitudine quotidiana, diventa a pieno titolo una vera e propria terapia non farmacologica indispensabile!».</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 15:30:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?quanto-e-importante-la-dieta-nel-morbo-di-crohn-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Che differenza c’è tra perdere peso e perdere massa grassa?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C5"><div>Che differenza c'è tra perdere peso e perdere massa grassa?</div><div><br></div><div>Il nutrizionista e ricercatore Pietro Senette spiega come dimagrire in modo sano e duraturo</div><div><br></div><div>«Quando parliamo di “dimagrire”, spesso pensiamo semplicemente a perdere peso sulla bilancia . In realtà questo numero da solo non racconta tutta la verità. Quello che conta davvero non è solo “quanto pesiamo”, ma da cosa è composto il nostro corpo . Un calo di peso può infatti dipendere da vari fattori come la perdita di acqua, fenomeno molto comune nelle prime fasi di una dieta low-carb, oppure dalla riduzione della massa muscolare se l’apporto energetico è insufficiente e non c’è un’attività fisica adeguata. Risultato: la bilancia scende, ma non siamo più sani o più in forma. Perdere massa grassa significa invece ridurre la quantità di tessuto adiposo accumulato nel corpo, mantenendo al meglio la massa muscolare.</div><div><br></div><div>Questo si traduce certamente in un minore rischio di diabete, colesterolo alto, ipertensione da un lato e un aumento di metabolismo basale grazie ai muscoli che “bruciano” più calorie a riposo rispetto al grasso dall’altro. Il vero dimagrimento ha quindi nuovi obiettivi: un corpo più sano, efficiente e duraturo».</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 15:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Luca chiede: aumento di peso in gravidanza]]></title>
			<author><![CDATA[Luca]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F9"><div>Gentile Dottore, scrivo per mia moglie che è al quarto mese di gravidanza. Quanto peso è normale prendere in questi nove mesi per non mettere a rischio il bambino?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div>Caro Luca, l'aumento di peso fisiologico dipende dall'Indice di Massa Corporea (BMI) di tua moglie prima del concepimento. Per una donna normopeso, l'aumento ideale è tra gli 11,5 e i 16 kg. In caso di sovrappeso preesistente, l'incremento dovrebbe essere inferiore (7-11 kg). Mangiare per due è un falso mito: bisogna mangiare 'due volte meglio', curando l'apporto di ferro, acido folico e omega-3. Contattatemi pure per qualsiasi dubbio. Un caro augurio.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 20:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Qual è la porzione di cibo corretta?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C4"><div>Il nutrizionista ci spiega come valutare una quantità di cibo adeguata</div><div><br></div><div>Uno dei dubbi più frequenti dei miei pazienti riguarda le porzioni: quanta pasta posso mangiare? Quanta frutta al giorno è consigliata? Spesso, infatti, non è importante solo cosa mangiamo, ma quanto ne mangiamo! Le quantità sono spesso la differenza tra una dieta equilibrata e una che porta a squilibri di peso e salute. In sintesi, posso affermare che viviamo in un mondo dove l’offerta di cibo è abbondante e spesso “ingannevole”: le confezioni monodose sono più grandi del necessario, nei ristoranti le quantità superano quelle raccomandate e i piatti casalinghi tendono a variare in base alle abitudini familiari. Per chi non vuole passare la giornata a pesare posso suggerire un metodo visivo veloce e pratico: usare la mano come unità di misura. Palmo della mano → carne o pesce; pugno chiuso → pasta, riso o cereali; due mani a coppa → verdura e frutta; un pollice → formaggio stagionato; due pollici → formaggio fresco. Non esistono porzioni “rigide” valide per tutti: tuttavia, avere un riferimento pratico aiuta a ritrovare equilibrio e consapevolezza.</div><div><br></div><div>dr. Pietro Senette</div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 15:29:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Quali effetti ha lo zucchero sulla salute?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C3"><div>Lo zucchero non è di per sé nocivo, ma il consumo eccessivo è associato a resistenza insulinica, diabete di tipo 2, aumento di trigliceridi, pressione e glicemia, malattie cardiovascolari, carie e disturbi dell’umore.</div><div><br></div><div>La letteratura scientifica più recente consiglia di non superare il 5% dell’apporto calorico giornaliero totale in zuccheri semplici. Per ridurlo senza rinunciare al gusto è utile leggere le etichette (attenzione a zuccheri “nascosti” come sciroppo di mais, glucosio, fruttosio), evitare bevande zuccherate, limitare dolci industriali, scegliere yogurt e cereali non zuccherati, usare spezie e abituare il palato alla dolcezza naturale.</div><div><br></div><div>I dolcificanti possono aiutare chi deve controllare glicemia o peso, ma il loro uso prolungato è ancora oggetto di studio: la strategia migliore è ridurre la dipendenza dal gusto dolce.</div><div><br></div><div>Consapevolezza e moderazione sono la chiave per proteggere la salute metabolica, mentale e cardiovascolare. Questi piccoli cambiamenti quotidiani possono fare una grande differenza sulla salute.</div><div><br></div><div>Pietro Senette – Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 Aug 2025 15:29:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sara chiede: gonfiore e colon irritabile]]></title>
			<author><![CDATA[Sara]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F8"><div>Buongiorno Dr. Senette, soffro di sindrome del colon irritabile con alternanza di stipsi e diarrea. La pancia è sempre gonfia. Quali cibi devo eliminare?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Cara Sara, nella sindrome dell'intestino irritabile (IBS) l'eliminazione casuale degli alimenti spesso porta a carenze senza risolvere il problema. Il protocollo scientificamente più valido è la dieta Low-FODMAP, che prevede l'esclusione temporanea di specifici zuccheri fermentescibili (presenti in molti frutti, verdure, latticini e legumi) seguita da una graduale reintroduzione per individuare la tua tolleranza personale. Scopri di più sulla gestione dietetica nella pagina su <a href="https://www.senettedietologo.it/colite-rettocolite-ulcerosa.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/colite-rettocolite-ulcerosa.html', null, false)">colite e colon irritabile</a>. A presto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 20:09:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?sara-chiede--gonfiore-e-colon-irritabile</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Quanto influisce l'alimentazione sulle malattie autoimmuni e infiammatorie?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C2"><div>L’alimentazione nelle malattie autoimmuni e infiammatorie quali artrite reumatoide (ar), lupus eritematoso sistemico (les), morbo celiaco, tiroidite di Hashimoto, sclerosi multipla, psoriasi, morbo di Crohn e colite ulcerosa, giusto per citarne alcune, riveste un ruolo centrale e le ultime evidenze scientifiche dimostrano chiaramente che una dieta personalizzata può cambiare completamente la qualità della vita delle persone che ne soffrono.</div><div><br></div><div>In sintesi, queste malattie condividono uno stato infiammatorio cronico, che può essere alimentato o ridotto dal cibo. Agendo sulla permeabilità intestinale (leaky gut), microbiota alterato (disbiosi), risposta immunitaria innata e adattativa si può arrivare addirittura alla remissione della patologia.</div><div><br></div><div>Non si tratta quindi solo di “evitare” certi alimenti, come sostenuto fino al passato prossimo, ma anche di costruire un’alimentazione che sostenga l’organismo, proteggendo l’intestino, il microbiota e il sistema immunitario. L’obiettivo è “resettare” quest’ultimo e costruirne uno più efficiente e meno effimero.</div><div><br></div><div>dr. Pietro Senette</div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 03 Aug 2025 15:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Quali benefici dal mangiare lentamente?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C1"><div>Il nutrizionista spiega come anche la velocità con cui mangiamo influisca sulla nostra salute.</div><div><br></div><div>Viviamo in una società che corre. Anche a tavola. Spesso mangiamo in fretta, davanti al computer o allo smartphone, senza prestare reale attenzione a ciò che abbiamo nel piatto. Ma rallentare il ritmo con cui mangiamo è un gesto semplice che può fare una grande differenza per la nostra salute, il nostro benessere e persino la nostra linea. Il nostro cervello impiega circa 20 minuti per ricevere il segnale di sazietà dallo stomaco. Se mangiamo troppo in fretta, finiamo per ingerire più cibo del necessario, perché il corpo non ha il tempo di dire “basta”. Mangiare lentamente permette al sistema ormonale che regola la fame di funzionare meglio, aiutandoci a mangiare di meno senza fare fatica. Dal punto di vista funzionale, non bisogna poi dimenticare che la digestione comincia in bocca. Masticare bene ogni boccone permette una prima scomposizione meccanica e chimica del cibo (grazie agli enzimi salivari), alleggerendo il lavoro di stomaco e intestino. Il risultato? Una digestione più rapida e meno pesante, con meno gonfiore, acidità o senso di pesantezza.</div><div><br></div><div>dr. Pietro Senette </div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 15:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Matteo chiede: nutrigenetica e test del DNA]]></title>
			<author><![CDATA[Matteo]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F7"><div>Salve Dottore, sento molto parlare di dieta basata sul DNA. Volevo sapere se la nutrigenetica è utile per chi, come me, fatica a perdere peso nonostante i sacrifici.</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Caro Matteo, la nutrigenetica è uno strumento clinico straordinario. Analizzando specifiche varianti genetiche (SNP), possiamo capire come il tuo corpo metabolizza i carboidrati, i grassi, se sei predisposto all'infiammazione o a carenze vitaminiche. Questo ci permette di cucire una dieta letteralmente su misura per i tuoi geni, superando i blocchi metabolici. Puoi approfondire il funzionamento di questi test nella sezione dedicata alla <a href="https://www.senettedietologo.it/nutrigenetica.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/nutrigenetica.html', null, false)">nutrigenetica</a>. Un saluto cordiale.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 20:08:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Elena chiede: inversione del diabete di tipo 2]]></title>
			<author><![CDATA[Elena]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F6"><div>Gentile Dr. Senette, mi è stato diagnosticato da poco il diabete di tipo 2. Ho letto che con la dieta è possibile 'farlo regredire'. È davvero possibile o dovrò prendere farmaci a vita?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Cara Elena, la ricerca medica attuale ci conferma che, specialmente nelle fasi iniziali, il diabete di tipo 2 può andare in remissione grazie a un calo ponderale mirato (spesso attorno al 10-15% del peso corporeo) e a una dieta specifica a basso indice glicemico che ripristina la sensibilità insulinica. È un traguardo raggiungibile con costanza. Trovi tutte le informazioni sul nostro approccio terapeutico nella pagina sul <a href="https://www.senettedietologo.it/diabete-tipo-1-e-2.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/diabete-tipo-1-e-2.html', null, false)">diabete</a>. A presto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 20 Jul 2025 20:07:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?elena-chiede--inversione-del-diabete-di-tipo-2</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il mito del non mangiare dopo le 18: fatti e finzione]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000C0"><div>Nel mondo dell’alimentazione e della nutrizione, uno dei miti più radicati è quello che ci suggerisce di non mangiare dopo una certa ora, in particolare dopo le 18:00. Questo consiglio, largamente diffuso, sembra avere una logica semplice: se non mangiamo di sera, evitiamo di accumulare calorie inutili che il corpo non avrà modo di bruciare durante la notte. Ma quanto c'è di vero in questa affermazione? La verità fondamentale che spesso viene trascurata è che la salute ed il peso ideale dipendono principalmente dalla qualità e dalla quantità del cibo assunta nell’intera giornata. In sintesi, l’effetto netto di una cena consumata alle 18 rispetto ad una consumata alle 20 dipenderà in larga misura, in entrambi i casi, da quello che abbiamo fatto prima sia in termini di consumo alimentare che di attività fisica. Dal punto di vista ormonale, inoltre, la produzione di leptina, l’ormone della sazietà e la grelina, ormone della fame, sono agevolati dal mangiare pasti regolari durante la giornata, incluso la sera.</div><div><br></div><div>dr. Pietro Senette</div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 15:27:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Disbiosi intestinale: i segnali da non sottovalutare]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BF"><div>L’intestino è spesso definito il nostro “secondo cervello”, e non a caso. Oltre a essere coinvolto nella digestione, svolge un ruolo cruciale nella regolazione dell’umore, del sistema immunitario e dell’infiammazione.</div><div><br></div><div>Alla base di queste funzioni c'è un delicato equilibrio di microrganismi chiamato microbiota intestinale. Quando questo equilibrio si altera, si parla di disbiosi intestinale, una condizione oggi sempre più diffusa, ma ancora poco riconosciuta. Eppure, i segnali che il nostro corpo ci invia non dovrebbero essere sottovalutati.</div><div><br></div><div>La disbiosi può manifestarsi in molti modi. Spesso i sintomi sono subdoli o attribuiti ad altre cause, ma riconoscerli è il primo passo per intervenire.</div><div><br></div><div>Ecco i più comuni: gonfiore addominale frequente, stitichezza o diarrea ricorrente, digestione lenta o pesantezza post-prandiale, intolleranze alimentari nuove o aumentate, stanchezza cronica, pelle spenta, acne o dermatiti, alterazioni dell’umore, ansia o irritabilità, infezioni ricorrenti o sistema immunitario debole.</div><div><br></div><div>dr. Pietro Senette</div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 05 Jul 2025 15:15:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?disbiosi-intestinale--i-segnali-da-non-sottovalutare</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Alimentazione nell’anziano: esigenze specifiche e consigli]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BE"><div>Con l’avanzare dell’età, il nostro corpo attraversa numerosi cambiamenti fisiologici che influenzano anche il fabbisogno nutrizionale. L’alimentazione nell’anziano non è soltanto una questione di quantità, ma soprattutto di qualità, adattabilità e supporto alle nuove esigenze dell’organismo.</div><div><br></div><div>Mangiare bene in età avanzata significa promuovere l’autonomia, rafforzare il sistema immunitario, prevenire fragilità e migliorare la qualità della vita. Una corretta alimentazione nell’anziano non è solo nutrizione: è prevenzione.</div><div><br></div><div>Può aiutare a ridurre il rischio di patologie croniche come diabete, ipertensione, dislipidemie, e contribuisce alla conservazione delle capacità cognitive e motorie. Per questo è fondamentale che ogni piano alimentare sia personalizzato e prescritto da un professionista.</div><div><br></div><div>Frazionare i pasti per favorire una digestione più agevole, prediligere cotture semplici e stimolare l’appetito con piatti colorati, dal sapore gradevole sono tre strategie che pagano sempre. Una dieta adattata alle esigenze dell’età può fare la differenza!</div><div><br></div><div>Dr. Pietro Senette</div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 15:15:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?alimentazione-nell-anziano--esigenze-specifiche-e-consigli</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Fame emotiva: cos’è, come riconoscerla e come gestirla]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BD"></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 21 Jun 2025 14:54:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?fame-emotiva--cos-e,-come-riconoscerla-e-come-gestirla</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Roberto chiede: fame nervosa serale]]></title>
			<author><![CDATA[Roberto]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F5"><div>Caro Dr. Senette, durante il giorno riesco a mangiare in modo sano, ma la sera, dopo il lavoro, vengo assalito da una fame nervosa incontrollabile. Come posso fare?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Caro Roberto, la fame nervosa serale è spesso il risultato di un accumulo di stress unito a una cattiva distribuzione dei carboidrati durante la giornata. Saltare gli spuntini o mangiare troppo poco a pranzo porta a un crollo glicemico serale che il cervello interpreta come un'emergenza, spingendoti verso cibi di conforto. Ribilanciare i pasti è il primo passo. Ti consiglio di leggere l'approfondimento su come gestiamo questi blocchi nella pagina dedicata a <a href="https://www.senettedietologo.it/obesita--e-sovrappeso.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/obesita--e-sovrappeso.html', null, false)">obesità e sovrappeso</a>. Un saluto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 20:06:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?roberto-chiede--fame-nervosa-serale</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Disidratazione: come riconoscerla e prevenirla con la dieta?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BC"><div>Disidratazione: come riconoscerla e prevenirla con la dieta? Il nutrizionista e ricercatore Pietro Senette fornisce alcuni consigli utili in vista della stagione estiva.</div><div><br></div><div>«Con l’arrivo del caldo estivo, la disidratazione diventa un rischio concreto per molte persone . Spesso viene sottovalutata, ma può avere conseguenze importanti sul nostro benessere fisico e mentale. Succede che il corpo perda più liquidi di quanti ne assuma.</div><div><br></div><div>Oltre all’acqua, si perdono anche sali minerali essenziali (come sodio, potassio e magnesio), fondamentali per il corretto funzionamento di muscoli, cervello e organi vitali .</div><div><br></div><div>Riconoscere i segnali precoci è fondamentale per intervenire in tempo: sete intensa, bocca secca, labbra screpolate e concentrazione urine, sono tutte avvisaglie tipiche .</div><div><br></div><div>Oltre a bere acqua regolarmente , puoi aiutare il tuo corpo attraverso diversi cibi, alcuni in particolare: cetrioli (96% di acqua), lattuga, zucchine, finocchi, pomodori, peperoni, anguria, melone, fragole, pesche ed albicocche sono sicuramente nella top ten di questo periodo . Inserire uno di questi alimenti in ogni pasto può arrivare a coprire fino al 20-30% del fabbisogno idrico giornaliero!».</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 14:54:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?disidratazione--come-riconoscerla-e-prevenirla-con-la-dieta-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Estate alle porte, occhio alle diete fake. L’esperto: «La salute non è stagionale»]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BB"><div>Con l’arrivo dell’estate, i social media e le riviste si riempiono di slogan come “perdi 5 kg in una settimana!”, “il trucco per la pancia piatta in 3 giorni” etc.</div><div><br></div><div>È il classico ritorno del “terrore da prova costume”, un fenomeno ciclico che alimenta ansie, illusioni e purtroppo errori nutrizionali anche gravi. Ma cosa si nasconde dietro queste “diete fake”?</div><div><br></div><div>In breve, si tratta di regimi alimentari sbilanciati, privi di fondamento scientifico e spesso promossi da personaggi non qualificati. Nella realtà spesso sono causa di perdita di liquidi e massa muscolare, ma non di grasso.</div><div><br></div><div>Pur comprendendo la pressione estetica legata all’estate che ha trasformato il corpo in un oggetto da esibire, è mio dovere ricordare quanto la salute non sia “stagionale”.</div><div><br></div><div>Migliorare la propria composizione corporea prima dell’estate (o in qualsiasi momento dell’anno), è possibile ma richiede la strategia giusta: porsi obiettivi realistici, personalizzati e non dettati dalla moda e rivolgersi a professionisti della nutrizione.</div><div><br></div><div>Dr. Pietro Senette</div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 01 Jun 2025 14:53:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?estate-alle-porte,-occhio-alle-diete-fake--l-esperto---la-salute-non-e-stagionale-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Giulia chiede: dieta chetogenica e colesterolo alto]]></title>
			<author><![CDATA[Giulia]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F4"><div>Salve Dr. Senette, vorrei iniziare una dieta chetogenica per perdere peso velocemente, ma ho il colesterolo leggermente alto. È compatibile o rischio di peggiorare la situazione?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Cara Giulia, è una preoccupazione molto comune. Una dieta chetogenica ben formulata (VLCKD) non si basa sull'eccesso di grassi saturi, ma sfrutta i grassi sani e le proteine magre, portando spesso a un miglioramento del profilo lipidico grazie al calo ponderale e alla riduzione dei trigliceridi. Tuttavia, non deve mai essere improvvisata. Puoi trovare maggiori dettagli su come strutturiamo questo percorso nella sezione <a href="https://www.senettedietologo.it/dieta-chetogenica.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/dieta-chetogenica.html', null, false)">dieta chetogenica</a>. Un caro saluto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 28 May 2025 20:05:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?giulia-chiede--dieta-chetogenica-e-colesterolo-alto</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.senettedietologo.it/blog/rss/0000000F4</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Colesterolo: come gestirlo con la dieta?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000BA"><div>Il nutrizionista ci spiega come tenerlo sotto controllo attraverso la nostra dieta</div><div><br></div><div>Il colesterolo è una molecola fondamentale per l’organismo umano: entra nella composizione delle membrane cellulari, è precursore della vitamina D, degli ormoni steroidei e dei sali biliari . Tuttavia, quando presente in eccesso, soprattutto nella sua forma LDL (cosiddetto “colesterolo cattivo”), rappresenta un fattore di rischio significativo per malattie cardiovascolari, come infarto e ictus.</div><div><br></div><div>Come nutrizionista, ritengo che l’alimentazione sia il primo strumento di prevenzione e trattamento naturale di tutte le dislipidemie, comprese quelle legate ad alterati valori delle LDL. Quando mangiamo in modo sbilanciato, con eccesso di proteine animali, zuccheri raffinati, grassi saturi e cibi industriali, il corpo si trova in uno stato di intossicazione e sovraccarico metabolico. In questa condizione, il fegato reagisce producendo più colesterolo del necessario, non per errore, ma come meccanismo di difesa e adattamento.</div><div><br></div><div>Sintetizzando: il colesterolo endogeno è regolato dal fegato… ma il fegato risponde alla dieta!</div><div>Dr. Pietro Senette</div><div>NUTRIZIONISTA E RICERCATORE</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 19 May 2025 14:52:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Marco chiede: reflusso notturno e riposo]]></title>
			<author><![CDATA[Marco]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000F3"><div>Buongiorno Dr. Senette, soffro di forti bruciori di stomaco durante la notte. Quali accortezze dietetiche devo seguire a cena per evitare il reflusso?</div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Caro Marco, il reflusso gastroesofageo notturno è un disturbo che impatta pesantemente sulla qualità della vita, ma l'alimentazione gioca un ruolo terapeutico primario. A cena è fondamentale evitare cibi ricchi di grassi, fritti, cioccolato, menta, pomodori e alcolici. Ti suggerisco inoltre di anticipare l'orario del pasto serale, lasciando trascorrere almeno 3 ore prima di coricarti. Per scoprire il protocollo nutrizionale completo, ti invito a consultare la pagina <a href="https://www.senettedietologo.it/gastrite---ernia-iatale--reflusso-gastroesofageo.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/gastrite---ernia-iatale--reflusso-gastroesofageo.html', null, false)">reflusso gastroesofageo</a> . A presto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 May 2025 19:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il significato delle calorie: conta solo il numero?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B9"><div>Il nutrizionista ci spiega quali tipi di calorie portano benefici al nostro corpo.</div><div><br></div><div>Quando si parla di alimentazione, uno dei concetti più diffusi, e spesso fraintesi, è quello delle calorie. Chiunque abbia seguito una dieta o letto l’etichetta di un alimento si è imbattuto in questo termine e troppo spesso la gestione del peso corporeo viene ridotta a una semplice somma aritmetica: «Se consumo più calorie di quante ne introduco, dimagrisco» . Ma è davvero così semplice? La caloria è un’unità di misura dell’energia e, più precisamente, indica quanta energia potenziale il nostro corpo può ottenere da un alimento.</div><div><br></div><div>Il concetto base è corretto: se introduciamo più energia di quanta ne consumiamo, ingrassiamo; se ne consumiamo di più rispetto a quanto ne assumiamo, dimagriamo. Tuttavia, non tutte le calorie sono uguali: il loro impatto metabolico, ormonale e infiammatorio varia notevolmente a seconda della fonte da cui provengono . Mangiare 500 kcal da patatine fritte non è la stessa cosa che mangiare 500 kcal da frutta e verdura fresche. Le prime forniscono energia con pochissimi micronutrienti, le seconde offrono micro e macronutrienti a volontà, oltre a un potere saziante maggiore e un impatto metabolico più favorevole.</div><div><br></div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 09 May 2025 14:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I superfood del 2025: quali funzionano davvero?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B8"><div>Nel 2025, il termine superfood è ancora al centro dell'attenzione mediatica e commerciale. Ma come nutrizionista e ricercatore, è importante che aiuti le persone a distinguere tra moda e reale efficacia scientifica. Non esistono cibi miracolosi, è doveroso dichiararlo subito, ma alcuni alimenti mostrano effettivamente proprietà nutrizionali superiori alla media .</div><div><br></div><div>Tra i protagonisti di quest’anno troviamo l’alga spirulina, la moringa, le cui foglie sono una fonte concentrata di ferro, calcio e vitamina C, il teff, cereale integrale etiope naturalmente privo di glutine e ricco di fibre e minerali ed il kefir d’acqua, alternativa vegana ai fermentati lattici. Altri con proprietà antinfiammatorie e antiossidanti quali curcuma, zenzero e frutti di bosco. Tuttavia, va ricordato che nessun superfood compensa una dieta sbilanciata.</div><div><br></div><div>Il vero “superpotere” è in tutto quanto ci arriva da madre natura: verdure, legumi, frutta, cereali integrali e grassi buoni consumati quotidianamente che fanno davvero la differenza. Il mio consiglio da professionista? Usare i superfood come integrazione consapevole, non come scorciatoia».</div><div><br></div><div>Pietro Senette, nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 04 May 2025 14:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Conosci gli effetti dei cibi ultra-processati sulla salute?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B7"><div>Conosci gli effetti dei cibi ultra-processati sulla salute? Il nutrizionista Pietro Senette spiega gli effetti di questo tipo di cibi sulla nostra salute. «Negli ultimi anni, l’aumento del consumo di alimenti ultra-processati (UPF) ha suscitato preoccupazioni tra medici e ricercatori .</div><div><br></div><div>Questi alimenti, spesso ricchi di zuccheri aggiunti, grassi saturi, sale e additivi artificiali , sono infatti associati a numerosi rischi per la salute .</div><div><br></div><div>Diversi studi scientifici suggeriscono come aumenti percentuali del consumo di questi cibi siano direttamente legati a stesse percentuali di aumento del rischio cardiovascolare in tutte le tipologie di individui .</div><div><br></div><div>Questi alimenti, ricchi di zuccheri semplici e poveri di fibre, sono inoltre noti per influenzare negativamente la regolazione glicemica e portare ad un aumento del rischio di sviluppo del diabete di tipo 2 . Il consumo eccessivo di UPF “non fa prigionieri”, tanto che è stato pure collegato a un aumento del rischio di depressione, ansia e disturbi dell’umore . Vista la crescente evidenza scientifica è fondamentale promuovere una dieta equilibrata, ricca di alimenti freschi per prevenire le malattie croniche e migliorare la qualità della vita».</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 24 Apr 2025 14:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Qual è il miglior cioccolato da scegliere per Pasqua?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B6"><div>La Pasqua è un momento di condivisione e tradizione, spesso celebrato con le classiche uova di cioccolato. Ma tra le tante opzioni presenti sul mercato, quale cioccolato scegliere? Come nutrizionista, il mio consiglio è quello di orientarsi non solo sul gusto, ma anche sulla qualità nutrizionale del prodotto.</div><div><br></div><div>Se dovessi eleggere il “miglior” tipo di cioccolato, il fondente avrebbe sicuramente il primo posto. Contiene infatti una percentuale di cacao superiore alle altre tipologie (idealmente almeno il 70%) ed è ricco di polifenoli, potenti antiossidanti naturali ben noti per contribuire al benessere cardiovascolare. Il cioccolato fondente grazie al contenuto in triptofano, precursore della serotonina, è un vero e proprio antidepressivo naturale, per cui non è sbagliato definirlo “il cibo del buon umore”.</div><div><br></div><div>Per quanto riguarda il cioccolato al latte, sicuramente il più amato, soprattutto dai bambini, è bene sapere che contiene più zuccheri e grassi aggiunti, ha una minore quantità di cacao e spesso include aromi e additivi poco utili. La chiave è quindi un consumo moderato.</div><div><br></div><div>Pietro Senette – Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 13 Apr 2025 14:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'importanza della dieta nel tumore al seno]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B5"><div>Il nutrizionista spiega come la dieta sia fondamentale nel prevenire questo tumore.</div><div><br></div><div>Il tumore al seno è una delle neoplasie più comuni tra le donne, ma la buona notizia è che l’approccio nutrizionale può giocare un ruolo cruciale nella prevenzione, nel trattamento e nel miglioramento della qualità della vita delle pazienti.</div><div><br></div><div>Sono infatti sempre di più gli studi che suggeriscono quanto la dieta possa influenzare lo sviluppo del cancro al seno, in particolare riguardo ai fattori ormonali, come gli estrogeni, ridimensionando così il rischio di sviluppare tumori al seno ormonodipendenti. Alcuni cibi, come quelli ricchi di fibre (frutta, verdura, legumi e cereali integrali), sono gli indispensabili paladini.</div><div><br></div><div>La fibra aiuta infatti a ridurre l’assorbimento di estrogeni, mentre una dieta ricca di antiossidanti e vitamine, come la vitamina C, la vitamina E ed i polifenoli, ha proprietà protettive, contrastando stress ossidativo e l'infiammazione, fattori che favoriscono lo sviluppo del cancro. Un’attenzione particolare la meritano inoltre i grassi, tra i quali quelli insaturi, provenienti da noci, semi e olio d'oliva, si sono dimostrati particolarmente protettivi.</div><div><br></div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 06 Apr 2025 20:06:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'alimentazione influisce sulla salute del cuore?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000B4"><div>Le malattie cardiovascolari (MCV) sono una delle principali cause di mortalità a livello globale e l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel prevenire e gestire questi disturbi.</div><div><br></div><div>In particolare, una dieta ricca di grassi saturi, zuccheri raffinati e sale da cucina aumenta il rischio di ipertensione, colesterolo alto e altre condizioni che predispongono alle malattie cardiache. Al contrario, una dieta sana per il cuore è sicuramente quella ricca di acidi grassi insaturi, fibre, frutta, verdura, associata ormai da tempo ad una riduzione del rischio di questi disturbi.</div><div><br></div><div>Le fibre solubili, in particolare, aiutano a ridurre i livelli di colesterolo LDL legandosi agli acidi biliari nel tratto digestivo, favorendo la loro eliminazione. I polifenoli, antiossidanti naturali presenti nella frutta e nell’olio extravergine d’oliva, hanno dimostrato di avere effetti cardio-protettivi favorendo la dilatazione dei vasi sanguigni e riducendo l'infiammazione, meccanismo chiave nello sviluppo delle patologie cardiovascolari.</div><div><br></div><div>Pietro Senette – Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 21:06:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Quanto conta la dieta nella cura del diabete?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AC"><div><strong><b>Il diabete, una delle malattie metaboliche più diffuse a livello globale, è un disturbo che compromette la capacità del corpo di regolare i livelli di glucosio nel sangue.</b></strong></div><div>Se non gestito correttamente, può portare a una serie di complicazioni gravi, come malattie cardiache, danni renali, neuropatie e problemi oculari. Tuttavia, nonostante la diffusione di trattamenti farmacologici e tecnologie avanzate, <strong><b>una delle soluzioni più potenti e naturali per la gestione del diabete risiede nel nostro stile di vita, in particolare nella dieta.</b></strong></div><div>Diversi studi scientifici confermano che l’adozione di una dieta sana ed equilibrata può ridurre significativamente il rischio di sviluppare complicanze legate al diabete e, in molti casi, portare alla remissione della malattia. <strong><b>La gestione del diabete tramite la dieta consente inoltre di migliorare la qualità della vita.</b></strong></div><div>Per questo motivo<strong><b>, la dieta non deve essere vista come un complemento o un supporto alla medicina convenzionale, ma come un trattamento primario e naturale, che può prevenire, gestire e, in molti casi, guarire il diabete.</b></strong></div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Dottor Pietro Senette</b></strong></div><div><strong><b>Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 09:05:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lo stress fa ingrassare? Sfatiamo un mito]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AB"><div><strong><b>Come nutrizionista, mi capita spesso di sentire dire che lo stress è la causa principale dell’aumento di peso.</b><b> </b></strong>Sebbene lo stress possa sicuramente influire sul nostro comportamento alimentare, è importante chiarire che non è direttamente responsabile dell’ingrassamento.</div><div><strong><b>Piuttosto, lo sono l'alimentazione e le scelte nutrizionali legate a una risposta emotiva.</b></strong> Questo circolo vizioso si crea di fronte a situazioni stressanti, dove molte persone tendono a cercare conforto nel cibo: si parla in questi casi di “alimentazione emotiva”,<strong><b> </b><b>un fenomeno per cui il cibo diventa uno strumento per gestire emozioni come ansia, frustrazione o tristezza.</b></strong></div><div>Per gli “innamorati degli ormoni”, ricordo che<strong><b> </b><b>il cortisolo può effettivamente agire sull’appetito, ma siamo noi a scegliere cosa mangiare quando siamo sotto pressione, non il nostro corpo a “chiederci” di accumulare grasso.</b></strong></div><div>Essere consapevoli di come lo stress influisca sulle nostre scelte alimentari è il primo passo per rompere un circolo vizioso che alla lunga finisce per gravare sulla nostra salute.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Dr. Pietro Senette</b></strong></div><div><strong><b>Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Feb 2025 09:03:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Quanto è importante un’alimentazione consapevole? La parola all’esperto]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000AA"><div><strong><b>Come migliorare il nostro rapporto con il cibo?</b></strong> La parola a <strong><b>Pietro Senette</b></strong>, nutrizionista e ricercatore: «L’alimentazione consapevole è una pratica che si sta diffondendo sempre di più, grazie alla crescente attenzione verso la salute fisica e mentale. Questo approccio si fonda <strong><b>sull’idea che mangiare non dovrebbe essere solo un atto meccanico e automatico, ma un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, la mente e il corpo.</b></strong> Adottare un’alimentazione consapevole significa prestare attenzione a ciò che mangiamo, come lo mangiamo e come ci fa sentire, in modo da migliorare il nostro rapporto con il cibo e favorire il benessere generale. <strong><b>Questa pratica si ispira a quella “mindfulness”, una forma di meditazione che incoraggia a vivere il momento presente senza giudizio».</b></strong></div><div>«Applicata al cibo - conclude Senette -, si tratta di <strong><b>concentrarsi sul gusto, sull’odore, sulla consistenza e sull'aspetto del cibo, senza distrazioni come il telefono o la televisione, e ascoltando i segnali che il nostro corpo ci invia riguardo la fame, la sazietà e le preferenze alimentari».</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Feb 2025 09:02:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il ruolo della dieta nel sostegno al sistema immunitario]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A9"><div><strong><b>Il sistema immunitario è la nostra linea di difesa contro le malattie, ma per funzionare in modo ottimale ha bisogno di un adeguato supporto.</b></strong></div><div>La dieta gioca un ruolo cruciale in questo contesto: ciò che mangiamo può influenzare la nostra capacità di combattere infezioni, di recuperare da malattie e di mantenere in equilibrio la risposta immunitaria.</div><div><strong><b>Un'alimentazione sana, ricca di nutrienti essenziali, è uno degli strumenti più potenti per rafforzare le difese naturali del nostro corpo.</b></strong> La prima linea di difesa del nostro sistema immunitario è costituita da una serie di cellule che per il corretto funzionamento devono disporre di una quantità adeguata di vitamine, minerali e altri nutrienti.</div><div>Vitamina C, vitamina D, Zinco e Selenio sono sicuramente i protagonisti indiscussi ma non sufficienti. <strong><b>Una parte significativa del sistema immunitario è infatti localizzata nell’intestino.</b><b> </b></strong>Un microbiota sano e bilanciato è dunque<strong><b> </b><b>fondamentale per prevenire infezioni e per attivare le difese del corpo.</b></strong></div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>DRr.Pietro Senette</b></strong></div><div><strong><b>Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 01 Feb 2025 09:01:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Mangiare bene nel 2025: la nutrizione per una vita sana e sostenibile]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A8"><div>Il nutrizionista ci ricorda come mantenere uno stile di vita sano a lungo termine.</div><div>In un mondo che cambia rapidamente, anche le nostre abitudini alimentari si stanno evolvendo. La nutrizione non è più solo una questione di calorie, ma di scelte consapevoli che influenzano non solo la nostra salute, ma anche l’ambiente che ci circonda. Negli ultimi anni, abbiamo assistito ad un’esplosione di diete "moda", alcune delle quali oltre ad essere dannose, sono nella pratica insostenibili nel medio-lungo termine. L’obiettivo deve essere invece un’alimentazione equilibrata che fornisca tutti i nutrienti necessari per il nostro corpo. Il piatto ideale è quello che contiene una varietà di alimenti: carboidrati integrali, una proporzionata quantità di proteine, grassi sani, fibre e soprattutto una buona dose di frutta e verdura. Acquistare prodotti locali e stagionali, preferire quelli derivanti da agricoltura biologica e soprattutto diventare consapevoli di ciò che mangiamo riducendo gli sprechi alimentari, sono i passi che tutti possiamo fare per vivere in modo più sostenibile oltre che sano.</div><div>Dott. Pietro Senette</div><div>Nutrizionista e ricercatore</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 09:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Che importanza ha la dieta per i pazienti con fibromialgia?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A7"><div><strong><b>Che importanza ha la dieta per i pazienti con fibromialgia?</b></strong></div><div>Il nutrizionista<strong><b> </b><b>Pietro Senette</b><b> </b></strong>ci spiega come le giuste scelte a tavola possano avere effetti benefici. </div><div><strong><b>«La fibromialgia, malattia cronica caratterizzata principalmente da dolore muscoloscheletrico diffuso, sembra evolversi in modo diverso a seconda della dieta seguita</b></strong>. Sebbene non sia tradizionalmente considerata una patologia infiammatoria, studi recenti suggeriscono che una risposta infiammatoria cronica a livello sistemico possa essere presente nei pazienti con questa condizione.</div><div><strong><b>Alimentarsi con cibi ricchi di antiossidanti, omega-3 e polifenoli, come frutta e verdura fresca, olio d'oliva extra vergine, noci, semi e spezie come la curcuma e lo zenzero, ben noti per le loro proprietà antinfiammatorie, potrebbe dunque giocare in questa partita un ruolo determinante</b></strong>. Parallelamente altri studi altrettanto recenti hanno rivelato che un microbiota intestinale squilibrato potrebbe giocare un ruolo nell’aggravamento della fibromialgia.</div><div>Pertanto, curare la disbiosi spesso presente nei pazienti affetti da questa patologia può, di per sé, rappresentare un modello di cura efficace per supportare i pazienti con fibromialgia».</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 Jan 2025 08:58:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Anche l’alimentazione influenza il benessere psicologico?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A6"><div>Il nutrizionista spiega il legame tra alimentazione e benessere mentale.</div><div>Negli ultimi anni, è emerso un crescente interesse per il legame tra nutrizione e salute mentale. Se da un lato siamo sempre più consapevoli dell'importanza di una dieta equilibrata per la prevenzione delle malattie fisiche, dall'altro, gli effetti dell'alimentazione sul nostro umore e sulla salute psicologica sono altrettanto cruciali. L’alimentazione non solo nutre il corpo, ma anche la mente, influenzando direttamente la produzione di neurotrasmettitori e la risposta allo stress.</div><div>Alcuni nutrienti in particolare, come gli acidi grassi omega-3, le vitamine del gruppo B, la vitamina D e i minerali come il magnesio, sono fondamentali per il buon funzionamento del cervello. Alcune fonti alimentari come le noci, legumi e verdure a foglia verde sono stati associati da tempo alla riduzione dei sintomi di depressione e ansia, mentre una dieta ricca di fibre, probiotici e prebiotici può migliorare la salute intestinale e, di conseguenza, supportare una mente più sana favorendo e migliorando l’asse intestino cervello. &nbsp;&nbsp;</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Jan 2025 08:57:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Come rimettersi in forma dopo le feste?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A5"><div><strong><b>Le festività natalizie sono un periodo di gioia, condivisione e, ahimè, di eccessi alimentari.</b></strong> Tra pranzi abbondanti, cenoni, dolci natalizi e brindisi, non è raro che si accumuli qualche chilo in più. <strong><b>La buona notizia è che, se seguiamo un approccio specificamente calibrato sul nostro corpo, è possibile tornare in forma in tempi relativamente brevi.</b></strong></div><div>Un principio fondante del mondo della corretta nutrizione, è infatti che <strong><b>non esista una “dieta universale” che vada bene per tutti.</b><b> </b></strong>Ogni individuo è unico, con caratteristiche fisiche, genetiche, metaboliche, ambientali ed emotive che influenzano il modo in cui il corpo reagisce agli alimenti.</div><div><strong><b>Questo è il motivo per cui avere una dieta personalizzata, cucita addosso alle proprie esigenze specifiche, è essenziale non solo per raggiungere subito gli obbiettivi desiderati ma soprattutto per mantenere il benessere a lungo termine</b></strong>. Per esempio, una persona con diabete dovrebbe gestire al meglio con la dieta i livelli glicemici, mentre chi soffre di patologie cardiovascolari migliorare la propria salute cardiaca.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 08:54:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Che benefici ha il nostro corpo da una dieta bilanciata?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A4"><div>È ormai un dato assodato: la nutrizione non è solo una questione di calorie e macronutrienti. Ciò che mangiamo ha un impatto profondo e duraturo non solo sulla nostra salute fisica, ma anche sul nostro benessere mentale ed emotivo. Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che una dieta sana può migliorare non solo la memoria e la concentrazione, ma anche l'umore e la gestione dello stress.</div><div>Al contrario, una dieta sbagliata può contribuire a problemi come ansia, depressione e difficoltà cognitive. Un’alimentazione bilanciata, non si limiti dunque a nutrire il corpo ma favorisca contemporaneamente il funzionamento ottimale del cervello.</div><div>I protagonisti indiscussi di questa rivoluzione nutrizionale sono gli alimenti ricchi di antiossidanti, come frutti di bosco, le verdure a foglia verde, le noci e i semi. Questi alimenti proteggono il cervello dallo stress ossidativo garantendo una memoria ottimale, uno stabile tono dell’umore e una maggiore protezione contro malattie neurodegenerative quali l’Alzheimer.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 Dec 2024 08:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Conciliare il Natale con la dieta? Si può, ecco tre consigli]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A3"><div><strong><b>Il Natale è un periodo di festa e convivialità, ma può anche rappresentare una sfida per chi cerca di mantenere uno stile di vita sano.</b><b> </b></strong>Durante le festività, spesso ci lasciamo trasportare da piatti ricchi e irresistibili, mettendo a dura prova la nostra disciplina alimentare.</div><div><strong><b>Come nutrizionista, il mio obiettivo è quello di offrire qualche consiglio utile per gestire con equilibrio i vari pranzi e cene natalizi, senza compromettere la salute.</b></strong></div><div>Il <strong><b>primo segreto</b><b> </b></strong>è quello di mantenere una routine alimentare regolare, con pasti equilibrati e leggeri, evitando di saltare i pasti per scongiurare le abbuffate in occasione dei grandi banchetti. </div><div>Il <strong><b>secondo segreto</b><b> </b></strong>vale tutti i giorni, ma in particolare per le feste: inizia sempre i pasti con una discreta porzione di verdure, preferibilmente crude.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 08:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Quali cibi aiutano a prevenire l'insorgenza delle malattie croniche?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000055"><div><strong><b>Le diete a base vegetale, che includono principalmente frutta, verdura, legumi, cereali integrali, noci e semi</b></strong>, sono sempre più riconosciute come una scelta salutare per la prevenzione e la gestione di malattie croniche come diabete, malattie cardiovascolari e tutte le forme di cancro.</div><div>Questi regimi alimentari sono ricchi di fibre, antiossidanti, vitamine e minerali, e poveri di grassi saturi e colesterolo, caratteristiche che contribuiscono a ridurre l’infiammazione e a migliorare la salute metabolica. Innumerevoli studi scientifici hanno dimostrato che una dieta ricca di alimenti vegetali può <strong><b>migliorare la sensibilità all'insulina, abbassare i livelli di colesterolo e la pressione sanguigna</b></strong>.</div><div>Una dieta a base vegetale è anche utile per la gestione del peso, grazie all’alto contenuto di fibre che aumenta il senso di sazietà e migliora la digestione. Poiché i cibi vegetali tendono a essere naturalmente meno calorici, <strong><b>una dieta basata su di essi favorisce una composizione corporea sana e aiuta a prevenire l’obesità</b></strong>, una delle principali cause di malattie croniche.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Nov 2024 16:39:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Grandi abbuffate di cibo? Ecco quali sono i rischi per la nostra salute]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007C"><div>Il nutrizionista Pietro Senette commenta la moda, diffusa sui social media, di mangiare grandi quantità di cibo.</div><div>«Le abbuffate di cibo sono un problema diffuso nella società moderna, spesso legato a stress, ansia e/o cattive abitudini alimentari, ma ahimè troppo spesso addirittura una problematica esclusivamente modaiola! Sicuramente il primo approccio per combatterle è quello di identificare le cause sottostanti per poter sviluppare un approccio mirato e personalizzato; la consapevolezza alimentare è infatti essenziale per prevenire questo tipo di problematica. Trattandosi di temi strettamente legati alla salute è doveroso e altrettanto utile spiegare in parole chiare e sintetiche i rischi annessi a queste pratiche. Le abbuffate sono generalmente un chiaro campanello d’allarme che ci dice che qualcosa non funziona per il verso giusto nel nostro corpo e chi addirittura ne ha fatto una moda dovrebbe riflettere sull’idea, tutt’altro che fantasiosa, di aumentare la propria esposizione ad una serie di rischi per la salute, tra cui le malattie metaboliche, i disturbi digestivi ma anche problemi cardiaci e complicazioni severe legate agli squilibri nutrizionali».</div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 17:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[L'istamina fa male al nostro corpo?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000059"><div>Mi hanno messo in guardia contro i cibi ricchi di istamina. Quali sono? È vero che andrebbero evitati? Il nutrizionista risponde.</div><div>L’istamina, “mediatore chimico” coinvolto nelle risposte allergiche e immunitarie, ha un ruolo fondamentale nelle patologie allergiche quali, per esempio, l’asma, l’orticaria, la rinite ecc, ma è anche presente come “ingrediente naturale” in numerosi alimenti. Il quantitativo di questa sostanza aumenta soprattutto in seguito ad alcuni trattamenti a cui vengono sottoposti i cibi, come la stagionatura o semplicemente la prolungata conservazione.</div><div>In cima all’elenco dei cibi che contengono più istamina troviamo formaggi, salame, pesce affumicato, crostacei, vino rosso, spumante, frutti di mare, salsa di soia, ma anche alcuni ortaggi, tra cui i pomodori.</div><div>In un organismo sano, l'istamina presente negli alimenti viene degradata velocemente grazie ad un enzima specifico presente a livello dell'intestino tenue, ma questo meccanismo non funziona correttamente nelle persone affette da intolleranza all’istamina che dovrebbero pertanto evitare i suddetti alimenti.</div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 18:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[È vero che celiachia e intolleranza al lattosio sono correlate?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005A"><div><strong><b>Intolleranza al lattosio e celiachia</b></strong> possono spesso <strong><b>coesistere a causa di fattori genetici predisponenti</b></strong>.</div><div>Sebbene la celiachia non comporti alcuna predisposizione particolare nei confronti di altre intolleranze o allergie alimentari, al momento della diagnosi la<strong><b> </b><b>capacità digestiva del lattosio può essere fortemente ridotta in funzione del danno intestinale.</b><b> </b></strong>Quest’ultimo, infatti, a livello dei villi intestinali limita la corretta funzionalità degli enzimi essenziali per digerire i vari nutrienti, tra cui la lattasi. In questo caso, la<strong><b> </b><b>maldigestione del lattosio si rivela essere una condizione transitoria, limitata al periodo necessario al recupero della corretta struttura intestinale</b></strong>.</div><div>L’adozione temporanea di una dieta priva di lattosio deve essere quindi valutata in base al grado di danno intestinale e alla sintomatologia presente.<strong><b> </b><b>Livelli più marcati e diffusi di atrofia dei villi necessitano con maggiore probabilità di un intervento dietologico mirato al ripristino di un’adeguata mucosa intestinale</b></strong>, unica e vera cura per questo tipo di patologie.</div><div><strong><b>Dott. Pietro Senette – Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 20:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dieta e Salute ad Halloween: un binomio possibile]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005B"><div>La festa di Halloween ha ormai da tempo valicato i confini geografici diventando un appuntamento annuale anche da noi in Sardegna. Qui il menù a tema potrebbe essere addirittura salutare! Potete infatti decidere di schierare una discreta varietà di protagonisti stagionali tutti nel podio dei super-food autunnali.</div><div>La regina assoluta della stagione è sicuramente la zucca, da gustare come condimento di un buon risotto, di una sfiziosa pasta fresca oppure semplicemente da sola leggermente speziata come confortante vellutata. Il secondo posto se lo aggiudica invece la sana e nutriente barbabietola che oltre il suo colore a tema ci porta un vero concentrato di sali minerali e vitamine. La consiglio per i palati fini mantecata a delle evergreen linguine aglio ed olio.</div><div>A chiudere il podio non può mancare certo il cavolo viola condimento speciale per gli amanti degli gnocchi. Niente paura, comunque, per i tradizionalisti si può salvare tradizione e salute anche con un classico spaghetto al pomodoro che con il suo tradizionale colore rosso richiama da sempre vampiri e pipistrelli.</div><div>Pietro Senette, nutrizionista e ricercatore</div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 20:33:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Mal di pancia e dieta: cosa evitare a tavola?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005C"><div>Quali alimenti favoriscono la sindrome del colon irritabile?</div><div>Risponde l’esperto: Pietro Senette, nutrizionista e ricercatore. </div><div>«Mal di pancia, sindrome del colon irritabile o colite spastica: sono alcuni dei tanti nomi usati per definire una patologia che interessa l’ultimo tratto dell’intestino, il colon. All’origine della colite, termine generico per indicare un’infiammazione del colon, ci possono essere cause di tipo organico, come ad esempio un’intolleranza alimentare trascurata, quella al lattosio o al glutine, ad esempio, ma di sicuro il comune denominatore delle persone che soffrono di questa patologia è un’alimentazione scorretta! Mangiare in modo leggero, masticare a lungo e bene ogni boccone e bere una quantità adeguata d’acqua lontano dai pasti, è sicuramente la strada maestra da seguire per chi vuole risolvere questa problematica. Evitare, poi, tutti i cibi precotti o conservati inclusi gli insaccati e lo scatolame, i fritti, i grassi saturi, gli zuccheri raffinati, così come gli edulcoranti artificiali, non può che giovare a tutti i tipi di intestino, ma in particolare a quelli infiammati. Lo stress e l’ansia, infatti, favoriscono tutte le alterazioni funzionali dell’apparato digerente, ma la causa scatenante principale resta sempre una dieta inadeguata».</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 21 Oct 2024 19:52:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Autunno, tempo di legumi]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005D"><div>A volte ritornano, direbbero in molti e io aggiungerei per fortuna! In autunno dove le lunghe giornate assolate lasciano il posto a giornate più corte, buie e fresche <strong><b>non potremmo scegliere migliori amici per le nostre tavole.</b></strong></div><div><strong><b>Cibi per troppo tempo considerati erroneamente da poveri sono ricchissimi dal punto di vista nutrizionale tanto da essersi meritati l’appellativo di piatto unico.</b></strong></div><div>Lenticchie, ceci e fagioli ecc. sono tipici della nostra tradizione e consumati con frequenza almeno bisettimanale, a rotazione, vanno tutti bene e consentono al nostro corpo di fare il pieno di sostanze nutritive indispensabili per la nostra salute.</div><div>In particolare, <strong><b>le prime sono considerate tra i baccelli quelli più facilmente digeribili e vero toccasana per il controllo dei valori ematici di colesterolo.</b></strong></div><div>I ceci meritano invece una menzione speciale come paladini di una buona glicemia oltre che benefici per la circolazione cardiaca grazie al loro discreto apporto di magnesio. Consumare legumi è inoltre un importante passo verso diete maggiormente sostenibili.</div><div><strong><b>Dottor Pietro Senette</b></strong></div><div><strong><b>Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 15:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Cambia la stagione, cambia l'umore: come seguire un'alimentazione sana in autunno]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005E"><div>Il nutrizionista spiega cosa mangiare per affrontare la nuova stagione</div><div>Già le nostre nonne imputavano il malessere di questo periodo al cambio di stagione ma sono stati gli esperti a battezzarlo “autumn blues”, una sorta di astenia fisica e mentale che accompagna l’inizio dell’autunno. In questo periodo, il nostro corpo dovrebbe essere capace di adattarsi ai cambiamenti, ma in verità capita molto spesso che gli squilibri ormonali influiscano sulla buona riuscita di questo intento. Il supporto numero uno per affrontare questa trasformazione stagionale arriva per nostra fortuna direttamente dalla tavola! Cereali integrali, in particolare farro e avena, legumi, semi oleosi ed ortaggi sono i nostri principali alleati. Questi alimenti sono infatti ricchi di importanti minerali come il magnesio in grado di ridurre la stanchezza fisica, il potassio, lo zinco e le vitamine del gruppo B in grado di sostenere l’intero sistema nervoso. Chiude il cerchio la vitamina C regina delle vitamine, vero baluardo del nostro sistema immunitario.</div><div><strong><b>Pietro Senette</b></strong></div><div><strong><b>Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 28 Sep 2024 15:52:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Pancia gonfia: è tutta colpa dello stress?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000005F"><div><strong><b>Quasi un italiano su tre soffre di pancia gonfia e in particolare le donne, soprattutto in periodi di stress intenso e qualche giorno prima del ciclo.</b></strong> La pancia gonfia dà una costante sensazione di pienezza che può derivare, nella maggior parte dei casi, da un accumulo di aria nell’intestino.</div><div>Chi ha la pancia gonfia si sente appesantito, non riesce inoltre a respirare profondamente, cosa fondamentale per ossigenare tutto l’organismo e ha la sensazione di essere intasato fin dai primi bocconi di un pasto.<strong></strong></div><div><strong><b>Lo stress troppo spesso chiamato in causa come principale responsabile di questa problematica è in realtà esclusivamente la goccia che fa traboccare un problema organico più profondo: la disbiosi.</b></strong></div><div>Quest’ultima è una condizione di squilibrio microbico intestinale dipendente in concreto da scelte alimentari non coerenti con lo stato di salute del proprio corpo. Lo stress in pratica mima l’effetto che avrebbe del sale sulla cute lesa: la irrita ulteriormente ma non è certo causa della lesione.</div><div><strong><b>Pietro Senette</b></strong></div><div><strong><b>Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 Sep 2024 15:54:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Settembre: l’uva ci cura e depura]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000060"><div><strong><b>In una parola si chiama Ampeloterapia, un nome che deriva dal greco “ampelos” che significa “vite”.</b></strong></div><div>In breve, si sfrutta la capacità dell’uva, perfetto mix di vitamine e minerali e antiossidanti di depurare il nostro corpo dalle tossine. In particolare, <strong><b>la scienza ha dimostrato che i polifenoli contenuti nell’uva sono molecole efficaci nel combattere i radicali liberi, responsabili del deterioramento dei tessuti e del nostro DNA.</b></strong></div><div>Questo eccezionale frutto permette inoltre di purificare l’intestino e il fegato oltre che contribuire a ridurre la pressione sanguigna e regolare il battito cardiaco grazie al discreto contenuto in potassio.</div><div>L’ampeloterapia andrebbe eseguita al termine dell’estate e nel primo autunno poiché <strong><b>è proprio durante il periodo estivo che il corpo umano tende a produrre una quantità maggiore di radicali liberi.</b></strong></div><div>Attenzione però alle cure “fai da te”: l’uva infatti, può rappresentare un problema per chi soffre di <strong><b>diabete, ulcera, problemi renali e soggetti con l’intestino irritabile. </b></strong></div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Dottor Pietro Senette</b></strong></div><div><strong><b>Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 15 Sep 2024 15:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Come combattere il caldo a tavola?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000061"><div>Il nutrizionista fornisce alcuni suggerimenti su come comportarci nei giorni di particolare afa</div><div>In genere nei giorni in cui le temperature si alzano tanto e l’afa fa perdere il respiro, sarebbe indicato fare pasti leggeri, facilmente digeribili che apportino acqua, vitamine e sali minerali persi con la sudorazione. Via libera ad insalate a base di verdura fresca, ad esempio i cetrioli fantastici per rifornirci di acqua e antiossidanti. Madre natura ci offre poi ancora tutta la frutta estiva, ricca di acqua quasi a ricordarci che in questa stagione è fondamentale mantenere un buono stato di idratazione. Meloni, anguria, pesche che contengono un mix di sali minerali e vitamine che proteggono la pelle dall’invecchiamento; more e uve, specialmente quelle rosse che ci aiutano a fare il pieno di antiossidanti e sostenere il microcircolo venoso e linfatico. È d’altro canto importante ridurre drasticamente l’apporto di alcool, bevande zuccherate e cibi eccessivamente grassi che rischiano di appesantire la digestione. È fondamentale inoltre bere più acqua del solito lontano dai pasti, magari aromatizzata con una fetta di limone che ne aumenta la capacità dissetante.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Pietro Senette</b></strong></div><div><strong><b>Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 08 Sep 2024 15:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dieta dopo le vacanze estive: il vademecum per il mese di settembre]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000062"><div>Il nutrizionista ci ricorda come regolarizzare la nostra dieta dopo l'estate</div><div>Durante le vacanze, insieme a noi, è andata in ferie anche la dieta! Settembre è un mese particolare, interfaccia tra estate ed autunno, ma anche mese dei buoni propositi. <strong><b>La prima regola d’oro</b></strong> per portarli a termine è la <strong><b>gradualità</b></strong>. Con il giusto approccio e senza strafare è necessario rimettere in ordine il nostro corpo e regolarizzarlo.</div><div>Lasciamo da parte, quindi, diete miracolose basate esclusivamente sul mero conteggio calorico e di dubbia validità scientifica, per concentrarci invece su<strong><b> </b><b>approcci dietologici integrali</b></strong>. In questo periodo madre natura e, forse neanche troppo per caso, ci offre più di un’opportunità. <strong><b>Da un lato alimenti tipicamente estivi</b><b> </b></strong>quali <strong><b>meloni, angurie e pesche</b></strong>, ma allo stesso tempo sapori tipici e sfiziosi come la deliziosa e decantata <strong><b>uva</b></strong> che iniziano a traghettarci verso l’autunno.<strong><b> </b><b>Vitamine B, che favoriscono il rilassamento nervoso</b></strong>, <strong><b>la A e la C che contribuiscono a mantenere in salute i vasi sanguigni</b></strong>, ed il <strong><b>resveratrolo</b></strong>, vero <strong><b>elisir di giovinezza per le nostre cellule</b></strong>, sono gli immancabili per una remise en forme al top.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>dr.Pietro Senette – Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 01 Sep 2024 15:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Estate da bere: come superare la "prova aperitivo"]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000063"><div>Le vacanze estive sono ormai tutt’altro che un miraggio e la voglia di aperitivo impazza. La convivialità è un aspetto tutt’altro che trascurabile, ma per evitare sgraditi annessi e connessi contraccolpi sul giro vita è bene attenersi a qualche indolore raccomandazione. L’aperitivo è infatti momento di relax e gusto ma pure pieno di insidie se non si pone attenzione. Alcuni individui pensano di ovviare al problema con semidiuni del giorno dopo spronati dai sensi di colpa. Tutti sforzi inutili ed in alcuni casi addirittura dannosi per il nostro corpo. Quello che realmente serve sono 3 piccole precauzioni: 1) idratarsi correttamente tutto il giorno e in particolare consumare uno-due bicchieri d’ acqua + una mela prima di uscire; 2) non scordare di fare merenda un paio d’ore prima, idealmente con frutta e/o verdura; 3) ultima avvertenza, ma non per importanza è quella di &nbsp;non mischiare troppo e non eccedere nelle quantità. Senso di sazietà e palato usciranno entrambi vincenti.</div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>dr.Pietro Senette</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Nutrizionista e ricercatore</b></span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 17 Aug 2024 15:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Stefania chiede: perdere peso]]></title>
			<author><![CDATA[Stefania]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000098"><div><span class="fs16lh1-5">Buonasera Dr Senette, sono molto
frustrata perch</span><span class="fs16lh1-5">é </span><span class="fs16lh1-5">nonostante i miei sforzi, non
riesco a perdere peso. Ho cercato diverse diete e programmi d'allenamento, ma i
risultati sembrano essere limitati. Cosa potrebbe essere la causa sottostante
di questa difficoltà a perdere peso? Quali suggerimenti o consigli potresti
darmi per affrontare questo problema in modo efficace? Grazie in anticipo per
la sua assistenza.</span></div><div><span class="fs16lh1-5"><br></span></div><div><b class="fs16lh1-5">Dr. Senette risponde: </b></div><div><span class="fs16lh1-5"><b><br></b></span></div><div><div><span class="fs16lh1-5"><b>Cara Stefania, capisco quanto possa essere frustrante non
vedere i risultati desiderati nonostante gli sforzi dedicati alla perdita di
peso. È importante sottolineare che ci possono essere molte ragioni sottostanti
alla difficoltà nel perdere peso, e spesso è necessario esaminare diversi
aspetti del tuo stile di vita e della tua salute. L<span class="cf1">a prima cosa da fare è sicuramente
valutare</span> attentamente la tua
alimentazione. Mantenere un bilancio calorico negativo (consumare meno di ciò
che si brucia) è essenziale per la perdita di peso.<span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;</span><span class="cf1">L</span>'attività
fisica è un altro componente fondamentale per la perdita di peso e il
mantenimento della salute. Assicurati di avere un programma d'allenamento
equilibrato che includa sia l'allenamento cardiovascolare che il rafforzamento
muscolare. Inoltre, lo stress cronico e
la mancanza di sonno possono influire negativamente sulla perdita di peso.
Trova modi per gestire lo stress e cerca di garantirti un sonno di qualità. Può essere d’ aiuto tenere un diario
alimentare, misurare i progressi e rimanere motivata. Un nutrizionista o un
dietologo possono sicuramente aiutarti a impostare obiettivi realistici e
tenerti concentrata. Non dimenticare che
la perdita di peso richiede tempo e pazienza. Non arrenderti se i risultati non
sono immediati. Adottando un approccio equilibrato, puoi aumentare le tue
possibilità di successo nel raggiungere i tuoi obiettivi di perdita di peso.</b></span></div>

<div><span class="fs16lh1-5"><b>Se hai piacere,
sarò felice di discutere ulteriormente il
tuo caso specifico e aiutarti a pianificare un percorso di perdita di peso
adeguato alle tue esigenze, contattami.</b></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 11 Aug 2024 14:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Con l'estate impazza lo street food: ma quanto è salutare?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000064"><div>Con l’arrivo dell’estate, è una realtà oramai assodata, la vita di tutti noi è più fuori che dentro casa! Ecco, quindi, <strong><b>ghiotte occasioni come lo street food fare capolino e strizzarci l’occhio</b></strong>.</div><div>Il cibo da strada è sicuramente molto comodo e può rappresentare un’alternativa per chi non ha molto tempo per mangiare ma ahimè, purtroppo, non proprio salutare. Sia per chi segue una dieta ipocalorica, sia per chi semplicemente cerca uno stile di vita sano ed equilibrato, lo street food andrebbe consumato occasionalmente.</div><div><strong><b>È doveroso comunque fare una distinzione tra i diversi cibi da strada, alcuni più salubri di altri.</b></strong> Stanno sempre più prendendo piede, ad esempio, i “salad-bar” che prevedono nei menù insalate da asporto, a volte con l'inserimento di cereali (tipo cous cous o quinoa), oppure semplicemente un panino integrale con verdure, entrambe scelte che mettono d’accordo praticità salute. Per gli inguaribili amanti di kebab e pizza, non resta invece che la misura, “sola dosis venenum facit” sosteneva Paracelso nel XVI secolo!</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Pietro Senette</b></strong></div><div><strong><b>Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 16:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Estate, tempo di gelato: come conciliarlo con la dieta?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000065"><div>Il gelato, un alimento troppo spesso demonizzato durante le diete, può se consumato nella maniera adeguata, diventare un mero peccato veniale.</div><div>Da gustare preferibilmente da solo per evitare lotte metaboliche intestine, il gelato può essere considerato un pasto veloce piacevole e soddisfacente. Questo alimento è infatti normalmente composto da latte, uova, frutta, frutta secca, tutti alimenti che, se sapientemente dosati possono rientrare nella dieta di chiunque. Occorre per semplicità distinguere principalmente due casi: quello di chi sta seguendo una dieta ipocalorica e chi invece vuole non perdere la propria silhouette. Nel primo caso è preferibile scegliere un gelato alla frutta piuttosto che alla crema e scegliere un formato medio di 2-3 palline e 2-3 cialde direttamente in sostituzione del pranzo o della cena. Nel secondo è possibile inserire un gelato fatto di due-tre gusti a scelta massimo due volte a settimana in luogo di uno dei due spuntini.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Pietro Senette – Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Jul 2024 16:02:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Estate, tempo di svago e vacanza: come gestire gli “sgarri” alimentari]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000066"><div>Il nutrizionista e ricercatore Pietro Senette ci dà dei consigli per toglierci qualche sfizio senza sacrificare la nostra linea</div><div>«Con l’arrivo dell’estate seguire la dieta è sicuramente più complicato ma non impossibile. Le vacanze estive sono infatti metafora di svago, convivialità ma anche occasione di trasgressione che, se gestita male, può lasciare insieme ai bei ricordi anche qualche chilo di troppo. Come far sì che gli sgarri estivi divengano peccati veniali? La prima delle strategie utili è quella di idratare costantemente il nostro corpo: è infatti facile confondere sete con la fame. Altra regola salva linea è quella di far precedere lo “sgarro” a cena dal resto della giornata da “bravo scolaro”, rispettando dunque la dieta abituale. Questo eviterà da un lato di arrivare affamati alla cena galeotta e dall’altro assicurerà al corpo tutti i nutrienti necessari per un perfetto metabolismo. Se il “pasto libero” dovesse invece capitare a pranzo, niente paura, basterà invertire i pasti principali. Infine, è importante ricordare che la socialità comporta spesso “calorie extra” come ad esempio gli alcolici, che oltre essere poco salutari tendono pure a far lievitare il peso».</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 30 Jun 2024 16:03:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?estate,-tempo-di-svago-e-vacanza--come-gestire-gli--sgarri--alimentari</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Gambe gonfie, vene varicose e cellulite? Si combattono a tavola]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000067"><div><strong><b>Gambe stanche</b></strong> e <strong><b>pesanti</b></strong>,<strong><b> </b><b>fragilità capillari</b><b> </b></strong>e <strong><b>pelle a buccia d’arancia</b><b> </b></strong>sono tutti segni d’<strong><b>insufficienza venosa</b></strong>, malessere che tende ad acuirsi soprattutto nella stagione estiva.</div><div>Il rimedio numero uno arriva anche in questo caso dal cibo. Ci sono <strong><b>alimenti che sono un vero e proprio toccasana</b><b> </b></strong>per questo disturbo perché particolarmente ricchi di antiossidanti, componenti in grado, in modo fisiologico, di rinforzare e rendere più elastiche le vene e migliorare così la circolazione del sangue.</div><div>L’elenco dei principi attivi naturali è assai lungo ma i principali e maggiormente efficaci sono la <strong><b>vitamina C</b></strong>, il<strong><b> </b><b>beta carotene</b></strong>, i <strong><b>bioflavonoidi</b><b> </b></strong>e gli <strong><b>antociani</b></strong>. I superfood che ne contengono una maggior quantità in questo periodo sono i seguenti:<strong><b> </b><b>carote, ananas, mirtilli, more, melone, ciliegie e fragole</b></strong>. Tutti questi cibi andrebbero consumati ogni giorno, e il caso vuole che madre natura ce li faccia trovare disponibili proprio quando ne abbiamo più bisogno! Come diceva il grande Albert Einstein “ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata”.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Pietro Senette – Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Jun 2024 16:04:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La dieta può influire sulla nostra pressione arteriosa?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000068"><div>Durante l'estate, molte persone sperimentano una diminuzione della pressione arteriosa, o ipotensione, che può portare a sintomi come stanchezza, vertigini e debolezza. Tralasciando i casi iatrogeni sui quali è necessario rivedere la terapia, per tutti gli altri mantenere una dieta equilibrata è essenziale per controllare la pressione sanguigna e prevenire problemi cardiaci.</div><div>L’estate fortunatamente risulta una stagione assai generosa dove è possibile sfruttare la vasta disponibilità di frutta e verdura fresca, ideali per mantenere una dieta che favorisca la salute cardiaca. Questi alimenti sono infatti fondamentali grazie al loro contenuto di due elementi capisaldi del volume ematico: preziosi elettroliti e immancabile acqua biologica.</div><div>Preferire pasti leggeri e frequenti piuttosto che abbondanti e pesanti aiuta invece a diminuire l’impegno digestivo del nostro corpo e a mantenere stabili i livelli di energia. Bere un’adeguata e costante quantità di acqua oligominerale ed evitare bevande alcoliche o zuccherine che tendono a disidratare completa e chiude il cerchio.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>dr. Pietro Senette</b></strong></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 08 Jun 2024 16:06:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Quali sono gli alimenti perfetti per un’abbronzatura sana]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000069"><div>Ciò che mangiamo può essere determinante per la qualità dell'abbronzatura e della nostra salute</div><div>Con l'arrivo dell'estate, il desiderio di ottenere un'abbronzatura perfetta aumenta. Oltre alle due costanti, protezione solare e tempo trascorso al sole, anche la dieta gioca un ruolo cruciale nel determinare la qualità e la durata dell'abbronzatura. L'alimentazione può infatti influenzare sia il colore della pelle ma soprattutto favorire un'abbronzatura sana e duratura.</div><div>I protagonisti indiscussi sono senz’altro i carotenoidi. Essi sono pigmenti vegetali che contribuiscono alla colorazione di frutta e verdura, come carote, peperoni, pomodori e spinaci. Questi composti, di cui i principali sono il beta-carotene, il licopene e la luteina, hanno infatti un duplice effetto: possono sia aiutare ad ottenere un'abbronzatura più intensa sia offrire una protezione naturale contro i danni causati dai raggi UV. Completano l’opera le vitamine C ed E che sono essenziali per un’abbronzatura in sicurezza.</div><div>La vitamina C, presente per esempio in questo periodo in fragole e peperoni, stimola la produzione di collagene, migliorando l'elasticità della pelle. La vitamina E, invece, presente in noci, semi e oli vegetali, protegge la pelle dai danni ossidativi.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>dr. Pietro Senette</b></strong></div><div><strong><b>Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 May 2024 16:07:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Le ciliegie: un tesoro di salute e benessere]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006A"><div>Le ciliegie non sono solo una delizia per il palato, ma anche un vero e proprio tesoro per la nostra salute. Questi piccoli frutti rossi sono ricchi di nutrienti essenziali e offrono numerosi benefici per il nostro benessere.</div><div>Le ciliegie sono fonte eccellente di vitamine, minerali e antiossidanti e ciò ha delle ripercussioni importantissime sulla nostra salute. Sono ricche di potassio e antociani, che aiutano a mantenere la pressione sanguigna sotto controllo e a ridurre il rischio di malattie cardiache anche attraverso il controllo dei livelli di colesterolo. Possono anche essere definite dei veri e propri nutraceutici della longevità; infatti, grazie ai composti antiossidanti presenti nelle ciliegie, esse riducono l'infiammazione nel corpo, rendendole utili per chi soffre di condizioni infiammatorie croniche come l’artrite e delle vere e proprie paladine delle nostre cellule, combattendo i radicali liberi e prevenendo l'invecchiamento precoce.</div><div>La prossima volta che fate la spesa, non dimenticate di aggiungere una manciata di queste deliziose gemme rosse al vostro carrello!</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b class="fs12lh1-5">dr. Pietro Senette</b></strong></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Nutrizionista e ricercatore</b></span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 May 2024 16:08:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Le diete "monocibo" o monotematiche sono salutari?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006B"><div>Come ogni anno in questo periodo, spesso tramite il web, altre volte tramite alcune riviste, veniamo a conoscenza di tipologie di<strong><b> </b><b>diete che privilegiano un solo alimento</b></strong>. Si scopre quindi la <strong><b>dieta del minestrone</b></strong>, quella del <strong><b>melone</b></strong>, la <strong><b>dieta della pera</b></strong>, della <strong><b>mela</b><b> </b></strong>ecc. insomma, ce ne sono un’infinità. Il <strong><b>nutrizionista</b><b> </b></strong>e <strong><b>ricercatore Pietro Senette</b></strong> spiega come mai certi approcci "di tendenza" non facciano bene al nostro corpo. Infatti basterebbe un po’ di<strong><b> </b><b>buon senso</b><b> </b></strong>per capire che alimentarsi con lo stesso cibo ci priva di tutta una serie di nutrienti e che questa <strong><b>visione semplicistica della dieta</b></strong> non coincide minimamente con la pratica di nutrire un corpo.</div><div>È essenziale tenere sempre a mente che le <strong><b>sostanze necessarie al nostro corpo sono tantissime</b></strong> e tutte in quantità diverse: dall’ordine di grammi al milionesimo di grammo ma non per questo meno importanti. Una dieta che esclude uno o più di questi elementi per più giorni alla settimana non può quindi essere una dieta sana. In definitiva, la chiave per una buona salute e benessere continua a essere una dieta equilibrata.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 16 May 2024 16:25:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[La prova costume: da fonte di ansia a opportunità]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006C"><div>«Con l'arrivo della bella stagione, molte persone iniziano a pensare al temuto momento della "prova costume". Questa ricorrenza annuale può essere fonte di ansia per molti, ma con la giusta guida può trasformarsi in un'opportunità per adottare uno stile di vita più sano.</div><div>Affrontare la prova costume con un approccio olistico permette infatti di coltivare un rapporto amorevole con il nostro corpo, di nutrire la nostra mente e il nostro spirito, di vivere in armonia con noi stessi e con il mondo che ci circonda. In un'epoca in cui il cibo è più accessibile che mai e le influenze esterne sono sempre presenti, il ruolo del nutrizionista deve essere anche quello di guidare gli individui verso scelte alimentari sane e sostenibili.</div><div>Attraverso l'educazione nutrizionale, la promozione dell'attività fisica e il sostegno alle scelte alimentari consapevoli, il risultato sarà sicuramente garantito. Ricordiamoci inoltre sempre, di amare e apprezzare il nostro corpo per tutto ciò che è e tutto ciò che ci permette di fare».</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>dr. Pietro Senette</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 May 2024 16:26:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Scelte salutari per affrontare il mese di maggio]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006D"><div>Il mese di maggio porta con sé una varietà di opportunità per abbracciare uno stile di vita sano attraverso precise scelte alimentari.</div><div>Con la primavera che fa capolino e ci strizza l’occhio è il momento ideale per <strong><b>fare il pieno di prodotti freschi e nutrienti</b></strong>, sfruttando al massimo le deliziose risorse disponibili in questa stagione.</div><div>Questo mese offre infatti una <strong><b>ricca selezione di frutta e verdure di stagione</b></strong>, la <strong><b>fragola</b><b> </b></strong>in primis, regina della famiglie delle rosacee, non solo deliziosa, ma anche una fantastica fonte di vitamina C che svolge un ruolo essenziale per il sistema immunitario e la nostra pelle. Seconde ma non per importanza e gusto, le <strong><b>ciliegie</b><b> </b></strong>sono sicuramente tra i frutti più nutrienti e salutari. Contengono infatti potenti antiossidanti, le antocianine, in grado di ridurre il rischio di malattie cardiache e invecchiamento precoce.</div><div>Nel podio a pari merito non possono certo mancare i <strong><b>piselli</b></strong>, ottima fonte di proteine vegetali che mettono d’accordo onnivori, vegetariani e vegani.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>dr. Pietro Senette – Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 27 Apr 2024 16:28:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La dieta dell’uomo e della donna: differenze reali o semplice marketing?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006E"><div>La dieta dell’uomo e della donna: differenze reali o semplice marketing?</div><div>Risponde il nutrizionista e ricercatore, dottor <strong><b>Pietro Senette.</b></strong></div><div>«Nel mondo della nutrizione, l'idea che uomini e donne abbiano esigenze dietetiche diverse è spesso oggetto di dibattito. Mentre esistono alcune variazioni fisiologiche tra i sessi che possono influenzare le necessità nutrizionali, la questione si presta ahimè a semplificazioni e tattiche di marketing. La realtà è che gli uomini tendono normalmente ad avere un tasso metabolico leggermente più alto rispetto alle donne mentre le donne dal canto loro possono avere un fabbisogno maggiore di alcuni nutrienti quali il ferro a causa delle perdite ematiche mensili durante il ciclo mestruale e bisogno di maggiori quantità di alcuni micronutrienti come l'acido folico e il calcio durante la gravidanza e l’allattamento.</div><div>Le fluttuazioni ormonali, come quelle legate al ciclo mestruale, possono inoltre influenzare l'appetito, il metabolismo e le preferenze alimentari. Chiarito questo, è doveroso sottolineare che troppo spesso, molte campagne di marketing tendono ad esasperare le differenze di genere, suggerendo che esistano "dieta da uomo" e "dieta da donna". Questo approccio può portare a stereotipi dannosi e a una visione distorta delle esigenze nutrizionali individuali».</div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 16 Apr 2024 16:29:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Quanto è importante la dieta nella cura delle allergie?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000006F"><div>Considerare l'importanza della dieta nella gestione delle allergie stagionali significa guardare al modo in cui l'alimentazione può influenzare non solo i sintomi diretti delle allergie, ma anche il benessere generale e la salute del corpo nel suo insieme.</div><div>Una <strong><b>dieta equilibrata e nutriente</b><b> </b></strong>è infatti il <strong><b>primo baluardo di un sistema immunitario funzionante e resiliente</b></strong>. Avere delle difese efficienti è infatti la prima necessità del nostro corpo quando esposto ad allergeni.</div><div>Le <strong><b>allergie stagionali</b></strong> sono in pratica associate a una <strong><b>risposta infiammatoria esagerata e scomposta del corpo</b></strong> a pulviscoli ambientali comuni che in un corpo sano provocherebbero giusto qualche starnuto. Nel dettaglio posso inoltre aggiungere che ci sono alcuni alimenti in particolare che possono contribuire all'infiammazione, mentre altri possono avere proprietà opposte, quindi, antinfiammatorie.</div><div>In sintesi, <strong><b>una dieta che riduce l'infiammazione può aiutare a mitigare o addirittura far quasi scomparire i sintomi</b><b> </b></strong>delle allergie stagionali.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>dr. Pietro Senette – Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 12 Apr 2024 16:30:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Perdere tanto peso in poco tempo è fattibile?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000070"><div>Il nutrizionista spiega in che modo si possa dimagrire rapidamente</div><div>Come nutrizionista, spesso mi trovo ad affrontare il dibattito sulla possibilità di perdere peso rapidamente in modo sicuro ed efficace. Contrariamente a quanto possa sembrare, credo fermamente che perdere una quantità significativa di peso in poco tempo sia fattibile, purché si adotti un approccio strettamente personalizzato, un po’ come un abito sartoriale, la dieta va cucita addosso a quel preciso paziente. Altrettanto importante è chiarire che una componente fondamentale del percorso è la motivazione forte da accompagnare sempre ad una chiara comprensione degli obiettivi da raggiungere. La motivazione intrinseca e una mentalità positiva, consentono infatti di superare le sfide e mantenere la determinazione necessaria per raggiungere i risultati desiderati. Grazie alla mia esperienza posso inoltre affermare che i risultati tangibili in breve tempo anche in termini di miglioramento della salute come la riduzione della pressione sanguigna, dei livelli di colesterolo e dei valori glicemici sono un ulteriore e considerevole volano anche per la propria autostima migliorando così il benessere generale.</div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>dr. Pietro Senette</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Nutrizionista e ricercatore</b></span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 05 Apr 2024 16:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Primavera, qual è la dieta ideale?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000071"><div>In primavera bisogna liberarsi dalle tossine invernali con cibi leggeri</div><div>Quasi a voler imitare la natura, anche il nostro corpo con l’arrivo della bella stagione ha necessità di rinascita. La remise-en-forme primaverile all'insegna della disintossicazione corporea dovrebbe quindi diventare un vero e proprio appuntamento annuale, un po’ come le pulizie pasquali da fare in casa.</div><div>Durante l’inverno infatti, il nostro metabolismo, ha rallentato e ha portato nella maggior parte delle persone ad un incremento sia ponderale che di scorie metaboliche. L’ideale è quindi preferire alimenti facilmente digeribili e ricchi di acqua, capaci di saziare pur senza grossi introiti energetici e allo stesso tempo di aiutare il nostro corpo a liberarsi delle tossine accumulate.</div><div>Potremo così osservare sin da subito un miglioramento psicofisico sotto ogni punto di vista: la pelle diventa più elastica ed idratata, la pancia si sgonfia e l’umore migliora. Per i più timorosi e restii a questo eccezionale approccio dietologico olistico è doveroso ricordare che questa dieta non prevede nessuna privazione rispetto ai cibi solidi, ma semplicemente punta su alcuni alimenti piuttosto che su altri!</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>dr. Pietro Senette</b></strong></div><div><strong><b>Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 30 Mar 2024 17:32:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L'acqua gassata fa bene? Le risposte del nutrizionista]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000072"><div>«L'acqua gassata, conosciuta anche come acqua frizzante, è una bevanda che suscita spesso dibattiti sulla sua idoneità all'interno di una dieta equilibrata ed un eventuale impatto sulla salute umana. Innanzitutto, è importante comprendere che l'acqua gassata è semplicemente acqua a cui è stata aggiunta anidride carbonica, il gas che produce le bollicine. Dal punto di vista energetico, l'acqua gasata è praticamente identica all’acqua “liscia”, ma non dal punto di vista metabolico.</div><div>Ci sono infatti alcune considerazioni da tenere a mente. L'acqua gassata può causare una sensazione effimera di pienezza nello stomaco a causa delle bollicine su alcune persone, mentre su altre sensazioni di esclusivo disagio gastrointestinale. Resta inoltre il nodo cruciale del residuo fisso (ossia il contenuto di minerali) di queste acque, troppo spesso inadeguato sia come composizione qualitativa sia come titolo in assoluto.</div><div>Come sempre, è fondamentale leggere l'etichetta nutrizionale e le informazioni sulla composizione dell'acqua per prendere decisioni informate sulla propria idratazione».</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>dr. Pietro Senette</b></strong></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Mar 2024 17:33:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Alimentazione e buonumore: ecco i cibi della felicità]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000073"><div>Nella ricerca di una vita equilibrata e felice, spesso trascuriamo l'<strong><b>importanza fondamentale dell'alimentazione sul nostro benessere emotivo</b></strong>. Per comprendere il rapporto tra cibo e buon umore, è giusto iniziare dal cervello dove neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina svolgono un ruolo cruciale nel regolare le nostre emozioni, ma allo stesso tempo è fondamentale sapere che ben il 95% della prima ed il 50% della seconda vengono prodotti direttamente dall’intestino.</div><div>Sorprendentemente, <strong><b>molti di questi neurotrasmettitori sono inoltre influenzati direttamente dai nutrienti che assumiamo attraverso la dieta</b></strong>. Alcuni degli attori principali sono le <strong><b>fragole</b></strong>, i <strong><b>mirtilli</b><b> </b></strong>ed i <strong><b>lamponi</b><b> </b></strong>ricchi di <strong><b>antiossidanti e vitamine</b></strong> che migliorano l'umore grazie alla loro capacità di ridurre l'infiammazione nel cervello. Altri come<strong><b> </b><b>le banane e la frutta secca</b><b> </b></strong>forniscono direttamente precursori fondamentali del piacere come il triptofano. Chiude l’elenco il ben noto <strong><b>cioccolato fondente</b></strong>, che oltre ad essere una delizia per il palato, stimola la produzione di endorfine nel cervello, generando sensazioni di benessere e piacere.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>dr. Pietro Senette – Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Mar 2024 17:35:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il nutrizionista spiega la pericolosità del grasso sottocutaneo]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000074"><div>Come Nutrizionista, uno dei temi che spesso affronto con i miei pazienti è il grasso sottocutaneo e il suo impatto sulla salute. Negli ultimi anni, si è assistito infatti a una crescente consapevolezza riguardo ai diversi tipi di grasso corporeo e al loro ruolo nel benessere generale. Per quanto riguarda il grasso sottocutaneo esiste una convinzione diffusa che non lo vede poi così dannoso per la salute.</div><div>Questo mito si basa non tanto su evidenze scientifiche specifiche, ma piuttosto sull'idea che il grasso viscerale, quello che si accumula intorno agli organi interni, sia associato ad un aumentato rischio di malattie cardiache, diabete e altre alterazioni metaboliche. Un dato scientifico chiaro è invece che sia l’eccesso di grasso viscerale che quello sottocutaneo contribuiscono in maniera diretta all’infiammazione cronica nel corpo, che a sua volta è collegata a tutti i tipi di patologie croniche. È altresì vero che, mentre il grasso viscerale risulta altamente responsivo a qualsiasi dieta ipocalorica, quello sottocutaneo necessita di un approccio dietologico ben specifico.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b class="fs12lh1-5">dr. Pietro Senette</b></strong></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Nutrizionista e ricercatore</b></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 20 Feb 2024 17:36:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Rimettersi in forma dopo il Carnevale: i consigli del nutrizionista]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000075"><div>Se hai ceduto alla tentazione dei dolci, delle fritture e degli eccessi di cibo, non preoccuparti: ecco alcuni consigli utili per aiutarti a tornare sulla giusta strada.</div><div>La parola d’ordine è prima di tutto la qualità: concentrati su alimenti integrali, frutta e verdura di stagione, proteine magre e grassi sani. Riduci inoltre il consumo di cibi processati, zuccherati e ad alto contenuto di calorie “vuote” ossia fonte esclusiva di energia e nessun principio nutritivo. Ripristina il senso delle giuste quantità di cibo, utilizzando piatti più piccoli e facendo attenzione alle dimensioni delle porzioni: anche la quantità ha il suo peso nella dieta!</div><div>Dopo le festività, fai spazio alla cucina casalinga e prepara in autonomia i tuoi pasti: ciò ti consentirà di controllare gli ingredienti e le porzioni, riducendo l'assunzione di zuccheri aggiunti e sale. Pensa di pianificare i tuoi pasti in anticipo per evitare scelte alimentari impulsive e poco salutari, prepara un piano settimanale e fai la spesa, di conseguenza, in modo da avere a disposizione gli ingredienti giusti per preparare pasti equilibrati.</div><div>Come ultimo consiglio, ma non per importanza, bevi almeno 1,5/2 litri d’acqua al giorno; spesso un corpo non correttamente idratato è anche un corpo subdolamente affamato.</div><div><br></div><div><strong><b>dr. Pietro Senette – Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 16 Feb 2024 17:37:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Cibi afrodisiaci ma leggeri sono la scelta giusta per la cena di San Valentino]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000076"><div>Con l'arrivo di San Valentino, l'atmosfera si riempie di romanticismo e passione. Per molti, la cena di San Valentino è l'occasione perfetta per celebrare l'amore con un pasto speciale. Ecco il menù perfetto per la giusta cascata ormonale!</div><div>Niente accende la passione come le ostriche fresche. Considerate un afrodisiaco da secoli grazie alle loro fattezze, le ostriche sono ricche, inoltre, di micronutrienti come zinco e tirosina, modesti contribuenti alla produzione di testosterone, e di dopamina, un neurotrasmettitore collegato al desiderio sessuale. Servitele con un po' di limone per un inizio sensuale della vostra cena.</div><div>A seguire non può mancare un piatto di pasta preferibilmente fresca con il lussurioso afrodisiaco tartufo, e un filo d'olio extravergine d’oliva capace di deliziare i sensi ad ogni boccone. Per gli amanti dei piatti semplici il risotto allo zafferano, noto per le sue virtù mentali e vascolari, può essere un ottimo sostituito.</div><div>Chi preferisce un secondo piatto può invece contare su una romantica tartare di pesce e avocado, meglio conosciuto già dai tempi degli Aztechi come “la mela dell’amore”. Scelte culinarie a parte, in questa serata è fondamentale tenersi leggeri in modo da non fiaccare l’organismo con una lunga digestione, nemica giurata di San Valentino.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>dr. Pietro Senette</b></strong></div><div><strong><b>Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 Feb 2024 17:38:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Carnevale, come cedere alle tentazioni mantenendo una dieta equilibrata: i consigli del nutrizionista]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000077"><div>Il periodo del Carnevale è spesso associato a festeggiamenti, divertimento, ma soprattutto una varietà di prelibatezze culinarie. Tuttavia, per coloro che si preoccupano della propria salute, può essere difficile navigare tra le tentazioni alimentari senza compromettere gli sforzi per mantenere una dieta equilibrata.</div><div>Frittelle, crostoli, chiacchiere e moltissimi altri dolci regionali tipici di questo periodo sono infatti oltre che grande fonte di “calorie vuote”, un mix eccessivo di zuccheri, grassi e metodi di cottura insalubri come la frittura. E allora cosa fare? Rinunciare alle tradizioni? No, non è necessario! Il nostro corpo, se in salute perché alimentato quotidianamente in maniera salutare è sicuramente in grado di reggere l’urto.</div><div>Numerosi studi suggeriscono infatti da tempo che chi segue una dieta virtuosa nella quotidianità accumuli una sorta di “bonus” o “incentivo salute” capace di fare da scudo protettivo per gli sgarri occasionali. Il segreto è quindi la moderazione: limitarsi a consumare le leccornie di carnevale nell’omonima settimana e riprendere la retta via già dalla settimana dopo, resta l’unica vera strategia vincente.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Pietro Senette – Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 31 Jan 2024 17:41:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[L’acne si previene anche a tavola: i consigli del nutrizionista]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000079"><div>L’acne è un'infiammazione dei follicoli pilo-sebacei che si manifesta principalmente con la comparsa dei cosiddetti brufoli. È più frequente durante l’adolescenza, ma può colpire persone di tutte le età. Nonostante non sia una condizione grave, può essere dolorosa nelle sue forme più severe e danneggiare la propria immagine causando imbarazzo e stress ma può anche lasciare segni permanenti sulla pelle. Questa patologia ha un’eziologia multifattoriale, ma la causa principale è proprio un’alimentazione sregolata. La dieta non adeguata comporta infatti una stimolazione ormonale eccessiva che determina da un lato la produzione di sebo in eccesso (seborrea) e dall’altro l'ipercheratinizzazione che porta ad un indurimento della pelle che blocca le ghiandole sebacee. L’antidoto giusto è una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali e legumi capaci di ripristinare la funzionalità degli organi emuntori o pulitori tutti, pelle in primis. Più studi scientifici hanno dimostrato da tempo quanto sia importante l’influenza dell’alimentazione sull’assetto ormonale e quanto particolari alimenti influenzino il metabolismo. È tempo di sovvertire l’idea del cibo visto unicamente come caloria e considerarlo invece come un vero e proprio messaggio chimico.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>dr. Pietro Senette – Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 17:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Mangiare all'ora corretta è fondamentale per la nostra salute]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007A"><div>Mangiare in determinati archi temporali fa bene alla nostra salute? Risponde Pietro Senette, nutrizionista e ricercatore.</div><div>«Seguire un orario regolare per i pasti è da considerare un approccio salutare basato su fondamenti scientifici. È infatti consigliabile fare la prima colazione tra le 7:30 e le 9:30 vista l’adeguata attività metabolica di questo lasso di tempo, garante di una digestione veloce degli alimenti, ed il pranzo per una ragione analoga tra le 12:30 e le 14:30, quando peraltro gli ormoni stimolanti il metabolismo sono in piena attività. Per quanto riguarda la cena non dovrebbe protrarsi oltre le 21 per lasciare spazio alle attività di “manutenzione” del nostro corpo.</div><div>L’essere umano ha un vero e proprio “orologio interno” detto ritmo circadiano che, sulla base delle 24 ore, regola l’alternarsi del sonno e della veglia e governa il metabolismo. Eventuali malfunzionamenti di questo “meccanismo” possono provocare dapprima dei disturbi del sonno e se perpetrati nel tempo addirittura vere e proprie malattie come diabete ed ipertensione arteriosa.</div><div>Mangiare in orario è quindi un aspetto fondamentale di uno stile di vita sano e può contribuire non solo a controllare il peso ma anche a favorire il benessere generale».</div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 16 Jan 2024 17:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Dieta chetogenica: il nutrizionista spiega i benefici]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007B"><div>«Esaltata da alcuni come mezzo efficacissimo per il dimagrimento, demonizzata da altri per i supposti e spesso esagerati rischi che le si ascrivono, è in realtà un approccio dietologico molto importante sia nel dimagrimento ma anche nella cura e spesso remissione di alcune patologie».</div><div>«La premessa su cui si basa la dieta chetogenica – spiega il dottor Pietro Senette, nutrizionista e ricercatore – è la capacità del nostro organismo di utilizzare con grande efficacia le riserve lipidiche quando la disponibilità di carboidrati sia notevolmente ridotta: in sostanza la capacità del nostro corpo di funzionare come una macchina bi-fuel. I meccanismi fisiologici attivati in questa situazione proteggono la massa magra e riducono in maniera notevole la sensazione di fame».</div><div>«Una dieta chetogenica ben pianificata risulta fruttifera e ben tollerata nella stragrande maggioranza dei soggetti e rappresenta uno strumento eccezionale sia in campo metabolico che patologico, ma attenzione a chi la prescrive: necessita di dietologi e nutrizionisti esperti in materia».</div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Jan 2024 17:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Simone chiede: Problema con rettocolite ulcerosa]]></title>
			<author><![CDATA[Simone]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000053"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Salve Dr. Senette,</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>mi chiamo Simone e le scrivo per chiederle un aiuto nell'intraprendere un percorso nutrizionale specifico per la cura della rettocolite ulcerosa. Soffro di questa malattia da circa 15 anni e l'ultima colonscopia che ho fatto parla di mucosa infiammata ed esudata, con qualche ulcerina che non sanguina molto. Ho provato finora qualsiasi terapia farmacologica, compresa la strada del farmaco biologico, ma senza alcun risultato. Pensa che sia ancora in tempo per recuperare il mio intestino o mi devo rassegnare alla chirurgia?</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Dr. Senette risponde:</b></span></div><div><br></div><div><div>Caro Simone,</div><div>il potere di risanamento e guarigione del nostro corpo è veramente immenso, anche nei casi come il suo. Quindi, non perdere mai la speranza. La chiave è percorrere la strada giusta. Nel suo caso, la cura migliore è anche la causa del suo problema: la dieta. Dovrà necessariamente sovvertire l'ordine delle cose e iniziare a seguire una dieta salutare mirata al ripristino delle mucose intestinali infiammate e sanguinanti. Abbandonare la dieta di stravizi ed alimenti sbagliati che l'ha portata fino a questa situazione è fondamentale. Se si sente pronto a fare questo passo, mi può contattare per avere un appuntamento. Vedrà che i risultati non tarderanno ad arrivare. La rettocolite ulcerosa non è tanto diversa da altre patologie e necessita di attenzione, esperienza e una dieta mirata e specifica.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 07 Jan 2024 10:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Maria chiede: Dieta per colite ulcerosa]]></title>
			<author><![CDATA[Maria]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000052"><div><span class="fs14lh1-5"><b>Gentile Dr. Senette,</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Mi chiamo Maria e mi è stata recentemente diagnosticata la colite ulcerosa. Sono preoccupata per la gestione e la progressione di questa malattia. Volevo sapere se lei ha esperienza con questa patologia e se può suggerirmi un piano alimentare specifico per la colite ulcerosa. Vorrei inoltre sapere se ci sono degli integratori che potrebbero essere utili nella mia condizione.</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Grazie in anticipo per la sua assistenza.</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Cordiali saluti,
Maria</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Dr. Senette risponde:</b></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><b><br></b></span></div><div><div>Cara Maria,</div><div>La colite ulcerosa, detta anche rettocolite ulcerosa o RCU, è una patologia infiammatoria a carico dell’intestino caratterizzata da infiammazione che sfocia in ulcerazione delle pareti intestinali. Ogni volta che un'infiammazione, in qualsiasi parte del corpo, viene trascurata e cronicizzata, si evolve in logica ulcerazione o perforazione del tessuto nella parte più debole. La RCU colpisce quindi le mucose del colon e del retto, cioè il rivestimento più interno della parete intestinale, con sintomi che si intensificano in modo progressivo. L’intestino tenue non è invece coinvolto in questa patologia.</div><div>Viene definita una malattia cronica caratterizzata da fasi di attività alternate a fasi di remissione completa. A seconda delle aree colpite dall’infiammazione vengono individuate tre principali forme di colite: colite distale, che riguarda il 60% dei casi e include la proctite (infiammazione del retto) e proctosigmoidite (infiammazione di retto e sigma), pancolite, riguarda il 15% dei casi, con retto e tutto il colon infiammati. Causa diarrea sanguinolenta, crampi addominali, stanchezza e forte dimagrimento. Forme intermedie nel restante 25% dei casi.</div><div>L’ammalato di colite ulcerosa cronica è come un padrone di casa che ha un rapporto difficoltoso con il tenere in ordine la propria casa, il risultato sarà una casa mal tenuta!! Il mio consiglio per lei Maria non può che essere quello di iniziare a prendersi cura del proprio corpo e seguire una dieta specifica e adeguata, intendendo la dieta per il suo significato originale di stile di vita, solo così i risultati non si faranno attendere. Può prendere contatto con me attraverso il mio sito <span class="cf1"><a href="https://www.senettedietologo.it/contattami.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/contattami.html', null, false)">www.senettedietologo.it</a></span> alla sezione contatti, oppure si rivolga ad un suo nutrizionista o dietologo che sia specialista di colite ulcerosa.</div><div>Cordiali saluti,
Dr. Senette</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Dec 2023 12:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Carla chiede: Dieta per rettocolite ulcerosa]]></title>
			<author><![CDATA[Carla]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004F"><div>Salve Dottore,</div><div>ho recentemente ricevuto la diagnosi di rettocolite ulcerosa e sto cercando di gestire i sintomi attraverso la mia alimentazione. Mi chiedevo se potesse darmi qualche consiglio sulla dieta più adatta al mio caso. Ci sono cibi da evitare o cibi che potrebbero aiutare a migliorare la mia condizione? Inoltre, ci sono eventuali integratori o vitamine che dovrei considerare per garantire una nutrizione adeguata?</div><div>Grazie in anticipo per la sua assistenza.</div><div><br></div><div>Dr Senette risponde:</div><div><br></div><div><div>Cara Carla,</div><div>comprendo la tua preoccupazione riguardo alla gestione della rettocolite ulcerosa attraverso la dieta. La gestione della dieta è, infatti, un aspetto cruciale nella gestione di questa condizione. Di seguito un elenco di cibi consigliati ed altri da evitare perlomeno nella fase acuta della malattia.</div><div><strong><span class="cf1">Cibi da evitare:</span></strong></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Alimenti piccanti e speziati.</span></li><li><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Cibi ad alto contenuto di fibra insolubile, come semi e noci.</span></li><li><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Latticini.</span></li><li><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Alcol e bevande con caffeina.</span></li><li><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Alimenti fritti e grassi saturi.</span></li></ul></div><div><strong><span class="cf1">Cibi consigliati:</span></strong></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Alimenti ricchi di fibre solubili, come avena e riso.</span></li><li><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Frutta e verdura cotte invece che crude.</span></li><li><span class="fs12lh1-5 cf2 ff1">Acqua per mantenere una buona idratazione.</span></li></ul></div><div>Per quanto riguarda i supplementi, essi non sono in relazione ad una specifica patologia ma alla specifica condizione psico-fisica della persona. Gli integratori di probiotici, ad esempio, possono essere considerati per il supporto della salute intestinale, ma il loro utilizzo è bene che venga valutato nell’insieme della condizione e stato del paziente. La rettocolite ulcerosa è una condizione complessa e può variare da persona a persona, è fondamentale personalizzare il piano alimentare in base alle esigenze specifiche del tuo corpo e alla tua esatta condizione clinica.</div><div>Ti consiglio pertanto di rivolgerti ad un nutrizionista o dietologo specialista di rettocolite ulcerosa. Troverai <a href="https://www.senettedietologo.it/colite-rettocolite-ulcerosa.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/colite-rettocolite-ulcerosa.html', null, false)">a questo link</a> ulteriori informazioni</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 02 Dec 2023 12:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Giuseppina chiede: curare la rettocolite ulcerosa]]></title>
			<author><![CDATA[Giuseppina]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000050"><div><div>Gentilissimo Dr. Senette,</div><div><br></div><div>mi è stata recentemente diagnosticata la rettocolite ulcerosa, e sono determinata a cercare un percorso di guarigione attraverso la dieta. Vorrei sapere se è possibile raggiungere una remissione dei sintomi tramite cambiamenti nella mia alimentazione e se avete esperienza nella gestione di casi simili. La ringrazio per la sua attenzione.</div></div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><b>Dr Senette risponde:</b></span></div><div><br></div><div>Cara Giuseppina,</div><div>la tua è una domanda importante e sicuramente interessa molte persone che, come te, hanno ricevuto la stessa diagnosi. La rettocolite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica dell'intestino che richiede una gestione attenta, e la dieta svolge un ruolo chiave nel controllo dei sintomi e nel migliorare la qualità della vita. Per quanto riguarda la remissione dei sintomi e il mantenimento della tua salute intestinale, sarà proporzionale al tuo impegno.</div><div>La mia pluriennale esperienza in materia mi consente di riportare generalmente casi di successi clinici. Sintetizzando, un paziente che segue la dieta sta bene nel tempo e non ha più problemi, mentre un paziente che segue in maniera discontinua la dieta specifica per la rettocolite ulcerosa avrà alti e bassi e difficilmente otterrà una remissione dai sintomi della malattia.</div><div>Se può essere utile, prendi l’esempio del motociclista che ha un incidente facendo acrobazie con la moto: se riprenderà dopo l’incidente a fare acrobazie, avrà sicuramente una probabilità più alta di farsi male. Il mio consiglio, cara Giuseppina, non può che essere quello di iniziare quanto prima un percorso nutrizionale specifico.</div><div>Puoi prenotare la tua prima visita attraverso la sezione contatti del mio sito: <span class="cf1">www.senettedietologo.it</span>.</div><div>Ti ringrazio per la fiducia e resto a tua disposizione per ulteriori chiarimenti.</div><div>Cordiali saluti,</div><div>Dr. Senette</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Nov 2023 09:55:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Digiuno intermittente: vantaggi e rischi]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007D"><div>«Negli ultimi anni, il digiuno intermittente ha guadagnato notevole popolarità come uno dei metodi di perdita di peso e miglioramento della salute più discussi. Questo modello alimentare alterna periodi di digiuno e periodi di corretta alimentazione. Le varianti più comuni includono il metodo 16/8, in cui si digiuna per 16 ore e si mangia solo durante le restanti 8 ore oppure il metodo 5/2, in cui si consumano normalmente cibo per cinque giorni alla settimana e si limita l'apporto calorico a circa 500-600 calorie per gli altri due giorni», spiega <strong><b>Pietro Senette, nutrizionista e ricercatore.</b></strong></div><div>«Il corpo durante la fase del digiuno passa da uno stato nel quale utilizza principalmente il glucosio come fonte di energia ad uno in cui brucia i grassi. Da questa strategia sembrano derivare benefici quali la riduzione delle masse adipose e conseguente migliore sensibilità all’insulina; riduzione dei principali fattori di rischio cardiovascolari, come pressione e colesterolemia; promozione della produzione di fattori di crescita cerebrale e addirittura una migliore aspettativa di vita».</div><div>«Il digiuno intermittente sembra offrire quindi una serie di benefici per la salute, ma è fondamentale sottolinearlo: non è adatto a tutti. Tante persone potrebbero infatti riscontrare alcuni svantaggi, tra i quali i seguenti sono i principali: sensazione di fame e irritabilità, difficoltà a seguire il percorso in quanto richiede tanta disciplina, possibile riduzione dell'apporto di nutrienti essenziali se non pianificato correttamente».</div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Oct 2023 16:47:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Melagrana, regina d’autunno]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007E"><div>Originaria dell'Asia occidentale, la melagrana è diventata un alimento apprezzato in tutto il mondo per il suo sapore unico e per i suoi numerosi benefici per la salute.</div><div>Le ragioni per includerla nella dieta non mancano di certo: ricca di antiossidanti, in particolare gli antociani, aiuta a combattere i radicali liberi nel corpo, riducendo il rischio di malattie croniche.</div><div>Il suo consumo regolare è inoltre associato a una riduzione della pressione sanguigna, a una diminuzione del colesterolo cattivo (LDL) e a una migliore salute cardiovascolare in genere.</div><div>La melagrana ha proprietà antinfiammatorie che possono contribuire a ridurre l'infiammazione nel corpo, prevenendo diverse malattie cronico-degenerative come l’artrosi. Grazie alla sua alta quantità di vitamina C, il frutto è anche conosciuto per promuovere la salute della pelle aiutando a ridurre i danni causati dai radicali liberi.</div><div>Svolge un ruolo chiave nel rafforzare il sistema immunitario e aiuta così il corpo a combattere le infezioni tanto da essere soprannominato a pieno titolo “vaccino autunnale”.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Pietro Senette – Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 16:48:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Frutta, verdura e sport]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000007F"><div>La dieta a settembre: la remise en forme dopo le vacanze. È noto che durante le vacanze, insieme a noi, va in ferie anche la dieta. Settembre è un mese particolare, interfaccia tra il termine dell’estate e l’inizio dell’autunno, è il mese in cui si fanno programmi, buoni propositi e si ricomincia per davvero. Un clima ancora caldo con belle giornate assolate ma senza afa accompagna il termine delle ferie e la ripresa al lavoro.</div><div>Rientrare alla propria routine quotidiana non è sempre cosa facile: è quindi importante ripartire con il giusto approccio e seguire una corretta alimentazione che sia capace di rimettere in ordine il nostro corpo e regolarizzarlo. Lasciamo da parte diete miracolose basate sul mero conteggio calorico e di dubbia validità scientifica, per concentrarci invece su approcci dietologici integrali.</div><div>Il primo grande cambiamento derivato dal cambio di stagione avviene infatti a livello ormonale: la serotonina, “ormone del buonumore” si abbassa portando con sé oltre le ben note conseguenze mentali, anche quelle sul metabolismo fisiologico che, rilassandosi dopo l’estate tende a rallentare. La dieta da fare a settembre parte da qui: riequilibrare il corpo ma anche la mente. Dal momento che “ex nihilo nihil fit (nulla si origina dal nulla)” come sosteneva il filosofo latino Lucrezio anche in questo caso per risolvere la situazione di partenza è bene reintegrare ciò che è mancato durante l’estate.</div><div>La natura, forse neanche troppo per caso, fa sì che settembre sia un mese particolarmente proficuo, offrendoci da un lato prodotti che sono tipicamente associati all’estate, quali meloni, angurie e pesche, ma allo stesso tempo ci propone sapori tipici dell’autunno che iniziano ad affacciarsi come le prime e sfiziose uve da tavola. Questi regali di madre terra sono un vero concentrato di vitamine utilissime al nostro organismo come la B6, che favorisce il rilassamento nervoso e combatte l’insonnia, la A e la C che contribuiscono a mantenere in salute i vasi sanguigni, e il potente antiossidante resveratrolo, vero elisir di giovinezza per le nostre cellule.</div><div>In questo mese, oltre a consumare tanta e gustosa frutta è importante un adeguato consumo delle verdure di stagione anch’esse vera fucina di utilissimi micronutrienti come la vitamina K, l’acido folico, il magnesio, lo zinco ed il selenio.</div><div>Al termine dell’estate, è bene sottolinearlo, il nostro corpo ha infatti necessità di tanti micronutrienti anche per ottemperare all’impegno extra di ripristino dei danni subiti dal nostro corpo in seguito ad un’eccessiva esposizione solare.</div><div>Altro tallone d’Achille al rientro dalle ferie è l’intestino, uno dei nostri organi sacrificali, anche se ciò non deve stupire. Esso è il produttore di oltre il 90% della serotonina ed è ricco di una rete neuronale di tutto rispetto tanto da essersi meritato l’appellativo di “secondo cervello”. Il nostro organo assimilativo rappresenta una spia quasi sempre infallibile del nostro stato di salute in generale e proprio per questo non dovrebbe mai restare inascoltata. Fastidi come la pancia gonfia e l’irregolarità intestinale possono essere non solo una conseguenza dei ritmi vacanzieri, ma una vera e propria spia di un corpo intossicato.</div><div>Potrebbe essere utile ripartire con una disintossicazione generale del nostro corpo che sia capace di garantire il recupero delle fisiologiche funzioni dei nostri organi emuntori, intestino in primis. Detti organi hanno tra l’altro, uno smodato bisogno di acqua per funzionare correttamente e la disidratazione è la prima causa dei problemi digestivi-assimilativi e della stitichezza. L’acqua è pure fondamentale per chi è alla ricerca della forma fisica perduta, infatti berla prima dei pasti, aiuta a prevenire l’eccesso di cibo aumentando il senso di sazietà. Per ultimo ma non per importanza ricordiamoci sempre di praticare con costanza dell’attività fisica che, oltre a migliorare il metabolismo, costituisce un ottimo aiuto per sgonfiare il corpo e combattere la ritenzione idrica.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>dr. Pietro Senette</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 16:49:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[I consigli del nutrizionista per combattere l'osteoporosi]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000080"><div>L’<strong><b>osteoporosi</b></strong>, patologia cronica che altera la struttura ossea, aumentando il rischio di fratture, colpisce in Italia circa il 20% della popolazione, in particolare l’80% delle donne oltre i 50 anni in post menopausa: circa 5.000.000 di persone. Interessa in particolare le donne perché l’osteoporosi è legata al calo degli estrogeni, protagonisti nell’assorbimento del calcio.</div><div>La <strong><b>dieta</b><b> </b></strong>– come spiega il nutrizionista Pietro Senette – è insieme ad un’adeguata <strong><b>attività fisica</b></strong>, la cura principale. Nella <strong><b>scelta degli alimenti adatti</b></strong> è necessario sia tener conto del contenuto dell’attore principale, il calcio, ma anche dei nutrienti che ne favoriscono l’assorbimento come la <strong><b>vitamina D, K e C</b></strong>. Occorre tuttavia evitare quegli alimenti che, pur contenendo quantità considerevoli di calcio, hanno come effetto sistemico globale il depauperamento delle scorte corporee del minerale.</div><div>Vista la stagione imminente, a chi è alla ricerca di preziose risorse calciche non resta che fare scorpacciate dei seguenti<strong><b> </b><b>dieci superfood</b></strong>: cavoli, broccoli, fagioli, ceci, semi di sesamo integrale, mandorle, tarassaco, crescione, pistacchio e radicchio.</div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 16:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Quanto caffè bere al giorno?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000081"><div><strong><b>Il Caffè tiene la pressione bassa?</b></strong></div><div>Sono veramente poche le bevande che, al pari del caffè, sono state e continuano ad essere dibattute dal punto di vista salutistico. C’è da sempre un evidente e soprattutto ripetuto “affanno scientifico” a volerne dimostrare sospirati ed effimeri benefici che all’atto pratico sono riassunti nella &nbsp;&nbsp;definizione dell’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità): “Non nutritive dietary component” (Componente Dietetico Non Nutritivo).</div><div>Per quanto riguarda il rapporto pressione arteriosa/consumo di caffè è perlomeno doveroso sottolineare che gli studi favorevoli parlano di un moderato consumo di caffè, circa 2 tazzine al giorno, mentre quelli sfavorevoli riportano effetti negativi assodati per forti consumatori, oltre le 3 tazzine/al giorno.</div><div>Al di là del potere emodinamico di questa bevanda, resta comunque un elemento della giornata tipo di milioni di persone, ed in particolare degli italiani; perciò, il principio di precauzione impone di ricordare che si tratta di una bevanda capace di indurre dipendenza e che un consumo eccessivo può causare nervosismo, insonnia e problemi del ritmo cardiaco.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Dottor Pietro Senette</b></strong></div><div><strong><b>Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Aug 2023 16:59:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Quanto pesce si può mangiare a settimana? I consigli dell’esperto]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000082"><div><strong><b>Quanto pesce si può mangiare a settimana?</b></strong></div><div>Viste le numerose tipologie di pesce, che si distinguono per la differente composizione delle loro carni, alcune più magre e digeribili di altre, <strong><b>non è propriamente corretto parlare di quantità assolute ma bisogna piuttosto parlare di quantità medie.</b></strong></div><div>Un po’ come si fa per la carne, il pesce con carne bianca e di piccola pezzatura va bene consumarlo fino a 3-4 porzioni a settimana, mentre per i pesci di grossa taglia il principio di precauzione impone un consumo non superiore ad una-due porzioni a settimana.</div><div><strong><b>Se infatti è vero il detto che “pesce grande mangia pesce piccolo”, il pescato imponente tenderebbe a bioaccumulare pericolose tossine.</b></strong></div><div>Nel dettaglio la Commissione Europea, a maggior tutela delle fasce di popolazione più sensibili all’esposizione di metilmercurio, ha diffuso una specifica comunicazione nella quale si consiglia il consumo di una porzione settimanale non superiore a 100 gr per quanto riguarda grandi pesci predatori (come pesce spada, lucci, ecc) e non più di due porzioni settimanali di tonno. In caso si vogliano comunque consumare, meglio evitare nella dieta settimanale altre specie di pesce per evitare una sovra esposizione ai possibili contaminanti.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Dottor Pietro Senette</b></strong></div><div><strong><b>Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 23 Jul 2023 17:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il nostro stile di vita determina quanta carne possiamo consumare]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000083"><div><header><div><span class="fs14lh1-5">Quanta carne si può mangiare a settimana?</span></div></header></div><div><main><div><span class="fs14lh1-5">Risponde il dottor Pietro Senette, nutrizionista e ricercatore.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">«Il dibattito sulla quantità di carne da consumare a settimana è tuttora molto aperto. Da un lato alcuni studi scientifici, non sempre chiari e democratici verso i diversi tipi di carne, dall’altra la tendenza ecologica portano comunque in un’unica direzione: la riduzione del consumo di quest’alimento e la sua progressiva sostituzione con vicari non sempre all’altezza.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Per dipanare il nodo della matassa bisogna partire da un dato di fatto: la quantità non è uguale per tutti ma dipende strettamente dalle scelte alimentari quotidiane che facciamo e dallo stile di vita globale medio condotto da una persona.</span></div><div><span class="fs14lh1-5">Sintetizzando, chi ha accesso a carne di animali allevati secondo natura consuma anche tanta frutta, verdura e svolge un’adeguata attività fisica quotidiana può arrivare ad un consumo quasi giornaliero; per tutti gli altri meglio non andare oltre le 3 volte a settimana. La chiave sta sempre nelle scelte che facciamo e nell’evoluzione delle nostre abitudini alimentari nel corso del tempo: bisogna imparare a scegliere in primis la qualità di ciò che mangiamo e rapportare invece la quantità alla nostra dieta globale facendo delle scelte mirate ad uno stile di vita più salutare possibile».</span></div></main></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 15 Jul 2023 17:01:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Olio d’oliva, un toccasana spesso demonizzato: i consigli dell’esperto]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000084"><div>Quale tipo di olio preferire? Risponde il dottor Pietro Senette, nutrizionista e ricercatore:</div><div>«Vera e propria ricchezza della dieta mediterranea e in particolare della Sardegna, l’olio extra vergine d’oliva è uno dei punti fermi sui quali dovrebbe fondarsi la nostra alimentazione. Spesso demonizzato per la sua grande capacità energetica, come tutti i grassi, è in realtà un vero e proprio toccasana per il nostro corpo e andrebbe consumato nella misura di circa un cucchiaio a pasto.</div><div>Negli ultimi anni i suoi numerosi benefici e le funzioni biologiche che svolge nel nostro organismo sono stati ampiamente documentati tanto da meritargli l’appellativo di oro verde.</div><div>In particolare, il rapporto ottimale di acidi grassi omega 6/omega 3 dell’olio evo ha dimostrato di ridurre l’insorgenza di numerosi stati patologici quali gli eventi cardiovascolari, il cancro, l’osteoporosi e non ultime per importanza le malattie infiammatorie “cosiddette autoimmuni”. L’olio extravergine di oliva, oltre che di lipidi, è anche fonte di “polifenoli” specifici in grado di interferire con meccanismi patogenetici che sono alla base di malattie molto frequenti al giorno d’oggi quali il morbo di Alzheimer, la sclerosi multipla ed il morbo di Parkinson solo per citarne alcuni».</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 04 Jul 2023 17:03:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cioccolato: fondente o no? E quando mangiarlo? Risponde l’esperto]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000085"><div><strong><b>Quanto cioccolato si può mangiare?</b></strong> Ecco i consigli del dottor <strong><b>Pietro Senette</b></strong>, nutrizionista e ricercatore: </div><div>«Mangiare una piccola porzione di cioccolato, circa 20/30 grammi, più o meno quotidianamente, è un lusso concedibile quasi a tutti. Il cioccolato di buona qualità, fatto almeno per la metà di pasta di cacao e con poco o niente zucchero, contiene infatti diversi minerali come potassio, zinco, selenio e magnesio, oltre alla vitamina E. Inoltre, è ricco di flavonoidi, molecole note per le loro proprietà antiossidanti e antiinvecchiamento. Il cacao contiene pure la teobromina, un alcaloide naturale con effetti vasodilatatori, in grado di contenere il rischio cardiovascolare ed il triptofano, precursore della serotonina, il cosiddetto ormone della felicità».</div><div>Ci sono comunque dei casi – aggiunge Senette – in cui il cioccolato non rappresenta proprio un toccasana: prima di andare a letto ed in particolare se si soffre di problemi digestivi come il reflusso gastroesofageo, gastrite o colon irritabile solo per elencarne alcuni. Una particolare raccomandazione è inoltre d’obbligo per i soggetti depressi che dopo il consumo vivono un appagamento chiamato “effetto craving”, che può anche sfociare in una voglia smodata di cioccolato. Vista la sua carica energetica è auspicabile consumarlo durante la giornata, negli spuntini e all’interno di una dieta salutare».</div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 29 Jun 2023 17:04:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Le caramelle fanno male? Che ingredienti contengono?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000086"><div>Le caramelle fanno male? </div><div>Gelatina dalla cotenna del maiale, derivati del grasso sottocutaneo e di cartilagini di bovino: ecco alcuni degli ingredienti delle gustose caramelle. Completano la lista quantitativi spropositati di zucchero raffinato, conservanti, coloranti, acidificanti come acido malico e citrico ed aromi chimici estratti mediante solventi. Per chi sta pensando che in commercio oggi esistono gustose caramelle gommose che sono preparate con gelatina vegetale, questo non deve essere un motivo per ritenerle “più sane”.</div><div>La lista degli ingredienti non si discosta poi così tanto. È giusto quindi sottolinearlo senza timor di smentita: le caramelle non sono proprio un toccasana per la salute dei nostri bambini. “In medio stat virtus” sosteneva un celebre filosofo, per cui se il consumo è saltuario, il problema non si pone. Come tutti i cibi iper-zuccherati, anche le caramelle ricche di zuccheri semplici, ad ogni consumo, aumentano infatti il grado di infiammazione del corpo a causa dell’aumento dei picchi glicemici con una conseguente risposta ormonale da parte dell’insulina. Questa risposta porta il consumatore a richiedere più cibo di quello necessario, traducendosi con il tempo in sovrappeso e obesità.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Dottor Pietro Senette</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 19 Jun 2023 17:05:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Le bibite gassate fanno male?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000087"><div>Le bibite gassate fanno male?</div><div>Se da un lato bere ogni tanto un bicchiere di una bevanda gassata può essere considerato uno sgarro perdonabile, dall’altro il consumo protratto di queste bevande è tutt’altro che salutare. L’ingrediente principale di queste bevande è l’acqua satura di anidride carbonica, gas incolore e insapore che produce le caratteristiche bollicine a cui vengono addizionati altri ingredienti come aromi, acido citrico, acido tartarico e, infine, zucchero o dolcificanti per un senso di piacevole dolcezza. Detto in maniera molto sintetica: niente di utile per il nostro corpo! Sebbene per quantificare i rischi del consumo di soft drink gassati sia necessario distinguere tra l’assunzione di bibite analcoliche contenenti zucchero dalle cole ricche in teine stimolanti, dalle bevande analcoliche e quelle alcoliche ecc. è lecito ritenere in base alla larga documentazione scientifica a disposizione che generalmente non esistono bibite gassate salutari. I lavori di ricerca svolti finora testimoniano chiaramente che esse partecipano in maniera considerevole allo sviluppo delle seguenti principali patologie: diabete, gastriti, coliti, reflusso gastroesofageo, osteoporosi, dermatiti.</div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>dr. Dottor Pietro Senette</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Nutrizionista e ricercatore</b></span></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 17:06:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Meglio la farina 00 o quella integrale? Risponde il nutrizionista]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000088"><div>Meglio la farina 00 o quella integrale?</div><div>Risponde il dottor Pietro Senette, nutrizionista e ricercatore.</div><div>«La farina bianca “00” è un alimento in voga ed in auge negli ultimi 60 anni, presente in pane, pasta, pizze, panini, merendine e dolci. Essa deriva da un chicco di grano privato di parti fondamentali come la fibra, la crusca esterna, il germe di grano o embrione interno. Questo implica purtroppo una perdita netta di preziosi micronutrienti: l’80% di tiamina B1, il 60% di riboflavina B2, il 75% di niacina B3, il 50% di acido pantotenico B5 e il 50% di piridossina B6, il 50% del calcio, il 70% del fosforo, l’80% del ferro, il 98% del magnesio, il 75% del manganese, il 50% del potassio e il 65% del rame. Nessuna meraviglia quindi, se il consumo assiduo di farine raffinate sia da considerare a tutti gli effetti uno dei responsabili di malnutrizione e siano invece normalmente da preferire quelle integrali.</div><div>Esiste poi un problema metabolico “derivato” non proprio di poco conto: più prodotti derivati dalla farina “00” una persona consuma e più veloce sarà lo sbalzo glicemico in quel soggetto. Questo causerà uno stress importante al pancreas che deve rilasciare un grande quantitativo di insulina nel sangue, con conseguenze immediate come letargia, confusione mentale, debolezza e falso appetito».</div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 02 Jun 2023 17:07:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Bere alcolici fa male? Ecco la quantità giusta al giorno]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000089"><div><strong><b>Gli alcolici fanno male?</b></strong></div><div>El vin sia temperato, poco e spesso, non for di pasto né a stomaco voto, sosteneva Leonardo da Vinci.</div><div><strong><b>Esagerare con l’assunzione di bevande alcoliche è notoriamente dannoso per la salute e anche per il peso forma</b></strong>; consumare invece un paio di bicchieri di vino o qualche birra è piuttosto un peccato veniale!</div><div>È comunque necessario sottolineare che l’alcool non solo non è un nutriente necessario all’organismo, ma porta con sé <strong><b>calorie inutili che rischiano di essere determinanti nell’incremento di peso di un soggetto bevitore.</b></strong></div><div>Al momento non è stato possibile identificare livelli di consumo che non comportino alcun rischio per la salute, ma rendendosi comunque necessario definire alcuni parametri che permettano una valutazione del rischio connesso all’assunzione di bevande alcoliche, le linee guida italiane sono orientate per <strong><b>suggerire il consumo massimo giornaliero di due unità alcoliche per l’uomo e una per le donne</b></strong>.</div><div>Considerando che l’unità alcolica corrisponde a 12 grammi di alcol puro essa equivale ad <strong><b>un bicchiere di vino (125 ml a 12°)</b></strong>, oppure una lattina di birra (330 ml a 4,5°), un aperitivo (80 ml a 38°) o ancora un bicchierino di superalcolico (40 ml a 40°).</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Dottor Pietro Senette</b></strong></div><div><strong><b>Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 May 2023 17:08:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Quanta acqua bere al giorno? La risposta dell’esperto]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008A"><div><strong><b>Quanta acqua bere al giorno? </b></strong></div><div>Per stimare quanta acqua ognuno dovrebbe bere in una giornata bisogna innanzitutto, con un ragionamento globale, tener conto di quanta acqua assumiamo attraverso<strong><b> </b><b>le diverse bevande e di quella che invece proviene dal cibo che mangiamo</b></strong>.</div><div><strong><b>Idratarsi in maniera adeguata è sicuramente un primo passo per stare in salute</b></strong>, ma calcolare la quantità di acqua da bere ogni giorno, dipende da una serie di fattori, tra cui i principali sono l’età, il sesso (gli uomini in genere hanno un maggior ricambio idrico), il peso, l’attività fisica e le caratteristiche dell’ambiente in cui viviamo (principalmente umidità e temperatura).</div><div><strong><b>Possiamo però, in base a quanto ci riportano gli studi scientifici, fare una stima considerando di base circa 30 ml x kg di peso corporeo di acqua al giorno</b></strong>, bilanciando il dato in eccesso con c.a. 2 bicchieri in più al giorno per chi segue un’attività fisica moderata e ben 4-5 bicchieri in più per chi svolge un’attività fisica intensa. Ad ogni modo, capita troppo spesso di parlare dell’essenzialità di proteine e altri macronutrienti: colgo quindi l’occasione per ricordare che il primo nutriente essenziale per il nostro corpo è proprio l’acqua!</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Dottor Pietro Senette</b></strong></div><div><strong><b>Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 May 2023 17:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Primavera, è tempo di una dieta disintossicante]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008B"><div>La dieta detossificante è un regime alimentare che, in particolare dopo il lungo inverno, ci permette di prepararci alla stagione estiva. Disintossicare l’organismo è infatti il primo passo per ritrovare una corretta forma fisica e mentale, ma anche un’occasione unica per eliminare le tossine in eccesso accumulate a causa di stravizi alimentari poco salutari. I benefici sono tanti come l’eliminazione del gonfiore, della stitichezza, dei gas intestinali e dei crampi addominali aiutando l’intestino a ritrovare l’equilibrio.</div><div>Il sistema enterico non è comunque il solo a beneficiare della disintossicazione ma tutti gli altri organi torneranno a funzionare correttamente. Il fegato in primis, tirerà finalmente un sospiro di sollievo, ma anche il sistema linfatico che, se intasato o rallentato, è causa di cellulite ed occhi gonfi. La tossiemia, un concetto alla base della medicina funzionale, consistente in un accumulo patologico nel nostro corpo di sostanze tossiche che superano la capacità di eliminazione degli organi deputati a tale funzione, i cosiddetti organi emuntori (fegato, reni, intestino, polmoni, pelle), è invece un perfetto sconosciuto per la medicina convenzionale.</div><div>Si tratta di un processo lento e graduale che inizia già nella vita fetale a causa di un’alimentazione errata da parte della madre e continua poi nel corso della vita in proporzione agli errori alimentari o iatrogeni che affliggono un determinato individuo. Pensando a qualcosa che fosse da un lato capace di dare subito l’idea di un corpo pieno, intossicato, e allo stesso tempo della gradualità di come ciò avvenga, ho maturato l’idea di usare per il nostro corpo la metafora del “secchio”: un secchio, pieno quando ci si ammala, vuoto quando stiamo bene: è facile da comprendere anche per un bambino! Ogni volta che seguiamo uno stile di vita non adeguato, il secchio si riempirà e la cura nei giorni a seguire non potrà che essere quella di svuotare il secchio. Un concetto di una semplicità disarmante.</div><div>Finché siamo sani il corpo elimina le tossine e si auto-pulisce attraverso i normali canali di detossificazione (polmoni, reni, pelle, intestini); se invece il “secchio” è pieno o quasi, la pulizia cellulare si inceppa e dà avvio ad accumulo di tossine o tossiemia. Il corpo risponde quindi a questo stato di malessere con una forma di eliminazione compensativa, utilizzando canali eliminativi di emergenza al fine di mantenere un equilibrio cellulare accettabile. A farne le spese sono spesso le membrane mucose selezionate quali canali eliminativi e si osservano spesso mal di testa, emicranie, nausee, eczemi, dermatiti, raffreddori o attacchi di tosse, erroneamente confusi con allergie o intolleranze.</div><div>Dimostrazione pratica di quest’aspetto sono ad esempio i classici raffreddori da fieno che regrediscono irrimediabilmente seguendo un percorso dietetico adeguato. La dieta detossificante è quindi un programma metabolico generalmente ipocalorico ed equilibrato, caratterizzato dalla cospicua presenza<strong><b> </b><b>di alimenti</b></strong> contenenti <strong><b>antiossidanti</b></strong>, sostanze protettive per il nostro organismo, in grado di favorire e stimolare la rigenerazione cellulare. Si tratta di una tipologia di dieta che si può seguire in qualunque periodo dell’anno ma che in primavera ha sicuramente il suo apice. L’accumulo maggiore di tossine riguarda infatti generalmente l’inverno sia per quanto riguarda l’apporto calorico (nei periodi freddi si tende a mangiare di più), ma anche per il fatto di vivere in ambienti più chiusi.</div><div>La remise-en-forme primaverile all'insegna della disintossicazione dovrebbe quindi diventare un vero e proprio appuntamento annuale, un po’ come le pulizie pasquali da fare in casa. Per i più timorosi e restii a questo eccezionale approccio dietologico olistico è doveroso ricordare che questa dieta non prevede nessuna privazione rispetto ai cibi solidi, ma semplicemente punta su alcuni alimenti piuttosto che su altri!</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>dr. Pietro Senette</b></strong></div><div><em>Nutrizionista e ricercatore</em></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 13 May 2023 17:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La pizza fa male? Chi è a dieta deve evitarla?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008C"><div>La pizza fa male? A questa domanda risponde il nutrizionista Pietro Senette.</div><div>«La pizza è veramente dannosa per la nostra salute? È vero che chi è a dieta dovrebbe evitare di mangiarla? Sono domande che almeno una volta al giorno mi vengono poste dai miei pazienti. È dunque opportuno dichiararlo subito e tranquillizzare i lettori: mangiare una sana e gustosa pizza è una buona abitudine a patto di rispettare la giusta frequenza. Le più salutari sono quelle preparate con farina, pomodoro e mozzarella fiordilatte di qualità, lievitate con lievito madre. Meglio evitare invece quelle surgelate: infatti al contrario di quelle fresche che si preparano con il conveniente tempo di lievitazione e con prodotti freschi, possono contenere conservanti e additivi poco salutari. Molti di questi contribuiscono ad un aumento di calorie e grassi negli alimenti, il che può portare a un incremento ponderale e a disturbi come allergie, intolleranze e reazioni avverse o addirittura problemi di sviluppo nel caso di bambini e ragazzi».</div><div>«Normalmente, per chi è in buona salute è possibile consumare una pizza a settimane alterne mentre se si sta seguendo un regime alimentare dimagrante, è preferibile consumare la “stuzzicante” una volta al mese per la gioia dei più, visto che, tolto il riso, la pizza è l'alimento più mangiato al mondo».</div><div><br></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>dr. Pietro Senette - Nutrizionista e ricercatore</b></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 May 2023 17:12:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Quali condimenti mettere sui cibi? I consigli dell’esperto]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008D"><div><strong><b>Quali condimenti mettere sui cibi? Risponde Pietro Senette, nutrizionista e ricercatore</b></strong>:</div><div>Spesso passare da un piatto semplice e nutriente ad uno anche sfizioso è una semplice questione di condimenti. Ne esistono tanti, in alcuni casi pratici, altre volte insoliti o bizzarri: l’importante è che siano sempre salutari! Uno di quelli più pratici, versatili e tradizionali in Italia è il <strong><b>pesto</b></strong>.</div><div>Partendo da pochi ingredienti come il basilico, ricco in vitamina k e manganese, con spiccate proprietà antinfiammatorie, potete prepararlo in casa velocemente con l’aggiunta di qualche pinolo o in alternativa delle noci nella versione totalmente vegetale oppure con addizionata una spolverata di formaggio grattugiato per accontentare anche i palati più esigenti.</div><div>Altre varianti salutari e pratiche necessitano di poche <strong><b>verdure</b></strong>, come broccoli, zucchine o melanzane insaporiti con aglio o cipolla, una per volta o anche uniti sapientemente e che possono accompagnare primi e secondi piatti dopo esser passate al mixer e dosate direttamente sul primo o sul secondo piatto pronti per essere serviti.</div><div>Infine, per gli estimatori del condimento non è un’idea sbagliata usare i suddetti nella preparazione di qualche gustosa bruschetta da usare come antipasto.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 30 Apr 2023 17:13:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le salse, che passione! Ma fanno male alla salute?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008E"><div>Le salse fanno male? Risponde il dottor Pietro Senette, nutrizionista.</div><div>«Esistono varie tipologie di salse con caratteristiche differenti. È bene quindi fare attenzione agli ingredienti che possono essere più o meno salutari. Le più gettonate tra le quali maionese, salsa barbecue, ketchup solo per citarne alcune, rischiano di essere un concentrato di eccessi: troppi grassi, troppo sale o troppo zucchero. È indispensabile inoltre sottolineare, che questa tipologia di condimenti se sottoposti a temperature elevate, producono sostanze irritanti e tossiche per l'organismo: le più note sono i cosiddetti “radicali liberi”. Per i fans delle salse è possibile comunque trovare un compromesso tra il gusto di una buona salsa e una dieta salutare. Cimentarsi nella preparazione di un buono e salutare intingolo casereccio è cosa tutt’altro che complicata. Tra le più semplici e tradizionali, rientra sicuramente la salsa a base di melanzane, esaltata da aglio, prezzemolo e cumino, perfetta da spalmare su una fetta di buon pane. Arricchiscono l’elenco la rinfrescante salsa lime e avocado, da preferire in primavera e d’estate e le gustose salse preparate con ortaggi freschi o erbette aromatiche, amalgamate sapientemente con dell’eccellente e possibilmente a km zero, olio extra vergine di oliva, che si adattano bene a qualsiasi stagione. Per gli irriducibili amanti delle classiche salse commerciali la parola d’ordine è una sola: occasionalità».</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 17:14:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[I gelati fanno male?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000008F"><div>I gelati fanno male?</div><div>Il gelato può essere considerato un dolce peccato veniale, occasionale, veloce e piacevole. Sul piano nutrizionale, è corretto dichiararlo subito, il suo valore dipende dalla qualità nutrizionale degli ingredienti usati. Mangiare un gelato artigianale è altra cosa rispetto ad uno industriale. Questi ultimi sono in genere più ricchi di zuccheri e di grassi idrogenati, aromi e coloranti artificiali che andrebbero perlopiù evitati.</div><div>Al contrario il gelato artigianale composto anche da latte e uova fresche può diventare nelle calde e assolate giornate primaverili ed estive un vero e proprio fast lunch. Se si è a dieta, è meglio scegliere il gelato alla frutta piuttosto che alla crema, ma in linea di massima 2-3 palline e un cono o 2-3 cialde è una porzione media che va bene per tutti.</div><div>Il gelato è inoltre un pasto molto versatile, può infatti essere un alimento appetibile anche in caso di intolleranze. Chi ha problemi con il lattosio, le proteine del latte o addirittura il glutine, può scegliere un gelato preparato con latte vegetale, di soia, riso, avena o mandorle.</div><div>Non bisogna comunque mai dimenticare che il gelato in quanto alimento “edonistico”, cioè capace di regalare un grande piacere al palato, come tutti gli alimenti facenti parte della categoria va attentamente porzionato per evitare facili scorpacciate!</div><div><br></div><div><strong><b>Dottor Pietro Senette – Nutrizionista</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Mar 2023 17:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Le banane fanno ingrassare?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000090"><div>Le banane fanno ingrassare?</div><div>Che le banane facciano ingrassare è uno dei tanti miti: valori nutrizionali alla mano, esse sono infatti dei frutti ricchi di proprietà benefiche adatti ad ogni regime alimentare e in particolare modo a quello degli sportivi. La banana, lo si può affermare senza timore di smentita, è un vero toccasana per la salute: mantiene sano il nostro intestino, combatte la fatica, rinforza i muscoli e non ultimo per importanza, contribuisce al controllo della pressione arteriosa.</div><div>Ha inoltre un ruolo di non poco conto nelle diete ipocaloriche grazie a quella sensazione di sazietà che tende a limitare le abbuffate. Le banane sono tra l’altro ricche di triptofano, un amminoacido essenziale per l’organismo umano che risulta essere importantissimo nella sintesi proteica e di alcune sostanze biologiche, come ad esempio la serotonina, definita anche come “ormone del buonumore”.</div><div>Le banane meritano inoltre una menzione speciale in quanto buona fonte di prebiotici. Nel dettaglio sia pectina che amido resistente contenuti in questi frutti, non essendo interessati dai processi digestivi, arrivano direttamente nell’intestino crasso dove diventano cibo per i batteri buoni in esso contenuti (microbiota intestinale). C’è inoltre una buona notizia per i numerosi fans dell’anti-age: le banane hanno ottime proprietà idratanti e sono ricche di vitamine, caratteristiche che le rendono ottime per tutti i tipi di pelle.</div><div><br></div><div><strong><b>Dottor Pietro Senette – Nutrizionista</b></strong></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Mar 2023 18:17:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Il pesce surgelato è buono quanto quello fresco?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000091"><div>Il<strong><b> </b><b>pesce da preferire è quello fresco</b></strong>, pescato e di <strong><b>piccola taglia</b></strong>. Pur avendo caratteristiche nutrizionali non troppo divergenti da quello surgelato, ha invece consistenza e sapore unici. È doveroso sottolineare come spesso, ciò che troviamo nei banchi del supermercato descritto come fresco, abbia in realtà qualche giorno di “vita”. Bisogna infatti considerare, soprattutto per chi non abita in zone marine, i tempi di trasporto, distribuzione ed elaborazione dell’alimento.</div><div>Per quanto riguarda il <strong><b>pesce surgelato</b></strong>, se la surgelazione, la conservazione a freddo e il successivo scongelamento vengono eseguiti correttamente, essi permettono di minimizzare i cambiamenti nell’aspetto, nella struttura e nel sapore del pesce. Al contrario, se i vari passaggi sono stati fatti male, lucentezza, colore, consistenza e sapore del pesce ne risultano pesantemente condizionati.</div><div>Ad ogni modo, se si decide di comprare quest’ultimo tipo di alimento, è fondamentale osservare attentamente la <strong><b>confezione</b><b> </b></strong>e <strong><b>assicurarsi che non sia strappata o manomessa</b></strong> in alcun modo; bisogna inoltre prestare attenzione ad <strong><b>eventuali cristalli di ghiaccio</b></strong> che si possono formare all’interno della confezione o, addirittura, alle macchie o ancora parti scolorite sul pesce stesso: questi sono segni che il <strong><b>processo di surgelazione o conservazione non sono stati effettuati in maniera ottimale</b></strong>.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Dottor Pietro Senette – Nutrizionista</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 18:18:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[I legumi, fonte preziosa di nutrienti: quali preferire?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000093"><div>I <strong><b>legumi</b><b> </b></strong>sono un cibo per troppo tempo considerato povero ma che in realtà è una <strong><b>fonte preziosa di glucidi, proteine e micronutrienti</b></strong>, tanto da eleggerlo legittimamente pasto completo. <strong><b>Lenticchie, ceci e fagioli</b></strong> sono tipici della nostra tradizione e consumati con frequenza almeno bisettimanale, a rotazione, vanno tutti bene e <strong><b>consentono al nostro corpo di fare il pieno di sostanze nutritive preziosissime</b></strong>. In particolare, le prime sono considerate il legume più antico consumato dall’uomo e tra i baccelli, quelli più facilmente digeribili. Sono un vero toccasana per il nostro apparato digerente ed un ottimo cibo per il controllo dei valori ematici di colesterolo.</div><div>I <strong><b>ceci</b></strong> meritano invece una <strong><b>menzione speciale</b><b> </b></strong>come<strong><b> </b><b>paladini di livelli adeguati di glucosio</b><b> </b></strong>nel sangue oltre che benefici per la circolazione cardiaca grazie al loro discreto apporto di magnesio.</div><div><strong><b>Consumare legumi abitudinariamente è una sana consuetudine</b></strong> ma anche un importante passo verso <strong><b>diete maggiormente sostenibili</b><b> </b></strong>capaci di ridurre l’impatto ambientale delle colture intensive. Diversamente da altri tipi di colture, i legumi sono infatti gli unici in grado di reperire dall’aria l’azoto di cui hanno bisogno per crescere ed un progetto pilota condotto in Scozia ha dimostrato che l’introduzione dei legumi nella rotazione delle colture ha ridotto il fabbisogno di azoto dall’esterno quasi della metà, mantenendo al contempo inalterata la produzione di cibo destinato all’alimentazione umana.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Dottor Pietro Senette – Nutrizionista</b></strong></div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 Mar 2023 18:23:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Quanta verdura bisogna mangiare al giorno?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000094"><div><strong><b>Quanta verdura bisogna mangiare al giorno</b></strong>? Ce lo spiega il nutrizionista Pietro Senette.</div><div>Le linee guida suggeriscono, <strong><b>per un individuo adulto,</b></strong> il consumo di <strong><b>circa 50 grammi di insalata e 250 grammi di ortaggi a crudo</b></strong> da mangiare ogni giorno. È comunque doveroso sottolineare che <strong><b>porzioni più grandi, in un individuo sano,</b></strong> siano <strong><b>tutt’altro che dannose</b></strong>.</div><div>I <strong><b>benefici</b><b> </b></strong>di assumere giornalmente le verdure nella nostra alimentazione sono infatti <strong><b>molteplici</b></strong>. Uno dei più noti è il <strong><b>mantenimento di una corretta funzionalità intestinale</b></strong>, seguito dal <strong><b>controllo del peso corporeo</b></strong>, dal <strong><b>sostegno alle nostre difese immunitarie</b></strong> e, senza timore d’enfasi, è lecito affermare che un giusto introito di verdure concorre al<strong><b> </b><b>funzionamento dell'intero organismo e alla prevenzione di alcune tra le principali malattie</b></strong>.</div><div><strong><b>Non mangiare la giusta quantità di verdure significa infatti limitare anche l’apporto di micronutrienti, fibre e acqua</b></strong>, alterando da un lato il bilancio idro-elettrolitico del corpo, dall’altro sottraendo il prezioso nutrimento al microbiota intestinale. <strong><b>Le verdure, soprattutto crude, contengono preziosi enzimi che stimolano e facilitano la digestione</b></strong> e grazie alle fibre in esse contenute rallentano l’assorbimento dei carboidrati e riducono quello dei grassi favorendo un controllo equilibrato di glicemia e di lipidi nel sangue.</div><div>Tanti buoni motivi quindi per un individuo sano per assumerle ad ogni pasto, mentre andranno attentamente dosate per chi presenta una ridotta funzionalità digestiva.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 25 Feb 2023 18:24:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Quanta frutta possiamo mangiare al giorno?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000095"><div><strong><b>Quanta frutta mangiare al giorno? Ce lo spiega il dottor Pietro Senette, nutrizionista.</b></strong></div><div>“Five a day”, che tradotto letteralmente vuol dire “<strong><b>cinque volte al giorno</b></strong>”, è da sempre il riferimento alle porzioni:<strong><b> </b><b>circa 80 grammi a porzione di frutta e verdura da mangiare, in totale, ogni giorno</b></strong>. Questa è la raccomandazione dell’organizzazione mondiale della sanità (OMS), che ormai da tempo sottolinea l’importanza di questa buona abitudine.</div><div><strong><b>La frutta è infatti la nostra primissima alleata quando parliamo di salute</b></strong>. La regola del “five a day” è nata per garantire l’introduzione giornaliera dei nutrienti necessari per il buon funzionamento dell’organismo, in particolare vitamine e minerali.</div><div>Recentemente è emerso che a causa dell’impoverimento dei terreni, dell’inquinamento atmosferico, della lunga conservazione ma anche delle ibridizzazioni delle specie, <strong><b>la maggior parte dei benefici di alcuni alimenti naturali, in particolare della frutta, si sono ridotti notevolmente a causa della perdita di oltre il 50% dei loro nutrienti</b></strong>.</div><div>Ne consegue quindi che le stime sui nostri fabbisogni rischiano di apparire desuete, tanto che <strong><b>un recente studio scientifico conferma la bontà delle 5 porzioni al giorno ma allo stesso tempo ci suggerisce che 10 porzioni sarebbero ancora meglio</b></strong>, per un totale giornaliero di ben 800 grammi di frutta.</div><br></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Feb 2023 18:30:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Tra non molto compreremo spaghetti a base di farina di grillo]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000096"><div>Il futuro è adesso. Ma, se il futuro è quello che stiamo per raccontare, non si sa se sarà migliore rispetto al passato. Soprattutto dal punto di vista della sana alimentazione.</div><div>Ancora poche settimane e la pasta a base di insetti arriverà sugli scaffali dei supermercati. <strong><b>Sarà Torino la prima grande città in cui si troveranno prodotti del genere. Parliamo, per l’esattezza, della pasta a base di farina di grilli, cibo garantito dalla ditta che li produce proprio in Piemonte.</b></strong></div><div>Perché a Torino? <strong><b>La pasta ricavata dall’elaborazione di questa farina viene prodotta da un'azienda di Scalenghe, centro dell’area metropolitana della città sabauda. L’unica che, per ora, ha chiesto le autorizzazioni per potersi cimentare in questa produzione</b></strong>, accedendo a un business che, in prospettiva, studi di settore vedrebbero parecchio produttivo.</div><div>Il gusto della pasta ottenuta dalla farina del futuro è collegato anche all'alimentazione degli insetti. Chi l’ha assaggiata, riferisce di un sapore che ricorda la nocciola e la frutta secca, con un contenuto proteico molto alto (circa il 70%), fibre e minerali come il calcio e il ferro oltre a vitamina B12 e Omega3. </div><div><strong><b>«D’altro canto, l’elevato contenuto proteico non porta solo buone notizie», fa sapere Pietro Senette, nutrizionista e ricercatore</b></strong> che da anni si occupa delle relazioni cibo-salute umana. «Infatti il tallone d’Achille di questi preparati sta proprio in alcune delle loro proteine potenzialmente allergeniche. Al momento attuale come spesso succede le ricerche in materia sono quasi esclusivamente a firma dei produttori, un po’ come chiedere all’oste se è buono il vino che ci serve a tavola.<strong><b> </b><b>Resta inoltre il nodo “chitina”, un polisaccaride contenuto negli insetti che oltre a non essere digeribile per il nostro apparato gastrointestinale è stato collegato da uno studio scientifico abbastanza recente a reazioni infiammatorie non proprio di poco conto</b></strong>. La mia raccomandazione è che al di fuori del principio di precauzione che esige un ‘etichetta alimentare segnalatrice, si facciano comunque ulteriori studi da parte degli organi competenti in modo da far stare tutti più sereni».</div><div><strong><b>E i consumatori, come l’hanno presa?</b></strong> <strong><b>Non sono mancate le proteste</b></strong>, anche se,<strong><b> </b><b>a onor del vero, dietro c’è l’autorevole sigillo dell’Unione europea che ha reso legale il consumo umano di prodotti a base di insetto.</b></strong> Situazione decisamente anomala – secondo alcune correnti di pensiero – soprattutto dopo l’intervento sul disciplinare di produzione di alcuni alimenti della tradizione, almeno in riferimento al made in Italy, già sfregiato in tutto il mondo con danni per miliardi di euro. </div><div>Ma non sarà – a prescindere – un alimento alla portata di tutte le tasche, soprattutto nel paragone con la pasta tradizionale delle marche più comuni rintracciabili negli scaffali dei centri della grande distribuzione. <strong><b>Nello scontrino, infatti, risulterà fino a quattro volte in più rispetto alla media.</b></strong> Le cause sono facilmente riscontrabili nei maggiori costi necessari per la lavorazione della farina di riso<strong><b>, circa 30 euro al chilo</b></strong>. Chi vuole spendere una certa cifra per il gusto di provarla, si faccia avanti: tra non poco gli spaghetti a base di farina di grillo saranno nei supermarket di Torino.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Feb 2023 18:31:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[La pasta fa ingrassare?, le risposte del nutrizionista]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000099"><div><strong><b>La pasta fa ingrassare?</b></strong></div><div>La <strong><b>pasta</b></strong>, delizia il palato, appaga la mente e<strong><b> </b><b>può tranquillamente</b></strong>, se consumata con moderazione, fare parte della<strong><b> </b><b>normale dieta di una persona</b></strong> <strong><b>senza rischiare di farla ingrassare</b></strong>.</div><div>Una<strong><b> </b><b>porzione media di pasta</b></strong>, pari a circa 80 grammi, condita con pomodoro fresco e un filo d’olio extravergine d’oliva <strong><b>supera</b><b> </b></strong>infatti <strong><b>di rado le 400 calorie</b></strong>.</div><div>Un<strong><b> </b><b>errore abbastanza diffuso</b></strong> che ha portato a questo luogo comune è quello di <strong><b>mangiare nello stesso pasto un’altra fonte di carboidrati</b></strong>, per esempio del pane. In questo caso avremo come <strong><b>conseguenza diretta un’iperproduzione di insulina</b></strong>, ormone anabolizzante e lipogenico per eccellenza.</div><div>Un <strong><b>accorgimento benevolo</b></strong> per la digestione ed il metabolismo è quello di<strong><b> </b><b>abbinare la pasta alle verdure</b></strong>. Le fibre vegetali rallenterebbero e allo stesso tempo ridurrebbero l'assorbimento dei carboidrati della pasta.</div><div>Una scelta razionale suggerisce inoltre, tra i vari tipi di pasta, quella <strong><b>integrale</b><b> </b></strong>che, essendo ricca di fibre, ha un <strong><b>minore indice glicemico</b></strong> rispetto alla comune pasta di semola di grano duro ed un<strong><b> </b><b>maggior potere saziante</b></strong>, conveniente aiuto per non esagerare con le porzioni.</div><div>È importante, inoltre, ricordare ai nemici giurati del primo piatto che una buona pasta di qualità non contiene solo carboidrati ma vanta un <strong><b>discreto contenuto proteico</b></strong> che arriva spesso al 14%.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Dottor Pietro Senette – Nutrizionista</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Feb 2023 20:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“Mangiare troppa carne rossa fa male?”, le risposte del nutrizionista]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009A"><div><strong><b>Mangiare troppa carne rossa fa male?</b></strong></div><div>«Il troppo fa sempre male, tuttavia nessuna patologia è causata solo dall’abuso di carne rossa. Gli studi scientifici ci riportano come <strong><b>gli individui che seguono diete ricche di proteine animali, soprattutto rosse e lavorate, abbiano un maggior rischio di sviluppare patologie come il diabete, problemi cardiovascolari, obesità e cancro al colon.</b></strong></div><div>A tal proposito sarebbe interessante chiarire cosa sia un “<strong><b>consumo eccessivo</b></strong>”. Per quanto riguarda la <strong><b>carne rossa</b></strong>, le evidenze parlano di <strong><b>3-5 porzioni (circa 90g a porzione) alla settimana come soglia massima</b></strong>, senza dimenticare che con una bistecca da 350 g si raggiunge il limite con un solo pasto. È comunque auspicabile tenere conto dell’età, del sesso e soprattutto dello stile di vita, dieta in primis, dell’individuo in questione.</div><div>Al di là degli aspetti fisiopatologici è certo il pesante impatto per l’ambiente della produzione delle carni rosse negli allevamenti intensivi: ben 14% delle emissioni dei gas che contribuiscono all’effetto serra e addirittura 11500 litri di acqua per produrre un solo kg di carne. Absus non tollit usum (l’abuso non elimina l’uso)».</div><div><br></div><div><strong><b>Dottor Pietro Senette</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Feb 2023 20:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Rosa chiede: Insufficienza venosa]]></title>
			<author><![CDATA[Rosaria]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004D"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Gentile Dottore vorrei sapere se esiste una dieta specifica per l’ insufficienza venosa. </b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Sono ormai diversi anni che ne soffro e dopo ripetuti trattamenti farmacologici, integratori e svariate diete datemi da suoi colleghi, tutte uguali per giunta… non ottengo miglioramenti. La ringrazio</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dr Senette risponde:</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><div>Cara Rosa, insufficienza venosa uguale sangue venoso <span class="fs12lh1-5">che non riesce a risalire verso il cuore. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ma perché il </span><span class="fs12lh1-5">sangue resta imprigionato negli arti inferiori? Cosa gl</span><span class="fs12lh1-5">i impedisce la risalita? </span></div><div><span class="fs12lh1-5">La riposta è solo una: <span class="imUl">sangue </span></span><span class="imUl fs12lh1-5">troppo denso con scarsa fluidita’ dovuto ad una dieta </span><span class="imUl fs12lh1-5">scorretta e pareti venose alterate nella loro struttura</span><span class="fs12lh1-5"> da </span><span class="fs12lh1-5">un innaturale immobilismo che sia lavorativo o scolastico </span><span class="fs12lh1-5">o addirittura per svago poco importa; le vene non </span><span class="fs12lh1-5">riescono più mediante le loro tipiche energiche </span><span class="fs12lh1-5">contrazioni, a spingere il sangue usato in su verso il </span><span class="fs12lh1-5">cuore.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Per dirla sinteticamente è come un circuito </span><span class="fs12lh1-5">inceppato. Che esista una dieta specifica per l’</span><span class="fs12lh1-5">insufficienza venosa è sicuro, ma come diceva Ippocrate </span>“<span class="fs12lh1-5"><i>è più importante sapere quale persona abbia una certa malattia piuttosto che malattia abbia quella persona”</i></span>.</div><div>A <span class="fs12lh1-5">buon intenditore poche parole..</span></div><div>Le consiglio di rivolgersi al più presto ad un <span class="fs12lh1-5">nutrizionista/dietologo specialista ed ampio conoscitore</span></div><div>della malattia da insufficienza venosa che sia in grado di <span class="fs12lh1-5">prescriverle una dieta specifica per i suoi problemi di</span></div><div>circolazione venosa e linfatica.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 11 Jan 2023 13:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Fabio chiede: Rettocolite Ulcerosa]]></title>
			<author><![CDATA[Fabio]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004C"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Buongiorno Dott.Senette, le scrivo perche’ ormai da oltre 15 anni soffro di rettocolite ulcerosa e nonostante cure</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>farmacologiche, farmaci “biologici, diete mirate, la mia patologia non fa‘ che peggiorare. Ho ascoltato di recente una sua intervista dove lei afferma che si puo’ guarire da questa patologia con una dieta specifica. Visto che io sono da anni alla ricerca di un nutrizionista/dietolgo esperto di rettocolite ulcerosa possibilmente a Cagliari, vorrei rivolgermi a lei ma ho paura di fare l’ ennesimo buco nell’ acqua.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Potrebbe in qualche maniera confortarmi?</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La ringrazio anticipatamente</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Fabio</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><b class="fs12lh1-5">Dr. Senette risponde:</b></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><div>Caro Fabio se sei alla ricerca di un <span class="fs12lh1-5">nutrizionista/dietologo esperto di rettocolite ulcerosa l’</span><span class="fs12lh1-5">hai trovato, e gia’ questo dovrebbe bastare a confortarti.</span></div><div>Provero’ inoltre a condividere con te alcuni aspetti di &nbsp;<span class="fs12lh1-5">questa malattia intestinale cronica o meglio che tende a</span></div><div>cronicizzare se non trattata con la giusta dieta, nella <span class="fs12lh1-5">speranza di aiutarti a ritrovare fiducia in te stesso e nelle</span></div><div>capacita’ di autoguarigione del tuo corpo.</div><div>La rettocolite ulcerosa, è si’ una patologia infiammatoria a <span class="fs12lh1-5">carico dell’intestino caratterizzata da infiammazione che </span><span class="fs12lh1-5">sfocia in ulcerazione delle pareti intestinali ma questo </span><span class="fs12lh1-5">avviene ogni volta che l’ infiammazione viene trascurata e </span><span class="fs12lh1-5">lasciata cronicizzare. La rettocolite ulcerosa colpisce </span><span class="fs12lh1-5">essenzialmente le mucose del colon e del retto, cioè il </span><span class="fs12lh1-5">rivestimento più interno della parete intestinale, con sintomi </span><span class="fs12lh1-5">che si intensificano in modo progressivo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">In sostanza </span><span class="fs12lh1-5">come tutte le malattie, anche la tua colite tende a </span><span class="fs12lh1-5">peggiorare se non trattata o se trattata in maniera </span><span class="fs12lh1-5">inadeguata. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Purtroppo le conseguenze della cronicizzazione </span><span class="fs12lh1-5">della colite ulcerosa non sono di poco conto, di seguito per </span><span class="fs12lh1-5">maggior chiarezza le elenco le principali:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5">Grave sanguinamento</span></li><li>Grave disidratazione</li><li>Perforazione del colon</li><li>Osteoporosi</li><li>Infiammazione di pelle (eritema nodoso, ipoderma</li><li>gangrenoso), occhi (irite, episclerite, uveite) e articolazioni</li><li>(spondilite anchilosante, sacro-ileite, artrite enteropatica)</li><li>Problemi epatici (colelitiasi, colangite sclerosante, steatosi)</li><li>Problemi renali (calcoli renali )</li><li>Rigonfiamento del colon (megacolon tossico)</li><li><span class="fs12lh1-5">Rischio di tumore al colon</span></li><li>Problemi circolatori</li></ul></div><div><br></div><div>Come vede Fabio queste le puo’ leggere tutte come <span class="fs12lh1-5">buone ragioni per intraprendere un percorso dietologico</span></div><div>specifico per guarire definitivamente dalla rettocolite <span class="fs12lh1-5">ulcerosa.</span></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 Jan 2023 09:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Come stare in forma quando si è in vacanza?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009B"><div>Stare a dieta mentre si è in vacanza è una grande sfida. Da un lato, c’è la volontà di mantenere i risultati tanto sudati per arrivare alla prova costume in forma. Dall’altro c’è la voglia di rilassarsi e non pensare a nulla, concedersi delle sfiziosità e approfittare del fatto che una volta all’anno non tocca a noi cucinare. È certo, la dieta in vacanza è difficile e le ferie sono fatte per staccare la spina, ma ci sono alcuni accorgimenti per non ritrovarsi, al ritorno, con degli spiacevoli chili in più. Può essere una buona strategia concedersi un pasto libero, preferibilmente un piatto tipico o un peccato di gola con il sorriso ma evitando di strafare abbuffandosi. A pranzo è giusto cercare di mangiare qualcosa di leggero evitando di saltare pasti e spuntini perché vi ritroverete quasi sicuramente a recuperare con gli interessi nel pasto successivo. Completa il vademecum estivo l’assidua frequentazione dei i nostri migliori alleati, frutta e verdura, che devono sempre essere presenti.</div><div><strong><b><br></b></strong></div><div><strong><b>Pietro Senette, nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Jul 2022 19:22:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[La nutraceutica fa bene a tutti?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009C"><div>Il termine “nutraceutica” è la sintesi di due termini: nutrizione e farmaceutica. In sostanza, la nutraceutica indica quegli alimenti o le sostanze attive presenti al loro interno ai quali si attribuiscono, oltre al valore nutrizionale di base, uno o più benefici aggiuntivi, come prevenire malattie croniche, migliorare la salute, favorire la longevità o sostenere alcuni apparati o funzioni corporee. In quest’ottica la dieta nutraceutica serve a tutti, ma guai a pensare di sostituire un corretto stile di vita con una manciata di “super nutraceutici”. Il vero potenziamento della salute di un individuo si compie quando si impara a regolare interamente le proprie abitudini in funzione di un miglioramento. Sintetizzando, inutile imbottirsi di integratori, se poi si fuma tanto o si beve molto alcol o si mangia junk food. Solo un nutrizionista specialista può stabilire se la nostra condizione di salute o il percorso alimentare che stiamo facendo necessiti di integrazioni o alimenti specifici.</div><div><br></div><div><strong><b>Pietro Senette, nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Jun 2022 19:23:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[La dieta può influire sul reflusso gastroesofageo?]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009D"><div>Oltre il 20% degli italiani soffre di reflusso gastrico e tra le cause principali si annovera senza dubbio lo stile alimentare inadeguato. Una persona ogni giorno mangia in media almeno due-tre kg di cibo, ma molto spesso senza rendersene conto. Qualsiasi pietanza, solida, liquida, fredda, calda, cruda o cotta, con consistenza diversa finisce nello stomaco riempiendolo alla stregua di un secchio. In sintesi, le scelte alimentari possono esasperare il tempo di permanenza degli alimenti nella cavità gastrica causando il reflusso gastro-esofageo. In questo disturbo spesso non c’è infatti un aumento dell’acidità gastrica, ma i dolori e il “bruciore” dopo il pasto esprimono esclusivamente il passaggio dei succhi gastrici nell’esofago, organo non strutturato per arginare gli effetti dell’acido gastrico. La chiave di volta è unicamente la scelta di una dieta appropriata, garante di tempi digestivi brevi e di principi attivi specifici favorenti la riparazione della mucosa esofagea.</div><div><br></div><div><strong><b>Pietro Senette, nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Jun 2022 19:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Piera chiede: Rettocolite ulcerosa]]></title>
			<author><![CDATA[Piera]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004B"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Buongiorno dott. Senette, mi rivolgo a lei come nutrizionista esperto di rettocolite ulcerosa del quale sono affetto ormai da 10 anni. Dopo svariate cure a base di mesalazina, farmaco biologico e diete precompilate somministratemi in ospedale ho maturato la volonta’ di affrontare una volta per tutte la malattia con un approccio logico ed olistico.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Potrebbe darmi qualche informazione in più sul suo approccio e sulla sua idea riguardo la rettocolite ulcerosa.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>P.s. so che è molto impegnato e che ha aiutato tanti pazienti ad a guarire da questa malattia per cui se non mi </b></span><b class="fs12lh1-5">risponde verro ‘ a trovarla comunque in uno dei suoi studi.</b></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs12lh1-5">Dr. Senette risponde:</b></div><div><b class="fs12lh1-5"><br></b></div><div><div>Buongiorno Piera, pur avendo scritto tante altre volte sull’ <span class="fs12lh1-5">argomento, cerchero’ di risponderti nella maniera piu’ </span><span class="fs12lh1-5">esauriente possibile vista la tua incipiente voglia di uscire </span><span class="fs12lh1-5">da questo inutile vortice farmacologico. La rettocolite </span><span class="fs12lh1-5">ulcerosa o RCU, detta anche colite ulcerosa, è una </span><span class="fs12lh1-5">patologia infiammatoria a carico dell’intestino che sfocia in </span><span class="fs12lh1-5">alterazioni/ulcerazioni delle pareti intestinali. Ogni volta che </span><span class="fs12lh1-5">una infiammazione, in qualsiasi parte del corpo, viene </span><span class="fs12lh1-5">trascurata essa tende a cronicizzare. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">In particolare la </span><span class="fs12lh1-5">mucosa intestinale, scarnifica oggi e scarnifica domani, a un </span><span class="fs12lh1-5">certo punto si rompe lasciando spazio a processi riparativi </span><span class="fs12lh1-5">come succede ad esempio nella formazione dei tumori </span><span class="fs12lh1-5">benigni riparativi, che si sviluppano spesso come fase </span><span class="fs12lh1-5">evolutiva dell’ulcerazione.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">In sostanza il corpo nella </span><span class="fs12lh1-5">tendenza a riparare i danni da noi provocati attraverso uno </span><span class="fs12lh1-5">stile di vita errata, a volte(quando i danni risultano molto </span><span class="fs12lh1-5">importanti) crea dei danni ancora piu’ invalidanti verso la </span><span class="fs12lh1-5">funzionalita’ di quel determinato organo. La rettocolite </span><span class="fs12lh1-5">ulcerosa o RCU colpisce quindi le mucose del colon e del </span><span class="fs12lh1-5">retto, cioè il rivestimento più interno della parete intestinale, </span><span class="fs12lh1-5">con sintomi che si intensificano progressivamente.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">L’intestino tenue non è invece inizialmente coinvolto in </span><span class="fs12lh1-5">questa patologia.</span></div><div>La RCU puo’ essere definita una malattia <span class="fs12lh1-5">cronica caratterizzata da fasi di attività alternate a fasi di</span></div><div>remissione. Molte persone si illudono pertanto <span class="fs12lh1-5">transitoriamente di stare meglio e attribuiscono il loro</span></div><div>momentaneo benessere a chissa’ quale cibo o farmaco <span class="fs12lh1-5">miracoloso assunto in quel periodo. Di seguito alcune tra le </span><span class="fs12lh1-5">complicazioni derivanti da colite ulcerosa:</span></div><div><div><br></div><ul><li><span class="fs12lh1-5"><b>Grave sanguinamento</b></span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Grave disidratazione</b></span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Perforazione del colon</b></span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Osteoporosi</b></span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Infiammazione di pelle </b></span>(eritema nodoso, ipoderma <span class="fs12lh1-5">gangrenoso), occhi (irite, episclerite, uveite) e </span>articolazioni (spondilite anchilosante, sacro-ileite, artrite <span class="fs12lh1-5">enteropatica)</span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Problemi epatici</b></span> (colelitiasi, colangite sclerosante, steatosi)</li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Problemi renali</b></span> (calcoli renali, amiloidosi)</li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Rigonfiamento del colon</b></span> (megacolon)</li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Rischio di tumore al colon</b></span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Problemi circolatori</b></span></li></ul></div><div><br></div><div>Per quanto riguarda le terapie e le cure tradizionali esse <span class="fs12lh1-5">prevedono ovviamente l’utilizzo di farmaci o nei casi</span></div><div>terminali ricorso alla chirurgia con la quale si sconfigge la <span class="fs12lh1-5">rettocolite ulcerosa rimuovendo semplicemente tutto il colon </span><span class="fs12lh1-5">e tutto il retto (proctocolectomia)!!</span></div><div>I farmaci utilizzati comprendono:</div><div><ul><li><span class="fs12lh1-5"><b>Antinfiammatori </b></span>(FANS) come la sulfasalazina, mesalazina, balsalazide e olsalazina, e corticosteroidi come il prednisone e l’idrocortisone nei casi più gravi.</li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Farmaci immunosoppressori </b></span>o definiti erroneamente “biologici”( come infliximab, adalimumab, golimumab e vedolizumab etc etc)</li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Farmaci da banco tra cui antibiotici, anti-diarroici, antidolorifici.</b></span></li><li><span class="fs12lh1-5"><b>Integratori sintetici di ferro.</b></span></li></ul></div><div><br></div><div>Detto questo veniamo al metodo di cura della rettocolite <span class="fs12lh1-5">ulcerosa Dr. Senette che posso per semplicita' </span><span class="fs12lh1-5">schematizzare in alcuni punti centrali:</span></div><div><br></div><div>È inutile affrontare la rettocolite ulcerosa concentrando ogni <span class="fs12lh1-5">nostra attenzione solo sull’aspetto sintomatologico e finale </span><span class="fs12lh1-5">del problema, il mio approccio va oltre e punta alla patologia </span><span class="fs12lh1-5">a monte, ossia la cura dell’ intero apparato digerente. La </span><span class="fs12lh1-5">ricerca della salute va orientata alla persona e non alla </span><span class="fs12lh1-5">malattia, alla causa e non al sintomo, al sistema e non </span><span class="fs12lh1-5">all'organo, al riequilibrio invece che alla cura, stimolando il </span><span class="fs12lh1-5">naturale processo di autoguarigione del corpo.</span></div><div>Un corpo che non funziona bene è essenzialmente un corpo <span class="fs12lh1-5">intossicato. Alcuni segnali che ci invia il nostro corpo per </span><span class="fs12lh1-5">farci capire che è intossicato possono essere i seguenti:</span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><ul><li>Ci si sente privi di energia, si fa fatica ad arrivare svegli <span class="fs12lh1-5">e lucidi alla fine della giornata</span></li><li>l’intestino è irregolare e si soffre di stitichezza o diarrea</li><li>si soffre di insonnia o si fatica ad addormentarsi</li><li>si soffre di cellulite, stasi linfatica, vene varicose, <span class="fs12lh1-5">capillari fragili, ragadi o emorroidi</span></li><li>si soffre di allergie, problematiche della pelle, dermatiti, <span class="fs12lh1-5">pruriti, acne e herpes</span></li><li><span class="fs12lh1-5">si soffre di problematiche digestive, gonfiore dopo i </span><span class="fs12lh1-5">pasti, meteorismo e sonnolenza specie &nbsp;dopo aver </span>mangiato</li><li>nelle donne il ciclo è irregolare, si soffre di &nbsp;sindrome <span class="fs12lh1-5">premestruale o problematiche legate alla menopausa,</span></li><li>si acquista peso o non si riesce a perderlo </li><li><span class="fs12lh1-5">i capelli perdono lucentezza, si ha forfora e grasso &nbsp;a </span><span class="fs12lh1-5">livello del cuoio capelluto e le unghie si spezzano</span></li><li>facilmente</li><li><span class="fs12lh1-5">si ha sinusite, mal di testa, emicranie ricorrenti e forti o </span><span class="fs12lh1-5">acufeni</span></li></ul></div><div><br></div><div>E’ da qui che bisogna partire: l<span class="fs12lh1-5"><b>a parola d’ ordine è detossificare, fare una pulizia completa del nostro corpo.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Segue la disintossicazione e in alcuni casi l’ </span><span class="fs12lh1-5">accompagna direttamente(dipende dallo stadio di partenza), </span><span class="fs12lh1-5">una fase di costruzione (building come direbbero gli inglesi) </span><span class="fs12lh1-5">in cui si vanno a riparare e ricostruire tutti i tessuti </span><span class="fs12lh1-5">danneggiati</span><br></div><div>ancora a seguire la fase di stabilizzazione, mirata ad apprendere e <span class="fs12lh1-5">perseguire uno stile di vita corretto conviviale ed in salute. In </span><span class="fs12lh1-5">sostanza possiamo definire questa la fase di educazione </span><span class="fs12lh1-5">alimentare durante la quale si apprendono i limiti di </span><span class="fs12lh1-5">tollerabilita’ del nostro corpo. </span><span class="fs12lh1-5">Cara Piera nella speranza di essere stato abbastanza </span><span class="fs12lh1-5">esaustivo le auguro di risolvere quanto prima le sue </span><span class="fs12lh1-5">problematiche e resto a disposizione nei miei studi o se </span><span class="fs12lh1-5">preferisce tramite una consulenza on line.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 May 2022 15:11:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Noemi chiede: Dimagrimento localizzato]]></title>
			<author><![CDATA[Noemi]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000004A"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Buongiorno dott. Senette, le scrivo perche’ soffro di accumuli di grasso concentrati sopratutto nei glutei e nelle</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>cosce e nonostante abbia fatto ripetute diete non riesco ad ottenere nessun risultato.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Esiste una dieta specifica per gli accumuli adiposi localizzati?</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dr. Senette risponde:</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><div>Gentile Noemi, ti inoltro innanzitutto il link per una sezione <span class="fs12lh1-5">specifica del mio sito <a href="https://www.senettedietologo.it/dimagrimento-rapido---localizzato.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/dimagrimento-rapido---localizzato.html', null, false)">dedicata all’ argomento</a>.</span></div><div>Detto questo, voglio confortarti spiegandoti che se da un <span class="fs12lh1-5">lato il grasso sottocutaneo che in genere insiste sulle zone </span><span class="fs12lh1-5">gluteo femorali, cosce, braccia etc, e’ effettivamente il piu’ </span><span class="fs12lh1-5">difficile da mandar via, dall’ altro necessita di scelte </span><span class="fs12lh1-5">dietologiche e quindi di una dieta ben precisa mirata verso </span><span class="fs12lh1-5">gli accumuli adiposi sottocutanei.</span></div><div>Devi infatti tener conto che questo tipo di grasso segue delle <span class="fs12lh1-5">logiche ben precise anche dal punto di vista ormonale, per </span><span class="fs12lh1-5">cui necessita di un approccio nutrizionale specifico.</span></div><div>Riassumendo quello di cui hai bisogno è un nutrizionista <span class="fs12lh1-5">esperto di panniculite, qualche settimana di tempo, vedrai </span><span class="fs12lh1-5">che i risultati non si faranno attendere.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 04 May 2022 15:20:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Carlo chiede: colesterolo alto e statine]]></title>
			<author><![CDATA[Carlo]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000049"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Caro dott .Senette, sono un paziente cardiopatico, da ormai 10 anni ho 2 stent nelle coronarie e assumo 15 pillole al giorno, tra cui una statina per il colesterolo che ormai da un po’ di tempo mi sta creando una miopatia piuttosto invalidante.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Volevo chiederle se esiste una dieta anti colesterolo o addirittura una dieta preventiva per ischemie ed infarti.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La ringrazio anticipatamente Carlo</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dr. Senette risponde:</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><div>Gentile Carlo, la sua situazione patologica e senza dubbio <span class="fs12lh1-5">gravosa ma non senza vie d’ uscita.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">La prevenzione è a </span><span class="fs12lh1-5">giusto titolo universalmente considerata la migliore arma per </span><span class="fs12lh1-5">combattere molte malattie, tra cui quelle cardiovascolari.</span></div><div>Tutto quello che facciamo oggi influisce sulla nostra salute <span class="fs12lh1-5">di domani. Nel suo caso essendo il cuore una pompa, il </span><span class="fs12lh1-5">principale responsabile è il fluido che essa spinge </span><span class="fs12lh1-5">ininterrottamente giorno e notte verso tutti i distretti corporei, </span><span class="fs12lh1-5">ossia il sangue.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Questo liquido quasi magico quando pulito </span><span class="fs12lh1-5">e carico di nutrienti, rischia di trasformarsi in veleno se </span><span class="fs12lh1-5">grasso, sporco e carico di veleni. Vien da se caro Carlo, che </span><span class="fs12lh1-5">cio’ che arriva nel sangue è verosimilmente passato prima</span></div><div>dalla bocca e quindi dalla dieta, imputata numero uno anche <span class="fs12lh1-5">nel caso di ischemia, infarto, malattia coronarica, angina etc </span><span class="fs12lh1-5">etc.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ripulire il nostro sangue vuol dire ripulire il nostro corpo, e </span><span class="fs12lh1-5">questo si fa con un percorso detox ad hoc per quel</span></div><div>determinato individuo e scelte dietologiche virtuose da <span class="fs12lh1-5">mantenere nel tempo. Per quanto riguarda le alternative alle </span><span class="fs12lh1-5">statine, non mancano in natura derivati alternativi e senza </span><span class="fs12lh1-5">gli effetti collaterali che lei lamenta con il farmaco.</span></div><div>Riassumendo non ha che rivolgersi ad un bravo dietologo<span class="fs12lh1-5">/nutrizionista esperto in diete detox ed in pazienti</span></div><div>cardiopatici, il suo corpo non avra’ che giovarne! </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 01 May 2022 14:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Salvatore chiede: Dieta chetogenica]]></title>
			<author><![CDATA[Salvatore]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000048"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Gentile Dottor Senette, sono un uomo di 55 anni che oscilla tra periodi di sovrappeso (+7-8 kg) e periodi di normopeso. Ho avuto modo di conoscere 4 suoi pazienti che hanno seguito con lei un percorso di dieta chetogenica e che ormai da tempo non hanno più problemi di peso. Pensa che la stessa dieta possa fare al mio caso?</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dr. Senette risponde:</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><div>Caro Salvatore la dieta chetogenica rappresenta un ottimo <span class="fs12lh1-5">strumento terapeutico e non solo nel dimagrimento. </span><span class="fs12lh1-5">Essa ha infatti un raggio d’ azione molto più ‘ampio che </span><span class="fs12lh1-5">spazia dal diabete di tipo 2 all’oncologia passando per l’</span><span class="fs12lh1-5">emicrania e tante altre sindromi neurologiche.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Detto questo </span><span class="fs12lh1-5">resta da capire se la dieta chetogenica vada bene per lei, e </span><span class="fs12lh1-5">questo lo si puo’ fare solo dopo un attenta valutazione del </span><span class="fs12lh1-5">suo caso che non puo’ che avvenire attraverso una prima </span><span class="fs12lh1-5">consulenza dietologica/nutrizionale.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">Vorrei inoltre </span><span class="fs12lh1-5">sottolineare come non esista una dieta chetogenica uguale </span><span class="fs12lh1-5">per tutti, ma come tutte le prescrizioni vada correttamente </span><span class="fs12lh1-5">adattata a quel preciso paziente. Le consiglio di affidarsi ad </span><span class="fs12lh1-5">un nutrizionista dietologo esperto di dieta chetogenica in </span><span class="fs12lh1-5">modo da poter valutare la possibilita’ di utilizzare questo tipo di </span><span class="fs12lh1-5">dieta per aiutarla a raggiungere il suo peso ideale.</span></div><div>Sperando di fare cosa gradita le incollo di seguito un link del <span class="fs12lh1-5">blog dove ho ampiamente parlato di dieta chetogenica.</span></div><div><a href="https://www.senettedietologo.it/blog/?giampiero-chiede--dieta-chetogenica" class="imCssLink">https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?giampiero-</a></div><div><a href="https://www.senettedietologo.it/blog/?giampiero-chiede--dieta-chetogenica" class="imCssLink">chiede--dieta-chetogenica</a></div><div><br></div><div>Cordialmente Dott. Senette</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 11:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Reflusso gastrico, come scongiurarlo]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009E"><div>Oltre il 20% degli italiani soffre di reflusso gastrico e tra le cause principali si annovera senza dubbio lo stile alimentare inadeguato. Una persona ogni giorno mangia in media almeno due-tre kg di cibo, ma molto spesso senza rendersene conto. Qualsiasi pietanza, solida, liquida, fredda, calda, cruda o cotta, con consistenza diversa finisce nello stomaco riempiendolo alla stregua di un secchio.</div><div>In sintesi, le scelte alimentari possono esasperare il tempo di permanenza degli alimenti nella cavità gastrica causando il reflusso gastro-esofageo. In questo disturbo spesso non c’è infatti un aumento dell’acidità gastrica, ma i dolori e il “bruciore” dopo il pasto esprimono esclusivamente il passaggio dei succhi gastrici nell’esofago, organo non strutturato per arginare gli effetti dell’acido gastrico. La chiave di volta è unicamente la scelta di una dieta appropriata, garante di tempi digestivi brevi e di principi attivi specifici favorenti la riparazione della mucosa esofagea.</div><div><br></div><div><strong><b>Pietro Senette, Nutrizionista e ricercatore</b></strong></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 19:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Paolo chiede: Dimagrire velocemente]]></title>
			<author><![CDATA[Paolo]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000047"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Gentile dottor Senette, le scrivo perche’ ormai dopo 20 anni di diete di tutti i tipi, dal fai da te’ ai consulti con svariati nutrizionisti e dietologi di cagliari e dell’ intera sardegna, mi ritrovo ancora obeso e con la pressione alta.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>la differenza rispetto a 20 anni fa e’ che oggi non penso di avere piu’ la pazienza per aspettare tanto tempo prima di raggiungere il mio obbiettivo per cui mi chiedevo se lei che so essere un nutrizionista esperto e famoso, avesse qualche ricetta speciale che fa al mio caso.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>in attesa di un suo cortese riscontro la ringrazio.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dr. Senette risponde:</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><div>Caro Paolo, credo che la tua situazione sia quella di migliaia <span class="fs12lh1-5">di persone che ormai dopo tanti anni di insuccessi e diete </span><span class="fs12lh1-5">fallimentari credono di non avere più la costanza e la giusta </span><span class="fs12lh1-5">resilienza per affrontare un percorso dietologico.</span></div><div>Detto questo, succede comunque anche a chi per la prima <span class="fs12lh1-5">volta si approccia ad un dimagrimento di aver un unico </span><span class="fs12lh1-5">desiderio: avere subito dei risultati.</span></div><div>La tua domanda sintetica sarebbe dunque questa: <span class="fs12lh1-5"><b>si può dimagrire e perdere peso in breve tempo?</b></span> Ebbene la</div><div>risposta è si, ma bisogna sapere come farlo: i rischi per la <span class="fs12lh1-5">salute introducendo nutrienti sbagliati sono talmente alti da </span><span class="fs12lh1-5">non permettere errori. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Elimina dalla tua mente sia le diete </span><span class="fs12lh1-5"><b>monoalimento</b></span>, sia quelle che prevedono l’esclusione di un <span class="fs12lh1-5">intero gruppo alimentare e ti fanno andare incontro a </span><span class="fs12lh1-5">mancanze nutrizionali anche importanti di vitamine, sali </span><span class="fs12lh1-5">minerali o altri nutrienti. Ricordiamoci che tu vuoi perdere </span><span class="fs12lh1-5">grasso e non muscoli, quindi la tua dieta rapida deve essere </span><span class="fs12lh1-5">in grado di salvaguardare la tua massa muscolare. </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Bada </span><span class="fs12lh1-5">bene inoltre che seguire un certo tipo di dieta lampo </span>scombussola tutto il nostro asset ormonale creando <span class="fs12lh1-5"><b>se mal gestito</b></span> degli squilibri di umore non da poco.</div><div><span class="fs12lh1-5">A questo punto </span><span class="fs12lh1-5">abbia gia’ capito caro Paolo che sicuramente è da escludere </span>il<span class="fs12lh1-5"><b> fai da te</b></span>. Il dimagrimento veloce si ottiene attraverso <span class="fs12lh1-5">l’attuazione delle giuste misure per ottenere un calo di peso </span><span class="fs12lh1-5">senza rischi per la salute e l’attuazione di modifiche </span><span class="fs12lh1-5">comportamentali che ci porteranno a mantenere il peso </span><span class="fs12lh1-5">ideale piu’ a lungo termine. La scienza a riguardo ci dice </span><span class="fs12lh1-5">che la velocità di perdita del peso in sé non influisce sul </span><span class="fs12lh1-5">successivo mantenimento. Anzi, spesso in talune situazioni </span><span class="fs12lh1-5">togliere il “dente malato” quanto prima migliora la prognosi a</span></div><div>prescindere ed il modo particolare se il paziente in <span class="fs12lh1-5">sovrappeso deve subire qualche intervento chirurgico.</span></div><div>Gentile Paolo non le resta quindi che trovare i suo dietologo <span class="fs12lh1-5">o nutrizionista esperto in dimagrimento rapido e diete </span><span class="fs12lh1-5">garanti di un risultato duraturo in modo da poter inviare </span><span class="fs12lh1-5">quanto prima il suo percorso dimagrante di successo.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Apr 2022 11:53:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Simona chiede: Tumore al seno]]></title>
			<author><![CDATA[Simona]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000046"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Buongiorno Dott Senette, mi chiamo Simona, e le scrivo da Cagliari.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Sono stata da poco operata per carcinoma al seno e attualmente sto seguendo la terapia ormonale. Penso di seguire una dieta abbastanza sana ed in linea di massima a basso contenuto di carboidrati ma avendo sempre &nbsp;sentito parlare del potere della dieta nella salute dell’ uomo ho deciso di approfondire l’ argomento. Premetto che ho gia’ interpellato gli oncologi che mi seguono ed inoltre il centro oncologico per l’ alimentazione dell’ ospedale dove sono in cura, ma le indicazioni che ho avuto risultato sommarie e generiche. Potrei sapere da lei se esiste una dieta specifica per le persone che sono nella mia situazione e sopratutto con quali eventuali benefici? Grazie</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dr. Senette risponde:</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><div>Cara Simona, ad una domanda cosi diretta non puo’ che <span class="fs12lh1-5">seguire una risposta altrettanto trasparente e chiara:</span></div><div>esiste una dieta specifica sia per prevenire il tumore al <span class="fs12lh1-5">seno sia per curarlo. Purtroppo sono molto rari i nutrizionisti </span><span class="fs12lh1-5">specialisti di alimentazione per pazienti oncologici e ancor </span><span class="fs12lh1-5">piu’ rari i nutrizionisti specialisti in tumori al seno come il </span><span class="fs12lh1-5">suo.</span></div><div><span class="fs12lh1-5">I benefici di una dieta sana ed equilibrata in una </span><span class="fs12lh1-5">paziente affetta da tumore al seno sono molteplici, ne</span></div><div>riassumo i principali:</div><div><ul><li>Ridurre/bloccare lo sviluppo del cancro</li><li>Ridurre gli effetti collaterali dei trattamenti chemioterapici</li><li>Mantenere sano il tessuto corporeo</li><li>Rafforzare il sistema immunitario</li><li>Ridurre l’affaticamento e i problemi di debolezza</li><li>Migliorare la qualità della vita</li></ul><div><br></div></div><div>Cerchi quanto prima un nutrizionista/dietologo esperto di <span class="fs12lh1-5">tumore al seno e vedra’ che i risultati non si faranno</span></div><div>attendere. </div><div>Un caro saluto</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 02 Apr 2022 07:56:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Raffaella chiede: Cellulite]]></title>
			<author><![CDATA[Raffaella]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000045"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Sono una donna di 45 anni e presento inestetismi da circa un paio di anni, trattasi della cellulite, su fianchi e cuscinetti adiposi sui glutei e rilassamento interno coscia. Soffro inoltre di cattiva circolazione sanguigna. Vorrei tanto eliminare questa cellulite, anche perchè prima non l’ho mai avuta, come potrei fare?Esiste una dieta e dei trattamenti mirati? Ho provato di tutto senza risultati! </b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La ringrazio anticipatamente</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Dr. Senette risponde:</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div><div><div>Cara Raffaella, la cellulite è una condizione <span class="fs12lh1-5">caratterizzata da ritenzione idrica e accumulo tossine</span></div><div>negli strati sottocutanei con infiammazione degli adipociti <span class="fs12lh1-5">e irrigidimento del tessuto connettivo circostante. È</span></div><div>determinata in particolare da una scarsa <span class="fs12lh1-5">microcircolazione sanguigna e linfatica, per cui non mi </span><span class="fs12lh1-5">stupisce che mi riferisca della sua cattiva circolazione </span><span class="fs12lh1-5">sanguigna.</span></div><div>Una microcircolazione non sufficiente porta alla <span class="fs12lh1-5">sclerotizzazione di questo tessuto connettivo ed il ristagno</span></div><div>idrico, associato alla scarsa elasticità del tessuto connettivo, <span class="fs12lh1-5">rende la superficie della pelle disomogenea, con i classici </span><span class="fs12lh1-5">inestetismi della cellulite.</span></div><div>Nella fase avanzata della cellulite si formano noduli che <span class="fs12lh1-5">coinvolgono nervi e vasi sanguigni, producendo il classico </span><span class="fs12lh1-5">aspetto chiamato pelle a buccia d’arancia. Vi sono </span><span class="fs12lh1-5">concause determinate dalla vita sedentaria, dal sovrappeso,</span></div><div>pillola, gravidanza, stipsi, abiti troppo stretti ecc, ma la vera <span class="fs12lh1-5">causa è un’ alimentazione disordinata! Un’alimentazione </span><span class="fs12lh1-5">copiosa o semplicemente sbagliata, caratterizzata da </span><span class="fs12lh1-5">eccesso di alcolici, spezie, dolciumi, insaccati, carni, sale e </span><span class="fs12lh1-5">zuccheri lavorati è la causa primaria di cellulite.</span></div><div>Questo tipo di dieta comporta digestioni lente e difficoltose <span class="fs12lh1-5">oltre che un accumulo di tossine e di grasso. Inoltre gli </span><span class="fs12lh1-5">sbalzi ormonali che avvengono con la menopausa, durante </span><span class="fs12lh1-5">la gravidanza o per l’utilizzo di farmaci, hanno un ruolo </span><span class="fs12lh1-5">determinante nell’ aumento di ritenzione idrica e gli </span><span class="fs12lh1-5">accumuli di adipe. E questi ultimi potrebbero spiegare la </span><span class="fs12lh1-5">recente comparsa della cellulite nel suo specifico caso.</span></div><div>Per far sparire la cellulite sono disponibili vari tipi di <span class="fs12lh1-5">trattamenti, ma spesso di concentrano nella eliminazione</span></div><div>del sintomo, andando a intervenire sul grasso e sul tessuto <span class="fs12lh1-5">connettivo che causano l’inestetismo ma non sull’</span></div><div>infiammazione e che ne è la causa. L’ intervento primario e’ <span class="fs12lh1-5">risolutivo non puo’invece che passare attraverso una </span><span class="fs12lh1-5">dettagliata valutazione del tipo di cellulite anche attraverso l’</span><span class="fs12lh1-5">utilizzo di strumenti specifici come l’adipometro e la </span><span class="fs12lh1-5">prescrizione di una dieta specifica per la cellulite. </span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>La dieta anticellulite è l’ unico modo per risolvere definitivamente la </b></span><span class="fs12lh1-5"><b>cellulite.</b></span><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Passare ad un’alimentazione ricca di frutta e </span><span class="fs12lh1-5">verdura cruda che contengono fibre, nutrienti e molta acqua</span></div><div>biologica e’ sicuro uno dei primi consigli che mi sento di <span class="fs12lh1-5">darle. Per quanta riguarda una terapia personalizzata</span></div><div>contro la cellulite le consiglio di rivolgersi ad un <span class="fs12lh1-5">nutrizionista-dietologo specialista in cellulite che sia in grado</span></div><div>di valutare il suo specifico caso e prescriverle una terapia <span class="fs12lh1-5">risolutiva mirata.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 08:48:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Filippo chiede: Aterosclerosi]]></title>
			<author><![CDATA[Filippo]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000044"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Buongiorno Dott. Senette mi sono sottoposto circa un mese fa ad una angiotac: aorta add. pervia,</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>minimamente ectasica con segni di ateromasia calcifica ed apposizione di un trombo parietale . Mi hanno detto che corro seri rischi di ictus e trombosi.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Sono un po in sovrappeso ma non mi aspettavo una situazione così preoccupante. Esiste una dieta che mi possa &nbsp;essere d’ aiuto nella mia situazione ?</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Grazie Filippo</b></span></div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div><div>Caro Filippo, la dieta è sicuramente il primo approccio <span class="fs12lh1-5">terapeutico in qualsiasi patologia, conseguentemente</span></div><div>anche nella sua situazione.</div><div>Ateromasia deriva da ateroma e questo dal greco athere, <span class="fs12lh1-5">che significa pappa o poltiglia ad indicare una sostanza </span><span class="fs12lh1-5">grassa, biancastra e trasparente, senza colore. L’ateroma è </span><span class="fs12lh1-5">dunque una placca formata da grassi, proteine e tessuto </span><span class="fs12lh1-5">fibroso che si forma sulla parete delle arterie e configura il </span><span class="fs12lh1-5">quadro dell’aterosclerosi. Sulla superficie dell’ateroma può </span><span class="fs12lh1-5">depositarsi fibrina, facilitando così la formazione di trombi, e </span><span class="fs12lh1-5">anche sali di calcio, che lo rendono molto fragile </span><span class="fs12lh1-5">sviluppando la possibilità di rottura, di aneurismi e trombo-</span><span class="fs12lh1-5">embolie. Un’arteria infarcita di materiale lipidico e di tessuto </span><span class="fs12lh1-5">fibrotico perde elasticità e resistenza risultando più</span></div><div>suscettibile alla rottura e con un lume interno ridotto che <span class="fs12lh1-5">ostacola il flusso sanguigno. E’ quindi razionale la sua </span><span class="fs12lh1-5">preoccupazione. Detto questo, è noto ormai da tempo come </span><span class="fs12lh1-5">una dieta ricca di grassi animali saturi e di colesterolo, </span><span class="fs12lh1-5">unitamente al sovrappeso, all’obesità, al fumo e alla </span><span class="fs12lh1-5">sedentarietà rappresenti uno dei principali fattori di rischio </span><span class="fs12lh1-5">per la malattia aterosclerotica. Nella speranza di averle </span><span class="fs12lh1-5">fornito qualche spunto di riflessione, le consiglio vivamente </span><span class="fs12lh1-5">di intraprendere un cambio di stile di vita con il supporto di </span><span class="fs12lh1-5">un nutrizionista esperto di patologie cardiovascolari.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Mar 2022 08:40:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Federica chiede: Cirrosi epatica]]></title>
			<author><![CDATA[Federica]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000041"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Gent.mo Dott. Senette, da diversi mesi mio marito 53 anni, è
affetto da cirrosi epatica, complicata da insufficienza venosa, episodi di
rottura varici, e ricorrenti infezioni che lo stanno portando ad una continua
debilitazione anche a causa degli antibiotici assunti.</b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><b>Le chiedo è possibile avere un aiuto seguendo una dieta
specifica o mi devo rassegnare alle sole cure farmacologiche?</b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><b>La ringrazio anticipatamente</b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><b>Federica</b></span></div><div><br></div>

<div>dr. Senette risponde:</div>

<div><br></div><div><span class="fs12lh1-5">Gentile Federica, la cirrosi epatica è una malattia cronica
che colpisce gli individui principalmente fra i 40 e i 60 anni. Nel nostro
paese sono almeno un milione le persone che ne sono affette. Si tratta di una
patologia che comporta alterazioni nella struttura e nelle funzioni del fegato.
Quest’ organo è ahimè unico ed essenziale per il nostro corpo e anche se
resistente</span><span class="fs12lh1-5"> quanto mai</span><span class="fs12lh1-5">, se mantenuto in ordine, diventa repentinamente malato ed
indifeso se esposto in maniera estenuante a continui disordini digestivi.</span><br></div>

<div> </div>

<div> </div>

<div> </div>

<div> La malattia di suo
marito ha un andamento lento ma progressivo, soprattutto se non si attuano le
giuste contromisure! Tipicità di questa patologia sono l’alterazione del flusso sanguigno
intraepatico e l’ipertensione portale con probabili e conseguenti varici
esofagee.</div>

<div>Tutto questo in sostanza è dovuto al flusso sanguigno
intraepatico rallentato a causa di un sangue non più fluido ma viscoso e
grasso. Fortunatamente le contromisure esistono, e sono tutte in natura. Una
dieta specifica contro la cirrosi epatica è garante di risultati eccezionali già
nel medio periodo, e spesso risolutivo nel lungo termine.</div>

<div>Affidi suo marito ad un dietologo o nutrizionista specialista
delle malattie intestinali, malattie epatiche e metaboliche, i risultati non si
faranno attendere.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Jun 2021 20:01:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sergio chiede: dimagrimento rapido]]></title>
			<author><![CDATA[Sergio]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000043"><span class="fs12lh1-5"><b>Gentile Dott. Senette, ho finalmente deciso di mettermi a dieta poiché’ ho una 30na di kg in più. Sono però di natura una persona poco paziente e so che con una perdita di peso troppo lenta rischierei di abbandonare il percorso prima dell’obbiettivo. Lei conosce ed utilizza percorsi di dimagrimento rapidi? Si tratta di percorsi sicuri dal punto di vista della salute?</b></span><div><span class="fs12lh1-5"><b>La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione</b></span></div><div><br></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Caro Sergio affinchéé sia raggiunto il suo obiettivo è importante sapere che non esiste un programma standard per tutti e va quindi pianificato in rapporto al soggetto, alla sua costituzione fisica e alle sue necessità.</div><div>Un programma ben strutturato mira a comporre una dieta alimentare che rispetti le esigenze del soggetto. D’ altro canto il soggetto che si sottopone a dieta deve di suo avere una determinata attitudine a seguire protocolli dietologi ben precisi. Stante queste premesse, caro Sergio, le posso garantire che io ho avuto modo di ideare nella mia carriera diverse strategie dietologiche che permettono ai pazienti con un sovrappeso importante come il suo di azzerarlo già con una manciata di mesi. Riassumendo, il traguardo è proporzionale all' ambizione! Le consiglio di dare un’occhiata nel mio sito alle voci dimagrimento rapido, remise en forme, dieta lcd di cui le allego il link a seguire:</div><div><a href="https://www.senettedietologo.it/remise-en-forme--dimagrimento--rapido.html#VLCD" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/remise-en-forme--dimagrimento--rapido.html#VLCD', null, false)">dimagrimento rapido</a></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 05 Jun 2021 20:01:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?sergio-chiede--dimagrimento-rapido</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Giovanna chiede: Dieta specifica per l’asma di mio figlio]]></title>
			<author><![CDATA[Giovanna]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000042"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Salve Dottore, mi chiamo Giovanna e le scrivo per quanto riguarda mio figlio di dieci anni. È dal’età di circa cinque anni che ha avuto di notte suo primo attacco di asma con conseguente bronchite e da quel’episodio ogni raffreddore nel periodo autunno invernale si trasformava in asma e quindi in bronchite, e andiamo avanti a forza di cortisone e broncodilatatori. Le ho sentito dire in diverse sue interviste in televisione che la dieta per chi soffre d’ asma e forme allergiche concatenate è fondamentale. Mi può chiarire in quale maniera, in modo che io possa valutare se far seguire una dieta specifica per l’asma a mio figlio?</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><b>La prego di prendere in considerazione questa mia domanda visto che la situazione sta ormai degenerando e il bambino ha continuo disagio e persino paura di svolgere qualsiasi attività fisica!</b></span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><br></div><div>dr. Senette risponde:</div><div><br></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div>Cara Giovanna, il termine asma deriva dal greco asthmaìno=ansimare, respirare corto e con affanno. Parliamo di una condizione cronica caratterizzata da ostruzione bronchiale, da muco, tosse, restrizione del flusso d’aria e mancanza di fiato. La qualità (e densità) del sangue condizionano lo sviluppo di tutte le patologie ma in particolare modo la capacità respiratoria. Le ricordo che il corpo lavora all’ unisono e non come un insieme di organi separati. Esiste solo un modo per rimediare alla situazione di suo figlio e consiste nell’intraprendere una politica di depurazione radicale e sistemica del’organismo, evitando le cause evidenti di ostruzione e di intasamento tossico.</div> &nbsp;<div>D’ altronde vivere con l’asma e coi broncodilatatori, o vivere col respiro corto, non è proprio una passeggiata e come riferisce anche lei finisce per precludere a suo figlio anche altri aspetti della vita determinanti nel cammino verso la salute come l’attività fisica. Le allergie, pur essendo legate ad una predisposizione individuale sono un problema che si manifesta in maniera impattante solo in chi ha il corpo saturo di tossine mentre ben poco fanno sulle persone che hanno uno stile virtuoso. Quindi Giovanna a lei la scelta, la dieta contro l’asma, contro le allergie esiste eccome.</div> &nbsp;<div>Si affidi ad un dietologo- nutrizionista esperto di detossificazione, alimentazione naturale e sana e vedrà che i riscontri positivi per suo figlio non mancheranno.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 19:57:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?giovanna-chiede--salve-dottore,-mi-chiamo-giovanna-e-le-scrivo-per-quanto-riguarda-mio-figlio-di-dieci-anni--e-dal-eta-di-circa-cinque-anni-che-ha-avuto-di-notte-suo-primo-attacco-di-asma-con-conseguente-bronchite-e-da-quel-episodio-ogni-raffreddore-nel-periodo-autunno-invernale-si-trasformava-in-asma-e-quindi-in-bronchite,-e-andiamo-avanti-a-forza-di-cortisone-e-broncodilatatori--le-ho-sentito-dire-in-diverse-sue-interviste-in-televisione-che-la-dieta-per-chi-soffre-d--asma-e-forme-allergiche-concatenate-e-fondamentale--mi-puo-chiarire-in-quale-maniera,-in-modo-che-io-possa-valutare-se-far-seguire-una-dieta-specifica-per-l-asma-di-mio-figlio</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Carla chiede: intestino pigro]]></title>
			<author><![CDATA[Carla]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003D"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Buongiorno Dr. Senette, sono una donna 45 enne e da anni soffro di stitichezza ostinata. Penso di aver provato tutte le tisane/preparati venduti in farmacia/erboristeria per il mio caso ma sempre con risultati minimi o nessuno.</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><b>Mi sono quindi decisa a fare una visita dal gastroenterologo e succedanea colonscopia che mi hanno restituito una diagnosi che già conoscevo: stitichezza ostinata.</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><b>Mi perdoni la schiettezza, ma da chi posso avere la cura? Mi sono permessa di scriverle perché’ ho letto sul web che lei è un nutrizionista esperto di malattie intestinali.</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><b>Attendo con trepidazione un suo riscontro. </b></span></div> &nbsp;<div><br></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5">Dr. Senette risponde:</span><br></div> &nbsp;<div> <span class="fs12lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div>Cara Carla, partiamo finalmente con il piede giusto farsi le giuste domande! Sicuramente la dieta, primo baluardo contro ogni patologia terrena, è ovviamente anche nel caso della stitichezza.</div> &nbsp;<div>Deve infatti sapere che una non corretta eliminazione del materiale fecale è assimilabile alla condotta di chi tiene la spazzatura in casa! Mi perdoni la metafora ma preferisco essere chiaro e comprensibile a tutti quelli che leggono. I rifiuti dell’organismo, le scorie tossiche prodotte giornalmente dal corpo che vive, si ricambia, si rinnova e si rigenera devono necessariamente essere mandate fuori, altrimenti ci si ammala. Un mix di veleni post-alimentari e post-rinnovativi provoca infatti fermentazione e putrefazione intestinale, e diventa inevitabilmente focolaio moltiplicativo di tossine. Tossine che vengono riassorbite dal sangue e che vengono distribuite in tutti gli organi e i tessuti del corpo, avvelenando il sistema nervoso, irritando gli organi, rallentando la circolazione dapprima della linfa e poi del sangue, fino ad arrivare a compromettere la funzione cerebrale. Come vede Carla non mancano gli spunti di riflessione per correre al più presto ai ripari.</div> &nbsp;<div>Prenoti pure un appuntamento attraverso il mio sito sarò lieto di aiutarla.</div> &nbsp;<div> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 29 May 2021 16:53:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?carla-chiede--intestino-pigro</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Piero chiede: posso evitare intervento per calcoli alla cistifellea?]]></title>
			<author><![CDATA[Piero]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003F"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Buongiorno dottore, da una ecografia mi hanno trovato diversi
piccoli calcoli alla cistifellea, a intervalli regolari e da circa un mese mi
vengono delle coliche. Ho contattato il mio medico che mi ha raccomandato
l’assunzione di un antinfiammatorio al bisogno e una consulenza chirurgica.</b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><b>Sono molto preoccupato e vorrei evitare l’intervento
chirurgico viste le conseguenze a livello digestivo che erediterei subito dopo.
Pensa di potermi aiutare con una dieta specifica per i calcoli alla colecisti?</b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><b>La ringrazio infinitamente e le porgo distinti saluti</b></span></div>

<div> </div><div>Dr. Senette risponde: </div><div><br></div>

<div>Caro Piero, la dieta specifica per i calcoli alla cistifellea
esiste ma non è universale. Ogni caso, il numero di calcoli, le dimensioni, la
localizzazione degli stessi vanno attentamente valutati di volta in volta. &nbsp;I calcoli alla cistifellea, infatti, sono
piccoli e duri agglomerati, principalmente di cristalli di colesterolo, che si
formano nella vescichetta denominata cistifellea o colecisti e ahimè anche nel
condotto biliare. I calcoli grossi non sono facilmente disgregabili, ma non
creano necessariamente grossi disturbi. Quelli piccoli invece si possono
espellere con una terapia mirata per colelitiasi. D’ altro canto, contrastare i
dolori da calcoli alla cistifellea, senza agire sulla vera causa, è un grave
errore in quanto essi sono funzionali al’espulsione dei calcoli stessi.
Riassumendo caro Piero la strada c’è ed è anche sicura a patto di percorrerla
affiancati da un nutrizionista esperto in calcoli alla cistifellea!!</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 06 May 2021 18:22:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Giovanna chiede: Linfedema]]></title>
			<author><![CDATA[Giovanna]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003E"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Buongiorno Dr. Senette, le scrivo perché’ la mia situazione,
nonostante segua le cure che mi sono state indicate dal chirurgo vascolare, in
merito alla mio linfedema, sta diventando sempre più grave. Qualche mese fa ho
avuto modo di conoscere una sua paziente che soffre della mia stessa patologia
e mi ha riferito un netto miglioramento già dopo alcune settimane dall’ inizio
dei trattamenti da lei prescritti.</b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><b>Le descrivo brevemente la mia situazione nella speranza che
mi possa aiutare. Circa 12 anni fa, ho cominciato ad avere gonfiore ad un
piede, poi cominciò a gonfiarsi la gamba, poi anche l’altra e infine le braccia. Da lì,
dopo disperate peripezie a cercare la causa, dopo una scintigrafia, mi dicono
trattarsi di linfedema primario esteso ai 4 arti. Le cure che mi sono state
prescritte variano da massaggi linfodrenanti al bendaggio multicomponente con
bende e tutori compressivi, + due compresse al giorno di daflon. A parte un
iniziale e lieve miglioramento, la situazione è andata sempre più degenerando,
tanto che ora inizio ad avere seri problemi di deambulazione e non riesco più a
stare in piedi per un’ora di fila. La ringrazio anticipatamente per un suo
riscontro Giovanna</b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5">Dr. Senette risponde:</span><span class="fs12lh1-5"> </span></div><div><span class="fs12lh1-5">Ciao Giovanna, tecnicamente e molto semplicemente il
linfedema è causato da un blocco nel sistema linfatico, una parte importante
del sistema immunitario e circolatorio. Il blocco impedisce che il fluido
linfatico si scarichi bene, e quindi il liquido si accumula creando il
gonfiore.</span><span class="fs12lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs12lh1-5">I principali sintomi includono
gonfiori a piedi, gambe e braccia, ed impossibilità di utilizzare gli arti
colpiti, per cui non mi stupisce la sintomatologia da lei riferita che sembra
combaciare perfettamente con la diagnosi ricevuta.</span></div>

<div>D’ altra parte forse è venuta l’ora che lei si decida ad
affrontare con l’aiuto di uno specialista la situazione all’origine. I
trattamenti svolti da lei finora, infatti, sembrano concentrarsi sulla
riduzione del gonfiore e il controllo del dolore, ma nulla fanno sulla causa
del linfedema.</div>

<div>Deve sapere che il sistema linfatico è fondamentale per
mantenere il corpo sano. Esso trasporta il liquido e le sostanze nocive
attraverso i vasi linfatici, che portano ai linfonodi, i rifiuti vengono poi
filtrati dai linfociti, le cellule che combattono le infezioni che vivono nei
linfonodi. Un lavoro non da poco, e sicuramente non residuale nel corpo umano.
Urge quindi per il suo sistema linfatico un super lavoro di pulizia interno da
svolgere primariamente con una dieta specifica per linfedema, mirata a
risolvere alla radice gli “edemi” (gonfiori) e permettere al suo sistema
linfatico di riprendere il suo normale e vitale lavoro.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 03 May 2021 18:15:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sara chiede: tumore al colon e alimentazione]]></title>
			<author><![CDATA[Sara]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000040"><div><span class="fs12lh1-5"><b>Buon giorno, sono Sara una donna di 52 anni impaurita e ormai
esasperata. È
da 14 mesi che mi hanno diagnosticato il tumore al colon, lo hanno asportato, ho
fatto chemio, radio e trattamenti farmacologici di supporto,</b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><b>ma sto sempre peggio. 
Mi perdoni la schiettezza, vorrei una risposta precisa alla mia domanda:
potrò guarire dal tumore oppure ormai ho imboccato la via del non ritorno?</b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><b>Ho conosciuto durante delle visite ospedaliere di controllo
diverse sue pazienti che mi hanno riferito di aver seguito una dieta specifica
per il tumore al colon e di stare tuttora bene, ma soprattutto ad oggi di non
aver avuto nessuna recidiva. C’ è speranza anche per me? Ormai mi sto
rassegnando e sto perdendo tutte le speranze.</b></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b><br></b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Dr. Senette risponde: </span></div><div><span class="fs12lh1-5"> </span><br></div>

<div>Cara Sara, il tumore al colon rappresenta la più comune forma
tumorale dei paesi occidentali, ed è pure la prima causa di morte tra le
casistiche cancerogene. Occorre però aggiungere che l’alto tasso di mortalità è
strettamente connesso al tipo di intervento chirurgico adottato dalla
maggioranza!!</div>

<div>Per quanto riguarda la sua domanda, mi chiede quindi se si può
guarire dal tumore al colon? Assolutamente sì a patto di mettere in atto tutto
ciò di cui necessità il corpo.</div>

<div>Il tumore al colon per la sua distribuzione geografica è uno
di quelli altamente correlati allo stile di vita, facilmente attribuibile alla
costipazione, ai residui proteici della dieta alto-grassa ed alto-proteica,
ricca in residui di cibo industriale difficilmente digeribili dal nostro corpo.</div>

<div>Tutte le guarigioni da tumore vengono realizzate dal corpo
quando gli diamo la possibilità di farlo: cioè quando il nostro stile di vita è
adeguato. &nbsp;Uno stile di vita sobrio e vitale è infatti alla base delle
scelte terapeutiche favorevoli alla remissione naturale e spontanea della
patologia in atto.</div>

<div>Un nutrizionista-dietologo esperto di patologie gastro-
intestinali sa bene dove andare ad agire e quale sia il percorso più adatto al
caso di ogni singolo paziente.</div>

<div>Nel caso necessitasse prenotare una mia prima visita può
farlo direttamente dal mio sito alla sezione contatti o tramite whatsapp al
3357612725.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 02 May 2021 19:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Francesca chiede: Sindrome di Siögreen e artrite reumatoide]]></title>
			<author><![CDATA[Francesca]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003B"><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>Gentile Dott. Senette, ho appreso del suo blog da una sua paziente che è stata seguita da lei come nutrizionista specialista in lipedema e linfedema, ma che mi ha riferito di lei come il miglior nutrizionista specializzato nella cura delle più svariate patologie con la sola alimentazione. Le scrivo quindi perché’ da ormai 20 anni sono affetta dalla Sindrome di Siögren e artrite reumatoide. Dopo anni di cure farmacologiche inefficaci, mi ritrovo oggi con l’aggravante di una bruttissima gastrite atrofica. Pensa che il mio sia un caso disperato oppure esiste una dieta mirata garante di benefici? Confidando in una sua risposta le porgo i miei più cordiali saluti e le auguro buon lavoro.</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b> </b></span></div> &nbsp;<div><br><span class="cf1">Dr. Senette risponde:</span></div> &nbsp;<div><span class="cf1"> </span></div> &nbsp;<div><span class="cf1">Cara Paola, non è sempre il nome della patologia a determinare la prognosi per un paziente, soprattutto quando della vera origine della malattia si sa ben poco!</span></div> &nbsp;<div><span class="cf1">Diceva Ippocrate circa 2500 anni fa che è più importante sapere che tipo di persona abbia una malattia piuttosto che sapere che tipo di malattia abbia una persona»</span></div> &nbsp;<div><span class="cf1">La Sindrome di </span><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Siögren</span><span class="cf1"> </span></span><span class="cf1"><span class="fs10lh1-5"> </span><span class="fs10lh1-5">è normalmente definita malattia autoimmune mentre la reale sua causa non è stata nemmeno individuata, e lo stesso identico discorso lo si può fare per l’artrite reumatoide. Ogni soggetto è unico e diverso, per cui ogni sindrome è pure diversa una dall’altra e va affrontata con criteri di personalizzazione individuale, l’esatto contrario di ciò che succede normalmente, ed il suo caso non fa eccezione. L’ aggravante della gastrite atrofica in atto significa che si è creata una infiammazione del rivestimento interno, cioè della mucosa interna dello stomaco, con probabile infiammazione estesa pure all’intestino. Il corpo è un tutt’uno e non esiste metodo curativo vincente alternativo a quello che considera il corpo come entità unica. I sintomi come acidità e bruciori di stomaco, reflusso gastrico, difficoltà digestive, alito cattivo, mancanza di appetito, gonfiori addominali, vomito, diarrea, tachicardia e palpitazioni dopo i pasti sono tutti campanelli d’ allarme di un corpo che non funziona bene. Le cause di indigestione e di impaccio gastrico o dispepsia stanno tutte nella assunzione di alimenti inadatti e indigesti per cui una dieta specifica mirata contro le sue patologie non può che essere il primo e unico baluardo della sua salute a patto di affidarsi ad un nutrizionista esperto di Siögren, artrite reumatoide, e gastrite atrofica.</span></span><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 28 Apr 2021 12:38:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Una dieta detox dopo gli eccessi a tavola durante le feste]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000009F"><div><b>Come gestire la dieta dopo gli eccessi</b><b> delle fes</b><b>te?</b></div><div>Il periodo post feste è da sempre il momento ideale per iniziare un percorso dietetico per i soggetti che hanno accumulato un eccesso ponderale. Iniziare una dieta dopo le feste è un po' come andare a fare la spesa con la pancia piena: permette di compiere delle scelte razionali e allo stesso tempo mettersi al riparo dalle tentazioni. Gennaio, bisogna anche aggiungere, è il momento giusto per iniziare o ricominciare a mangiare più sano poiché iniziando ora una dieta, si avrà tutto il tempo per ritrovare la forma in modo graduale, senza fretta, senza sacrifici impossibili e di conseguenza senza rischi per la salute. La parola d'ordine per ripartire è sicuramente detossificare. Infatti, quanto abbiamo ingerito durante le festività in modo scorretto, alcol, conservanti e coloranti, in un solo termine “tossine”, sono state momentaneamente immagazzinate dal nostro corpo nel tessuto adiposo mettendole in una sorta di “quarantena” prolungata pronte per essere espulse.</div><div><br></div><div><b class="fs14lh1-5">Pietro Senette, nutrizionista</b></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 19:27:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.senettedietologo.it/blog/files/Logo-UNIONE-SARDA-300x300_bsdrah3o_thumb_lvgc96ka.png" length="33616" type="image/png" />
			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?una-dieta-detox-dopo-gli-eccessi-a-tavola-durante-le-feste</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Roberto chiede: obesità e fame nervosa]]></title>
			<author><![CDATA[Roberto]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003C"><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>Buonasera Dott. Senette, mi chiamo Roberto ed è la prima
volta che le scrivo. Ho 34 anni e sono obeso. Lotto da una vita contro la mia
fame nervosa senza alcuna vittoria. Il mio eccessivo sovrappeso/ obesità, mi
sta annientando e pian piano togliendo la voglia di vivere.</b></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>Ho seguito le diete più svariate senza risultato, ma leggendo
il suo blog mi sono convinto che lei possa essere il nutrizionista esperto di obesità
che mi possa portare fuori dal tunnel. Sono finalmente sulla strada giusta o
anche lei contro la fame nervosa getta la spugna e mi rimanda a costose,
dannose ed infruttuose terapie farmacologiche?</b></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>Nell’attesa porgo i miei distinti saluti.</b></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>Grazie anticipatamente </b></span></div>

<div><span class="cf1"> </span></div><div><span class="cf1">dr. Senette risponde:</span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"> </span></div>

<div><span class="cf1">Caro Roberto, non esiste scompenso che non derivi da uno
squilibrio interno, risolto quello scompare anche il sintomo.</span></div>

<div><span class="cf1">Nessuna paura o timore reverenziale verso la fame nervosa,
anzi, è un piacere poter intervenire prima che essa crei catastrofi di
proporzioni sempre più grandi.</span></div>

<div><span class="cf1">La fame nervosa è un segnale non solo di semplice squilibrio
tra calorie introdotte e calorie consumate, e quindi di cellule affamate che
bussano alla porta dell’ipotalamo per ricevere più cibo ma si tratta piuttosto
di un sintomo di origine nervosa ed ormonale.</span></div>

<div><span class="cf1">Tecnicamente parlando, si verifica nel corpo dei mangiatori
seriali, una caduta improvvisa della glicemia. Glicemia che cade a livello dei
neuroni glicol-sensibili dell’ipotalamo innescando un’induzione a mangiare. La
glicemia o “ipoglicemia reattiva” volendo essere più precisi, è il fattore di
induzione al pasto. Alla base dell’obesità, dei disturbi alimentari e della
fame nervosa, questo meccanismo subdolo, porta non solo a spiluccare salatini e
dolci a tutte le ore, ma soprattutto nelle ore serali. &nbsp;Il cibo risulterà quindi doppiamente
ingrassante a causa del metabolismo rallentato.</span></div>

<div><span class="cf1">Il gatto che si morde la coda è un detto che si adatta bene
alla sua situazione Roberto.</span></div>

<div><span class="cf1">Un nutrizionista esperto di metabolismo sa bene dove andare
ad agire ed il risultato stia tranquillo non tarderà ad arrivare.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 15:04:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?roberto-chiede--obesita-e-fame-nervosa</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Carla chiede: Intolleranza al lattosio]]></title>
			<author><![CDATA[Carla]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000038"><div><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf1">Salve dr.
Senette, sono anni che soffro di aerofagia e mal di pancia, 10 mesi fa essendo
risultata intollerante al lattosio ho escluso latticini e loro derivati dalla
dieta.</span></b><br></span></div>

<div><b><span class="fs10lh1-5 cf1">Purtroppo ad
oggi continuo a soffrire degli stessi disturbi che inizialmente sembravano
essersi attenuati. Esiste una dieta apposita per aerofagia e mal di pancia?</span></b></div>

<div><b><span class="fs10lh1-5 cf1">La ringrazio
anticipatamente </span></b></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1"> </span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1"> </span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1">Dr. Senette
risponde:</span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1"> </span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1">Gentile Carla,</span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1">L’intolleranza
al lattosio è un’alterazione genetica molto frequente nella popolazione adulta,
in Italia all’ incirca il 70% degli individui ne soffre. Tale condizione,
spesso si associa a disturbi quali dolore addominale, diarrea, gonfiore e
meteorismo in seguito all’ ingestione di alimenti contenenti lattosio. La causa
è da attribuire alla carenza di un enzima, la lattasi, responsabile della
scissione del lattosio in glucosio e galattosio.</span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1">L’espressione di tale enzima
viene regolata dall’organismo nel corso della vita; infatti, quasi tutti i
mammiferi producono lattasi solo nel periodo dell’allattamento. Chi è
intollerante al lattosio dovrebbe eliminare dalla propria alimentazione,
in un primo tempo, tutti i gli alimenti che contengono questo zucchero.</span></div><div><span class="cf1">Una volta
scomparsi i sintomi, è consigliabile reinserire gradualmente piccole quantità
di lattosio, occasionalmente, senza superare la dose massima tollerata e magari
aiutandosi nel contempo con degli integratori di lattasi da assumere al momento
dell’ ingestione del pasto. Tornando al suo problema, se dopo 10 mesi di
astinenza dal lattosio non si è risolto penso che i suoi disturbi siano da
mettere in correlazione allo stato di salute globale</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">del suo apparato gastrointestinale piuttosto
che la sola carenza di enzimi digerenti il lattosio.</span></div><div><span class="cf1">La soluzione risolutiva
non può quindi</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">che</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">essere una dieta funzionale strettamente
personalizzata che porterà certo nel breve-medio periodo all’ eliminazione di
pancia gonfia ed aerofagia cronica.</span><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 12:44:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Serena chiede: dieta per cellulite.]]></title>
			<author><![CDATA[Serena]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000039"><div><b class="cf1">Buonasera dott. Senette, convivo orami da anni con la mia cellulite e pur avendo provato svariate sedute di mesoterapia, pressoterapia, cavitazione e radiofrequenza, mi ritrovo al punto di partenza. È possibile che la soluzione alla cellulite sia una dieta specifica?</b><br></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>La ringrazio anticipatamente </b></span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>Serena</b></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Dr. Senette risponde:</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="cf1">Cara Serena, per combattere la cellulite è innanzitutto necessario apportare un importante &nbsp;cambiamento al proprio stile di vita e quindi &nbsp;modifiche alle proprie abitudini qualora queste non siano propriamente corrette e salutari. </span></div><div><span class="cf1">Adottare un dieta mirata contro la cellulite è la prima utile soluzione, in particolar modo se si è in sovrappeso o in una condizione di obesità, ma anche se si è normopeso. La cellulite infatti ha diverse cause nella sua insorgenza che si chiamano adiposità sottocutanea, vasculopatia, edema, stasi venosa etc. ma tutte con un unico comun denominatore: l’infiammazione. </span></div><div><span class="cf1">La dieta anticellulite deve quindi essere una dieta prima di tutto antiinfiammatoria e non necessariamente ipocalorica. </span></div><div><span class="cf1">La dieta anticellulite lavorerà inoltre &nbsp;all’ unisono con un’ attività fisica regolare, &nbsp;garantendo al corpo la capacità di drenare correttamente i liquidi in eccesso, bruciare i pannicoli adiposi in eccesso, ed eliminare tutte le tossine accumulate a livello linfatico nei vari distretti corporei. Per quanto riguarda i trattamenti localizzati uno dei pochi che può vantare &nbsp;risultati tangibili già &nbsp;con poche applicazioni è la <a href="https://www.senettedietologo.it/dimagrimento-rapido---localizzato.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/dimagrimento-rapido---localizzato.html', null, false)">dermolipoaspirazione</a>.</span></div><div><span class="cf1">Nella speranza di averle fornito indizi importanti per la risoluzione del suo problema la saluto cordialmente.</span></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 12:45:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.senettedietologo.it/blog/files/domanda_thumb_h0sbm7mk.png" length="65672" type="image/png" />
			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?serena-chiede--dieta-per-cellulite-</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Claudia chiede: curare endometriosi]]></title>
			<author><![CDATA[Claudia]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000035"><div><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf1">Buongiorno Dr. Senette,</span><br></b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf1">Da molto tempo stavo</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">male e dopo consulenza ginecologica e svariati esami diagnostici mi è stata diagnosticata l’ endometriosi!!! Ho dolori pelvici forti ogni giorno che si espandono ai reni. Mi sento sempre stanca e provo forte dolore durante il ciclo con perdite oltremodo abbondanti! Il ginecologo che mi segue non mi ha dato tante speranze e mi ha prospettato un futuro fatto di pillole e difficolta’ di concepimento.</span></b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>Volevo chiederle se esiste una dieta che puo’ migliorare la mia endometriosi?</b></span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1">Dr. Senette risponde:</span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><br></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Cara Claudia, Il sistema riproduttivo femminile non è stato affatto</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">concepito malamente, per dare sofferenza o mettere </span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">in croce</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">le donne. Esiste gioco-forza uno stile di vita adeguato</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">capace di garantire</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">salute a tutte o quasi le donne del mondo. L’ endometriosi è una malattia che colpisce tre milioni di donne italiane e quasi 150 in tutto il mondo, eppure in pochi sanno esattamente</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">cos’è. Sintetizzando senza correre il rischio di sembrare riduttivo, posso sostenere che l</span><span class="cf1">’</span><span class="cf1">endometriosi si manifesta quando si sviluppano focolai di endometrio (che è la mucosa che riveste l</span><span class="cf1">’</span><span class="cf1">utero), fuori dal loro posto naturale, cioè il basso ventre. Nella maggior parte dei casi è come se ci fosse una mestruazione che, invece di essere espulsa, va verso l</span><span class="cf1">’</span><span class="cf1">interno della pancia attraverso le tube. Questa situazione può peggiorare con gli anni, proprio perchè questi tessuti anomali reagiscono alla stimolazione ormonale e crescono ad ogni ciclo.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1">Un buon punto di partenza è proprio la diminuzione di questa stimolazione e dell’ infiammazione presente, entrambi obbiettivi di una dieta sana e mirata.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Un nutrizionista esperto di endometriosi dovrebbe quindi essere in grado di aiutarla a modulare questa tempesta ormonale e ricondurre il suo apparato riproduttivo in condizioni di auto-regolarsi. Nel dettaglio sono svariati gli alimenti che sono determinanti nel processo di autoguarigione da endometriosi, ma in concreto</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">reputo piu’ importante parlare di uno dei principali regolatori degli estrogeni circolanti: il microbioma intestinale (ossia i microbi che vivono nell'</span><b><span class="cf1">intestino</span></b><span class="cf1">, una comunità circa 10 volte più abbondante rispetto alle cellule umane del corpo e il cui genoma contiene 100 volte più geni rispetto al genoma umano..). Il microbioma intestinale ha infatti ampiamente dimostrato di essere in grado di ,modulare</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">significativamente anche i livelli di estrogeni. In particolare l</span><span class="cf1">’</span><span class="cf1">estroboloma, ossia la raccolta di microbi in grado di metabolizzare gli estrogeni, modula la circolazione enteroepatica di estrogeni e influenza i livelli di estrogeni circolanti ed escreti.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Appare dunque conseguente che se il microbioma intestinale è sano, l</span><span class="cf1">’</span><span class="cf1">estroboloma produce la quantità appropriata di glucuronidasi per mantenere l</span><span class="cf1">’</span><span class="cf1">omeostasi degli estrogeni mentre in presenza di</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">disbiosi intestinale, l</span><span class="cf1">’</span><span class="cf1">attività della glucuronidasi risultera’ alterata. </span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1">Nella speranza di averle fornito indizi importanti della relazione dieta-endometriosi, le auguro di intraprendere quanto prima un percorso di cambio di stile di vita con un nutrizionista esperto di endometriosi che le portera’ sicuro notevoli miglioramenti.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 06 Apr 2021 13:35:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Non ci sono scorciatoie per raggiungere il peso forma]]></title>
			<author><![CDATA[Dr. Pietro Senette]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Articoli"><![CDATA[Articoli]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_0000000A0"><div><b>Ci sono scorciatoie per raggiungere una perfetta silhouette?</b></div><div>La perfetta silhouette, ma in generale essere belli, ammirati, sempre in forma, proprio come le icone della tv e del cinema è una moda senza tempo. Renderci più gradevoli togliendo un po' di pancetta, ci rende sicuri e più soddisfatti di noi stessi. Purtroppo molte persone sono ancora erroneamente convinte che non si possa dimagrire mangiando sano e inseguono troppo spesso delle “scorciatoie” che offrono risultati illusori e temporanei. Riguardo l'alimentazione abbiamo un'eredità tramandata dai nostri padri, ma come spesso accade, le cose buone, ma “datate”, vengono messe da parte per altre meno buone e nuove di zecca. Rivalutare quindi alimenti salutari e dietetici come le minestre di scarole, le zuppe di legumi, la vellutata di asparagi o ancora le gustose fave e cicoria aiuterà da un lato a vivere con meno apprensione l'arrivo della bella stagione, dall'altro a riscoprire i sapori di una volta salvando l'imprescindibile componente edonistica, sociale, culturale, del cibo.</div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Pietro Senette, nutr</b><b>izionis</b><b>ta</b></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 03 Apr 2021 19:28:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sara chiede: dieta per lipedema]]></title>
			<author><![CDATA[Sara]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000036"><div><span class="cf1"><span class="fs10lh1-5"><b><br> <br>Buonasera Dott.
Senette, circa un anno fa ho avuto 
diagnosi di lipedema, anche se a mio avviso ne soffro da sempre. Ho
seguito quindi i consigli e le prescrizioni del mio chirurgo vascolare:
farmaci, integratori e trattamenti mirati con dispositivi medici ma risultati
tutti ad oggi inefficaci. Documentandomi tramite il mio medico di famiglia ho
scoperto che la dieta sembra essere un’ arma molto utile e promettente ma ad
oggi non ho trovato nessun nutrizionista/dietologo esperto di questa patologia.
Vorrei sapere cosa ne pensa e se mi puo’ dare qualche consiglio in merito. <br>La ringrazio
per la sua attenzione.<br></b></span></span><br></div><div><span class="cf1"><b>dr. Senette risponde:</b></span></div><div><br></div><div><span class="cf1">Cara Sara, il
lipedema è un’abnorme deposizione
di grasso in entrambe le gambe che probabilmente nel suo caso è già
iniziata &nbsp;10 anni fa &nbsp;dai fianchi e progressivamente ha finito per interessare gli arti
inferiori. Non è sempre vero che chi ne soffre, indice di massa corporea alla mano,
risulti necessariamente obeso o in forte sovrappeso. Ho esperienza di numerosi &nbsp;&nbsp;pazienti pressoché &nbsp;normopeso, con una sproporzione enorme tra la parte
superiore del corpo e quella inferiore, difficilmente riferibile ad una
semplice conformazione ginoide.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Il lipedema, è
ahime’ patologia quasi “orfana” e 
comunque poco conosciuta, &nbsp;per cui
non mi stupisce la sua difficoltà nel trovare una cura adeguata. Non
trattare adeguatamente questa patologia d’ altronde significa condannarsi alla progressione
della stessa. Nello stadio iniziale del lipedema si inizia ad
avere accumulo di grasso nelle gambe, ma la pelle si mantiene comunque morbida
e soffice, mentre &nbsp;con il progredire
della malattia l’aspetto della pelle
cambia, assumendo un aspetto “a materasso”, simil-cellulite, &nbsp;più marcato, con noduli più evidenti e duri.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Sono totalmente
d’ accordo con la sua esigenza di trovare un nutrizionista/dietologo esperto di
lipedema, infatti</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">un’altra peculiarità della malattia sta nella tipologia di dimagrimento: chi soffre di lipedema e segue una dieta ipocalorica non
specifica per lipedema, continuerà a dimagrire sempre e solo nella parte
superiore, con benefici irrisori sulla parte inferiore del corpo, causando una sempre
più marcata incongruenza estetica, per cui l’effetto
ottico di fianchi prominenti e cosce grosse diventa sempre più evidente.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"> </span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"> </span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"> </span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Le parole d’
ordine di una dieta antilipedema sono sicuramente almeno tre:</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"> </span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">1) &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
</span><span class="cf1"><!--[endif]--></span><span class="cf1">migliorare le performance del sistema
cardio-circolatorio</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">2) &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
</span><span class="cf1"><!--[endif]--></span><span class="cf1">migliorare la funzionalità di quel complesso
sistema di vasi che instancabilmente recupera dagli spazi interstiziali i
liquidi che non sono stati recuperati dal flusso venoso, meglio noto come
sistema linfatico</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">3) &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
</span><span class="cf1"><!--[endif]--></span><span class="cf1"> &nbsp;recupero di quell’ estrogeno-dominanza che da
una parte blocca la deplezione stessa del grasso (ossia fa da “ostruzione” alla liberazione di grasso dalle cellule
adipose), dall’altra interferisce
con alcuni ormoni che regolano l’appetito e
il dispendio energetico, aumentando la fame e diminuendo il metabolismo basale.</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1"> </span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Coniugare
queste tre esigenze non è cosa difficile a patto di bussare nella porta giusta:
quella di madre natura in primis e quella di un 
nutrizionista esperto di lipedema</span><span class="cf1"><br></span><span class="cf1">Nella speranza
di averle fornito chiari indizi per intraprendere finalmente un percorso
risolutivo le ricordo che per ulteriori info può scrivermi su whatsapp al
3357612725.</span></div>

















































</div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 05 Mar 2021 14:41:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Gianluca chiede: pancia gonfia e dolorante]]></title>
			<author><![CDATA[Gianluca]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000037"><div><b><span class="cf1">Gentile
dottor Senette, volevo esporle la mia situazione che ormai mi trascino da un
paio d’ anni. Subito dopo ogni pasto, a prescindere dal tipo di alimento,
avverto un fortissimo gonfiore addominale, al quale spesso e volentieri si
stanno aggiungendo soprattutto nell’ ultimo periodo dei veri propri dolorosi
crampi addominali. Ad oggi su consiglio del mio medico di famiglia ho fatto
consulenza gastroenterologica e successivamente colonscopia ma senza che sia
stato riscontrato alcunché’ di patologico. Il mio medico mi ha quindi parlato
di colon irritabile e mi ha liquidato con uno/due spasmex al bisogno. È quindi
normale che io debba convivere con questa situazione o esiste un’altra strada
percorribile, ad esempio una dieta specifica per sistemare il mio colon
irritabile? Se le puo’ essere d’ aiuto le scrivo inoltre che da quando sono
iniziati questi problemi ho inoltre notato che sono piu’ esposto a tutti i
malanni di stagione, cosa che prima non mi succedeva. Fiducioso in una sua
risposta, la ringrazio anticipatamente</span></b><br></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1"> </span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Dr. Senette risponde:</span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1"> </span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Ciao Gianluca, &nbsp;la Sindrome del Colon Irritabile o Colite
spastica, è una patologia che interessa l’ultimo
tratto dell’intestino, detto colon. Viene
comunemente chiamata colite, termine generico per indicare una infiammazione
del colon. Siamo di fronte al tipo di colite più diffusa ed in fortissimo
aumento, quindi non so per quanto ti possa confortare sei sicuramente in buona
compagnia!</span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Pensa che i malati di colite sono pressoché raddoppiati
rispetto a 15 anni fa. Primo consiglio ti invito ad andare sul mio blog e
digitare come motore di ricerca parole tipo colon, colite, intestino, dolori
addominali, stomaco, digestione e simili per ottenere diverse mie risposte sull’ argomento.</span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">In genere questo disturbo affligge le persone
particolarmente sensibili, ed è acuito da una forte componente nervosa,
psicosomatica. Stress e l’ansia,
infatti, favoriscono tutte le alterazioni funzionali dell’apparato digerente,
come ad esempio la gastrite nervosa.</span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">All’origine
della colite ci possono essere anche cause di tipo organico, come ad esempio un’intolleranza alimentare trascurata, come quella al
lattosio o al glutine, ma sicuro comune denominatore delle persone che soffrono
di questa patologia è un’alimentazione scorretta!</span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Un dei primi consigli che ti posso dare è quello
di fare più mini-pasti al giorno piuttosto che pochi pasti abbondanti. Mangiare
in modo leggero, masticare a lungo e bene ogni boccone e bere adeguata acqua,
(meglio se con basso residuo fisso &lt;80mg/l lontano dai pasti). Evitare, poi,
tutti i cibi precotti o conservati inclusi gli insaccati e lo scatolame, i
fritti, i grassi saturi, gli zuccheri raffinati, così come gli edulcoranti
artificiali non può che giovare al tuo intestino. Bandire anche bibite gassate
e bevande alcoliche, e limitare al minimo anche quelle eccitanti come il caffè e
le cole. Sono sicuramente cibi amici, (a patto di consumarli con criterio di
tempi e dosi) i cereali, meglio se integrali, frutta e verdura, e qualche
yogurt al naturale.</span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Per quanto riguarda la tua osservazione
riguardo la correlazione colite/malanni di stagione è tutt’altro che
insignificante!!</span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">L’intestino
ha il fondamentale ruolo di collegare l’interno
del nostro organismo con l’esterno e
tutto ciò che ingeriamo passa attraverso di esso prima di essere assimilato o
espulso: cibo, bevande, aria ecc. Ma l’aspetto
che più caratterizza l’importanza dell’ intestino è quel suo ruolo di secondo
cervello che ormai da tanto tempo gli studi scientifici gli hanno attribuito.</span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Nell’intestino
si trova infatti quella che comunemente viene chiamata flora</span><span class="cf1"><i> batterica</i></span><span class="cf1">,
ovvero un insieme di microrganismi che svolgono numerose funzioni
indispensabili per il nostro corpo. In condizioni normali questi
microrganismi mantengono l’equilibrio
batterico all’interno di tutto l’organismo, alimentando il sistema immunitario e
rafforzandolo.</span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Quando si ingeriscono
alimenti che contengono bacilli già presenti nell’organismo, l’intestino
ne consente il tacito ingresso riconoscendo in essi una struttura “familiare”. Nel momento
in cui veniamo a contatto con germi (virus, batteri, funghi, ecc.), che non
sono già presenti naturalmente nel nostro corpo, allora l’intestino
interviene per eliminarli, attivando quindi una risposta immunitaria.</span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Intorno all’intestino
ci sono dunque delle vere e proprie barriere di protezione che da un lato
impediscono ai microrganismi di muoversi verso altri organi, creando potenziali
condizioni patologiche e, dall’altro,
consentono l’integrazione di quelli già presenti
nella flora residente (microbiota) con quelli provenienti dall’esterno,
limitandone gli squilibri. Come puoi ben dedurre Gianluca se cadono le mura
crolla anche il castello!</span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Spero di essersi stato d’
aiuto ed in caso intraprendere un percorso nutrizionale mirato per il tuo colon
irritabile ti invito a prenotare un appuntamento tramite la sezione apposita
del mio sito.</span></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 04 Jan 2021 14:54:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?gianluca-chiede--pancia-gonfia-e-dolorante</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.senettedietologo.it/blog/rss/000000037</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Paola chiede: dieta per problemi intestinali]]></title>
			<author><![CDATA[Paola]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002F"><div><span class="fs10lh1-5"><b>Buongiorno, è
da una ventina di giorni che soffro di dolori all’addome gonfiore di pancia e
relativa aerofagia. Sono stata dal mio medico curante che ha effettuato una
visita e relativi esami del sangue ma non è emerso nulla di particolare. Sono più
di 15 anni che soffro di momenti di diarrea e/o di stitichezza e secondo il mio
medico la diagnosi è colon irritabile. Soffro inoltre da un po’ di tempo &nbsp;&nbsp;di stress e ansia che sembrano alleviarsi
quando vado in bagno. Soffro inoltre di problemi alla cervicale e dolore alle
spalle. Ho paura che potrebbe esserci dell’altro.</b></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><b>È possibile che
la mia situazione possa avere dei benefici con una dieta personalizzata?</b></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><b> </b></span></div><div><div>Dr. Senette
risponde:</div>

<div> </div>

<div>Cara Paola,
perdoni la mia franchezza, tutto quanto da lei descritto è unicamente
imputabile al suo stile di vita ovvero la sua dieta.</div>

<div>Le origini dei
suoi disturbi sono sicuramente un transito intestinale lento, vale a dire
stitichezza unitamente a pigrizia linfatica. Riassumendo il problema è
legato a scelte alimentari non corrette comprendenti pietanze elaborate e
salate, magari con un po’ di quello che viene definito fast-food, bevande gassate, poca acqua biologica e stress prolungato nel
tempo. La soluzione parte necessariamente da tre pilastri: mangiare bene,
riposare bene e pensare bene.</div>

<div>Sul piano
clinico le sue manifestazioni come ansia e tensioni muscolari sono spie d’
allarme importanti quanto quelle sul versante intestinale e hanno alla base un
comune denominatore: l'infiammazione da cibo. In base alle sue condizioni di
partenza non posso che consigliarle di rivolgersi ad un bravo
nutrizionista/dietologo esperto di patologie gastrointestinali che la aiuti a
ritrovare un ottimale stato di salute psicofisica.</div>

<div> </div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 19 Oct 2020 20:48:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.senettedietologo.it/blog/files/domanda_thumb_e7zpa909.png" length="65672" type="image/png" />
			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?paola-chiede--dieta-per-problemi-intestinali</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.senettedietologo.it/blog/rss/00000002F</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Franco chiede: curare la rettocolite ulcerosa]]></title>
			<author><![CDATA[Franco]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000030"><div><span class="fs10lh1-5"><b>Salve, mi
chiamo Franco, le scrivo per chiederle un aiuto per intraprendere un percorso
nutrizionale funzionale. Soffro di rettocolite ulcerosa da circa 15 anni e
nonostante abbia seguito tutte le terapie che mi sono state consigliate ad oggi
ho ottenuto solo peggioramenti. Le scrivo perché’ dopo svariati tentativi con
dietologi e nutrizionisti sia a Cagliari ma anche a Milano, alcuni in ambiente
ospedaliero, sono venuto a conoscenza del suo blog grazie a dei suoi pazienti
che pur avendo avuto la mia stessa diagnosi mi riferiscono di aver ottenuto
complete remissioni dopo aver seguito la sua dieta. </b></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><b>La mia ultima,
ed ennesima colonscopia, che ho fatto giusto per togliermi tutti i dubbi sulla
presenza di tumori o cose più gravi, parla di mucosa infiammata ed essudata con
qualche ulcera. Le chiedo prima di contattarla per iniziare un percorso
salutista per il mio problema se sono ancora in tempo o se ormai dopo tanto
tempo il mio problema sia effettivamente cronico e mi debba rassegnare.</b></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><b>Nella speranza
che la mia domanda venga presa in considerazione così da essere utile a tanti
che condividono con me la stessa patologia le porgo i miei più cordiali saluti.</b></span></div>

<div> </div>

<div> </div>

<div>Dr. Senette
risponde:</div>

<div> </div>

<div>Caro Franco, le
rispondo con piacere nella speranza che quanto le scrivo possa come da lei
richiesto essere utile a tante persone che come lei soffrono di questa
patologia.</div>

<div>La Rettocolite ulcerosa è una
patologia infiammatoria a carico dell’intestino caratterizzata da infiammazione
che spesso sfocia in ulcerazione delle pareti intestinali.</div>

<div>È bene comprendere che l’infiammazione,
in qualsiasi parte del corpo, se trascurata tende a cronicizzare e può evolvere in logica ulcerazione o
perforazione del tessuto nella parte più debole e offesa.</div>

<div>La Rettocolite ulcerosa
colpisce nello specifico le mucose del colon e del retto, cioè il rivestimento
più interno della parete intestinale, con sintomi che si intensificano in modo
progressivo. Viene comunemente definita una malattia cronica seppure
caratterizzata da fasi di attività alternate
a fasi di remissione completa.</div>

<div>Accademicamente, l’ipotesi
alla base di questa patologia che va per la maggiore è che si tratti di un malfunzionamento
del sistema immunitario. Nel caso di infezioni virali o batteriche la risposta
immunitaria sarebbe così forte che anche le cellule del tratto intestinale
verrebbero attaccate.</div>

<div>Si parla inoltre, soprattutto
negli ultimi anni, anche di problematiche legate alla flora batterica con
squilibrio tra batteri probiotici come i lattobacilli e bifido batteri e
batteri patogeni, in una parola disbiosi intestinale.</div>

<div>Per quanto riguarda la mia
pluriennale esperienza in merito di patologie gastrointestinali ed il loro
rapporto con la dieta, </div>

<div>posso assicurarle che il male
endemico causa delle suddette patologie, si
chiama unicamente cattiva alimentazione e vita sedentaria. </div>

<div>Su di esso si abbattono
inesorabilmente disgrazie gastrointestinali basate su stitichezza cronica,
fermentazioni intestinali e conseguenti banchetti di innocenti batteri su
abbondanti materiali di scarto inespulsi.</div>

<div>Tutto il resto è storia che
conosce bene ogni malato di colite ulcerosa come lei.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 Oct 2020 18:57:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.senettedietologo.it/blog/files/domanda_thumb_amp7gqde.png" length="65672" type="image/png" />
			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?franco-chiede--curare-la-rettocolite-ulcerosa</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.senettedietologo.it/blog/rss/000000030</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Tommaso chiede: sindrome di Meniere]]></title>
			<author><![CDATA[Tommaso]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000003A"><div><b class="cf1">Buongiorno
dott. Senette, circa 3 anni fa mi è stata diagnosticata la sindrome di meniere,
ma nonostante segua tutte le indicazioni che mi sono state fornite dal mio
medico non ho avuto nessun miglioramento, anzi la situazione sembra peggiorare
di mese in mese. ormai mi stavo rassegnando a convivere con questa patologia,
quando ho incontrato una sua paziente che mi ha raccontato di essere guarita
con una dieta specifica dal mio stesso problema.</b><br></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>è veramente
possibile migliorare o addirittura arrestare la sindrome di meniere con una
dieta specifica? </b></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b> </b></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>Dr. Senette
risponde:</b></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b> </b></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1">Caro Tommaso, la speranza è
sempre l’ultima a morire! disperarsi vuol dire concentrarsi sul problema e non
certo sulla soluzione!</span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1">l’orecchio, come tutti gli organi del corpo
umano ha una straordinaria complessità e precisione che meritano rispetto e
delicatezza. esso infatti svolge non solo la funzione uditiva, ma è anche un
componente basilare dell’apparato di equilibrio dell’organismo che si avvale in
tutto questo di un complesso meccanismo elettro-meccanico riservato alla
percezione dei suoni, e di alcuni sensori capaci di captare in continuazione il
movimento del nostro corpo.</span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1">Il nostro corpo, sia da fermo che in
movimento, è sottoposto a forze come l’accelerazione di gravità che sono
rilevate da sensori direzionali i quali innescano dei meccanismi di adeguamento
della postura e dei movimenti della testa e degli occhi. le cellule ciliate del
sacculo e dell’otriculo, protette da una massa gelatinosa, sono raggruppate in
aree ben delimitate chiamate macule, dotate sulla sommità di microscopici
granelli chiamati otoliti. quando ci muoviamo nello spazio, lungo una
traiettoria lineare, questi granellini modificano il loro peso schiacciando o
allungando le ciglia sulle quali sono poggiati. dato che le ciglia dei sensori
sono orientate nelle tre direzioni dello spazio, il sistema permette al nostro
cervello di comprendere la direzione. senza dilungarmi ulteriormente sui
complessi meccanismi fisiologici che riguardano il nostro apparato
uditivo-vestibolare, le voglio giusto palesare che una funzione molto
importante in tutto il meccanismo uditivo e vestibolare è svolta dai liquidi
dell’orecchio interno. </span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1">Il labirinto dell’osso temporale è colmo di un
liquido chiamato perilinfa, e all’interno del canale osseo si trova una guaina
che ne riproduce la forma e che è piena di endolinfa.</span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1">È appunto la vibrazione di questo liquido che
produce l’effetto stimolatorio sui sensori acustici e vestibolari. Capirà’
quindi &nbsp;quanto sia importante &nbsp;il corretto stato di salute dei liquidi,
oltre che delle cellule ciliate. Con svariate ricerche si è stabilito con
chiarezza che il meccanismo che causa i sintomi tipici della sindrome di
meniere è proprio l’alterazione dei liquidi labirintici. Endolinfa, e forse
anche perilinfa, nei pazienti affetti dalla malattia hanno tendenza ad
accumularsi all’interno del labirinto. dato che questo ha delle pareti ossee e
non estensibili, un aumento del contenuto provoca un incremento della
pressione. le cellule ciliate dei sensori uditivi e dell’equilibrio, che vivono
immerse nell’endolinfa, ne risultano schiacciate. il loro funzionamento risulta
compromesso e questo provoca la vertigine, l’instabilità, l’ipoacusia e
l’acufene.</span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1">considerando che ciò che mangiamo oggi saranno
i prossimi “mattoni” che il nostro corpo utilizzerà per costruire ex novo o
rimpiazzare strutture corporee obsolete o mal funzionanti, le verrà sicuramente
facile capire quanto il suo stile di vita sia l’ unica via di successo per
risolvere la sindrome di meniere.</span></div>

<div><span class="fs10lh1-5 cf1">Le consiglio vista la sua condizione di
partenza particolarmente critica di rivolgersi ad un dietologo/nutrizionista specialista
nella cura della sindrome di meniere con un animo positivo e speranzoso, vedrà
che i risultati non si faranno attendere.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 Oct 2020 12:48:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Ignazia chiede: dieta per lipedema]]></title>
			<author><![CDATA[Ignazia]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000031"><div><span class="fs10lh1-5"><b>Buongiorno Dott. Senette, sono affetta da lipedema da quasi dieci anni e l’ultima volta che ho fatto la visita dal chirurgo vascolare mi ha consigliato di seguire una dieta specifica indicandomi lei come nutrizionista esperto di patologie e in particolare di lipedema.</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b>Prima di prenotare una visita vorrei sapere se esiste una possibilità concreta di migliorare il mio stato di salute con l’alimentazione o si tratta solo di trarre beneficio dalla perdita di peso (io ho anche qualche chilo in più).</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b>La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione.</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b> </b></span></div><div><div><span class="fs10lh1-5">Dr. Senette risponde:</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Il </span><b><span class="cf1">lipedema</span></b><span class="cf1"> (da non confondersi con il linfedema) è un disturbo </span><i><span class="cf1">cronico</span></i><span class="cf1"> della distribuzione e del volume del tessuto adiposo sulle cosce, sulle gambe e sui fianchi.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Il lipedema è una malattia del tessuto adiposo sottocutaneo, che si accumula soprattutto sugli arti e si manifesta con un aumento della sensibilità</span><span class="cf1">à </span><span class="cf1">che porta a dolore. In generale si sviluppa nella pubertà</span><span class="cf1">à </span><span class="cf1">e negli anni senza interventi specifici tende a peggiorar, ossia ha carattere degenerativo.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">L’</span><b><span class="cf1">eziopatogenesi</span></b><span class="cf1"> del lipedema, ossia la causa, non è </span><span class="cf1">nota</span><span class="cf1"> con certezza anche se molti autori ritengono che alla base vi siano fattori ormonali.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Si tratta di una patologia </span><i><span class="cf1">fortemente sotto diagnosticata</span></i><span class="cf1">, seppur molto diffusa: secondo i dati più recenti sembrerebbe manifestarsi in circa l</span><i><span class="cf1">’11% della popolazione di sesso femminile</span></i><span class="cf1">. Uno dei grossi problemi circa la sua individuazione è la forte sovrapposizione che ci può essere tra obesit</span><span class="cf1">à </span><span class="cf1">e lipedema, solo che l’</span><span class="cf1">obesit</span><span class="cf1">à </span><span class="cf1">risponde anche alla mera restrizione calorica mentre ciò non avviene nel lipedema.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1">Nel lipedema la distribuzione del grasso è abbastanza tipica in questa patologia: si forma un polsino alla caviglia, mentre il piede viene risparmiato dal grasso; vi è molta pelle e grasso nella parte interna del ginocchio, la pelle ha un aspetto a materasso, si sentono dei noduli sottocutanei al tatto della pelle, etc. etc.).</span></div></div><div><div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Il lipedema colpisce più le donne che gli uomini perché</span><span class="cf1">é </span><span class="cf1">questo grasso che si forma è </span><b><span class="cf1">ormone sensibile</span></b><span class="cf1">, in particolare agli estrogeni, cioè agli ormoni femminili. Difatti nelle donne in pubertà</span><span class="cf1">à </span><span class="cf1">e gravidanza il lipedema può riacutizzarsi. Nei maschi si manifesta raramente e quando lo fa è perché</span><span class="cf1">é </span><span class="cf1">alla base c’è uno squilibrio ormonale: ipogonadismo, ginecomastia, etc.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Bisogna d’ altro canto sottolineare che il grasso di chi soffre di lipedema </span><span class="cf1">è</span><span class="cf1"> </span><u><span class="cf1">comunque</span></u><span class="cf1"> </span><b><span class="cf1">insulino-sensibile</span></b><span class="cf1">, per cui una dieta mirata in tal senso non può che tenere conto non tanto dell’indice glicemico degli alimenti ma soprattutto dell’indice insulinemico, che ahimè a tanti nutrizionisti che prescrivono diete per lipedema risulta sconosciuto!! Mi chiede quanto si può fare con la dieta in sostanza e se i miglioramenti siano solo dovuti all’ eventuale perdita di peso, quindi cercherò di risponderle in maniera sintetica e precisa.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Per risolvere definitivamente il lipedema ci vuole sicuramente un metabolismo vivo in grado di bruciare il grasso in eccesso da qualsiasi parte sia esso localizzato, quindi una restrizione calorica, ma è fondamentale avere contemporaneamente un sistema di velocizzazione del ricambio idrico. Serve quindi sconfiggere le difficoltà dei principali organi emuntori del nostro corpo: epatico</span><span class="cf1">, renal</span><span class="cf1">e e vascolare. È necessario inoltre ravvivare la pelle, che è organo emuntorio accessorio di non poca importanza e di costante aiuto al rene. Tutte queste qualità sono esclusiva pertinenza della dieta anti lipedema (che deve essere intesa proprio come stile di vita), e di nessun’altra terapia. Nella speranza di averle fornito spunti importanti per la sua decisione sul cammino da intraprendere la saluto con l’augurio che di questa patologia se ne parli sempre di più e che si costituiscano centri di riferimento in Italia per trattare i pazienti affetti da lipedema nel modo adeguato seguiti da dietologi/nutrizionisti specializzati su questa patologia.</span></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Jul 2020 13:18:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Debora chiede: esofagite con reflusso, si può curare?]]></title>
			<author><![CDATA[Debora]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000034"><div><b class="fs10lh1-5"><span class="fs10lh1-5 cf1">Salve, sono venuta a conoscenza del suo sito tramite una mia amica che è rimasta soddisfatta delle sue consulenze e mi ha consigliato di contattarLa.</span></b></div> &nbsp;<div><b><span class="fs10lh1-5 cf1">Volevo però prima di prendere un appuntamento per una consulenza nutrizionale, essere certa che lei possa essermi d’ aiuto.</span></b></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf1">Sono anni che soffro di problemi allo stomaco, con dolori talmente forti da sentirmi schiacciare il petto. Ho eseguito infatti una serie di visite mediche per escludere altre patologie, e fortunatamente non ho problemi al cuore. Il mio medico curante mi ha fatto assumere Pantorc e Riopan e per un po’ è andata meglio. Ho poi sospeso queste medicine, anche perché</span></b><b><span class="cf1">é </span></b><b><span class="cf1">il problema è rimasto inalterato.</span></b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf1">Sento sempre un peso allo stomaco, ed il cibo bloccato sulla bocca dello stomaco. Ho fatto inoltre la gastroscopia già 3 volte e mi hanno sempre riscontrato esofagite con reflusso di classe A, iperemia 1/3 inferiore e giunzione esofago-cardiale incontinente. Discreta quantità</span></b><b><span class="cf1">à </span></b><b><span class="cf1">di secrezione chiara sul fondo allo stomaco. Normali peristalsi, morfologia e mucosa. Alla manovra d’inversione si conferma incontinenza di cardias, normale il fondo. Piloro pervio. Normali bulbo e seconda porzione duodeno. Lei cosa ne pensa? Grazie per la cortese attenzione. Cordiali Saluti.</span></b></span></div> &nbsp;<div><b><span class="fs10lh1-5 cf1"> </span></b></div> &nbsp;<div><b><span class="fs10lh1-5 cf1"> </span></b></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1">Dr. Senette risponde:</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Cara Debora, Il reflusso gastroesofageo, che talvolta viene chiamato semplicemente reflusso gastrico, è un disturbo causato dalla temporanea risalita del contenuto dello stomaco nell’esofago. Reflusso significa in altre parole azione di risalita dei succhi gastrici oltre la valvola </span><b><span class="cf1">cardias </span></b><span class="cf1">posta tra stomaco ed esofago. Nel suo caso succede che il cardias non è abbastanza tonico e non svolge al meglio le sue funzioni. In genere si tratta di un malessere temporaneo, accompagnato e spesso confuso con gastrite, infiammazione e bruciore alla bocca dello stomaco. Non sono estranei a tutto questo problemi intestinali accessori, problemi epato-biliari, problemi pancreatici, duodeniti ed eventuali ulcere duodenali.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1">Ma veniamo al suo problema ricorrente: </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">l</span><span class="cf1">e cause pi</span><span class="cf1">ù frequenti di perdita tonicità</span><span class="cf1">à </span><span class="cf1">del cardias sono l’ernia iatale, l’</span><span class="cf1">obesit</span><span class="cf1">à</span><span class="cf1">, la gravidanza e il mangiare troppo veloce e senza adeguata masticazione. Ci possono poi essere indebolimenti aggiuntivi a causa della pressione di chiusura, in particolare rispetto all’aumento della pressione addominale (nei casi di sovrappeso ed obesità).</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1">Ci sono delle verità assolute: </span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">1.</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="cf1">la probabilità</span><span class="cf1">à </span><span class="cf1">che il reflusso gastroesofageo si verifichi salgono con l’aumento del tempo di permanenza del cibo nello stomaco, in pratica il reflusso coincide con le digestioni lente e difficili.</span></span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">2.</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="cf1">il fumo è un fattore di rischio da non sottovalutare, perché</span><span class="cf1">é </span><span class="cf1">provoca l’alterazione del pH della saliva e contribuisce ad acuire l’</span><span class="cf1">acidit</span><span class="cf1">à </span><span class="cf1">a livello di stomaco ed esofago.</span></span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">3.</span><span class="cf1"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="cf1">Ansia e stress possono acuire i sintomi del reflusso gastro esofageo.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1">Per prevenire o rimuovere questi problemi, ci sono alcune regole d’ oro da rispettare:</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs10lh1-5"><span class="cf2">•</span><span class="cf2"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="cf1">Mangiare lentamente,</span></span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs10lh1-5"><span class="cf2">•</span><span class="cf2"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="cf1">Riposare e dormire al meglio,</span></span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs10lh1-5"><span class="cf2">•</span><span class="cf2"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="cf1">Mantenere la cena leggera e completarla 1-2 ore almeno prima di coricarsi.</span></span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs10lh1-5"><span class="cf2">•</span><span class="cf2"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><!--[endif]--><span class="cf1">Optare sempre per pasti semplici, digeribili, sostenibili, adattati alle esigenze personalizzate</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1">Sicuro di averle dato spunti interessanti per la messa a punto per il suo recupero funzionale, resto a disposizione nei miei ambulatori di dietologia e nutrizione, dei quali puoi trovare indirizzi e riferimenti nel mio sito o tramite il servizio tramite whatsapp che le permetterà di scrivermi direttamente in tempo reale al mio numero di cellulare.</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 13:34:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sebastiana chiede: posso ancora salvare il mio intestino?]]></title>
			<author><![CDATA[Sebastiana]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000033"><div><span class="fs10lh1-5"><b>Buongiorno Dott. Senette, le scrivo da un paese in provincia di Sassari, perché’ soffro di colite ulcerosa dal 2001. All'ennesima visita programmata, il medico dell'ospedale di Milano, dove mi somministrano i farmaci biologici, mi ha detto che la situazione ormai è critica e devo sottopormi necessariamente all'asportazione del colon. Preciso che ad oggi dopo anni di cure con antinfiammatori, antibiotici e in ultimo i farmaci biologici non ho mai avuto nessun tipo di miglioramento. Sono arrivata al capolinea o secondo lei è possibile salvare il mio intestino con una dieta adeguata?</b><b></b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">Dr. Senette risponde:</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">Cara Sebastiana, la speranza è l’ultima a morire!!</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">Mi sorprende comunque non poco, che la dieta in particolare la dieta funzionale, quella che è a tutti gli effetti l’arma numero uno contro tutte le patologie, ed in particolare l’origine della sua debba arrivare come ultima spiaggia! &nbsp;La colite ulcerosa infatti origina in un distretto, il colon, costantemente sotto assedio dal cibo che noi introitiamo, troppo spesso senza pensare a sufficienza!</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">Pensare che la dieta sia utile nel suo caso è un po’ come mettere in dubbio che l’ombrello ci ripari dalla pioggia.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">D’ altro canto, se la primissima e sola cura reale della sua patologia è la dieta, essa non vuol dire certo togliere carne, inserire insalate o frutta, il risultato non sarebbe affatto incoraggiante!</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">Ammesso infatti che il cibo che lei dia al suo corpo sia il più sano e più genuino che esiste, niente impedirebbe ad esso di diventare veleno non trovando un intestino sano e funzionante. Inutile dunque mettere dentro la pancia testardamente del cibo che avrebbe come unico risultato ritrovarselo regolarmente scartato sotto-forma di materiale diarroico.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">Il primo passo è comunque fatto, visto che dal dubbio scaturiscono la consapevolezza del proprio esistere e l’amore del proprio essere come insegnava Sant’ Agostino.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">Le consiglio quindi di cercare un nutrizionista/dietologo esperto di nutrizione funzionale e in particolare esperto della cura di patologie croniche gastrointestinali come la colite ulcerosa, i risultati non si faranno attendere!</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Jun 2020 13:33:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sergio chiede: Rimedi naturali per la colite]]></title>
			<author><![CDATA[Sergio]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000B"><div><strong>Salve, sono Sergio, un impiegato di 43 anni ed a volte soffro di colite,specialmente quando ceno nei ristoranti,o quando sono stressato o devo affrontare qualche problema particolare. Da un pò di tempo mi sono accortoche la pancia si fa sentire e devo correre al bagno anche quando ho qualche incontro di lavoro importante. Io so che tale situazione deriva da stati ansiosi però vorrei sapere perchè adesso si ripercuotono sul colon e che rimedi posso adottare, visto che sempre più spesso sono costretto a correre in bagno.PS. Non voglio assumere psicofarmaci ma sarei propenso a prendere qualcosadi naturale.La ringrazio anticipatamente</strong></div><div><strong><br></strong></div><div>dr. Senette risponde:</div><div>Gentile Sergio,restituire funzionalità a un sistema gastrointestinale &nbsp;messo a soqquadro dalla dalla dissenteria o dal colon irritabile, non è affatto un compito facile e scontato, non è qualcosa di risolvibile mediante pillole miracolose anche laddove sia presente una grande componente ansiosa o esacerbata emotività del soggetto.La parola d' ordine è <strong>RIPRISTINARE L’EQUILIBRIO DELLA FLORA BATTERICA</strong></div><div><br>Dissenteria e diarrea se ne vanno in genere da sole nel giro di 2-3 giorni, a patto che non ci siano altri problemi annessi e connessi.Di seguito ti scrivo un po di cibi si e altri da evitare nella tua situazione, anche se la cura migliore sarebbe una dieta ad personam.Gli alimenti consigliati e permessi includono cereali integrali, orzo, avena, farro,farina integrale, riso integrale, verdure, frutta fresca, frutta secca con moderazione, legumi. Alimenti vietati e sconsigliati includono alimenti raffinati,zuccheri raffinati, caffeina, the, cole, alcol, sorbitolo e mannitolo (dolcificanti),aspartame, grassi alimentari, carni bianche e rosse, fritti, burro, margarina,latte, bevande gassate, bevande analcoliche, alimenti speziati, cioccolato specie se zuccherato e al latte.Per quanto riguarda le integrazioni potrebbero giovarti curcuma, passiflora edestratto di griffonia, per cui cerca in commercio qualche integratore che li contenga se possible tutti.</div></div><a href="https://youtu.be/z_-FH1oqFdA">https://youtu.be/z_-FH1oqFdA</a>]]></description>
			<pubDate>Tue, 11 Feb 2020 21:44:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?sergio-chiede--rimedi-naturali-per-la-colite</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Teresa chiede: glomerulonefrite cronica]]></title>
			<author><![CDATA[Teresa]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000026"><div><span class="cf1">Gentile dr. Senette le scrivo perché ormai da 5 anni soffro di glomerulonefrite e nonostante segua le indicazioni datemi dagli specialisti la mia malattia tende esclusivamente al peggioramento. Seguo in genere la seguente alimentazione:</span></div><div><span class="cf1">Colazione: una tazza di latte + due-tre fette biscottate;</span></div><div><span class="cf1">Meta mattina un bicchiere di una bevanda proteica per risanare le perdite quotidiane di proteine,</span></div><div><span class="cf1">A pranzo un primo + un secondo piatto di carne o pesce e a cena un insalata di verdure + un secondo piatto.</span></div><div><span class="cf1">La ringrazio anticipatamente per i consigli che mi vorra’ dare.</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>Dr. Senette risponde:</b></span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b><br></b></span></div><div><div><span class="cf2">Cara Teresa, mi perdoni se sono cosi diretto, con la dieta che </span><span class="fs10lh1-5 cf2">sta seguendo non ho dubbi che la sua patologia possa solo </span><span class="fs10lh1-5 cf2">peggiorare.</span></div><div><span class="cf2">Mi permetto di riassumerle quali siano le caratteristiche del </span><span class="fs10lh1-5 cf2">problema che l'affligge per darle qualche spunto di riflessione </span><span class="fs10lh1-5 cf2">sulla effettiva salubrità del suo stile di vita. </span><span class="fs10lh1-5 cf2">La glomerulonefrite è una malattia di natura infiammatoria che </span><span class="fs10lh1-5 cf2">riguarda i reni, e nella fattispecie i glomeruli renali, </span><span class="fs10lh1-5 cf2">compromettendone la capacità filtrante. </span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf2">La principale </span><span class="fs10lh1-5 cf2">conseguenza del processo infiammatorio riguarda le maglie dei </span><span class="fs10lh1-5 cf2">setacci renali che si allargano, e di conseguenza i glomeruli si </span><span class="fs10lh1-5 cf2">lasciano sfuggire componenti del sangue normalmente </span><span class="fs10lh1-5 cf2">trattenuti, come le proteine che lei cita, i globuli rossi che, in</span></div><div><span class="cf2">presenza di glomerulonefrite, si ritrovano in quantità eccessive </span><span class="fs10lh1-5 cf2">nelle urine etc etc. Questa perdita impoverisce il sangue di </span><span class="fs10lh1-5 cf2">componenti importantissimi per l’equilibrio dei liquidi corporei e </span><span class="fs10lh1-5 cf2">determina forme patologiche secondarie quali anemia ed </span><span class="fs10lh1-5 cf2">ipertensione.</span></div><div><span class="cf2">In particolare nella glomerulonefrite cronica, si ha riduzione </span><span class="fs10lh1-5 cf2">della funzione renale lenta e progressiva, con reperto urinario di </span><span class="fs10lh1-5 cf2">ematuria e proteinuria, che porta se non corretta </span><span class="fs10lh1-5 cf2">inevitabilmente alla sindrome uremica.</span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf2">La comparsa </span><span class="fs10lh1-5 cf2">dell’insufficienza renale invece richiede giorni o i casi piu’ </span><span class="fs10lh1-5 cf2">fortunati anni ed è la conseguenza del danno da usura dei </span><span class="fs10lh1-5 cf2">nefroni superstiti per sovraccarico compensatorio funzionale.</span></div><div><span class="cf2">Il nefrone infatti, l’unità funzionale del rene, cioè la più piccola </span><span class="fs10lh1-5 cf2">formazione anatomica in grado di svolgere tutte le funzioni cui</span></div><div><span class="cf2">l’organo è preposto, è suddiviso in due componenti che sono </span><span class="fs10lh1-5 cf2">il corpuscolo renale (glomerulo e capsula di Bowman) e il </span><span class="fs10lh1-5 cf2">sistema tubolare.</span></div><div><span class="cf2">Il glomerulo è preposto alla filtrazione attraverso un sistema </span><span class="fs10lh1-5 cf2">capillare altamente specializzato che lascia passare tutte le </span><span class="fs10lh1-5 cf2">piccole molecole del sangue opponendosi al passaggio delle </span><span class="fs10lh1-5 cf2">proteine più grandi e delle cellule ematiche.</span></div><div><span class="cf2">Spero capisca bene intuitivamente che se da un lato la sua </span><span class="fs10lh1-5 cf2">patologia è caratterizzata da perdita di proteine, dall’ altra </span><span class="fs10lh1-5 cf2">somministrare un surplus di proteine ad un sistema filtrante gia’ </span><span class="fs10lh1-5 cf2">completamente in affanno non possa che aggravare le </span><span class="fs10lh1-5 cf2">condizioni esistenti ed essere un errore non di poco conto.</span></div><div><span class="cf2">Caso strano, le malattie renali prevalgono nei paesi dove si </span><span class="fs10lh1-5 cf2">consumano più grassi e proteine animali!</span></div><div><span class="cf2">Ci sono poi motivo ulteriori di patologia renale che stanno </span><span class="fs10lh1-5 cf2">nell’alto consumo di farmaci che un po’ come le ho spiegato per </span><span class="fs10lh1-5 cf2">le proteine vanno a sovraccaricare un sistema nato per ben </span><span class="fs10lh1-5 cf2">altro.</span></div><div><span class="cf2">Cara Teresa, come vede non mancano gli spunti per iniziare a </span><span class="fs10lh1-5 cf2">correggere la sua dieta che appare non solo inopportuna, ma </span><span class="fs10lh1-5 cf2">addirittura controindicata nel suo stato patologico e come ha </span><span class="fs10lh1-5 cf2">potuto sperimentare lei stessa incentivante all’ evoluzione </span><span class="fs10lh1-5 cf2">negativa della sua &nbsp;patologia.</span></div><div><span class="cf2">Le consiglio vivamente di rivolgersi ad un bravo nutrizionista </span><span class="fs10lh1-5 cf2">esperto di insufficienza renale e vedra’ che i risultati positivi </span><span class="fs10lh1-5 cf2">arriveranno in maniera rapida e tangibile.</span></div></div><div><span class="fs10lh1-5 cf2">Saluti, </span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf2">dr. Pietro Senette</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Feb 2019 15:30:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Stefania chiede: Emorroidi, quale dieta seguire?]]></title>
			<author><![CDATA[Stefania]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000025"><div><span class="cf1">Gentile dr Senette , soffro di emorroidi da ormai 10 anni , per troppo tempo </span><span class="fs10lh1-5 cf1">ho sperato andassero via da sole ma niente, per cui circa 6 mesi fa sono </span><span class="fs10lh1-5 cf1">andata dal mio medico che senza visitarmi mi a dato un unguento e delle </span><span class="fs10lh1-5 cf1">vitamine per le vene ma la cosa ora è peggiorata e dopo altre 3 visite dallo </span><span class="fs10lh1-5 cf1">specialista sono ad un bivio: operarmi o convivere con questa patologia.</span></div><div><span class="cf1">Lei pensa che una dieta adeguata possa essermi d’ aiuto? </span><span class="fs10lh1-5 cf1">La ringrazio anticipatamente per il tempo che vorra’ dedicarmi.</span></div><div><span class="cf1">Stefania</span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>Dr. Senette risponde:</b></span></div><div><span class="cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Cara Stefania, le emorroidi sono strutture vascolari della zona ano-rettale. O meglio ancora, sono cuscinetti vascolari che, in armonica collaborazione con lo sfintere, formano un tappo all’interno del canale contribuendo a mantenere la continenza fecale.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">La patologia emorroidale sorge quando, per la stitichezza cronica, con </span><span class="fs11lh1-5 cf1">sollecitazione continua e vana degli atti defecatori, tali cuscinetti prolassano, </span><span class="fs11lh1-5 cf1">cioè fuoriescono dalla loro sede in una patologia viscerale dell’intero retto </span><span class="fs11lh1-5 cf1">dentro se stesso (prolasso retto-rettale, dove il retto scivola dentro il suo </span><span class="fs11lh1-5 cf1">stesso lume, disimpegnandosi dalla sua funzione anale), oppure possono </span><span class="fs11lh1-5 cf1">entrare nel canale anale (prolasso retto-anale, associato a una sindrome da </span><span class="fs11lh1-5 cf1">istruita defecazione, con impossibilità delle feci di uscire durante l’atto </span><span class="fs11lh1-5 cf1">defecatorio).Tutto questo determina una stasi della microcircolazione </span><span class="fs11lh1-5 cf1">sanguigna con dilatazione dei cuscinetti emorroidali e debolezza dei tessuti di </span><span class="fs11lh1-5 cf1">contenimento.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Questa patologia si accompagna dunque a rettorragia, ossia </span><span class="fs11lh1-5 cf1">emissione di sangue durante l’evacuazione, sintomo molto frequente della </span><span class="fs11lh1-5 cf1">patologia emorroidale.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Non mi dilungo sulle tecniche per ottenere l’ emorroidectomia che lo specialista le avrà sicuramente ben spiegato ma vado al punto centrale della domanda, cosa si puo’ fare con la dieta?</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Tutto</b></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">La causa primaria della patologia emorroidali rimane quella delle digestioni pesanti, parziali, lunghe e/o difficoltose. L’eliminazione delle </span><span class="fs11lh1-5 cf1">emorroidi non ristabilisce quindi la salute perché il bisturi non purifica il </span><span class="fs11lh1-5 cf1">sangue viscoso e denso che accompagna l’ esordio di questa patologia.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Serve che al piu’ presto intraprenda un percorso dietoterapico ad hoc guidata da un nutrizionista esperto in patologie del tratto </span><span class="fs11lh1-5 cf1">gastro-intestinale e che abbia come solida base l’associazione </span><span class="fs11lh1-5 cf1">di diete ricche di fibre adatte nei vari momenti di remissione </span><span class="fs11lh1-5 cf1">unitamente all’ abbandono di una vita di tipo sedentaria,altra </span><span class="fs11lh1-5 cf1">nemica giurata della stasi venoso-linfatica.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Cara Stefania, chi prima inizia è a metà dell’ opera, il suo percorso richiederà un po di tempo ma perlomeno risolverà una </span><span class="fs11lh1-5 cf1">volta per tutte i suoi problemi.</span></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Buona Giornata</span></div></div><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Dr. Pietro Senette</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 Feb 2019 15:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Irene chiede: Post abbuffate Natalizie]]></title>
			<author><![CDATA[Irene]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000024"><div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">Gentile</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">Dr Senette, avrei una domanda che sicuramente pu' interessare tantissime persone in questo periodo,ma in particolare la sottoscritta che ha sicuramente esagerato nel mangiare durante le feste natalizie.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1">Ci conseguenze particolari per il nostro corpo alle abbuffate natalizie? e se si che rimedi consiglia per poter tornare in salute al piu' presto?</span></div><div><span class="fs14lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>Dr. Senette risponde:</b></span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b><br></b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf1">Cara Irene dopo le feste gli organi più affaticati saranno sicuramente fegato e reni, mentre le conseguenze dirette più frequenti riguardano i parametri del colesterolo e i trigliceridi che potrebbero essere fuori norma. Per riequilibrare l</span><span class="cf1">’</span><span class="cf1">organismo dovreste consumare cibi ricchi di antiossidanti, depurativi e antinfiammatori. La natura vuole che proprio in questo periodo le</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">"armi" per ripristinare l' "omeostasi", ovvero la condizione di equilibrio nel nostro corpo non manchino.</span></b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf1">Si parte dalla </span><span class="cf2">barbabietola rossa</span><span class="cf1"> che aiuta ad eliminare le tossine e migliorare la circolazione sanguigna da consumare cruda</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">nell</span><span class="cf1">’</span><span class="cf1">insalata del pranzo o</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">come estratto lontano dai pasti, alla comune a</span><span class="cf1">rancia</span><span class="cf1">, un vero e proprio concentrato di vitamina C, che contribuisce sia alla purificazione dell</span><span class="cf1">’</span><span class="cf1">organismo sia al rafforzamento delle difese immunitarie, oppure ancora il</span></b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf1">Pompelmo</span><span class="cf1"> che deve la sua peculiarit</span><span class="cf1">à</span><span class="cf1">, tra gli agrumi, per il fatto di </span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">contenere provitamina A, C, D, B1, P, rivelandosi oltremodo utile nella dieta dopo Natale per la sua azione anti-colesterolo. &nbsp;</span></b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf1">Nella lista di alimenti rinforzanti il nostro apparato immunitario il kiwi </span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">è uno di quelli che proprio non deve mancare, ma sono ottime risorse anche le crucifere (broccoli, cavolo, verza, cavolo romano etc) ricche di vitamine, sali minerali, fibre e sostanze antitumorali. In particolare, nella dieta purificante invernale non può mancare il cavolfiore.</span></b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf1">L' elenco è comunque lunghissimo e a seconda del caso l' alleato giusto puo' essere il carciofo che favorisce la diuresi, depura fegato e cistifellea</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">e abbassa inoltre livelli di colesterolo “cattivo”, magari intervallato da insalate di finocchi crudi.</span></b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>In questo periodo per ridimensionare lo stimolo della fame stravolto dai ritmi festivi possono essere inoltìre d' aiuto anche tisane e decotti </b></span><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf3"> </span><span class="cf3">come quello con la </span><span class="cf1">radice di </span><span class="cf2">pungitopo</span><span class="cf1">, per stimolare la diuresi</span></b></span><b class="fs10lh1-5"><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">o la tisana </span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">all</span><span class="cf1">’</span><span class="cf2">ortica</span><span class="cf1">, per depurare il fegato, le vie biliari e i reni.</span></b></div></div><div><span class="cf1"><b>Saluti, Dr. Senette</b></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Jan 2019 19:16:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Carlo chiede: dieta per calcoli renali]]></title>
			<author><![CDATA[Carlo]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000022"><div><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf1">gentile dr. senette ho 45 anni, e soffro ormai da due anni e mezzo di calcoli renali.</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">sono uno sportivo e seguo una dieta piu’ o meno mediterranea con qualche pizza ogni tanto.viste le ultime dolorosissime esperienze volevo chiederle se esiste un modo per evitare la formazione di questi calcoli oppure devo rassegnarmi.</span></b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf1">le segnalo inoltre che gia’ dall’ esordio del mio problema ho sostituito l’acqua </span><span class="cf1"> </span><span class="cf1">commestibile con acqua oligominerale con reisduo fisso intorno a 100.</span></b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>la ringrazio anticipatamente.</b></span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b><br></b></span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>dr. Senette risponde:</b></span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b><br></b></span></div><div><div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">caro carlo, le calcolosi renali sono salvo rarissimi casi </span></span><span class="fs10lh1-5 cf1">che possiamo definire calcolosi secondarie(ad eventi traumatici o patologici), esclusiva conseguenze delle nostre scelte nutrizionali.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">seguire</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">la dieta mediterranea di oggi, non e’ tra l’ altro un vantaggio</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">alla sua patologia, poichè nettamente diversa da quella dieta</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">mediterranea sana e salutare seguita dai nostri antenati tanti secoli fa!</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">detto questo i rimedi dietetici alla calcolosi non mancano e si chiamano</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">succo d’ uva, succo d’ arance e</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">in generale della buona frutta di stagione. L</span></span><span class="fs10lh1-5 cf1">e consiglio per evitare recidive di intraprendere con l’ aiuto di un nutrizionista/dietologo di fiducia un percorso integrale di buona alimentazione e vedra’ che nel futuro </span><span class="fs10lh1-5 cf1">i suoi problemi di calcolosi si ridurranno fino a scomparire del tutto.</span></div><div><b></b></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 20 Oct 2018 14:41:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Silvio chiede: Sport e alimentazione]]></title>
			<author><![CDATA[Silvio]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000021"><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>Gentile dr. senette sono uno sportivo che da anni si cimenta nelle mezze maratone.</b></span><span class="fs10lh1-5"> </span><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf2">A</span></b></span><b class="fs10lh1-5 cf1">d ogni incontro con i miei “colleghi” corridori ne sento sempre una nuova sull’ alimentazione da tenere in fase di allenamento e nel pre-gara.</b></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b>potrebbe darmi qualche suggerimento o indicarmi una sorta di decalogo di cose da fare per ottimizzare le mie performance sportive?</b></span><b></b></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><b><br></b></span></div><div>dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div><div><span class="fs10lh1-5 cf3">caro silvio, posso sintetizzare in 10 punti essenziali le regole per una corretta alimentazione che tutti, atleti e non, dovrebbero seguire:</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf3"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf3">l'alimentazione dovrebbe:</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf3"> </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf3">1. seguire i ritmi circadiani e distribuire i pasti in base all'attivit</span><span class="cf3">à </span><span class="cf3">sportiva; </span></b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf3"><b>2. essere adeguata alle esigenze dell’atleta-individuo;</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf3"><b>3. assicurare la corretta idratazione;</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf3"><b>4. essere equilibrata rispetto alle fonti energetiche alimentari;</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf3"><b>5. essere facilmente digeribile;</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf3"><b>6. limitata nel consumo di bevande alcoliche, in particolare subito dopo l'allenamento/partita;</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf3"><b>8. prevedere uno spuntino al termine dell'allenamento/partita;</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5 cf3"><b>9. essere accompagnata da un corretto stile di vita i generale</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf3">10. favorire un</span><span class="cf3"> &nbsp;</span><span class="cf3">corretto recupero psico-fisico </span></b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">nello specifico dell’alimentazione di un atleta, una cosa molto importante da tenere in considerazione sempre durante gli allenamenti ma in particolare prima della gara, sarà l'orario della prestazione per effettuare un pasto ben bilanciato. in generale, il pasto prima dell'attività, dovrebbe essere composto principalmente da carboidrati, che porta ad un risparmio di glicogeno muscolare ed epatico, moderato di proteine e povero di fibre e grassi per minimizzare disturbi gastrointestinali.</span></div> &nbsp;<span class="fs10lh1-5">durante la gara gli unici nutrienti che l'organismo riesce a metabolizzare facilmente in tempi utili, oltre all'acqua, sono i glucidi semplici e i sali minerali, pertanto le somministrazioni saranno unicamente liquide. durante è possibile consumare, sempre in forma liquida, anche composti a basse concentrazione di glucosio; il fruttosio, pur non stimolando la risposta insulinica, non viene più consigliato perché i tempi della sua completa utilizzazione appaiono molto lunghi ed ha inoltre evidenziato alla lunga effetti collaterali sull’ insorgenza di patologie metaboliche come il diabete; inoltre il recupero delle perdite che si verificano durante l'attività è particolarmente importante per atleti che hanno gare ravvicinate. </span></div><div><span class="fs10lh1-5">Sarebbe opportuno assumere alimenti che contengono sia carboidrati che proteine per consentire il ripristino delle scorte di glicogeno e sostenere la riparazione muscolare. anche il recupero dei fluidi è indispensabile: per assicurare una corretta reidratazione sono da escludere l'assunzione di bevande alcoliche fino alle 48 h successive</span><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Oct 2018 09:33:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Lucia chiede: alimentazione ed endometriosi ]]></title>
			<author><![CDATA[Lucia]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000023"><div><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf1">Salve dr.
Senette,</span></b><b><span class="cf1">
soffro da anni di dolori associati al ciclo e durante i rapporti. dopo diverse
viste ginecologiche, ecografie ed analisi, ho avuto quest’ anno la diagnosi di
endometriosi con la prescrizione di un farmaco</span><span class="cf1"> 
</span><span class="cf1">a base di dienogest.</span></b><b></b></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf1">dopo
qualche settimana di sollievo sto realizzando che comunque il problema non e’
variato piu’ di tanto.</span></b><b></b></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><b><span class="cf1">ho
sentito una sua paziente affetta dalla mia medesima patologia, che in
ospedale</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">riferiva ad una infermiera un
netto miglioramento della sintomatologia dopo aver intrapreso con lei un
percorso nutrizionale.</span></b><b></b></span></div>

<div><b class="fs10lh1-5"><span class="cf1">si
puo’ fare effettivamnete qualcosa con l’ alimentazione contro questa
patologia</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">invalidante</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">o i miglioramenti sono soggettivi e
dipendenti da caso a caso?</span></b><b></b></div><div><b class="fs10lh1-5"><span class="cf1">grazie in anticipo per l'attenzione, Lucia</span></b></div><div><b class="fs10lh1-5"><span class="cf1"><br></span></b></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1">dr. Senette risponde:</span></div><div><span class="fs10lh1-5 cf1"><br></span></div><div><div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">gentile Lucia,</span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">l’endometriosi,
ovvero la presenza di endometrio, (mucosa che normalmente riveste
esclusivamente la cavit</span><span class="cf1">a </span><span class="cf1">uterina) all’esterno
dell’utero</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">può interessare la donna gi</span><span class="cf1">a </span><span class="cf1">alla prima mestruazione (menarca) e accompagnarla fino alla
menopausa.</span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">in
italia sono affette da endometriosi circa il 5% delle donne, e in totale si stimano
circa 3 milioni di casi di endometriosi, nei vari stadi clinici. il picco si
verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce
d'et</span><span class="cf1">a </span><span class="cf1">più basse. la diagnosi arriva spesso dopo un percorso lungo
e dispendioso, il più delle volte vissuto con gravi ripercussioni psicologiche
per la donna.</span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf1">le
donne che soffrono di endometriosi riferiscono dolore mestruale, dolore durante
i rapporti sessuali, dolore alla minzione e alla defecazione, a volte
accompagnato dalla comparsa di sangue nelle urine o nelle feci. il dolore può
essere cronico e persistente, ma generalmente i sintomi si aggravano durante il
periodo mestruale. alcune donne lamentano astenia e lieve ipertermia, che può
accentuarsi in periodo mestruale, e fenomeni depressivi.</span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf2">per quanto riguarda la
dieta cara lucia, le posso confermare che le donne che aderiscono a un regime
salutistico basso-proteico e con poca carne, latticini e dolciumi, rafforzano
il sistema riproduttivo,</span><span class="cf2"> &nbsp;</span><span class="cf2">e riferiscono
difficolt</span><span class="cf2">à </span><u><span class="cf2">minime</span></u><span class="cf2"> in tutte le transizioni ormonali. l’</span><span class="cf2">irritabilit</span><span class="cf2">à</span><span class="cf2">, gli stress, la tensione, che spesso
accompagnano la patologia dell’ endometriosi sono in realtà a mio modo di
vedere</span><span class="cf2"> &nbsp;</span><span class="cf2">il risultato di alterazioni
metaboliche-cellulari.</span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf2">il </span><span class="cf2">manten</span><span class="cf2">imento del</span><span class="cf2">le membrane mucose</span><span class="cf2">, e dei tessuti dell’ apparato riproduttore
femminile in condizioni di perfetta funzionalit</span><span class="cf2">à</span><span class="cf2">, come di qualsiasi altro distretto corporeo,
non puo’ infatti verificarsi se non con abbondanza di cibo naturale,
vitaminico, enzimatico e acquoso.</span></span></div>

<div><span class="fs10lh1-5"><span class="cf2">le sottolineo inoltre
che a mio modo di vedere,</span><span class="cf2"> &nbsp;</span><span class="cf2">la
predisposizione verso un tipo di patologia, resta un dato di base di cui è
importante tenere conto, ma in tutti i casi è lo stile di vita il vero
responsabile che fa si che tale predisposizione evolva in malattia conclamata.</span></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 01 Oct 2018 15:00:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Anna Rita chiede: dieta per sgonfiare la pancia]]></title>
			<author><![CDATA[Anna Rita]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002C"><div><span class="fs11lh1-5">Gentile
Dr.Senette ormai da &nbsp;qualche mese mi
ritrovo quasi tutti giorni con la pancia gonfia e dolorante. Ho fatto vari test
per le intolleranze alimentari &nbsp;risultando
intollerante a nickel, pomodori, uova, graminacee, lattosio ma non &nbsp;celiaca. Ho quindi &nbsp;deciso di andare da un nutrizionista a Milano
che in poco tempo mi ha fatta ritornare al mio peso forma, non risolvendo però il mio
gonfiore addominale.</span></div>

<div><span class="fs11lh1-5">Ad
oggi mi ritrovo oltre che con la pancia gonfia, con parecchia ritenzione idrica
e dolori alle gambe &nbsp;che spesso mi
accompagnano la notte.Non appena mangio qualcosa mi gonfio ulteriormente e sto
male. Mi capita inoltre di soffrire di acidità e
mal di stomaco che hanno trovato conferma nell’ 
ultima gastroscopia fatta circa sei mesi fa .</span></div>

<div><span class="fs11lh1-5">La ringrazio anticipatamente per i suoi preziosi consigli</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Dr. Senette risponde:</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5"><b>Gentile
Anna Rita, </b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><b> </b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><b>Quasi
un italiano su tre soffre di pancia gonfia ed in particolare le donne, sopratutto &nbsp;in periodi di stress intenso e qualche giorno
prima del ciclo. La pancia gonfia dà una costante sensazione di pienezza che può
derivare, nella maggior parte dei casi, da un accumulo di &nbsp;aria nell’intestino, più raramente da grasso
addominale come mi conferma lei nella sua lettera(essere in peso forma).</b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><b>Chi
ha la pancia gonfia si sente appesantito, non riesce inoltre a respirare
profondamente (cosa fondamentale per ossigenare tutto l’organismo) e ha la
sensazione di essere intasato fin dai primi bocconi di un pasto.Quel che è peggio
è che questi problemi con il tempo non passano, anzi tendono ad aggravarsi
sopratutto in seguito al processo di digestione di alcuni cibi (come i legumi),
o la combinazione sbagliata degli alimenti (esempio il consumo di alcuni tipi
di &nbsp;frutta consumata a fine pasto).</b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><b>Pancia
gonfia, gonfiore nei punti critici del corpo dipendono da problemi ormonali, da
rallentamenti circolatori e da ritenzione idrica. Tradotto in concreto trattasi
di &nbsp;problemi di scelte alimentari
sicuramente non coerenti con lo stato di salute del suo corpo e di eccessiva
presenza di intossicazione sistemica dal quale derivano le”intolleranze” alimentari
che lei vive.</b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><b>Queste
sostanze hanno &nbsp;l’ effetto del sale su
una ferita scoperta: la irritano ulteriormente scatenando i sintomi che lei
avverte.</b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><b>La
ricetta per la guarigione è un miglioramento della
produzione di sangue fluido privo di tossine, uno stock adeguato di acqua
biologica ottenuta mangiando alimenti salutari provenienti dalla natura e che
seguano la stagionalità, un adeguato pool di vitamine naturali, minerali
organici ed enzimi auto-digestivi (food-enzyme presenti nei cibi vivi naturali)
tutto accompagnato da un continuo rifornimento di antiossidanti capaci di
coadiuvare i processi di riparazione che il nostro corpo brillantemente mette
in atto quando ha a disposizione le giuste “materie prime”.</b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><b>Rimedi
da utilizzare in acuto per avere un po di sollievo sono le tisane a base di
malva, oppure preparati in casa come una tazza di acqua bollente dove mettere
in infusione per 10 minuti 1 cucchiaino di semi di anice, 4 foglie di alloro, e
una piccola scorza di limone biologico.</b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><b>Le
suggerisco inoltre di non sottovalutare nel suo caso il potere di un adeguata
attivita’ fisica come ad esempio una bella e costante &nbsp;passeggiata quotidiana all’ aria aperta che
migliori l’ ossigenazione del suo corpo sofferente.</b></span></div>

<div><span class="fs12lh1-5"><b>Nella
speranza di averle fornito diversi spunti per prendere in mano e condurre per
il verso giusto le sue ricerche verso la salute, le consiglio di affidarsi ad
un dietologo-nutrizionista esperto di patologie gastrointestinali che sia in
grado di accompagnarla nel suo percorso di guarigione.</b></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 12 Sep 2018 20:58:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Giampiero chiede: Dieta chetogenica]]></title>
			<author><![CDATA[Giampiero]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000020"><div><span class="fs10"><b>Buongiorno Dr. Senette, sono un ragazzo di &nbsp;di 38 anni, obeso da oramai 15 anni.,</b></span></div><div><span class="fs10"><b>Dopo varie diete stile mediterraneo risultate tutte fallimentari, mi vorrei approcciare alla dieta chetogenica ma ho molta paura poiché i dottori che mi hanno seguito finora mi hanno sempre sconsigliato.</b></span></div><div><span class="fs10"><b>Ho sentito in tv &nbsp;che lei è un esperto anche di questa metodo e vorrei chiederle se cortesemente mi spiega come funziona, pregi e difetti. </b></span></div><div><span class="fs10"><b>La ringrazio per il tempo che mi vorrà dedicare.</b></span></div><div><span class="fs10"><b>Giampiero</b></span></div><div><b><span class="fs10"><br></span><span class="fs10">dr. Senette risponde:</span></b></div><div><br><div>Carissimo Giampiero, se c’è una dieta la cui natura &nbsp;è spesso fraintesa, male interpretata,e spesso perseguitata &nbsp;quella è la dieta chetogenica, per cui ti rispondo con molto piacere. Esaltata da alcuni come mezzo efficacissimo per il dimagrimento, demonizzata da altri per i supposti – e spesso esagerati- rischi che gli si ascrivono, è in realtà un approccio dietologico molto importante sia nel dimagrimento ma <span class="fs10"><i>anche nella cura e spesso remissione di talune patologie</i></span>.</div><div>La premessa di base &nbsp;su cui si basa la dieta chetogenica è la capacità del nostro organismo di utilizzare con grande efficacia le riserve lipidiche quando la disponibilità di carboidrati sia notevolmente ridotta, in sostanza la capacità del nostro corpo di funzionare come una macchina bi-fuel. La dieta chetogenica deve il suo nome ai corpi chetonici, cioè i derivati dall' ossidazione dei grassi, in sostanza l' altro carburante.</div><div> I meccanismo fisiologici attivati in questa situazione <span class="fs10"><b>riducono l’eventuale uso di proteine a scopo energetico, proteggendo la massa magra e riducendo in maniera notevole la sensazione di fame</b></span>. Quest' ultimo meccanismo "anoressizzante", è in larga parte dovuto ad uno dei corpi chetoni principali, il <b class="fs10"><i>beta-idrossi butirrato</i></b>. </div><div>In campo clinico il primo uso documentato di dieta chetogenica per trattare specifiche patologie risale agli anni 20 del secolo scorso, quando fu sperimentata con grande successo nel &nbsp;controllo degli attacchi in pazienti pediatrici affetti da epilessia non trattabile con i farmaci allora disponibili. Un utilizzo tornato alla ribalta negli anni 90 e da allora sempre più diffuso. Dagli anni 60 e 70, con l’aumentare costante di soggetti sovrappeso e obesi, &nbsp;gli studi sull’utilizzo di una dieta a basso contenuto calorico che potesse portare ad una rapida e significativa riduzione del peso senza intaccare la massa magra si sono invece susseguiti. Nacquero i vari protocolli di <span class="fs10"><b>PSMF (Protein Sparing Modified Fast)</b></span>, diete caratterizzate da un apporto proteico ridotto con quasi totale assenza di carboidrati e un misurato apporto di proteine volto a ridurre al minimo la perdita di preziosa massa muscolare. &nbsp;La diffusione della dieta chetogenica è stata purtroppo storicamente accostata alla comparsa sul mercato delle <span class="fs10"><i>diete low-carb fai-da-te</i></span>, come la vecchia<span class="fs10"><b> dieta Atkins</b></span> e la piu' recente<span class="fs10"><b> Dukan</b></span>, entrambe &nbsp;caricature grottesche della dieta chetogenica.</div><div><span class="fs10">Tutte queste ultime infatti sono &nbsp;basate su improbabili e fantasiose interpretazioni della fisiologia umana, giustamente criticata dall’intera comunità scientifica. In ultimo l’affermarsi della "</span><span class="fs10"><b>Dieta Paleo</b></span><span class="fs10">" ha riportato in auge regimi alimentari a ridotto contenuto di carboidrati in grado di generare chetosi. Anche qui solide base scientifiche si intrecciano a pericolosi concetti biologici mal orecchiati che molte volte hanno generato soluzioni grottesche dove ogni carboidrato è demonizzato e considerato alla stregua di un veleno, mentre si consiglia il consumo smodato di bacon, alimento che notoriamente abbondava nel paleolitico!!! </span></div><div><span class="fs10">Negli ultimi anni si è visto un rinnovato interesse della comunità scientifica nei confronti di questo regime alimentare, con l’avvio di promettenti filoni di indagine sull’utilizzo della dieta chetogenica oltre che per il t</span><span class="fs10"><b>rattamento dell’obesità ad esempio in neurologia contro le emicranie, piuttosto che l' alzheimer e addirittura nei tumori in oncologia</b></span><span class="fs10">.</span></div><div>Al netto di quanto le scrivo caro Giampiero, la dieta chetogenica rappresenta <span class="fs10"><b>uno strumento </b></span><span class="fs10"><b>eccezionale</b> sia in campo metabolico che patologico, </span><span class="fs10"><b>ma altrettanto delicato da manovrare</b></span><span class="fs10">.</span></div><div>Non le nascondo che i pazienti che provengono da diversi insuccessi con le normali diete ipocaloriche anche stile mediterraneo, possono risultare candidati ideali per diete chetogeniche come le <a href="https://www.senettedietologo.it/dimagrimento-rapido---localizzato.html" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/dimagrimento-rapido---localizzato.html', null, false)"><span class="fs10"><b>vlcd</b></span>, diete di cui trova nel mio sito spiegazione esauriente</a>,a patto che siano prescritte da professionisti con ragguardevole esperienza in tal senso.</div><div>In sostanza gli effetti avversi della dieta chetogenica sono spesso improbabili certezze del professionista che la prescrive o probabili manchevolezze del paziente che la segue.<b class="fs10"><i class="imUl">Una dieta chetogenica ben pianificata risulta fruttifera e ben tollerata nella stragrande maggioranza dei soggetti</i></b></div>Saluti, </div><div>dr. Pietro Senette</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 29 Mar 2018 13:59:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?giampiero-chiede--dieta-chetogenica</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Luigi chiede: Sinusite]]></title>
			<author><![CDATA[Luigi]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001B"><div><b><span class="fs10">Gentilissimo
Dr.Senette, soffro da 10 anni di sinusite e circa un anno fà, &nbsp;ho sentito parlare di un legame tra dieta e
questa mia patologia. Mi sono quindi rivolto a diversi nutrizionisti/dietologi
di Milano &nbsp;ma non ho avuto nessun
miglioramento e sono tuttora alla soluzione di partenza. Ho sentito l' altro
giorno una sua intervista televisiva dove diceva chiaramente che la sinusite è un
infiammazione secondaria allo stato intestinale del paziente. Per evitare un ulteriore
buco nell' acqua come con i suoi colleghi nutrizionisti/dietologi milanesi
vorrei avere da lei &nbsp;delle delucidazioni
in merito alle sue affermazioni e se possibile, in base alla sua esperienza
darmi garanzie in termini di miglioramento o risoluzione della mia patologia.
Attualmente seguo la seguente terapia: aerosol 2 volte al giorno con 2ml di
fluimucil 1 flaconcino di aircort e dopo pranzo prendo 1 compressa di kestine
10 mg due volte al di. Attendo una sua cortese </span><span class="fs10">risposta e vorrei inoltre sapere
eventualmente quando potrebbe ricevermi a Milano.</span></b></div>

<div><span class="fs10"><b>Grazie
Luigi</b></span></div>

<div><span class="fs10"><b> </b></span></div><div><span class="fs10"><b>Dott Senette risponde:</b></span></div>

<div> </div>

<div>Carissimo
Luigi, la sinusite è un’infiammazione
acuta o cronica di alcune strutture anatomiche del volto: i seni paranasali,
cavità che
fanno parte delle vie aeree, inserite nello spessore delle ossa craniche. I
seni comunicano con la cavità nasale
attraverso aperture chiamate osti . Quando il seno è infiammato, l’ostio
viene ostruito. Nella stragrande maggioranza dei casi, il processo
infiammatorio è dovuto a infezioni virali, batteriche e fungine, o a reazioni
allergiche.Normalmente tutte queste circostanze sono strettamente connesse
a &nbsp;situazioni riguardanti &nbsp;persone con evidenti deficit immunitari.</div>

<div>Cerco
di essere ancor piu' chiaro, in un essere come quello umano, definito
"simbionte" ovvero organismo vivente che vive obbligatoriamente in
rapporto con altri organismi viventi,il fatto di avere un squilibrio favorente
batteri o funghi non benevoli vuol dire un unica cosa: disbiosi intestinale. In
sostanza vuol dire avere una alterazione
degli enzimi e della flora batterica che vive all’interno
dell’intestino, chiamata
anche microbiota intestinale, che causa una serie di sintomi a carattere non
solo intestinale ma anche extraintestinale. Tra questi alcuni come cambiamenti
dell’umore,
disturbi del sonno, cistiti e candidosi frequenti
,sinusiti, cali di forza fisica o performace sessuale che &nbsp;non sono facilmente collegabili alla loro
vera origine salvo esperienza del nutrizionista/dietologo in merito. L’unica
cura possibile è chiaramente la normalizzazione della funzione digestiva.
Decongestionare l’intestino, disinfiammarlo è l' unica
chiave di volta per venire a capo da qualsiasi patologia ad esso connessa.</div>

<div>Giusto
per essere chiari l'enorme importanza dell' intestino negli equilibri immunitari
dell'organismo era già stata
intuita da Ippocrate circa &nbsp;4.500 &nbsp;anni fa, al punto da spingerlo ad affermare
che: "Tutte le malattie cominciano nell'intestino". Oggi
sappiamo che l'intestino rappresenta il più importante baluardo immunitario
dell'organismo, basti pensare che con la sua superficie di circa trecento metri
quadrati, quest'organo ospita qualcosa come centomila miliardi di
microorganismi e produce grossomodo il 70% delle cellule immunitarie dell'organismo.In
breve chi normalmente ha un apparato immunitario ben funzionante difficilmente
ha problemi di sinusite e congeneri.</div>

<div>Quindi
caro Luigi, &nbsp;tentare di venire a capo
della sua patologia senza sistemare l' intestino è come provare a spegnere un
fuoco senz' acqua o estintori!!</div>

<div>Per
quanto riguarda la possibilità di riceverla presso il mio studio di milano la
invito a contattarmi tramite l' apposita sezione https://www.senettedietologo.it/milano.html, saro'
lieto di aiutarla a superare quest' impasse cronica altamente invalidante. </div>

<div>Dr.Senette</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 18 Mar 2018 17:42:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?luigi-chiede--sinusite</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Carlo chiede: Diabete tipo 2]]></title>
			<author><![CDATA[Carlo]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001D"><div><span class="fs10"><b>Buongiorno
Dr.Senette, volevo chiedere cosa ne pensa del mio caso, sono alto 175 cm e peso
70 kg, credo di mangiare bene, eppure qualche settimana &nbsp;fa' mi è stato diagnosticato il diabete di
tipo 2 con valori di glicemia a digiuno di 147 mg/dl &nbsp;e un emoglobina glicata di 7,8. Le scrivo
perché &nbsp;al centro diabetologico non mi
hanno dato nessuna indicazione circa la dieta da seguire, e anzi quando ho
chiesto se a riguardo mi dovessi attenere a qualche prescrizione mi è stato
detto che l' alimentazione nella mia patologia non c'entra niente.</b></span></div>

<div><span class="fs10"><b>Prendo
quindi regolarmente i farmaci che mi hanno prescritto Glucophage 500 mh tre
volte al di, ma non ho visto nessun miglioramento dei miei valori.</b></span></div>

<div><span class="fs10"><b>Ho
paura che se questi non migliorino mi verrà prescritta l' insulina come mi
hanno anticipato le infermiere del centro.</b></span></div>

<div><span class="fs10"><b>La
ringrazio in anticipo per i consigli che mi vorrà dare.</b></span></div>

<div><span class="fs10"><b> </b></span></div>

<div><span class="fs10"><b>Carlo </b></span></div><div><span class="fs10"><b><br></b></span></div><div><span class="fs10"><b>dott Senette risponde:</b></span></div><div><span class="fs10"><b><br></b></span></div><div><div>Gentile
Carlo, il diabete è &nbsp;sicuramente tra gli &nbsp;argomenti più seguiti, per cui la sua
esperienza potra' senz' altro giovare anche a qualcun' altro. Ci sono purtroppo
ad oggi circa &nbsp;300/400 &nbsp;milioni di malati nel mondo ed è previsto che
possano arrivare a mezzo miliardo nel giro dei prossimi 10 anni. Il diabete-2 ,
rappresenta da solo piu' del 91% dei casi di diabete nel mondo ed è legato
principalmente a cattivi stili di vita e di alimentazione.</div>

<div>Voglio
da subito tranquillizzarla, confermandole invece &nbsp;la possibilita' di remissione della sua
malattia con la sola correzione della dieta.. Attraverso la dieta è infatti &nbsp;possibile una remissione totale della sua
patologia, ma questo spesso non è facile 
a causa delle informazioni fuorvianti ed erronee che spesso il paziente
riceve nei vari centri diabetologici</div>

<div>Quanto
riferito da lei sembra ormai essere diventata una prassi comune &nbsp;che 
porta inevitabilmente i pazienti a vivere nell' aspettativa di pillole
magiche che li aiutino a risolvere una patologia che invece è essenzialmente
metabolica.</div>

<div>Esistono
d' altronde, e non so se questo &nbsp;è il suo
caso, delle situazioni nelle quali la genetica gioca nell' insorgenza del
diabete un ruolo centrale, ma questa non puo' e non deve mai essere un' alibi
per condannarsi a vivere una vita da malato.La predisposizione
familiare-genetica si può comunque contrastare svolgendo un ' adeguata &nbsp;attività fisica, e scegliendo
un'alimentazione adeguata.</div>

<div>Per
quanto riguarda lo spauracchio dell' insulina che, premetto è un ottimo farmaco
salva vita, nel suo caso non porterebbe a nessun tipo di miglioramento nell'
evoluzione della sua patologia infatti 
la stragrande maggioranza dei diabetici ha un pancreas iperattivo che
produce paradossalmente il doppio e il triplo di insulina delle persone non
diabetiche!!</div>

<div>Lascio
a lei trarre le conclusioni</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 01 Mar 2018 17:48:00 GMT</pubDate>
			<enclosure url="https://www.senettedietologo.it/blog/files/domanda_thumb.png" length="65672" type="image/png" />
			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?carlo-chiede--diabete-tipo-2</link>
			<guid isPermaLink="false">https://www.senettedietologo.it/blog/rss/00000001D</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sergio chiede: Giusto apporto di fibre]]></title>
			<author><![CDATA[Sergio P.]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000018"><div><span class="fs10"><b>Gentile Dr.Senette, le scrivo perché sento spesso parlare dell' importanza delle fibre nella dieta ma ho notevole difficoltà ad impostare una dieta che ne contenga la giusta quantità.</b></span></div><div><span class="fs10"><b>La ringrazio anticipatamente e le porgo miei più cordiali saluti</b></span></div><div><span class="fs10"><b>Sergio</b></span></div><div><br></div><div>dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div><div>Caro Sergio più fibre nella nostra tavola è spesso un consiglio che viene dispensato in maniera incompleta e riduttiva, e come dice lei</div><div>giustamente nessuno spiega come farlo nella pratica.</div><div>Le faccio di seguito un esempio pratico che le permetta quotidianamente di dare al suo corpo il giusto apporto.</div><div>Un esempio corretto di ripartizione delle fibre è di 3 porzioni di frutta al giorno lontano dai pasti, e pertanto di una quota che va da</div><div>600 grammi ad un kg al giorno di frutta , e di almeno 250 grammi di ortaggi crudi e cotti sia a pranzo che a cena, per cui si tratta allù</div><div>incirca di mezzo chilo.</div><div>Adottando questa dieta si soddisfa il fabbisogno di fibre medio di ogni individuo che è di 30 grammi al giorno, scongiurando uno scarso apporto che significherebbe tanti <span class="fs10">effetti avversi tra quali il più noto è la stitichezza.</span></div><div>Le ricordo comunque caro Sergio che spesso alcune persone a causa di patologie quali le mucositi intestinali(coliti e congeneri),hanno difficoltà ad assumere questi quantitativi di fibra, <span class="fs10">per cui il quantitativo andrebbe commisurato oltre che alle necessità del corpo anche alla capacità digestiva personale.</span></div><div>Alcuni degli alimenti più ricchi di fibra sono fagioli, fave, ceci, lenticchie, piselli, lupini, orzo, miglio, saraceno, pasta e pane da <span class="fs10">farine integrali, polenta, carciofi, cereali, cicoria, carote, melanzane,bietole, funghi, agretti, finocchi, pere, mele, fichi, </span><span class="fs10">banane, kiwi, nocciole, mandorle, frutta secca.</span></div><div><br></div><div>Saluti,</div><div>dr. Pietro Senette</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 26 Feb 2018 18:12:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Chiara chiede: Pre Diabete]]></title>
			<author><![CDATA[Chiara]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001E"><div><span class="fs10"><b>Gentile
Dr.Senette, il mio medico di famiglia mi ha diagnosticato il pre-diabete e mi
ha anche detto che inevitabilmente andro' incontro con il passare del tempo a
Diabete di tipo 2.</b></span></div>

<div><span class="fs10"><b>Vorrei
chiederle se esiste una dieta che permetta di bloccare questa mia patologia e
se è un tipo di dieta che possono seguire tutte le persone.</b></span></div>

<div><span class="fs10"><b>Io
assumo già lisinopril 20 mg per il controllo della pressione arteriosa.</b></span></div>

<div><span class="fs10"><b>Grazie
Chiara P.</b></span></div>

<div><br></div><div>Dott Senette risponde:</div>

<div> </div>

<div>Carissima
sigra Chiara, il &nbsp;termine pre-diabete
indica la condizione di disglicemia (ovvero alterata glicemia) &nbsp;non sfocia necessariamente in un diabete
conclamato; in altre parole, non si tratta di una condizione irreversibile, ma è
un chiaro segno di preavviso che qualcosa nel nostro corpo non sta andando per il
verso giusto e siamo ancora in tempo per cambiare rotta o, nella peggiore delle
ipotesi, rallentare l’esordio
della malattia vera e propria. Già in questa
fase infatti, la glicemia superiore alla norma inizia a minare l’integrità del
sistema cardio-vascolare, aumentando il rischio di patologie al cuore e di
tutta una serie di complicanze tipiche della malattia diabetica (oltre a cuore,
reni e vista sono gli organi più esposti al danno da iperglicemia).Per quanto
riguarda l' esistenza di una dieta mirata a bloccare questa sua condizione, le
diro' di più : essendo il diabete stesso una patologia essenzialmente
metabolica, la dieta resta ad oggi la vera ed unica arma efficace &nbsp;a nostra disposizione. Per quanto riguarda la
terapia antipertensiva che segue essa non è sicuramente &nbsp;un intralcio alla prescrizione di una dieta
anti-diabete ma, come tutti i trattamenti farmacologici potrebbe richiedere un
adattamento in caso di variazione del suo stato fisico, ad esempio in seguito
ad un eventuale calo ponderale.</div>

<div>Le
consiglio quindi di rivolgersi ad un bravo nutrizionista e vedra' che il suo
stato di salute non potrà che giovarne. </div>

<div> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 Feb 2018 17:50:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Salvo chiede: Gonfiore addominale e dermatiti, c'è un nesso?]]></title>
			<author><![CDATA[Salvo]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000014"><div><span class="fs10"><b>Gentile Dr.Senette,</b></span></div><div><span class="fs10"><b>circa due anni fa mi capitò già di svegliarmi un mattino con un edema labiale, e degli eczemi sulle mani, attribuibili a dermatite da contatto. In seguito ho continuato ad avere dei disturbi similari, con labbra screpolate, fessurate, pruriginose.</b></span></div><div><span class="fs10"><b>Sono stato dal dermatologo che mi ha indicato di assumere un antistaminico e applicare delle creme alcune cortisoniche altre naturali. Purtroppo a parte una iniziale attenuazione dei sintomi, il problema si è esacerbato e ho deciso cosi’ di farmi visitare da un allergologo che mi ha suggerito una serie di test allergici dai quali sono risultato allergico alla polvere, le muffe, il pelo degli animali, i pollini delle graminacee e della parietaria e al nickel.</b></span></div><div><span class="fs10"><b>Siccome ho notato che all’ incirca dallo stesso periodo ho uno strano senso di gonfiore addominale e qualsiasi cosa mangi mi diventa indigesta, le volevo chiedere se secondo lei esiste un qualche collegamento tra la mia dieta e i miei disturbi che le scrivo.</b></span></div><div><span class="fs10"><b>La ringrazio anticipatamente.</b></span></div><div><span class="fs10"><b>Salvo</b></span></div><div><br></div><div>Caro Salvo ,</div><div><br></div><div>cure mediche basate su creme emollienti ed idratanti, antistaminici orali per <span class="fs10">contrastare il prurito, immuno-soppressori come il cortisone seppure per uso </span><span class="fs10">topico non sono sicuramente la strada per la guarigione dai tuoi disturbi. </span></div><div><span class="fs10">Credo pure che il tuo vero problema non sia affatto nel liberarsi della </span><span class="fs10">dermatite, che è un meccanismo automatico di difesa al pari della febbre, ma </span><span class="fs10">nel ripristinare uno stato di equilibrio corporeo che nel tuo caso evidentemente </span><span class="fs10">manca da un po’ di tempo. </span><span class="fs10">I sintomi di una dermatite da contatto sono esacerbati tra l’ altro da particolari </span><span class="fs10">allergeni , non mi stupisce quindi che il suo corpo in questo momento risulti </span><span class="fs10">molto reattivo a polvere, pollini e nickel. </span><span class="fs10">Una corretta dieta giornaliera impostata con basse proteine ed alimenti </span><span class="fs10">facilmente digeribili come frutta e ortaggi, unitamente all’ aumento delle ore</span></div><div>di vita all ‘aperto con esposizione alla luce solare diretta,con buoni tempi di</div><div>recupero e riposo dalla routine quotidiana non possono che essere l’ unica <span class="fs10">ricetta vincente per uscire da questi tuoi disturbi.</span></div><div><span class="fs10"><br></span></div><div><span class="fs10">Saluti,</span></div><div><span class="fs10"><br></span></div><div><span class="fs10">dr. Pietro Senette</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 27 Jan 2018 15:10:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Viviana chiede: Blocco metabolico]]></title>
			<author><![CDATA[Viviana]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000019"><div><span class="fs10lh1-5"><b>Egregio Dr.Senette, mi chiamo Viviana, ho 56 anni, vivo a Milano, &nbsp;e ho trascorso &nbsp;una vita dedicata alle "diete".Purtroppo ogni volta dopo un periodo iniziale in cui riesco a perdere peso mi blocco e i nutrizionisti a cui mi sono sempre rivolta mi dicono che ho un blocco metabolico e devo essere paziente.</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b>Sinceramente dopo una vita a fare &nbsp;diete infruttuose sto per gettare la spugna, ma &nbsp;prima di farlo vorrei chiedere un suo parere in merito. La ringrazio e le auguro una buona giornata.</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5">Il dott. Senette risponde:</span></div><div><span class="fs10lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div>Carissima Viviana mai perdere le speranze, l' unica cosa che mi sembra di capire sia da perdere nel suo caso sono i chili di troppo!</div> &nbsp;<div>La prima cosa che sento di doverle chiarire perché a quanto leggo forse non appare abbastanza chiaro è cos' è questa fase di stallo del suo peso che i cari colleghi che ha incontrato hanno definito blocco metabolico.</div> &nbsp;<div>Normalmente quando si prescrive una dieta ipocalorica si assiste ad un calo ponderale fino a quando l'apporto energetico fornito da quella dieta prescritta corrispondera' esattamente all' energia consumata quotidianamente da quel paziente.</div> &nbsp;<div>Molto semplicemente in questa fase &nbsp;vale la seguente equazione:</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div class="imTACenter"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<span class="fs10lh1-5"><b> &nbsp;energia introdotta= energia spesa</b></span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div>C' è quindi una ragione chiara e precisa del perché il suo calo ponderale si arresti.</div> &nbsp;<div>Il blocco metabolico è ben altra faccenda: <span class="fs10lh1-5">avere un blocco metabolico significa che</span><span class="fs10lh1-5"> &nbsp;</span><span class="fs10lh1-5">se lei ha un metabolismo stimato in maniera precisa ad esempio tramite la calorimetria di 1000 kcal e segue una dieta da 800 kcal non assiste comunque ad un calo ponderale.</span></div> &nbsp;<div>Si tratterebbe in questo &nbsp;caso di un vero blocco metabolico dovuto a &nbsp;deficit enzimatici che derivano da alterazioni al nostro corredo genomico, situazione abbastanza rara.</div> &nbsp;<div>Le consiglio quindi vivamente prima di giungere a considerazioni estreme di rivolgersi a qualche collega che abbia una certa confidenza con questi concetti e la possa aiutare attraverso un percorso chiaro e non nebuloso a ritrovare la sua forma fisica. </div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 03 Jan 2018 17:36:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Carlo chiede: Morbo di crohn]]></title>
			<author><![CDATA[Carlo]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000013"><div><span class="fs10"><b>Spettle Dr.Senette, un mio amico con problemi gastrointestinali cronici mi ha </b></span><b class="fs10">parlato di lei e volevo chiederle se esiste qualche speranza anche nel mio caso.</b></div><div><span class="fs10"><b>Sono affetto da 10 anni da morbo di Crohn e sono stato operato per riduzione </b></span><b class="fs10">del colon ma senza risultato visto che oramai sono arrivato a prendere dosi </b><b class="fs10">enormi di cortisone e continuo ciononostante ad avere ricadute incredibili.</b></div><div><b class="fs10">La </b><b class="fs10">ringrazio anticipatamente per il tempo che mi vorra’ dedicare.</b></div><div><span class="fs10"><b>Carlo</b></span></div><div><span class="fs10"><b><br></b></span></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Caro Carlo, il morbo di Crohn fa parte delle malattie infiammatorie croniche</div><div>intestinali (MICI), di cui per esempio fanno parte anche la colite ulcerosa e la</div><div>colite microscopica. La malattia in genere insorge gradualmente e tende a</div><div>peggiorare nel tempo, anche se può dare periodi di remissione della durata di</div><div>settimane o anche anni. L’ alternarsi delle diverse fasi dipende esclusivamente</div><div>da due fattori: uno individuale/genetico(ogni essere umano è fatto e ordinato</div><div>in maniera singolare)e uno ambientale (lo stile di vita).</div><div>Quello che ha fatto lei sinora non interviene ne’ sulla prima nella sulla seconda</div><div>causa del problema, infatti sia la chirurgia che i farmaci(cortisone) da lei</div><div><br></div><div>assunti, agiscono unicamente sui sintomi e gli effetti della sua patologia. Non</div><div>mi stupisce quindi che i risultati siano quelli che lei riferisce.</div><div>Occorre pertanto una strategia differente, graduale, basata sul recupero della</div><div>normale funzionalità gastrointestinale. Ricreare le condizioni di ricettività</div><div>gastrica significa ripartire per 2-4 giorni con cibi ad alto tasso di digeribilità da</div><div>un lato per permettere una sorta di riposo per le pareti intestinali infiammate,</div><div>e allo stesso tempo somministrare quelli che sono i micronutrienti essenziali</div><div>che favoriscono la ripresa e la riepitelizzazione intestinale. In particolare nel</div><div>suo caso deve essere posta particolare attenzione alle fibre, le quali dovranno</div><div>essere introdotte gradualmente per evitare ulteriore infiammazione e lavoro</div><div>per un intestino ormai stremato da dieta scorretta farmaci e chirurgia.</div><div>Sono assolutamente da evitare alimenti che possono aumentare il disturbo, ad</div><div>esempio quelli che favoriscono la produzione di prostaglandine di tipo</div><div>infiammatorio come caffè, cioccolato, bevande analcoliche e gassate, fritture,</div><div>grassi idrogenati, insaccati, cibi iperproteici, zucchero raffinato, etc</div><div>Caro Carlo spero di averle fornito materiale a sufficienza per intraprendere la</div><div>giusta strada per risolvere le sue problematiche.</div><div><br></div><div>Saluti, </div><div><br></div><div>dr. Pietro Senette</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 03 Jan 2018 15:09:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Giovanni chiede: Disbiosi]]></title>
			<author><![CDATA[Giovanni]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000005"><div><strong>Domanda inviata da: Giovanni</strong></div><div><strong>Buona sera dottore, volevo solo chiederle un consiglio, in seguito a disbiochek sono risulatato con Indicano di 49 mg/L, il che se non sbaglio indica presenza di disbiosi fermentativa. Ho letto che in questo caso non è consigliata l'assunzione di probiotici, in altre letture vedo che consigliano lactobacilli Acidophilus, enzimi digestivi e vitamine del gruppo B. Come mi devo comportare? In oltre riguardo alle diete in alcuni siti consigliano una maggior assunzione di frutta e verdura e in altri invece no, favorendo invece una maggior assunzione di carni magre e pesce. Mi potrebbe lei dare qualche suggerimento in proposito? Cordiali saluti Giovanni</strong></div><div><strong><br></strong></div><div> </div><div>dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Caro Giovanni, La disbiosi intestinale è un’alterazione degli equilibri e della composizione della flora batterica intestinale, che comporta un insieme di sintomi e disturbi dell’apparato gastrointestinale, in grado di avere conseguenze anche su organi ed apparati distanti dall’intestino.</div><div>A livello del tratto gastro intestinale è presente un vero e proprio organo, il Microbiota, costituito da quantità di mircoorganismi che costituiscono la flora batterica. La tipologia ed il numero di batteri intestinali contribuiscono all’omeostasi,ovvero la capacità di mantenere un equilibrio anche in risposta a sollecitazioni esterne importanti come cibo non adeguato,microrganismi patogeni etc Entrando nel dettaglio l’indicano è un metabolita(cioè un prodotto del metabolismo), del triptofano,aminoacido particolarmente rappresentato nei derivati di origine animale anche se esistono alimenti vegetali che per brevità chiamerò’ di “nicchia”visto che non se ne fa un uso smodato(esempio cioccolato,arachidi,olio di sesamo, alcuni legumi) che lo contengono comunque in quantità importanti. Detto cio credo di averti chiarito quale delle discordanti informazioni da te reperite in rete sia quella più’ verosimile. Concludendo a seguito del tuo test è risultato una concentrazione di indicano di 49 mg/l che risulta, , di per se compatibile con una disbiosi medio grave, in particolare a carico dell’ intestino tenue,ma sarebbe veramente riduttivo per una corretta diagnosi e quindi una conseguente corretta cura,basarsi solo su di esso; le suggerisco quindi di rivolgersi ad uno specialista di sua fiducia per approfondire la questione anche perché una disbiosi trascurata può’ portare a conseguenze per la salute anche piuttosto gravi.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Dec 2017 08:43:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?giovanni-chiede--disbiosi</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Serena chiede: Dieta proteica]]></title>
			<author><![CDATA[Serena]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001A"><div><span class="fs10"><b>Gentile Dr.Senette, ho sentito parlare della dieta proteica e sarei molto tentata di provarla. Io peso circa 78 kg e sono alta 163 cm.</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10"><b>Mi potrebbe dare un suo parer in merito?</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10"><b>La ringrazio Serena</b></span></div> &nbsp;<div><br></div> &nbsp;<div>Dott. Senette risponde: </div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div>Cara Serena, il termine dieta proteica è molto generico, con esso si intende un regime alimentare in cui prevale l’apporto proteico a scapito dell’assunzione di carboidrati, ecco perché viene chiamata anche dieta low carb. Tra le più famose &nbsp;diete proteiche vi sono la dieta dukan &nbsp;e la dieta plank, che io preferisco, per evitare confusione, definire piu' precisamente &nbsp;diete iperproteiche.</div> &nbsp;<div>Queste ultime infatti è vero privilegiano le proteine rispetto ai carboidrati, ma è altrettanto vero che lo fanno costringendo il nostro organismo ad un super lavoro, quasi sempre dannoso di smaltimento di una quantità di proteine ben superiore a quella che per natura ci compete.</div> &nbsp;<div>Esistono d'altro canto delle "diete proteiche", meglio note come vlcd( very low calorie diet), diete a bassissimo apporto energetico, normoproteiche, che possono essere applicate anche nel dimagramento con ottimi risultati a patto di essere fatte sotto stretto controllo del nutrizionista/dietologo.</div> &nbsp;<div>Mentre le prime sono &nbsp;dannose a volte anche per brevissimi periodi, dipende molto dalle condizioni di salute di partenza del paziente, le seconde sono a mio giudizio ed esperienza una valida alternativa sia per ottenere un calo ponderale rapido ma anche per la loro capacità di reset che hanno a livello cellulare nel nostro corpo.</div> &nbsp;<div>Esse infatti obbligano le nostre cellule a nutrirsi prevalentemente dei corpi chetonici, ottimi substrati derivati dalla degradazione del grasso corporeo che oltre alla loro funzione energetica hanno un importante ruolo biochimico-ormonale. Una dieta così strutturata è una stretta parente di quanto creato nel 1920 per combattere l'Epilessia nei bambini &nbsp;ed oggi è studiata e applicata &nbsp;per la cura di numerose malattie degenerative quali ad esempio l' Alzheimer, il &nbsp;Parkinson, la SLA , il diabete etc etc. Come puo' leggere Serena non mancano certo gli spunti per approfondire l 'applicabilità di un protocollo vlcd anche nel suo caso, le consiglio pertanto di rivolgersi ad un nutrizionista esperto in questo campo ed avere una valutazione in situ del suo caso.</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Dec 2017 17:40:00 GMT</pubDate>
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			<link>https://www.senettedietologo.it/blog/?serena-chiede--dieta-proteica</link>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Jessica chiede: colite e gastroesofagite]]></title>
			<author><![CDATA[Jessica]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000F"><div><strong>Salve, da parecchio tempo, quasi un anno soffro di colite o meglio di feciliquide con scariche improvvise. Ho da tanti anni problemi di stomaco (evidenziato dalla gastroscopia: gastroesofagite da reflusso, gastrite, infiammazione del duodeno etc) che curo con omeprazolo da 20 mg due volte al di, ma ormai non ho più sollievo.Ho sempre seguito una dieta onnivora in modo abbastanza equilibrato. Carne sì ma poca, verdura di tutti i tipi cotta e cruda, insomma la classica dieta mediterranea. Volevo anche dirle che sono una fumatrice.Vorrei sapere se c'è qualcosa che sbaglio nella mia alimentazione e quindi se una dieta appropriata può aiutarmi ad uscire da questa situazione.</strong></div><div>Senette risponde:</div><div>Salve Jessica, In linea generale nel suo caso va ripristinata una armonia digestiva che non può esserci fino a quando le mucose non sono disinfiammate. Da qui la necessità di andare per gradi e con pazienza.La dieta sicuramente è non solo il baluardo ma anche unico nel suo caso per ottenere una completa e definitiva guarigione!!</div><div>In linea di massima le posso dire che se da una parte deve cercare di fare lavorare il suo apparato gastrointestinale il meno possibile, dall'altra deve<br>iniziare a dare alle cellule che lo compongono gli elementi essenziali per rimarginare ferite aperte e contribuire ad una corretta riepitelizzazione.Tra gli alimenti meno impegnativi per il suo corpo in questa fase acuta rientrano senza dubbio i passati di verdure, la vellutata di zucca, il purè dipatate, il cavolfiore al vapore, mentre i principi attivi funzionali essenziali per la ripartenza del suo stomaco ed intestino vanno ricercati in frutta e verdura rigorosamente crude ma tutte somministrate in un preciso ordine e liberate dall'impegno delle fibre.Gastrite, pancia gonfia, colite, meteorismo, irregolarità intestinale non sono per niente anomalie da poco. Rendono le attività normali altamente imbarazzanti e i momenti conviviali un incubo. Il suo caso merita davvero l'adozione di un diverso stile di vita alimentare, che consenta di ritrovare l’equilibrio e la serenità dell’intestino.SERVE SICURAMENTE UNA DIETA SU MISURA!!</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 22 Oct 2017 17:24:00 GMT</pubDate>
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		<item>
			<title><![CDATA[Pierfabio chiede: possibile dimagrire senza attività fisica]]></title>
			<author><![CDATA[Pierfabio]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000E"><div><strong>Egregio Dr. Senette sono alto 180 cm e peso 125 kg,vorrei iniziare a fare sport(calcio) ma il medico sportivo me l'ha sconsigliato prima di un calo ponderale considerevole, è possibile dimagrire senza fare attività sportiva?</strong></div><div> </div><div><br></div><div>Senette risponde:</div><div><span class="fs11lh1-5">Caro Pierfabio, La risposta è sì. Alcune persone lo fanno per necessità, come idisabili per esempio, o i super obesi con problemi fisici che devono limitare l’esercizio fisico all’inizio del percorso. Queste persone riescono a perdere peso anche solo seguendo una dieta con restrizione calorica. Esitono inoltre programmi specifici mirati al trattamento dell'obesità che non prevedono nelle prime fasi nessun tipo di attività fisica e portano ciononostante ad un dimagramento considerevole ed in brevissimo tempo.Ti consiglio di consultare il mio sito alla voce <span class="cf1">dimagrimento rapido/localizzato</span> l ed in caso di necessità scrivimi per avere informazioni più precise alla sezione <span class="cf1">contatti</span></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 20 Aug 2017 17:21:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Lucia chiede: Pancia gonfia e difficoltà digestive]]></title>
			<author><![CDATA[Lucia]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001F"><div><span class="fs10lh1-5"><b>Buongiorno Dr. Senette, sono una donna di 45 anni ,un paio di anni fa ho avuto problemi di dolori addominali, diarrea persistente e flatulenza .Ho fatto tutti gli accertamenti del caso, dalla colonscopia &nbsp;sino alla gastroscopia con esiti tutti negativi.Da allora soffro &nbsp;continuamente e in maniera sempre piu' frequente degli stessi sintomi &nbsp;e il mio medico mi ha suggerito di eseguire gli stessi esami eseguiti due anni fa.</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b>Vista la precedente esperienza negativa mi chiedo se non sia il caso di cercare la soluzione ai miei problemi magari in un cambiamento delle mie abitudini alimentari.</b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b>Lei cosa ne pensa? </b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5"><b>La ringrazio anticipatamente Lucia</b></span></div><div><span class="fs10lh1-5"><b><br></b></span></div><div><span class="fs10lh1-5"><b>dott Senette risponde:</b></span></div> &nbsp;<div> <span class="fs10lh1-5"> </span></div> &nbsp;<div>Cara Lucia, gli esami a cui lei si è sottoposta sono generalmente molto utili, a diversi livelli, per la diagnosi di patologie a carico dell' apparato digerente e che possono avere nei loro sintomi anche quelli da lei descritti.</div> &nbsp;<div>Purtroppo, entrambi hanno dei limiti nella loro capacità di disamina delle svariate patologie che interessano un apparato altamente complesso come il nostro canale alimentare.</div> &nbsp;<div>Spesso e volentieri succede quindi che infiammazioni dello stesso se non raggiungono uno stato tale da essere diagnosticate con i mezzi a nostra disposizione passino in sordina e finiscano banalmente ignorate creando una cronicizzazione che ha spesso esiti tragici.</div> &nbsp;<div>Per quanto riguarda la possibilità di risolvere i sui disturbi con la dieta,le rispondo assolutamente si.</div> &nbsp;<div>La flatulenza colpisce maggiormente le donne, in particolar &nbsp;modo dopo aver mangiato, specie in periodi di stress intenso e qualche giorno prima del ciclo ma non trascura neanche i maschi. Questa costante sensazione di pienezza &nbsp;deriva, nella maggior parte dei casi, da un accumulo di liquidi o aria nell’intestino.</div> &nbsp;<div>La diarrea è la fisiologica conseguenza di un intestino stressato che come ultima ratio cerca di liberarsi. Le origini del disturbo vanno dal transito intestinale non ottimale (stitichezza),nel &nbsp;sovrappeso, nel circolo venoso linfatico &nbsp;non performante. Il problema è legato in maniera diretta e inequivocabile alle nostre scelte alimentari e in particolare ad: alimenti non adatti(sia qualitativamente che quantitativamente), pietanze troppo elaborate, &nbsp;fast-food, bibite &nbsp;gassate e dolcificate,eccesso di pasta,riso o patate preparate con sistemi di cottura non &nbsp;adatti, ,acqua di scarsa qualità e in scarsa quantità, masticazione inadeguata, stress prolungato nel tempo,uso smodato di farmaci causanti disbiosi quali antinfiammatori,antiacidi etc. A queste cause &nbsp;vanno inoltre aggiunte &nbsp;concause altrettanto importanti come eventuali intolleranze quali quella &nbsp;al lattosio o &nbsp;al glutine tipo celiachia che è possibile indagare sia geneticamente(tramite un semplice tampone buccale) che in un comune laboratorio d' analisi attraverso metodiche non invasive. </div> &nbsp;<div>In sostanza per ripristinare l’equilibrio di stomaco ed intestino &nbsp;ci vuole tempo, pazienza, e sopratutto il desiderio &nbsp;di cambiare le proprie abitudini in meglio. L’alimentazione è la prima e unica terapia che puo' portarla ad una reale guarigione. Inizi a scegliere cibi che riducano l’infiammazione e il gonfiore, prediligendo &nbsp;proteine magre,(petto di pollo , sogliola al vapore etc), carboidrati facilmente assimilabili come patate lesse &nbsp;o in purea o in gnocchi, riso, frutta e verdure ricche di fibre digeribili, tipo cavoli, carote, &nbsp;zucchine, mele, pere, susine dolci e &nbsp;cachi maturi. Diminuisca inoltre o elimini almeno momentaneamente carboidrati raffinati e cotti tipo pane e dolci, qualche proteina in più e aggiunga invece &nbsp;qualche omega 3 prevalentemente di origine vegetale sopratutto nella prima fase.</div> &nbsp;<div>Spero di averle dato abbastanza spunti per dare finalmente una svolta alla sua situazione magari rivolgendosi ad un bravo nutrizionista, vedrà che i risultati non tarderanno ad arrivare.</div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div> </div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 19 Jul 2017 16:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Paola chiede: Diabete, dieta ed inestetismi]]></title>
			<author><![CDATA[Paola]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000017"><div><span class="fs10"><b>Gentile Dr.Senette, le scrivo perché a due anni dalla diagnosi di diabete e conseguenti cure farmacologiche il mio stato di salute è cambiato in peggio: glicemia a digiuno e dopo i pasti sempre piuù alta, stanchezza dopo i pasti onnipresente e non ultimo come importanza, sto assistendo ad un continuo incremento del mio peso e alla comparsa di inestetismi quali la cellulite e la ritenzione idrica che non avevo mai avuto.</b></span></div><div><span class="fs10"><b>Inizio ad avere qualche dubbio circa l' efficacia dei trattamenti farmacologici che sto seguendo,e volevo avere un suo parere circa la dieta nella mia patologia.</b></span></div><div><span class="fs10"><b>La ringrazio</b></span></div><div><span class="fs10"><b>Paola</b></span></div><div><span class="fs10"><b><br></b></span></div><div>dr Senette risponde:</div><div><br></div><div><div>Cara Paola, comprendo benissimo il suo stato, d' altronde dopo <span class="fs10">due anni di vita improntata ai dettami della diabetologia </span><span class="fs10">convenzionale si aspetta giustamente un miglioramento del suo </span><span class="fs10">stato di salute. Purtroppo questa non è cosa ne' facile ne' scontata.Il </span><span class="fs10">diabete risulta un esempio chiaro di come le patologie metaboliche - </span><span class="fs10">infiammatorie debbano per una loro corretta risoluzione essere </span><span class="fs10">imperniate sul cambiamento della dieta e dello stile di vita, pena </span><span class="fs10">inevitabili delusioni.</span></div><div><span class="fs10">Il sogno della "pillola" magica panacea di tutti i </span><span class="fs10">mali resta oggi tale. </span><span class="fs10">Gli alimenti amici del Diabete sono tanti e variegati, ottimi per i</span></div><div>diabetici sono gli asparagi, l' avocado, l' avena, i cavoli, i broccoli, la <span class="fs10">cicoria, i fagioli, la lattuga, le nocciole, le noci, le olive, le mele, le</span></div><div>pere, l' uva, le arance, i mandarini, i pompelmi, i limoni, alimenti <span class="fs10">ricchi di vitamina C oltre ciliegie, cavolini Bruxelles, crescione,</span></div><div>cavolfiore, caco, spinaci, acetosa, fragole, pomodori, peperoni. E' <span class="fs10">inoltre importante includere pectine, gomme vegetali, inuline, </span><span class="fs10">mucillagini, ossia fibre solubili che sono attive nel regolare </span><span class="fs10">l’assorbimento di grassi e zuccheri.</span></div><div>Una menzione particolare e spero di averle elencato giusto i <span class="fs10">principali attori, meritano le fibre prebiotiche in quanto nutrono il</span></div><div>microbiota, la flora batterica intestinale, ovvero quell’esercito <span class="fs10">intelligente di batteri protettivi che colonizza il nostro intestino e che</span></div><div>è fondamentale per mantenerci in salute non solo per quanto <span class="fs10">riguarda il diabete ma come dimostrano i recenti studi in tutte le più</span></div><div>diffuse patologie.</div><div>Spero di averle fornito qualche spunto per un cambio di direzione <span class="fs10">nel suo stile di vita che accompagnata da un esperto nutrizionista la</span></div><div>porterà in breve a dei notevoli miglioramenti.</div><div>Saluti, </div></div><div>dr. Pietro Senette</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 26 Apr 2017 16:42:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Giuseppe chiede: Alimentazione e Parkinson]]></title>
			<author><![CDATA[Giuseppe]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000011"><div><span class="fs10"><b>Egregio Dr.Senette, le scrivo per chiederle, se è vero, e in che modo l'</b></span></div><div><span class="fs10"><b>alimentazione può influenzare anche il decorso della mia malattia, il parkinson.</b></span></div><div><span class="fs10"><b>Giuseppe</b></span></div><div><br></div><div>Nella malattia di Parkinson, l&amp;#39;importanza della dieta, non intesa</div><div>come sacrificio o privazione, ma come un regime alimentare atto a</div><div>mantenere un soddisfacente stato di salute, è ormai nota a tutti. In</div><div>presenza di malattie croniche un programma dietetico diventa</div><div>condizione fondamentale per il benessere dell’individuo. Ad</div><div>esempio è scientificamente dimostrato, ma anche sperimentato</div><div>attraverso misurazione compliance del paziente, che una dieta</div><div>ipoproteica a pranzo migliora l’efficacia della terapia farmacologica</div><div>a base di levodopa. La necessità di una dieta particolare, per i</div><div>pazienti malati di Parkinson in terapia con levodopa, è inoltre</div><div>documentata dalla consapevolezza che i pasti possono interferire</div><div>con l’efficacia della terapia farmacologica. La levodopa è un</div><div>amminoacido neutro, che per essere assorbito, cioè passare</div><div>dall’intestino al sangue e da questo al cervello, utilizza un trasporto</div><div>attivo con consumo d’energia. È facile, quindi, comprendere come</div><div>tutto quello che può rallentare l’assorbimento intestinale può portare</div><div>ad una riduzione della quantità di farmaco disponibile per il</div><div>trasporto a livello cerebrale, riducendo di conseguenza l’effetto</div><div>della terapia farmacologica.</div><div>Caro Giuseppe, come vede non mancano gli spunti per rivolgersi</div><div>quanto prima ad un bravo nutrizionista, possibilmente con</div><div>esperienza riguardo la sua patologia.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 29 Mar 2017 14:06:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Carlo chiede: Mal di stomaco, diarrea, gastrite, mal di testa]]></title>
			<author><![CDATA[Carlo]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000029"><div><span class="fs11lh1-5">Buongiorno Dr. Senette, da ormai un anno ho
continuamente forti mal di stomaco che sto combattendo con omeprazolo da 20
mg &nbsp;due volte al giorno come da
indicazioni del mio medico. Premetto inoltre che ho sempre sofferto di gastrite
e non è la prima volta che capita questa situazione, solo che ultimamente &nbsp;&nbsp;trovo la situazione peggiore rispetto alle
altre volte, in quanto questo mal di stomaco è spesso accompagnato da forti mal
di testa, diarrea, mal di schiena e un forte dolore inguinale.</span></div>

<div><span class="fs11lh1-5">Ho fatto anche un consulto dallo specialista
gastroenterologo che dopo gastroscopia mi ha prescritto di raddoppiare le dosi
dei farmaci che già assumevo assicurandomi un miglioramento della
sintomatologia ma non la risoluzione del mio problema allo stomaco.</span></div>

<div><span class="fs11lh1-5">Mi devo quindi rassegnare? Pensa che con una dieta adeguata
potrei avere giovamento alla mia situazione?</span></div>

<div><span class="fs11lh1-5">La ringrazio anticipatamente per i suoi preziosi consigli,
Carlo.</span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"> </span></div><div><span class="fs11lh1-5">Dr. senette risponde:</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Caro Carlo,
la situazione che mi descrive è una delle pu’ comuni brutte piaghe della nostra
società moderna, ma non per questo non risolvibile.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Tutti i
sintomi che mi descrivono portano ad un apparato digerente dissestato e mal
funzionante.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Circostanziare
e mettere sul tavolo degli imputati il solo stomaco è quindi con sincerita’ un
approccio approssimativo e come ha avuto modo di provare con la sua esperienza
inconcludente.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Lo stomaco
cosi pure qualsiasi altro organo del nostro corpo &nbsp;fa male quando è infiammato, dovrebbe quindi
concentrarsi sulle cause che hanno portato a quest’ infiammazione.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Pensare che
l’ utilizzo di un farmaco come &nbsp;l’
omeprazolo, non accompagnato da importanti cambiamenti del suo stile di vita,
sia la soluzione dei suoi problemi è cosa piuttosto fantasiosa.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>L’infiammazione
della mucosa può essere ad esempio &nbsp;un
fenomeno acuto, determinato ad esempio dall’uso ricorrente di alcuni farmaci
come ad esempio i FANS(farmaci antinfiammatori non steroidei) comunemente
definiti antidolorifici e acquistati spesso in farmacia anche senza ricetta, o
cronico come il suo caso dovuto a sbagliati e reiterati comportamenti
principalmente a tavola!</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b> </b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b> </b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Per quanto
riguarda gli altri sintomi che lei mi descrive sono tutt’ altro che
rassicuranti e imputabili ad un infiammazione molto piu’ che estesa del solo
stomaco.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Le parole d’
ordine nel suo caso sono essenzialmente due:</b></span></div>

<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs11lh1-5"><b>1) &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
<!--[endif]-->Disinfiammare</b></span></div>

<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs11lh1-5"><b>2) &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;
<!--[endif]-->Ricostruire
</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Mentre la
prima fase dovra’ essere mirata ad una completa detossificazione del suo corpo
diano finalmente respiro ad un apparato digerente in sofferenza da anni , la
seconda dovra’ mirare al nutrimento piuttosto che all’ alimentazione del suo
corpo.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Alimenti
suoi alleati nella prima fase sono sicuramente 
carote, patate e cavolo &nbsp;che
entrano a pieno titolo nella dieta anti-gastrite. Le carote, infatti, ricche di
pectina e betacarotene sono in grado di formare una sorta di gel in grado di
proteggere le pareti dello stomaco dall’attacco di acidi gastrici e
microrganismi e per questo rappresentano un ottimo rimedio naturale in caso di
gastrite erosiva. Le patate grazie all’azione di principi attivi emollienti
sono capaci di alleviare il bruciore di stomaco e le infiammazioni a carico
dello stesso. Infine il cavolo, dotato di proprietà cicatrizzanti per la mucosa dello
stomaco, associato al succo di carota, è in grado di alleggerire i sintomi
tipici della patologia in oggetto.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Nella fase
di ricostruzione dovra’ puntare gradatamente ad incrementare l’ assunzione di
cibo il piu’ naturale possibile, ricco in fibre capaci di ripristinare una
corretta peristalsi intestinale e in particolare un coerente &nbsp;microbiota intestinale.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Per quanto
riguarda il tuo mal di schiena ti basti sapere che &nbsp;tutta la struttura dell’intestino, dal tenue
al colon, è in intimo contatto con la colonna vertebrale e con i suoi muscoli &nbsp;annessi.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Può quindi capire come l’irritazione cronica
dell’intestino possa avere un effetto negativo sui muscoli della schiena,
rendendoli maggiormente contratti.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>A fare le spese di questa situazione è in
particolare il muscolo psoas, ma che come puoi andare a vedere in qualsiasi
atlante di anatomia è uno di quelli più a contatto con l’intestino.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5 cf1"><b>Spero di averle fornito le basi per importanti
riflessioni riguardo il suo stile di vita e la sua salute in generale.</b></span></div></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b> </b></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 18 Mar 2017 21:52:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Chiara chiede: dieta ed endometriosi]]></title>
			<author><![CDATA[Chiara]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000016"><div><div><span class="fs10"><b>Gentile Dr.Senette, ho avuto, dopo mesi ormai di insopportabilli dolori pre ciclo, diagnosi di</b></span></div><div><span class="fs10"><b>endometriosi.</b></span></div><div><span class="fs10"><b>Al momento seguo la cura indicata dal mio ginecologo conscia del fatto che essa rappresenta</b></span></div><div><span class="fs10"><b>purtroppo una sola cura dei "sintomi" della mia malattia.</b></span></div><div><span class="fs10"><b>Volevo sapere il suo parere in merito, e in particolare se considera l' alimentazione una delle armi</b></span></div><div><span class="fs10"><b>possibili da utilizzare nei casi come il mio.</b></span></div><div><span class="fs10"><b>La ringrazio infinitamente del tempo che mi vorrà dedicare.</b></span></div><div><span class="fs10"><b>Chiara</b></span></div></div><div><br></div><div>dr. Senette risponde: </div><div><br></div><div>Cara Chiara, l’ endometriosi è una malattia cronica complessa <span class="fs10">originata da una presenza anormale di quel tessuto in altri organi</span></div><div>quali l’ovaio, le tube, il peritoneo, la vagina, l’intestino, etc <span class="fs10">provocando sanguinamento interno, tessuto cicatriziale, aderenze e</span></div><div>infertilità.</div><div>Nella parte iniziale del ciclo, in fase di incremento ormonale <span class="fs10">(estrogeno), il tessuto si riempie di sangue e si gonfia. Durante il</span></div><div>ciclo, il tessuto medesimo si rompe e sanguina, per cui lascia del <span class="fs10">sangue intrappolato nella cavità pelvica e altrove, formando poi,</span></div><div>come conseguenza, delle cisti. <span class="fs10">Questi brandelli dell’endometrio causano pure infiammazioni e </span><span class="fs10">formazioni di tessuto cicatriziale, che si ripetono mese dopo mese,</span><span class="fs10">portando ad inevitabili adesioni.</span></div><div>I sintomi dell’endometriosi sono la dismenorrea, dolori acuti nei <span class="fs10">rapporti sessuali, crampi mestruali particolarmente alla fine del </span><span class="fs10">ciclo, e infertilità se il problema riguarda le tube di Falloppio. </span></div><div><span class="fs10">Ci </span><span class="fs10">possono essere pure dolori pelvici e mal di schiena, nonché dolori </span><span class="fs10">durante la minzione.</span></div><div>L’endometriosi cessa durante la gravidanza e può scomparire del <span class="fs10">tutto dopo il parto.</span></div><div>In questa patologia non mancano mai gli spropositi alimentari ed <span class="fs10">ho esperienza di notevoli miglioramenti della stessa una volta</span></div><div>intrapreso un cambiamento dello stile di vita.</div><div>Chi soffre di endometriosi infatti rivela troppo spesso un situazione <span class="fs10">gastrointestinale compromessa che accompagna lo stato di</span></div><div>congestione sanguigna al basso ventre. <span class="fs10">Sintetizzando la dieta gioca un ruolo determinante nello sviluppo</span></div><div>dei processi infiammatori che sono alla base di molte patologie, <span class="fs10">e l' endometriosi non fa certo eccezione.</span></div><div><span class="fs10"><br></span></div><div><span class="fs10">Saluti, </span></div><div><span class="fs10">dr. Pietro Senette</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 26 Feb 2017 17:35:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Susanna chiede: dimagrimento rapido e fame continua]]></title>
			<author><![CDATA[Susanna]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002B"><div><span class="fs11lh1-5">Gentile Dr.Senette sono una vita a dieta, ma ogni volta dopo
i primi 3-4 kg il mio peso di ferma e subentra in me lo sconforto.</span></div>

<div><span class="fs11lh1-5">Ad essere sincera sono 
seguita da un nutrizionista a Cagliari da quasi un anno ma ho perso ad
oggi 4,100 kg e non con pochi sacrifici, infatti la fame continua non mi da
tregua.</span></div>

<div><span class="fs11lh1-5">Mi devo rassegnare o lei puo’ darmi qualche consiglio?</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs11lh1-5">Dr. Senette risponde:</span></div><div><span class="fs11lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5">Cara Susanna, tutte le persone in sovrappeso o addirittura
obese, &nbsp;aspirano a perdere peso
velocemente.Tutti vorrebbero una soluzione veloce e indolore, &nbsp;calare di peso in pochi giorni, in maniera
salutare e &nbsp;ovviamente non riprendere il
peso perso nel periodo successivo. La magia non esiste. Diffidate da
chiunque vi propone dimagrimenti estremi senza fatica e dedizione. Per
dimagrire bisogna impegnarsi e seguire i dettami degli specialisti della
nutrizione.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Detto questo sicuramente ogni caso ha la sua peculiarita’ ed è
possibile applicare protocolli &nbsp;dietetici
piu’ o meno efficaci a seconda della situazione di partenza del paziente.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Un’ esempio sicuramente valido per il dimagrimento rapido
sono le diete normo proteiche VLCD. Essenzialmente questo approccio
racchiudere 5 vantaggi essenziali e che bene si adattano alle sue esigenze di
dimagramento:</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">A)Assenza della sensazione della fame;</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">B)Pieno benessere nonostante il ridotto apporto energetico;</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">C) Perdita di peso gratificante;</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">D)buona protezione della massa magra;</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">E) rispettoso della fisiologia dell’uomo e quindi esente da
rischi per la salute. </span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">La differenza tra la dieta VLCD e le famose &nbsp;diete
iperproteiche tanto di moda negli ultimi anni, risiede nell’apporto
proteico: <b>la dieta vlcd è normo proteica</b> mentre la dieta iperproteica
lascia la scelta del pasto libero e affida la quantità proteica al libero arbitrio del soggetto. Alcuni studi
riferiscono di individui che durante una tra le più famose diete ipeprotieche
quale la dieta Dukan, arrivano a consumare fino a 3g /kg peso corporeo di
proteine con danni non di poco conto principalmente a livello renale ma che non
risparmiano neanche tanti altri organi fondamentali sopratutto in pazienti in
forte sovrappeso o addirittura obesi che gia’ fanno sostenere al tutto il
corpo &nbsp;un vero e proprio lavoro
straordinario.</span></div>

<div><span class="fs12lh1-5">Le consiglio pertanto di condividere con il suo nutrizionista
cagliaritano la possibilità di seguire una dieta di questo tipo.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Jan 2017 21:57:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Rosaria chiede: stitichezza cronica]]></title>
			<author><![CDATA[Rosaria]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000D"><div><strong>Gentile Dr.Senette, soffro da anni di stitichezza cronica,lassativi di tutti i generi edopo ripetute visite dal gastroenterologo dal quale ho avuto una diagnosi di "stipsida rallentato transito intestinale". Ad oggi non ho avuto nessun miglioramento e hopensato che forse la dieta potrebbe aiutarmi, lei che ne pensa?</strong></div><div><strong><br></strong></div><div>Senette risponde:</div><div><br></div><div>Il termine "stipsi" deriva dal greco styphein (stretto) ed indica unadifficoltà nell'espletamento della funzione intestinale che può impattare notevolmente sulla qualità di vita. È una problematica molto frequenteche interessa circa il 15% della popolazione.</div><div>Interessa maggiormente i soggetti di sesso femminile ed aumenta con l'avanzare dell' età. È più frequente in chi è depresso o sottoposto a stress psicologici.La normale frequenza di defecazione varia da persona a persona, edindicativamente dovrebbe essere da tre evacuazioni al giorno a tre alla settimana.La stipsi transitoria è frequente durante la gravidanza, nei cambi di luogo ed abitudini alimentari (es. viaggi), in persone sedentarie che non si idratano in maniera sufficiente, nel periodo che segue interventi chirurgici e dopo l'utilizzo di antibiotici.</div><div>La stipsi cronica invece può essere causata da vere e proprie disfunzioni motorie intestinali e/o anorettali oppure da patologie come la diverticolosi, le malattia infiammatorie croniche intestinali, il tumore delcolon-retto. Fra le malattie croniche che spesso si accompagnano a stipsi, vi sono il Morbo di Parkinson, il Diabete e malattie neurologiche.Anche alcuni farmaci (es. anestetici, analgesici, antiacidi, anticolinergici,antidepressivi) possono rallentare il transito delle feci lungo l'intestino.</div><div>Nel suo caso vista la diagnosi che le è stata posta, immagino che tuttele cause organiche che le ho elencato siano state opportunamentevagliate ed escluse, credo quindi,che un cambiamento della propria alimentazione, idratazione e dello stile di vita per alleviare i sintomi e gestire la stipsi siano la sola e unica via da lei percorribile.</div><div>Di seguito le riporto alcuni consigli generali che possono esserle d'aiuto:</div><div><ol><li><em><span class="fs11lh1-5 cf1">Assumere maggiori quantità di cibi ad alto contenuto di fibre comecereali integrali, frutta e verdura</span></em></li><li><em><span class="fs11lh1-5 cf1">Trovare il tempo per fare esercizio fisico moderato, come camminarevelocemente o andare in bicicletta. Gli esperti raccomandano dieffettuare almeno 2+1/2 ore di attività fisica alla settimana (circa unamezz’ora al giorno). Saranno necessari dei particolari esercizi fisici pertonificare i muscoli addominali dopo una gravidanza o quando questisiano troppo lassi.</span></em></li><li><em><span class="fs11lh1-5 cf1">Bere molti liquidi (non zuccherati), meglio se lontano dai pasti. Ledonne dovrebbero ingerire almeno 1,5 - 2 litri al giorno, mentre gliuomini almeno 2-3 litri.</span></em></li><li><em><span class="fs11lh1-5 cf1">Trovare il tempo di recarsi alla toilette dopo un pasto (meglio se dopo lacolazione del mattino o dopo il pranzo), cioè quando è più probabileche avvenga una defecazione a causa dell’aumento delle contrazionidell’intestino determinate dello riempimento dello stomaco (riflessogastro-colico).</span></em></li><li><em><span class="fs11lh1-5 cf1">Non avere fretta e non essere disturbati.</span></em></li><li><em><span class="fs11lh1-5 cf1">Non ignorare o reprimere lo stimolo a defecare</span></em></li></ol></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 15 Jan 2017 18:19:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Anonimo chiede: Dieta e lavoro]]></title>
			<author><![CDATA[Anonimo]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000001C"><div><b class="fs10lh1-5">Gentile Dr.Senette, faccio l' impiegato a Milano, e come ben saprà lavorandoci, non sempre </b></div> &nbsp;<div><b class="fs10lh1-5">è facile trovare dei chiari &nbsp;riferimenti per mangiare in maniera corretta tutta la settimana lavorativa. Volevo quindi chiederle qualche consiglio per adattare la mia &nbsp;dieta alla frenetica quotidianità che Milano impone a tutti noi lavoratori. Soffro inoltre &nbsp;da 10 anni di &nbsp;reflusso gastroesofageo e penso che una dieta opportuna potrebbe giovarmi anche in tal senso.</b></div> &nbsp;<div><b class="fs10lh1-5">Grazie Anonimo Impiegato Milanese</b></div><div><b class="fs10lh1-5"><br></b></div><div><b class="fs10lh1-5">Dott Senette risponde:</b></div><div><div><span class="fs10lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5">Gentile Sigr lavoratore, la sua condizione è uno spezzato di vita quotidiana che penso riguardi non solo i Milanesi ma gran parte della civiltà &nbsp;occidentale.Effettivamente la vita frenetica &nbsp;spinge a mangiare ad orari irregolari e a non preoccuparsi troppo di quello che si mette a tavola, o troppo spesso in scrivania!Nella maggior parte dei casi &nbsp;l’ufficio diventa il nemico numero 1 della dieta: dal mangiucchiare davanti al computer, ai pranzi saltati per colpa di lunghe riunioni, fino alla colazione che non si &nbsp;fai mai, perché la mattina preferisci svegliarti all’ultimo minuto. Sono tante le pessime abitudini che possono rovinare la nostra salute e sfociare inevitabilmente in patologie come la malattia da reflusso gastro esofageo come nel suo caso.Il primo consiglio è quello di iniziare &nbsp;bene la giornata, &nbsp;per avere la giusta grinta tutto il giorno devi mangiare, mangiare cibo energetico e salutare. Una buona colazione è quella che &nbsp;ti dà la carica di cui hai bisogno per tutto il giorno mentre saltarla potrebbe comportare sonnolenza, difficoltà di concentrazione ed spossatezza, oltre che banalmente farti arrivare a pranzo troppo affamato! Il primo investimento lo si fa' quindi con la sveglia che andrà regolata sempre con 20 minuti di anticipo per svolgere in tutta calma la giusta colazione, &nbsp;gustata con calma! La frutta cruda mangiata fino a sazietà senza assortirla per evitare controversie di assimilazione puo' essere sicuramente una delle prime scelte, avrebbe nel contempo &nbsp;potere nutritivo e &nbsp;potere ripulente, per cui si adatta benissimo ad quasi tutte le situazioni. Se uno vuol mettere su peso d' altronde puo' , inserire alimenti altamente energetiche come &nbsp;la crema di avena, le banane, o magari le uova al tegame, da amante della cucina "salata".Per quanto riguarda la metà mattina o il metà pomeriggio sarebbero da organizzare in base ad un' eventuale scaletta operativa del paziente: orario pausa pranzo, eventuale attività fisica, palestra intra o post lavoro e infine orario della cena.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">una dieta esemplificativa &nbsp;o per un impiegato che non svolge nessun tipo di attività fisica &nbsp;lavora &nbsp;dalle 08.00 alle 17:00 potrebbe essere la seguente:</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">colazione: frutta da alternare ad una tazza di the verde o tisana +una porzione di cereali</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">spuntino metà mattina e metà pomeriggio: un frutto du stagione </span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">pranzo insalata di verdure crude con qualche cucchiaio di ceci e una manciata di frutta secca piuttosto che un insalata di riso e verdure o una porzione di pasta fredda anticipata sempre da una porzione d' insalata di verdure crude.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">Ovviamente se queste indicazioni possono andare bene per la media dei lavoratori, potrebbe richiedere invece nel suo caso specifico, vista l' insorgenza dell' MRGE(malattia da reflusso gastroesofageo) opportune rettifiche onde garantire una corretta terapia disinfiammante della sua mucosite.</span></div> &nbsp;<div><span class="fs10lh1-5">Le consiglio pertanto di rivolgersi ad uno specialista nutrizionista/dietologo che possa accompagnarla in un percorso personalizzato che la sappia indirizare &nbsp;verso una nuovo stile di vita piu' adeguato e consono alla sua situazione personale.</span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 17:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Stefania chiede: Svezzamento ed introduzione alla carne]]></title>
			<author><![CDATA[stefania]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000A"><div><strong>Buongiorno Dott. Senette, ho una bambina di sei mesi. Abbiamo appena iniziato lo svezzamento, la nostra pediatra ha inserito la carne già dalla prima pappa prima sotto forma di liofilizzato poi di omogeneizzato. Ho letto però che la carne non è ancora assimilabile dall'organismo per immaturità degli enzimi preposti alla assimilazione di tali alimenti. Come fare quindi per l'assimilazione del ferro e della vitamina B12, contenuti nelle verdure ma più difficilmente assimilabili? Grazie Stefania</strong></div><div><strong><br></strong></div><div>dr. Senette risponde:</div><div>Gent.le Stefania, lo svezzamento o l’alimentazione complementare, è quel momento della vita di un neonato in cui si inizia ad affiancare all’alimentazione esclusivamente lattea il cibo degli adulti.</div><div>Questa fase desta molta preoccupazione nelle mamme che ormai non sanno più che “campana” ascoltare. I vari esperti forniscono indicazioni diverse, quasi sempre supportate da autorevoli documenti (la ricerca scientifica oggi è in grado di dimostrare una cosa e il suo esatto contrario!) e i neo genitori non sanno che “pesci prendere”!Alle nostre nonne non sarebbe mai venuto in mente di consultare libri, tabelle, video e quant’altro… si faceva e basta. Il risultato è stato una generazione in cui allergie alimentari e non, quali ad esempio le ormai consuete dermatiti “atopiche”etc per non far seguire un lungo elenco di affini, erano praticamente inesistenti.Questo valeva quindi in passato, quando gli alimenti industriali erano pressoché sconosciuti, si consumava quello che c’era nell’orto, cereali integrali e legumi (cibo da poveri) e la carne la si vedeva con il cannocchiale. Ora lo stile di vita è completamente diverso: il cibo (soprattutto quello spazzatura) è sempre a portata di mano e siamo sempre in corsa contro il tempo! In questo contesto è facile affidarsi a pappette pronte, industriali, prive di sapore e aroma, o ancor peggio insaporiti da aromi artificiali che renderanno difficile poi l’inserimento di prodotti freschi e salutari. Un’ altro dato interessante importantissimo da sottolineare è che nel passato il cibo era spesso poco e prezioso e quindi nessuno aveva fretta di avere una nuova bocca da sfamare e lo svezzamento veniva iniziato verso la fine del primo anno di vita, mentre oggi avere un bambino che mangia precocemente viene vissuto come un vanto, mentre un bimbo che tarda nel desiderio di mangiare, come un problema e una sconfitta.Il cibo è un’esperienza emozionale, che crea ricordi e aiuterà ad apprezzare le tradizioni, questa esperienza per il bambino inizia già nel ventre materno e durante l’allattamento al seno perché al piccolo arrivano i sapori di ciò che la mamma ha mangiato creando già una base di gusto.Stante queste premesse per svezzare è indispensabile aspettare il momento giusto,Il piccolo, ad esempio, prima dei 5 mesi ha una carente coordinazione dei muscoli della deglutizione, e se svezzato troppo presto potrebbe rimanere frustrato non riuscendo a deglutire il buon cibo che sente in bocca; inoltre l’amilasi salivare (enzima che digerisce gli amidi) è presente in quantità irrilevanti prima della comparsa dei denti. Sotto i 4 mesi l’intestino del bambino è ancora molto permeabile e questo può portare a sensibilizzazione ad alcuni cibi o allergia. Possiamo anche aggiungere che il neonato, per iniziare a digerire i cibi solidi, deve riuscire a rimanere autonomamente in posizione seduta in modo che lo stomaco rimanga disteso (infatti è intuitivo capirlo visto che anche se noi adulti ci corichiamo subito dopo il pasto il cibo stazionerà più a lungo nello stomaco provocando bruciore e pesantezza). Un altro segnale è quello dell’interesse verso il cibo che spesso però trae in inganno: i bambini dal 4° mese iniziano la così detta “fase orale” durante la quale scoprono il mondo facendolo passare dalla bocca per sentire temperatura e consistenza delle cose, per cui è probabile che provino interesse per il cibo solo per un po’, come se fosse un gioco di cui poi si stancheranno. Da osservare anche e soprattutto la dentizione; lo spuntare del primo dentino (di solito proprio verso il 6° mese) significa che il neonato è pronto per assumere alcuni cibi solidi. Detto questo passo ad analizzare nel dettaglio quali sono i fabbisogni del neonato visto che come è successo a lei cara Stefania ci si chiede spesso se il bambino avrà assunto abbastanza nutrienti durante la giornata; vediamo in breve quali sono i fabbisogni nutrizionali che spesso “mettono in crisi” i genitori. – Proteine Il fabbisogno di proteine più alto in tutta la vita (circa 1,4 g di proteine per kg di peso corporeo) si ha durante i primi 6 mesi, periodo in cui l’unico alimento veramente corretto è il latte materno! Dai 12 ai 18 mesi questo scende a 1 g/kg di peso fino ad arrivare al fabbisogno dell’adulto attorno al secondo anno di vita (0.8 g/kg di peso). Facciamo un esempio: se ho un bambino di 3 anni che pesa 15 kg, avrà bisogno di circa 12 g di proteine al giorno. 50 g di carne di pollo contengono proprio 12 g di proteine, il che significa che qualunque altra cosa mangerà durante la giornata gli farà assumere più proteine del necessario: infatti anche i cereali, i vegetali e tanti altri alimenti hanno proteine! 50 g di pasta ad esempio, contengono 6,5 g di proteine. Si può notare che difficilmente si presenterà una carenza di questo nutriente! – Fibre L’argomento fibre è un po’ delicato. Se queste sono indispensabili per la salute dell’adulto, nel bambino possono creare qualche problema: un consumo eccessivo di fibre potrebbe alterare la funzionalità dell’intestino ancora immaturo del bambino, creando fermentazioni e coliche, diarrea o stitichezza. Il fabbisogno stimato per il primo anno di vita è di circa 8 g ogni 1000 kcal, quantità che è facilissimo raggiungere con un’alimentazione sana, che comprende frutta e verdura, legumi, semi e un po’ di cereali integrali. Ci si può regolare osservando come e quanto funziona l’intestino del neonato: se le scariche sono più di due al giorno, le feci troppo molli o al contrario se fa fatica a scaricare (stitichezza paradossa) probabilmente la dieta è troppo ricca di fibre. – Ferro Il ferro gioca un ruolo essenziale in numerosi processi biologici. Una sua carenza o un suo eccesso durante lo sviluppo di un individuo possono alterare il sistema nervoso o dare problemi a livello comportamentale. Il fabbisogno varia in base agli stadi di crescita: durante i primi 6 mesi di vita è stimato attorno ai 5 mg. Da notare che questo è il periodo in cui il bambino si dovrebbe nutrire esclusivamente con il latte materno che fornisce per i primi 6 mesi circa 0,55 mg al giorno e dai 6 ai 12 mesi 0,75 mg al giorno, il resto del fabbisogno è coperto dai depositi del neonato. Il latte materno non contiene ferro-eme (il ferro presente nella carne), ma ferro ferrico (Fe3+), cioè il ferro presente negli alimenti vegetali. Fino ai 3 anni il fabbisogno è di circa 7 mg, dai 4 ai 9 anni è di 9 mg fino ad arrivare all’adolescente che necessita di 12 mg al giorno. – Calcio Il calcio è il minerale più rappresentato nel nostro organismo ed è depositato quasi esclusivamente in ossa e denti. Una piccola parte svolge altre funzioni biologiche nella coagulazione del sangue, nel muscolo e in generale nelle cellule (anche quelle immunitarie!). Inoltre il calcio prende parte ai così detti “sistemi tampone” che si occupano di neutralizzare gli acidi che si formano all’interno del nostro corpo (vedi articolo sull’equilibrio acido-base). Il fabbisogno è stimato attorno ai 600 mg al giorno nel primo anno di vita, per aumentare poi a 800 mg per i bambini fino ai 5 anni e a 1500 mg negli adolescenti. Anche in questo caso il fabbisogno durante lo svezzamento può essere coperto con alimenti di origine vegetale come ad esempio mandorle, fichi secchi, prezzemolo, spinaci, broccoli, cavolfiori e con ricotta e yogurt per quanto riguarda i latticini. Non dimenticate l’acqua come fonte di calci!. C’è da dire poi che, più si evitano alimenti acidificanti e più il fabbisogno diminuisce. L’assorbimento di calcio è favorito dal lattosio e dalla vitamina D (che viene prodotta con la luce solare!). In pratica come iniziare in pratica lo svezzamento? Sempre rispettando la regola di ascoltare e osservare vostro figlio e di abbinare i sapori prendendo spunto dalle ricette che usate per tutta la famiglia. Potete iniziare dando dei centrifugati di mela e/o carota diluiti con acqua per poi proseguire con delle pappe fatte di brodo (non comprate il dado industriale, meglio farlo in casa con 2-3 tipi di verdure al massimo, come se fosse un risotto per voi, in modo che vostro figlio impari a sentire e ad apprezzare il gusto naturale di ogni alimento), un po’ di cereale senza glutine (all’inizio meglio il riso semintegrale e poi miglio, mais, orzo perlato) e un filo di olio di oliva extravergine. Piano piano si passa ad un cucchiaio al giorno di passato di verdura (sempre composto di 1 verdura per volta più le verdure per il brodo, proprio come facciamo noi adulti per i risotti) e si osserva la reazione del bambino: se scarica troppo o troppo poco meglio tornare al solo brodo, significa che l’intestino non è ancora pronto. Questa regola vale anche quando introdurrete la frutta schiacciata o grattugiata. Aggiungete gli aromi che usate per voi (origano, prezzemolo, ecc.) per rendere il sapore il più affine possibile ai piatti dei grandi. Dalla quinta settimana si può inserire una fonte proteica a scelta tra ricotta, yogurt (vaccino o di soia), mandorle, lenticchie rosse, accompagnata da creme di verdure o frutta e cereali. Si può proseguire dopo i 6 mesi alternando diversi tipi di frutta e verdura, all’inizio solo con mela, pera, carota, patata, zucchina, zucca, lattughe, biete, finocchi e alghe (nel brodo) e poi provando altri vegetali facendo attenzione a quelli potenzialmente allergizzanti come albicocca, ciliegia, pesca, anguria, melone, agrumi, fragole, kiwi, sedano, pomodoro. Per quanto riguarda le proteine, l’uovo, il parmigiano e il pesce meglio inserirli dopo l’anno, così come i cereali che richiedono un intestino maturo (avena, segale). Certi alimenti si possono anche non introdurre proprio: come ad esempio i prodotti industriali (dolci, merendine, gelati, patatine ecc.) e gli insaccati!!! Se all’inizio la preparazione delle pappe può sembrare un inutile spreco di tempo, con un po’ di organizzazione questa diventerà un gesto automatico, in cui coinvolgere piano piano anche i vostri figli, rendendoli consapevoli di quello che stanno introducendo nel proprio corpo: alimenti vivi, ricchi di minerali, vitamine, antiossidanti, prodotti locali che soddisfano le esigenze specifiche della popolazione locale. In particolare Gent.Le Stefania per quanto riguarda la digestione della carne contenuta negli omogeneizzati non deve preoccuparla poiché in essi di carne ce n’è veramente poca, la maggior parte sono derivati amidacei o farina di riso. Tenga presente comunque in linea generale che piu’ tardi vengono introdotti i cibi “solidi”o piu’ a lungo viene seguita una dieta semiliquida meglio è per il neonato e il suo apparato gastro-intestinale.In ultimo la voglio rassicurare sul discorso vit b12 la quale non è contenuta solo nella carne ma in tutti i derivati di origine animale.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 16 Nov 2016 13:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Silvia chiede: sindrome da colon irritabile]]></title>
			<author><![CDATA[Silvia]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000012"><div><span class="fs10"><b>Gentle Dr.Senette, soffro ormai da anni di sindorme da colon irritabile e</b></span></div><div><span class="fs10"><b>consigliata dal mio medico di famiglia sto per eseguire una colonscopia.</b></span></div><div><span class="fs10"><b>Leggendo l’ iter di preparazione all’ esame ho scoperto che prevede l’</b></span></div><div><span class="fs10"><b>eliminazione di frutta e verdura almeno due giorni prima dell’ esame,mi è sorta</b></span></div><div><span class="fs10"><b>quindi spontaneamente uan domanda, ma queste non dovrebbero servire a</b></span></div><div><span class="fs10"><b>favorire una migliore pulizia del colon?</b></span></div><div><span class="fs10"><b>La ringrazio anticipatamente</b></span></div><div><span class="fs10"><b>Silvia</b></span></div><div><br></div><div>Cara Silvia &nbsp;per l’ esame che le si accinge a fare si chiede in particolare di</div><div>evitare, nei 2 giorni precedenti il test, frutta con semini (more, fragole, kiwi,</div><div>uva, fichi, frutta secca, marmellate, olive, sottaceti, legumi, cibi integrali,</div><div>patate con la buccia, melanzane, pomodori, ma anche pasta, riso, pane,</div><div>etc).Le pareti intestinali risulterebbero infatti non sono sufficientemente libere</div><div>dai residui fecali( fibre attaccate alle pareti dell’intestino con situazione che si</div><div>risolve in qualche giorno). La persistenza di semini e fibre nel lume del colon</div><div>per qualche giorno non implica nessun danno al fisico ma la raccomandazione</div><div>di niente frutta e niente fibre è d’ obbligo poiché questi residui possono</div><div>determinare l’occlusione dei canali di aspirazione del colonscopio con</div><div>conseguente allungamento dei tempi di esame.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 17 Aug 2016 14:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sebastiano chiede: metabolismo lento e difficoltà a dimagrire]]></title>
			<author><![CDATA[Sebastiano]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000002A"><div><span class="fs11lh1-5 cf1">Gentile Dr.Senette, le scrivo per chiederle se
esiste una soluzione alla mia situazione.</span></div>

<div><span class="fs11lh1-5 cf1">Ho 45 anni, sono alto 170 cm e peso 112 kg.</span></div>

<div><span class="fs11lh1-5 cf1">Nonostante svolga attivita’ fisica intensa
tutti giorni, dopo svariate diete tutte accompagnate alla costante esperienza
di dietologi e nutrizionisti a Milano, mi ritrovo perennemente al punto di
partenza, tanto che l’ ultimo nutrizionista che mi segue mi ha parlato di
blocco metabolico.</span></div>

<div><span class="fs11lh1-5 cf1">Sono alla disperazione e non mi voglio
rassegnare al mio stato di obesità e nonostante questa sentenza vorrei fare un
ultimo tentativo, lei cosa ne pensa?</span></div>

<div><span class="fs11lh1-5 cf1">Le invio il referto dell’analisi
impedenziometrica e quello dell’ analisi calorimetrica che ha portato alla
definitiva sentenza di blocco metabolico.</span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">In attesa di un suo riscontro la ringrazio e le
porgo i miei piu’ cari saluti,</span><span class="cf1"> &nbsp;</span><span class="cf1">oltre che
i complimenti per il lavoro che svolge attraverso il suo blog.</span></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1">Dr. Senette risponde:</span></span></div><div><span class="fs11lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Caro
Sebastiano, la nostra composizione corporea è &nbsp;determinata da oltre 300 fattori mentre le
diete piu’ comuni si concentrano di solito solo su 2-3: carico glicemico,
insulinemia, &nbsp;apporto glucidico, &nbsp;lipidico e proteico.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Purtroppo &nbsp;tutti questi, per quanto importanti che
siano, sono solo dei co-fattori. Quando decidiamo di tagliare l’ apporto
energetico, &nbsp;alcuni elementi del nostro
metabolismo &nbsp;corporeo con effetto
anti-dimagramento si attivano e si oppongono. E’ fisiologico, il nostro
corpo &nbsp;funziona in questo modo al
dine di consentirci di preservare la nostra vita e la nostra salute. In due
parole, &nbsp;dimagrire non è fisiologicamente
un’ esigenza e tantomeno una priorità. 
Se cosi non fosse ci saremmo giа estinti alla prima carestia!</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Ora
venendo alle sue analisi le voglio evidenziare due cose di vitale importanza
onde evitare conclusioni affrettate se non addirittura inverosimili.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>La
prima riguarda l’ analisi impedenziometrica pur avendo tanti pregi quali l’ essere
non invasiva, economica e veloce, resta comunque un’analisi indiretta della
composizione corporea estremamente dipendente dalla quantità &nbsp;d’ acqua presente in quel corpo.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Il
problema di fondo è che trasmettendo una corrente elettrica attraverso il
corpo, la quantità in esso contenuta puo’ modificare drasticamente il
risultato.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>La
seconda riguarda l’ analisi calorimetrica che pur essendo un’ ottima metodica ,
nel suo caso ci restituisce esclusivamente il suo metabolismo basale ossia &nbsp;la quantità
di
energia impiegata in condizioni di neutralità
termica,
dal suo corpo &nbsp;sveglio, ma in uno stato
di totale rilassamento fisico e psichico, a digiuno da almeno 12 ore. In altre
parole, il metabolismo basale è il minimo dispendio energetico necessario a
mantenere le funzioni vitali e lo stato di veglia.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Nel
suo caso specifico sarebbe invece sicuramente piu’ interessante valutare il
proprio dispendio energetico visto che riferisce un’ intensa attivita’ fisica
giornaliera.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Molto
spesso succede infatti che sovrastimiamo il nostro dispendio energetico durante
l’ attivita’ fisica e sottostimiamo invece l’ introito calorico di quanto
mangiamo, finendo per far prevalere il secondo sul primo.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Tante
altre volte banalmente il &nbsp;corpo non
depura e non smaltisce le tossine con la dovuta rapidità e questo determina un
metabolismo impigrito e rallentato.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>In
quest’ ultimo caso il mero conto calorico c’entra ben poco e la fanno da
padroni strategie detossificanti che permettono di rimettere in funzione i
nostri organi emuntori fegato reni pelle etc garantendo una ripresa della quale
beneficiera’ non solo il suo peso ma tutto il suo corpo in termini di salute.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Nella
speranza di averle fornito sufficienti spunti di riflessione da
condividere &nbsp;con il suo
dietologo/nutrizionista a Milano le porgo i miei piu’ cordiali saluti.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b> </b></span></div></div>

<div><span class="fs11lh1-5 cf1"><b> </b></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 21 Mar 2016 21:55:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Silvia chiede: ritenzione idrica e cellulite]]></title>
			<author><![CDATA[Silvia]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000028"><div><div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf1">Gentile Dr. Senette sono anni che combatto con la ritenzione idrica e la cellulite. Ho fatto diversi consulti medici ma alla fine di ognuno di essi mi sono ritrovata con un farmaco in piu’ da assumere che non ha purtroppo portato anche a distanza di tempo a nessun risultato.</span></b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf1">Sono ormai alla disperazione sopratutto perché non voglio rassegnarmi all’ idea che non ci sia niente da fare per almeno alleviare questa problematica.</span></b></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><b><span class="cf1">La ringrazio anticipatamente per le informazioni che sara’ in grado di darmi.</span></b></span></div> &nbsp;<div> </div></div><div><span class="fs12lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Dr. Senette risponde:</span></span></div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1"><br></span></span></div><div><div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Gentile Silvia,</span></span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">La cellulite è una condizione condizione patologica riconducibile essenzialmente a due fattori principali:</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1"> 1)ritenzione idrica </span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1"> 2)infiammazione degli adipociti o cellule adipose</span></span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Come tutti tessuti anche i pannicoli adiposi hanno la loro impalcatura di sostegno o connettivale.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Il ristagno idrico, associato alla scarsa elasticità del tessuto connettivo rende la superficie della pelle disomogenea, con i classici inestetismi della cellulite.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Una microcircolo &nbsp;non sufficiente porta infatti alla sclerotizzazione di questo tessuto connettivo e porta alla formazione di specie di &nbsp;noduli che coinvolgono nervi e vasi sanguigni, producendo il classico aspetto chiamato pelle a buccia d’arancia. Alla base di queste condizioni ci sono </span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">L’ accumulo tossine negli strati sottocutanei e la conseguente con infiammazione degli adipociti.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Ne consegue che alla base della cellulite c’e sempre un accumulo di tossine sistemico derivante dallo stile di vita, in primis la dieta.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Esistono comunque e bisogna tenerne conto dei fattori predisponenti che sono &nbsp;sia ormonali ma anche legate all’ èta’ e al tipo di pelle.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Al netto di quanto le scrivo come potra’ ben intuire l’ unico fattore dove puo’ intervenire è senz’ altro la dieta. Un’alimentazione sbagliata, caratterizzata da eccesso di alcolici, dolciumi, insaccati, carni, sale e zuccheri lavorati è la causa primaria di cellulite in quanto determina un aumento di tossine e di grasso corporeo.</span></span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Per quanto riguarda i farmaci di cui riferisce nella mail, le posso garantire che ad oggi per tutti i motivi che le ho elencato sopra, non esistono farmaci che curano la cellulite, ma possono solamente alleviarle i sintomi.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Le consiglio pertanto di intraprendere un percorso nutrizionale mirato contro la cellulite, basato su alimenti funzionali che nella maggior parte dei casi ci fornisce direttamente madre natura, come la buona frutta e verdura di stagione ed i risultati sicuri e duraturi non si faranno attendere.</span></span></div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Di seguito un elenco di alimenti ed principi attivi naturalmente attivi contro la cellulite:</span></span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">• &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="cf1"><!--[endif]--></span><span class="cf1">L’ananas contiene bromelina, sostanza attiva contro infiammazione e ritenzione idrica.</span></span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">• &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="cf1"><!--[endif]--></span><span class="cf1">La papaia contiene papaina, effetto esterno rassodante ed effetto interno di eliminazione e ricambio cellulare.</span></span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">• &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="cf1"><!--[endif]--></span><span class="cf1">L’uso di quercetina, flavonoide ubiquitario, serve a ridurre la fragilità dei capillari e la puo’ trovare &nbsp;in mele, pere, uva, olive, frutti di bosco, pomodori, cipolle, broccoli.</span></span></div> &nbsp;<div><!--[if !supportLists]--><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">• &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="cf1"><!--[endif]--></span><span class="cf1">Il glutatione ottimo per disattivare le tossine sistemiche lo si trova in asparagi, peperoni, carote, cipolle, broccoli, avocado, zucche, spinaci, pompelmi, mele, arance, pesche, banane, meloni.</span></span></div> &nbsp;<div> </div> &nbsp;<div><span class="fs12lh1-5"><span class="cf1">Per quanto riguarda &nbsp;i trattamenti locali anti-cellulite le posso inoltre suggerire &nbsp;una tecnica innovativa e del tutto naturale che aiuta a combattere gli inestetismi della cellulite chiamata dermo-lipo-aspirazione. Si tratta di un vero e proprio &nbsp;macchinario attraverso il quale si combatte la cellulite: &nbsp;esso riunisce in un unico e semplice massaggio tre azioni riducenti che assicurano risultati visibili già dopo la prima seduta. Questa tecnica infatti consente di &nbsp;smuovere la </span><span class="cf1"><i>cellulite</i></span><span class="cf1"> in profondità, riducendo visibilmente l’effetto buccia d’arancia, aumentando il tono &nbsp;della pelle e sgonfiando i tessuti dai liquidi trattenuti in eccesso.</span></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 12 Feb 2016 21:50:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Maria chiede: far scomparire la cellulite]]></title>
			<author><![CDATA[Maria]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000010"><div><strong>Gentile Dr.Senette, le scrivo perché ha aiutato in passato una mia amica che aveva problemi di sovrappeso e di cellulite; io pur non essendo in sovrappeso anzi sono piuttosto magra (peso 47 kg per una altezza di 1,60) e sportiva, ho costantemente cellulite diffusa sopratutto nei glutei.Come è possibile? C'è qualcosa che dovrei evitare o introdurre nella mia alimentazione?</strong></div><div><strong><br></strong></div><div>Dr. Senette risponde:</div><div><br></div><div>Cara Maria, la cellulite è un problema molto comune anche nelle donne magre specie nelle giovani e, in generale, si tratta di accumuli di cellule adipose (cellule del tessuto grasso) che sono “immerse” in una quantità eccessiva di liquido. Si evidenzia all'esterno poichè la pelle prende il caratteristico aspetto “a buccia d'arancia” e si può manifestare anche con rossore e dolore.</div><div>È una condizione legata soprattutto ai cambiamenti ormonali femminili. In generale, la cellulite interessa cosce,caviglie, glutei, braccia e spalle. Per rimediare è necessario, prima di tutto, uno stile di vita sano, il cui baluardo deve essere una dieta ricca di fibre, frutta e vegetali. Sono da evitare, invece, gli alimenti come i salumi, gli insaccati e i condimenti di origine animale (burro, strutto,creme a base di uova, panna, mascarpone), formaggi grassi efermentati. È molto importante anche bere molta acqua (almeno 2 litri distribuiti in tutto l’arco della giornata e specie durante l'attività fisica).Per interrompere la monotonia dell’acqua si possono aggiungere degli infusi drenanti, come quelli a base di ananas(anche estratti a base di bromelina) e meliloto. Per quanto riguarda invece i trattamenti localizzati, le consiglio di dare uno sguardo alla sezione del sito dove illustro il trattamento di <a href="https://www.senettedietologo.it/remise-en-forme--dimagrimento--rapido.html#Dermolipoaspirazione" class="imCssLink" onclick="return x5engine.utils.location('https://www.senettedietologo.it/remise-en-forme--dimagrimento--rapido.html#Dermolipoaspirazione', null, false)">dermolipoaspirazione</a></div><div><br></div><div>Saluti, </div><div>dr. Pietro Senette</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 18:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Fabrizio chiede: Dolori addominali e colite spastica]]></title>
			<author><![CDATA[Fabrizio]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_00000000C"><div><span class="fs10"><b>Buongiorno Dr.Senette, soffro da qualche tempo di forti dolori addominali. Premetto che circa due anni fa ho sofferto per un anno intero di gastroenterite acuta. Nell'ultimo periodo alterno inoltre periodi di stipsi e forti dolori addominali con emorroidi anchecon qualche perdita di sangue.Il mio medico mi ha detto che soffro di colite spastica mi ha prescritto un integratore a base di diosmina e olio di vaselina, ma la sintomatologia è rimasta pressoché invariata, lei cosa mi consiglia?</b></span></div><div><br></div><div>Senette risponde:</div><div><br></div><div>Caro Fabrizio, la Sindrome del Colon Irritabile o Colite spastica, èuna patologia che interessa l’ultimo tratto dell’intestino, detto colon.Viene comunemente chiamata colite, termine generico per indicareuna infiammazione del colon.</div><div>Siamo di fronte al tipo di colite piùdiffusa ed in fortissimo aumento.Si calcola infatti che i malati siano più del doppio rispetto a 20 annifa. Tra i sintomi vari della Colite Spastica dominano</div><div><br></div><div><ol><li>Fastidi addominali con crampi e spasmi soprattutto concentrati nella partealta intestinale a sinistra, verso la milza,</li><li>Meteorismo, sensazionedi gonfiore per presenza di aria nell’intestino,</li><li>Flatulenza etensione addominale,</li><li>Nausea,</li><li>Cefalea,</li><li>Depressione,</li><li>Ansia,</li><li>Stanchezza,</li><li>Alitosi,</li><li>Difficoltà nella concentrazioneo nello svolgimento delle normali attività quotidiane,</li><li>Alterazione consistenza feci, dalla stitichezza ostinata alla diarrea alternata.</li></ol><div><br></div></div><div><br></div><div>In genere questo disturbo affligge le persone sensibili, perché èacuito da una forte componente nervosa, psicosomatica. Fattori come lo stress e l’ansia, infatti, favoriscono tutte le alterazioni funzionali dell’apparato digerente, come la gastrite nervosa, ad esempio.All’origine della colite ci sono spesso anche cause di tipo metabolico, come ad esempio un’intolleranza alimentare trascurata,come quella al lattosio o al glutine, ovvero la malattia celiaca.</div><div>Un’alimentazione scorretta, abuso di alcol e di farmaci, obesità e sedentarietà sono infatti fattori indiscutibilmente predisponenti alla sindrome dell’intestino irritabile.Alcuni consigli generali che potrebbero senz'altro giovarle sono i seguenti:</div><div>fare 5 mini pasti al giorno piuttosto che 3 abbondanti, mangiare in modo leggero, masticare a lungo e bene ogni boccone e bere adeguata acqua meglio se lontano dai pasti. </div><div>Evitare inoltre tutti i cibi precotti o conservati inclusi gli insaccati e lo scatolame, i fritti, icibi stracotti, le carni sia bianche che rosse, i grassi saturi e glizuccheri raffinati, così come gli edulcoranti artificiali. Mettere al bando anche bibite gassate e bevande alcoliche, e meglio limitareanche quelle eccitanti come il caffè e le cole. Per alleviare i &nbsp;sintomi possiamo aumentare l’apporto di cereali, meglio se integrali, frutta e verdura.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 20 Dec 2015 22:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Elisa chiede: 7 giorni Dukan]]></title>
			<author><![CDATA[Elisa]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000007"><div><strong>Domanda inviata da: Elisa</strong></div><div><strong>Salve dottore io ho 30, un bimbo e faccio una buona attività fisica ( almeno un ora di corsa 3/4 volte la settimana e due volte di potenziamento in palestra.per lo più attrezzi e addominali). Pratucamente vivo a dieta(colazione- latte scremato e 30 g cereali tipo crusca; frutto a mezza mattinata pranzo e cena- sempre con una trentina di grammi di pane integrale o di segale, un secondo tipo carne bianca, pesce, formaggi magri, e verdura). Ora io attualmente peso 60kg ma dove guardi guardi, essendo alta 1,65, il mio peso ideale dovrebbe essere 57kg, ma questi 3 l sembrano impossibili da scendere ( e ho girato più di un nutrizionista/dietologo). Stavo pensando alla 7 gg dukan, ma tutto me la sconsigliano per gli effetti negativi generale, lei cosa ne pensa? Grazie mille</strong></div><div><strong><br></strong></div><div class="imTACenter"><img class="image-0" src="https://www.senettedietologo.it/images/domanda.png"  width="230" height="230" /><strong><br></strong></div><div><strong><br></strong></div><div>Senette risponde:</div><div>Gent.le Elisa, la dieta dukan è in linea generale definibile come una dieta dimagrante iperproteica.</div><div>Ogni dieta dimagrante per essere salutare,dovrebbe essere bilanciata,tenendo conto di tutti i macronutrienti e micronutrienti(carboidrati,proteine,grassi e vitamine ed minerali), e dove alcuni di essi siano carenti vanno necessariamente integrati, pena la comparsa di disturbi e conseguenze sulla salute non di poco conto. Mi sembra di capire che Lei vorrebbe sfruttare i soli benefici della dukan,che sono peraltro ottenibili in tutta sicurezza,se seguita da un esperto qualificato,tramite protocolli particolari, ma normoproteici!! Infatti se da un canto un carenza si può colmare con un adeguata integrazione, lo stesso non si può fare in caso di un eccesso di un qualsivoglia nutriente, in particolare le proteine,che in eccesso andrebbero a sovraccaricare gli organi emuntori fegato e reni.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 18 Dec 2015 08:46:00 GMT</pubDate>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Debora chiede: insufficienza venosa ed edemi periferici]]></title>
			<author><![CDATA[Debora]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000027"><div><div><span class="fs10lh1-5">Gentile dr
Senette, le scrivo per avere qualche consiglio su un problema che m affligge
mai da un anno.Soffro di problemi alla circolazione e circa un anno fa
esasperata dalle mie gambe che ormai erano diventate dei “palloncini” m sono
rivolta al mio medico di famiglia che dopo avermi visitato mi ha detto di avere
un “edema periferico“ e mi ha rescritto un farmaco ad azione diuretica.</span></div>

<div><span class="fs10lh1-5">Dopo un iniziale e
parziale &nbsp;miglioramento, il gonfiore alle
gambe è ripreso e i medico mi ha detto di proseguire la terapia assegnata e che
non c’e nient’ altro da fare.</span></div>

<div><span class="fs10lh1-5">Io non mi voglio
rassegnare e credo che una corretta alimentazione, magari mirata possa aiutarmi
a risolvere questo problema venoso.</span></div>

<div><span class="fs10lh1-5">Lei cosa ne pensa?
Esiste una dieta specifica che aiuta a risolvere i problemi di insufficienza
venosa ed edemi periferici?</span></div></div><div><span class="fs10lh1-5"><br></span></div><div><span class="fs10lh1-5">Dr. Senette risponde:</span></div><div><span class="fs10lh1-5"><br></span></div><div><div><span class="fs11lh1-5"><b>Cara
Debora, il suo è uno dei disagi più comuni ed è &nbsp;provocato dalla ritenzione idrica che ha come
uno dei segni il gonfiore alle gambe. Molte persone, sopratutto donne ne
soffrono, spesso &nbsp;anche anziani e
soprattutto durante la stagione estiva a causa di un’ aumentata
vasodilatazione. Questo gonfiore conosciuto anche come edema periferico,
consiste nell’ accumulo eccessivo di liquidi in quella zona. Questa situazione
puo’ provocare dolore e può interessare entrambe le gambe, le caviglie e anche
le cosce.In genere comunque a causa della forza di gravità &nbsp;il gonfiore si manifesta soprattutto nelle
estremità più
basse del corpo.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Se
da un canto le alte temperature come le scrivo esacerbano questo problema, dall’
altra le devo sottolineare che questo è dovuto al fatto che con l’ aumentata
vasodilatazione, vengono &nbsp;rallentati
tutti i processi di smaltimento delle tossine. In sintesi è come se avessimo un
freno sulla nostra circolazione rendendo 
difficoltoso il lavoro dei sistemi venoso e linfatico che sono quelli
chiamati a smaltire le scorie metaboliche.L’ origine del problema è dunque
metabolico, e la ritenzione idrica ne è un segnale importante, che non bisogna
sottovalutare.</b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b>Far
ripartire il metabolismo è quindi
necessariamente &nbsp;il primo passo. Bisogna
attraverso una dieta detox specifica ridurre i rifiuti metabolici e permettere
al &nbsp;corpo di ripartire. Di contro
continuare ad accumulare tossine, essenzialmente attraverso una dieta non
adeguata, la portera’ a dover convivere con questa problematica ed eventuali
comorbilità. </b></span></div>

<div><span class="fs11lh1-5"><b> </b></span></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 12 Apr 2015 20:48:00 GMT</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Stefania chiede: Alimentazione neonati]]></title>
			<author><![CDATA[Stefania]]></author>
			<category domain="https://www.senettedietologo.it/blog/index.php?category=Forum"><![CDATA[Forum]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000006"><div><strong>Domanda inviata da: Stefania</strong></div><div><strong>Buongiorno dott. Senette, mia figlia Laura ha quasi un anno. Ho introdotto parecchi cibi diversi ormai, ma non so come distribuirli nella giornata. Mi spiego meglio, è corretto, per esempio, a quest'età, separare carboidrati a pranzo e proteine (carne, pesce o legumi) a cena (con verdure di accompagnamento in entrambi i pasti)? O è meglio fare dei pasti completi con carboidrati e proteine in entrambi i pasti? Un'altra cosa la frutta è consigliata dopo il pasto serale o rallenta la digestione? La ringrazio. Stefania</strong></div><div><strong><br></strong></div><div><strong><br></strong></div><div>dr.Senette risponde:</div><div>Gentile Stefania, mi fa piacere che si faccia questa domanda e fa molto bene in generale a pensare di dover migliorare l' alimentazione della sua piccola .</div><div>La dieta dissociata a cui fa cenno è assolutamente improponibile, a volte anche per gli adulti, figuriamoci per un bambino. Un pasto deve essere equilibrato nei suoi vari componenti: carboidrati (pasta, riso, pane..), proteine (carne, pesce, formaggi, legumi), fibre, sali minerali e vitamine (verdure e ortaggi) e grassi aggiunti (olio extra vergine d'oliva). L'equilibrio dei vari componenti favorisce l'utilizzo di ognuno migliorando il metabolismo dell'individuo. Senza voler essere troppo tecnici ma molto pratici, le faccio notare che succede spesso che quando prepariamo soltanto il primo, tendiamo naturalmente ad abbondare sia nelle porzioni che nei condimenti, perchè pensiamo: "Ma mangia solo questo!". Ciò porta ad eccedere soprattutto nei carboidrati e a commettere l'errore più frequente in una alimentazione sbagliata. Sfrutti la meravigliosa occasione che Laura le offre dato che ama tutti gli alimenti per alternarli durante la giornata e la settimana.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Mar 2014 08:44:00 GMT</pubDate>
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